28/06/2022
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(✏️ Renato Franco) La storia di un uomo sgozzato da un termosifone, la risoluzione del dubbio se è nata prima l’acqua o la bottiglia (è giusta la prima), «le skills» necessarie a individuare una porta e a come aprirla, i consigli di lettura, a partire dal libro Come imparare a camminare in pochi semplici passi. L’antologia della comicità surreale è concentrata nel nuovo lavoro di Maccio Capatonda, Libro 2 (Mondadori), che arriva dopo il debutto con Libro, titolo che toglie ogni dubbio su cosa il lettore abbia tra le mani. La cifra di Maccio Capatonda è quella che mette anche nei suoi video, una comicità che si muove tra i cieli rarefatti dell’assurdo. «La comicità surreale è il mio modo di combattere la realtà stessa, di cercare una fuga dal mondo. Fin da bambino io trovavo la realtà limitata a due aspetti: o era noiosa o era dolorosa, quindi ho cercato di rimescolarla, di prenderla in giro, di farne una parodia: tutte tecniche che cercano una fuga dalla realtà e allo stesso tempo la criticano, la mettono in discussione. In fondo faccio quello che fanno tutti, l’epoca di oggi è fatta di persone che continuamente cercano di fuggire dal quotidiano: attraverso i social, attraverso i videogame, i film, internet».
Nel suo «Libro 2» scrive: «A furia di scacciare la noia stiamo diventando dipendenti dalla non noia. E cioè dalla sovrabbondanza di stimoli, da cui deriva la scomparsa del dialogo interiore e della vera spinta a non annoiarci».
«È un meccanismo di cui io stesso sono vittima, il fatto di aver paura della noia ci allontana da noi stessi, dai nostri desideri. Penso che avere dei momenti in cui si sta da soli, in cui non si hanno stimoli, sia importante per capire chi siamo veramente, cosa vogliamo, cosa desideriamo. In caso contrario quello che pensiamo di volere ci è sempre preventivamente suggerito dalle offerte che riceviamo, non da quello che pensiamo noi liberamente. Io ogni tanto faccio un digiuno: solo così ti rendi conto che l’assenza delle cose è quello che davvero ci manca, tutti dobbiamo avere delle mancanze per capire cosa vogliamo. Eppure siamo una società individualista, riflesso del consumismo e del capitalismo». Continua a leggere l'intervista a Maccio Capatonda sul Corriere 👉