29/04/2026
Oggi ho incontrato una Neomamma e durante il colloquio è emersa un'immagine: il post parto come una Bolla.
Il post-parto è proprio così: un microcosmo sospeso dove il tempo si ferma.
Da un lato, vi è la voglia di rimanerci dentro per sempre. Immergersi in quel profumo di neonato, assorbire ogni respiro e ogni grammo d'amore, affinché il bambino si senta pienamente nutrito, protetto e "visto".
Dall'altro, il bisogno vitale di uscirne. La voglia di riprendersi i propri spazi, di stare in silenzio con se stesse. In una parola: di respirare fuori dal ruolo di "mamma".
Spesso, quando il desiderio di uscire dalla bolla bussa alla porta, arriva anche il senso di colpa.
Uscire dalla bolla per un momento non significa amare meno; significa recuperare l'ossigeno necessario per poterci rientrare con ancora più presenza.
Essere una "buona madre" non significa annullarsi nel noi, ma saper oscillare tra l'amore infinito per l'altro e il rispetto profondo per se stesse.
È in questo equilibrio, a volte precario e faticoso, che si costruisce la salute mentale di una mamma e, di riflesso, quella del suo bambino.