27/10/2023
La mancanza di autostima in un meraviglioso scritto di Nicolò Targhetta!!
Questo mese Nicolò Targhetta ci porta in un viaggio affascinante nel labirinto della mente umana, dove le nostre speranze, paure e desideri si scontrano in un dialogo appassionato e ironico.
Un assolo tra realtà e fantasia che ci invita a riflettere sulle nostre fragilità e sul bisogno di comprensione.
La grafica è dell'illustratrice Amandine Declos
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- Mani in alto, questo è un calo di autostima!
- Oh dio!
- Giù giù giù!
- Allontanatevi dai cazzi vostri! Veloci!
- Sul pavimento! Svelti, mani dietro la schiena! Le cose sono molto semplici signori, siamo qui solo per i vostri complimenti e le vostre belle parole. Se collaborerete sarà tutto finito prima che ve ne accorgiate.
- E che nessuno tenti di fare l’eroe! Il primo che prova a fuggire da questa conversazione si becca la parte peggiore di me! Quella acida e piagnona!
- L'avete sentito? Ha detto sul pavimento! Anche voi, amici di amici, semplici conoscenti e gente di internet!
- Io manco so come ti chiami.
- Non me ne frega un c***o. Sul pavimento! Via da quel tentativo di spostare il discorso su qualcuno che non sia io! Provaci ancora e giuro su dio che mi metto a raccontarti tutti i miei successi personali da quella volta che ho incontrato BatRoberto di Bim Bum Bam alla gara di orientiring che ho vinto alle medie. La vuoi sentire la storia sulla gara di orientiring?
- Dio no.
- E allora ti conviene fare il bravo. Presto, fuori tutte le lusinghe, gli apprezzamenti, gli attestati di stima, svuotatevi le tasche signori! Lei, vecchia del supermercato, un complimento presto!
- Io… io… io…
- Io, io, io. Non abbiamo tutto il giorno! Fuori quel complimento!
- Non so…
- Andiamo! Mi dica che sono un bel figliuolo!
- La prego, non mi faccia dire cose che non penso.
- Forse non ha ben capito cosa sta succedendo, signora. Mi guardi, mi sono tagliato i capelli, mi sono fatto la doccia, ho anche ricominciato a far pesi! Non mi faccia incazzare!
- Lei è proprio… oh gesù perdonami… un bel figliolo…
- Lo vede che era facile? Su, su, non pianga. È tutto finito. Ora a terra con gli altri!
- Capo, da questa parte.
- Ci sono problemi?
- Questo qui l’ho beccato che stava cercando di farti una critica costruttiva.
- Ah, un cowboy!
- Volevo solo farti crescere come persona.
- Che ne dici se adesso io e te ce ne andiamo un attimo di là e ti distruggo a Fifa?
- No, ti prego! Fifa no! Fate qualcosa, vi scongiuro! Fa il “siuu” di Ronaldo ogni volta che segna! È insopportabile!
- Spero che abbiate capito che non sto scherzando. Ma non deve finire per forza male, noi vogliamo solo ricaricare la mia autostima, lasciatecela e voi avrete in cambio le vostre vite.
- Lei è geniale! E molto talentuoso!
- Oh, finalmente qualcuno di ragionevole. Continui.
- Trovo che il modo in cui… in cui… in cui?
- Scrive.
- In cui scrive sia originale e… e… geniale l’ho già detto?
- Sì.
- Non ho altro.
- Ce lo faremo bastare. Prendere esempio, signori. Spremetevi le meningi, illudetemi, lusingatemi, mentite pure se necessario, non me ne frega niente. Purché mi faccia sentire bene.
- Non la farà franca, giovanotto.
- Chi ha parlato?
- Ne ho visti tanti come lei, cercate tutti una rapida scappatoia, un falso senso di autorealizzazione all’esterno quando dovreste costruirvene uno all’interno.
- Avete sentito, ragazzi, abbiamo un Influencer della Psicologia. Ascolta nonno, non ho tempo per il sermone della domenica. Se non vuoi che cominci a piangermi addosso, sarà meglio che tiri fuori qualche blandizia, e subito!
- Non avrai niente da me, teppista.
- Oh, nessuno mi capisce, nessuno mi ama. Sono così sfortunato. Così triste.
- Dio, che lagna insopportabile…
- Mi sento vuoto, privo di uno scopo, mi sento morto dentro.
- La prego… la smetta... che pippa allucinante…
- Ehi, magari può bastare, è solo un vecchio…
- Lo decido io quando può bastare! E che vi serva di lezione! Non stiamo giocando!
- Va bene, va bene, sei molto più alto della media.
- Mi prendi per il c**o, nonno? So che c’è dell’altro.
- E si vede che hai ricominciato a far pesi.
- Già meglio. Tenetelo d’occhio questo qui.
- Capo, abbiamo trovato le tue ex ragazze.
- Contro il muro, subito! Allora signore, non ho tutto il giorno, rapide! Ditemi qualcosa a cui possa ripensare in tempi di magra. Veloci! Tu!
- Ogni tanto mi manchi.
- Molto bene. Tu!
- Sono… sono stati degli anni bellissimi.
- Davvero?
- Ah, vuoi che dica la verità?
- … uhm… no, non c’è tempo. Tu!
- A giugno mi sposo.
- No! No! Cristo no! Devi vivere e struggerti nel mio ricordo, è tanto difficile da capire? Cosa nascondi lì?
- Niente.
- È un cellulare? Dai qua! Ah ha, un vecchio messaggio dove mi scrivi che sono una persona straordinaria. Di quand’è?
- Di quando lo pensavo.
- Non mi interessa, adesso è mio. Ora, dov’è la ragazza che gestisce questo posto? La ragazza per cui ho una cotta?
- Sono qui.
- Ti nascondevi?
- No.
- In piedi, subito! Voglio che tu rida alle mie battute. Che rida di gusto.
- No.
- Invece sì! E adesso aprimi il tuo cuore.
- Non voglio.
- Che ti costa? Tu lo sai che basterebbe una cosa piccola, piccolissima. Un segno di apprezzamento, una lusinga, due parole affettuose, ci andrei avanti per mesi. Per anni!
- Stai rischiando tutto questo per qualche segno di apprezzamento?
- Per te sono solo quello, per me significa che la mia vita cambia da così a così in mezza giornata. Perché non dovrei rischiare?
- Mi dispiace.
- Di’… di’ che mi pensi anche tu. Che non ci dormi la notte. Di’ che fantastichi su di noi, su quello che potremmo essere, che dovremmo essere. Sul domani. No, aspetta, di’ che sono al centro dei tuoi pensieri come tu sei al centro dei miei, anzi di più. Che mi stimi, che mi vuoi, che hai bisogno di me. Che mi…
- Non posso.
- Capo, che succede? Ci sono problemi?
- Nessun problema. Piano B, diventiamo insopportabili, egoisti, insicuri e dipendenti dall’apprezzamento altrui.
- Usiamo il blog?
- Usiamo il blog. E allora vedrai quando migliaia di persone mi ameranno, mi amerai anche tu! Fosse l’ultima cosa che…
- SEI CIRCONDATO!
- Oh no…
- ARRENDITI!
- Questa voce…
- Siamo fottuti! È la polizia!
- Peggio, è mia madre.
- VOGLIO CHE TU ESCA CON LE MANI IN ALTO E PRENDA UNA DI QUESTE PASTICCHE PER L’ALITOSI CHE TI HO COMPRATO. SAI CHE QUANDO NON MANGI DA UN PO’ TI VIENE QUELL’ALITACCIO PESANTE!
- Ci avevi giurato che sarebbe andato tutto liscio! Che sarebbe stato un lavoretto facile!
- Andrà tutto liscio.
- L’HAI POI RISOLTO QUEL PROBLEMA INTIMO?
- Non usciremo mai vivi di qui.
- È solo un’infiammazione!
- SI VA DA UN DOTTORE E CI SI FA CONTROLLARE. NON TI VERGOGNERAI MICA ALLA TUA ETÀ ?
- Mamma, eddai sto cercando di…
- HAI SENTITO DEL FIGLIO DELLA TUA PROFESSORESSA DEL LICEO? QUELLO CHE HA UN ANNO MENO DI TE MA HA CAPITO TUTTO DELLA VITA?
- Oh no, Saverio no…
- VIVE A LONDRA E LO PAGANO CARRETTATE DI SOLDI PER ESSERE LA VERSIONE MIGLIORE DI TE SOTTO OGNI ASPETTO MISURABILE DELL’ESPERIENZA UMANA.
- Ho scritto un libro, p***a di quella miseria!
- CI HO TROVATO DENTRO SETTE REFUSI.
- Ascolta, trattiamo. Altrimenti io qui incasino ancora di più le cose! Sai che ne sono capace!
- COSA VUOI?
- Voglio che tu dica che mi vuoi bene! Ogni giorno! E che sono il figlio che avresti voluto avere! E che… che… sono meglio di quello st***zo di Saverio a Londra!
- QUESTO È IMPOSSIBILE. LUI È BOROMIR E TU SEI FARAMIR! STACCE!
- Allora io ucciderò un’ambizione alla volta, finché mi troverai piantato in casa fino a oltre i trenta, privo di obiettivi e senza più voglia di mettermi in gioco.
- STAI BLUFFANDO!
Bang!
- Lo hai sentito? Ero io che sparavo in testa alla mia carriera universitaria! Ucciderò una legittima aspettativa ogni ora finché non asseconderai le mie richieste. La prossima è un figlio!
- NO! VOGLIO UN NIPOTE! NE HO BISOGNO PER GIOCARE ALLA PARI CON LE TUE ZIE! QUALI SONO LE TUE RICHIESTE?
- Voglio che la gente mi voglia bene anche quando sbaglio, voglio essere perdonato sempre, voglio che tutti abbiano il mio stesso senso dell’umorismo e che se fallisco questo non faccia di me un fallito. Voglio piacere a tutti.
- NON PUOI PIACERE A TUTTI. NON È COSÌ CHE FUNZIONA QUI FUORI. È QUELLO CHE STO CERCANDO DI INSEGNARTI. NON PUOI RUBARE LA STIMA DEGLI ALTRI E NON PUOI PENSARE DI MIGLIORARE LA STIMA DI TE CON QUESTI MEZZUCCI. DEVI IMPARARE A CRESCERE E CRESCERE È SEMPRE DOLOROSO E CI COSTRINGE SEMPRE A RINUNCIARE A QUALCOSA, MA SE QUESTO CI RENDE PEGGIORI O MIGLIORI DIPENDE SOLO DA NOI. E PERCHÉ NON PROVI CON UNO SHAMPOO SGRASSANTE OGNI TANTO?
- Va bene! Se l’alternativa è l’inadeguatezza e il giudizio collettivo allora mi barricherò qui dentro! Ci barricheremo tutti qui dentro! E non usciremo mai più!
- NON PUOI FARLO!
- Certo che posso! Guarda un po’! Signori, preparatevi, rimarremo qui per un bel po’.
- Vuoi chiuderti dentro la banca?
- Questa non è una banca.
- Ah no?
- No, è la mia immaginazione.