30/07/2026
Non tutti sono pienamente consapevoli dei devastanti danni psichici, emotivi, affettivi, comunicativi, linguistici, cognitivi e neurocognitivi, relazionali e comportamentali causati dall'utilizzo dei device elettronici nei primi anni di vita. La revisione della letteratura scientifica condotta dalla Commissione Dipendenze Digitali della Società Italiana di Pediatria ha analizzato 78 studi sugli effetti dell'esposizione digitale e ha evidenziato che bastano 30 minuti di cellulare al giorno per causare un raddoppiamento del rischio di comparsa di ritardo di linguaggio, di deficit delle capacità attentive, di compromissione delle funzioni esecutive, di danni alla vista, di difficoltà nella coordinazione oculo-manuale, di ritardi nello sviluppo delle prassie, di alterazione della regolazione comportamentale ed emotiva, di sregolazione nel ritmo sonno-veglia, di inadeguatezza relazionale tra coetanei e tra bambino e adulto.
Permettere ad un bambino di utilizzare i device elettronici può causare un danno serio al suo sviluppo poiché va a discapito dell'utilizzo di materiale che può invece stimolare la manualità, la creatività, il pensiero, l'ideazione.
In età adolescenziale i fenomeni di dipendenza digitale presentano gli stessi sintomi e la stessa gravità delle dipendenze da sostanze.
Una settimana fa è stata presentata in Senato la prima proposta di legge per la tutela dello sviluppo neuro cognitivo fisico e relazionale dei bimbi nei primi anni di vita sottoscritta da tutte le forze politiche.
La crescita sana delle nuove generazioni va tutelata e protetta in un'ottica preventiva, poiché non ha alcun senso intervenire sugli effetti quando è troppo tardi.
La responsabilità è degli adulti, oggi.