Studio di psicologia e psicoterapia - Dott.ssa Montemurro Simona

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Studio di psicologia e psicoterapia - Dott.ssa Montemurro Simona Psicoterapia relazionale: Psicoterapia individuale, familiare e di coppia

07/08/2026

𝐏𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚, 𝐥’𝐎𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐭𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐨: “𝐆𝐥𝐢 𝐮𝐨𝐦𝐢𝐧𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐚𝐠𝐢𝐨”

“I dati ci mostrano una differenza importante tra uomini e donne nell’accesso ai servizi di benessere psicologico. Le donne tendono a rivolgersi più frequentemente ai percorsi di cura, mentre molti uomini arrivano a chiedere aiuto quando il disagio si è già aggravato e richiede interventi più complessi”.

A dirlo è Maria Antonietta Gulino - Presidente CNOP, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana e del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi.

Secondo il rapporto “Welfare e salute in Toscana 2025” dell’Agenzia Regionale di Sanità (Ars), le donne in terapia con antidepressivi sono il 10,9%, quasi il doppio rispetto al 5,7% degli uomini. È un indicatore dell’accesso alle cure, non della quantità di sofferenza: le donne intercettano prima il disagio e si rivolgono più spesso ai servizi territoriali e al medico di base, dove la prescrizione è più frequente.

“Questi numeri non ci dicono che gli uomini soffrono di più delle donne – sottolinea Gulino – ma che spesso il disagio viene riconosciuto e affrontato più tardi. Per questo è fondamentale lavorare sulla prevenzione e sulla possibilità di intercettare precocemente le difficoltà psicologiche”.

Sul versante opposto, i ricoveri per cause psichiatriche vedono una netta prevalenza maschile: nella fascia 0-19 anni il tasso arriva a 92,8 ricoveri ogni 10.000 abitanti tra i maschi, contro i 52,9 tra le femmine. Un divario che non racconta solo un accesso più tardivo alle cure, ma anche un modo diverso di manifestare il disagio: nei ragazzi prevalgono le espressioni esternalizzanti – condotta, agiti, discontrollo – che più spesso sfociano nel ricovero, mentre nelle ragazze i quadri internalizzanti, dall’ansia alla depressione all’autolesività, restano più silenziosi ma non meno seri.

Il segnale più duro arriva dalla mortalità. In Toscana il 76% dei suicidi riguarda gli uomini, con una prevalenza maschile che il rapporto Ars conferma in tutte le fasce d’età e con metodi mediamente più letali. “È il dato che pesa di più – osserva Gulino –. Ci dice che il silenzio, quando si prolunga, ha un costo altissimo. Molti uomini arrivano al punto di rottura senza aver mai chiesto aiuto, e questo interroga non solo la sanità, ma una cultura che ancora lega la fragilità maschile alla vergogna”.

“Fin dall’adolescenza molti ragazzi ricevono messaggi culturali che associano l’espressione delle emozioni alla debolezza – prosegue la presidente –. In diversi contesti, dal lavoro allo sport, parlare di ansia, tristezza o vulnerabilità può essere ancora percepito come qualcosa da nascondere. Questo rende più difficile chiedere aiuto e rischia di isolare le persone proprio nel momento in cui avrebbero bisogno di sostegno”.

“Dobbiamo promuovere una cultura dell’ascolto in cui riconoscere una difficoltà non sia vissuto come un fallimento personale – conclude Gulino –. Il benessere psicologico riguarda tutti, uomini e donne, e chiedere aiuto quando emerge un disagio è un atto di responsabilità verso sé stessi e verso le proprie relazioni. Intervenire prima significa avere maggiori possibilità di prevenire l’aggravarsi della sofferenza e di costruire percorsi di cura più efficaci".

05/08/2026

Il tema del disagio giovanile e della responsabilità degli adulti è stato molto dibattuto nelle scorse settimane, per questo riproponiamo l'editoriale scritto su Huffington Post dalla presidente del CNOP, Maria Antonietta Gulino, ancora oggi profondamente attuale.

"Il limite smarrito": la domanda giusta non è cosa siano diventati i giovani, ma cosa noi adulti abbiamo smesso di fare per loro.

Un invito a interrogarsi non sui ragazzi, ma su presenza, limiti e ascolto che spesso mancano nella vita di chi dovrebbe accompagnarli a crescere.

Vai all’articolo👇
https://www.huffingtonpost.it/blog/2026/04/21/news/il_limite_smarrito_la_domanda_non_e_cosa_siano_diventati_i_giovani_ma_cosa_abbiamo_smesso_di_fare_noi-21730622/

03/08/2026
02/08/2026

TIM SUMMER HITS 2026

01/08/2026

Da qualche settimana è stato ripubblicato ‘Illmitz', il primo libro che ho scritto. Avevo 23 anni e non sapevo cosa avrei fatto da grande, avevo dei lavori precari e nessun talento manifesto. Una volta un amico astrologo mi aveva chiesto la mia data di nascita e dopo qualche giorno mi aveva convocato per dirmi: “Diventerai una grande artista.” Io ero rimasta confusa, cosa mai avrei potuto fare? Non sapevo in che campo mi sarei dovuta applicare, non sapevo suonare, né ballare né dipingere né recitare. Così glielo avevo chiesto e lui mi aveva risposto: “Quando sarà il momento lo capirai.”

Com’è piena di misteri la vita. Tre anni dopo quella profezia sono andata da sola, senza sapere perché, a passare qualche giorno in un grande parco nazionale austriaco - la natura è sempre stata la mia grande passione - e lì all’improvviso una mattina su un quaderno avevo cominciato a scrivere e per venti giorni non mi ero più fermata.

Sono tornata a Trieste avendo un libro che non avrei mai pensato di scrivere. L’avevo fatto leggere a mia nonna e lei aveva detto: “Mi sembra bellissimo”. Ma era la nonna, mi voleva bene. Poi però, tramite una sua amica maestra, era riuscita a farlo arrivare a un grande critico, Claudio Magris. Dopo un anno di attesa Magris mi chiamò e mi disse: “È un libro bellissimo.” Malgrado il suo viatico, non riuscii a trovare un editore. Ricevetti cinquanta lettere di rifiuto, tutte con toni che andavano dal paternalistico all’odioso. Nonostante ciò ho continuato a scrivere e otto anni dopo sono riuscita a pubblicare il primo libro, "La testa tra le nuvole”, anche lui riuscito due mesi da Solferino.

Ma quelle settimane passate a Illmitz, con le grandi cicogne che volevano sulla mia testa, sono rimaste nella mia memoria come un momento in cui dentro di me è scoppiato un incendio. L’incendio di amore per la parola e per tutte le grandi battaglie che si devono affrontare per riuscire a domarlo.
A quel tempo era molto diverso da quello di ora, la società dell’intrattenimento non era ancora nata e nessuno poteva pensare che scrivere libri fosse un mestiere che era possibile apprendere attraverso una tecnica. Non esistevano agenti, se avevi un libro lo mandavi per posta alle case editrici e loro dopo anni lo leggevano.

La scrittura era - e per me è rimasta - un fuoco che arde, che mi consuma. Non ho mai un plot, un progetto, uno schema di quello che vorrò fare. È un po’ come sedersi davanti al fuoco: aspetto un lampo, una luce, un particolare momento della fiamma in grado di svelarmi la prossima strada da percorrere.
Dal punto di vista creativo e umano la mia vita è stata una straordinaria avventura. Ho scritto più di trenta libri. Spesso mi tornano in mente passaggi di uno di loro e sono felice di averli scritti.

Gli ultimi anni sono stati un po’ difficili. Spesso mi trovo a pensare che non ci saranno altri libri e poi i tempi non incoraggiano certo ad affrontare quel grande combattimento interiore che è la scrittura. Ma ora fa caldo, e il caldo confonde le idee.
Verrà l’autunno, cadranno le foglie, accenderò di nuovo la stufa nel mio studio e chissà forse ancora il guizzo di una fiamma mi svelerà la soglia di un mondo che fino ad allora non avevo visto e nel quale improvvisamente desidero entrare.

31/07/2026

Le recenti proposte legislative sull'imputabilità dei minori aprono un dibattito che attraversa la giustizia, la salute, l'educazione e la responsabilità collettiva.

Ogni scelta normativa deve essere accompagnata da evidenze scientifiche sullo sviluppo dell'infanzia e dell'adolescenza.

𝑆𝑢𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑠𝑖𝑡𝑜 𝑢𝑛 𝑎𝑝𝑝𝑟𝑜𝑓𝑜𝑛𝑑𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑎 𝑐𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝐺𝑟𝑢𝑝𝑝𝑜 𝑑𝑖 𝐿𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜 𝑃𝑒𝑟𝑖𝑛𝑎𝑡𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀, 𝐼𝑛𝑓𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎 𝑒 𝐴𝑑𝑜𝑙𝑒𝑠𝑐𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑓𝑒𝑟𝑒𝑛𝑡𝑒 𝐶𝑙𝑎𝑟𝑒𝑡𝑡𝑎 𝐹𝑒𝑚𝑖𝑎, 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑖𝑔𝑙𝑖𝑒𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑛𝑜𝑝 👇
https://www.psy.it/imputabilita-minorile-e-sviluppo-cosa-ci-dice-la-scienza/

31/07/2026

A supporto delle famiglie e della gestione del “tempo” con i propri bambini e bambine nelle giornate estive ci preme diffondere e condividere le raccomandazioni diffuse dalla Società Italiana Pediatria sull'uso del digitale per i più piccoli. Fino ai 13 anni è necessario che l’adulto responsabile dell’educazione supervisioni cosa ragazzi e ragazze fanno con i loro schermi tra le mani. Soprattutto è sempre più necessario riflettere insieme su usi e abusi e sulle ripercussioni che i telefonini e i tablet possono avere sui più piccoli. Buona lettura e buona estate!
https://sip.it/il-bambino-digitale/

30/07/2026

📺 Nell’edizione delle ore 14.00 del TGR Rai Toscana è andata in onda l’intervista alla coordinatrice del Gruppo di Lavoro “Psicologia Digitale” dell’Ordine degli Psicologi della Toscana, Elisa Marcheselli, per approfondire un tema di grande attualità: la proposta di introdurre un divieto di accesso ai social media per gli under 15, già adottato in alcuni Paesi.

💬 «Sull’uso dei social: dobbiamo promuovere un uso consapevole che passa attraverso formazione ed educazione».

Una riflessione che richiama l'attenzione sulla necessità di promuovere un utilizzo consapevole degli strumenti digitali e di mettere al centro la tutela del benessere delle nuove generazioni.

▶️ Guarda l'intervista dal minuto 11.50: https://www.rainews.it/tgr/toscana/notiziari/video/2026/07/TGR-Toscana-del-29072026-ore-1400-ef43ed1f-c8d9-4f0e-baf2-2b88faacbc49.html

28/07/2026

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