Dott.ssa Sara Milani Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Sara Milani Psicologa Psicoterapeuta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Sara Milani Psicologa Psicoterapeuta, Psicoterapeuta, Merate.

25/02/2025

UN ALTRO BIMBO SOSPESO: QUESTA NON E’ GIUSTIZIA
Nel 2023 ho usato i miei profili social per denunciare ciò che stava accadendo ad una famiglia affidataria di Verona, che aveva avuto in affido un bambino di 7 mesi crescendolo nei tre anni seguenti. Poi è successo che il Tribunale, verificando la non recuperabilità delle competenze genitoriali della famiglia d’origine, ha giudicato adottabile il minore. Ma a quel punto la prassi ha voluto che la famiglia adottiva non coincidesse con la famiglia affidataria, in quanto la famiglia biologica del minore viveva nella medesima area geografica della famiglia affidataria. Quel caso, anche all’interesse mediatico che si sollevò, si concluse nel modo auspicato, ovvero la famiglia affidataria divenne la famiglia adottiva nel maggiore interesse del minore al quale andava garantita, prima di tutto, continuità affettiva. Dopo essermi interessato a quel caso, ho ricevuto altre segnalazioni, l’ultima della quale sta avvenendo proprio nella mia provincia di residenza: Varese. E proprio perché avviene a pochi chilometri da dove vivo e abito, non riesco a non parlarne. Di nuovo abbiamo un bimbo dato in affido nelle prime settimana di vita e, dopo alcuni anni, dichiarato adottabile. Ma a questo punto la legge vorrebbe darlo in adozione ad una famiglia diversa da quella affidataria, sottoponendo il bambino ad un trauma di abbandono che alla sua età (4 anni) potrebbe avere ripercussioni gravi ed evidenti nel medio e lungo termine. In questi casi, la procedura impone al bambino di fare incontri protetti con la futura famiglia adottiva e il minore si trova già a vivere un’esperienza faticosissima dal punto di vista emotivo. Sa chi lo ha amato e curato per anni, ma la legge gli chiede , anzi gli impone, di “disimparare l’amore della famiglia affidataria” per apprenderne uno nuovo, quello della famiglia adottiva. Lasciatemi dire che questa è una situazione senza senso, che non tutela in alcun modo il bene maggiore per il bambino, in quanto “l’adempimento di legge va contro ogni interesse del minore”. Per questo mi sento di appoggiare la battaglia che la famiglia affidataria sta combattendo per poter adottare il bambino che ama e cresce da tre anni. Ogni specialista di età evolutiva si pronuncerebbe in questo modo. Il Tribunale dei Minori che deve stabilire l’idoneità adottiva dovrebbe davvero mettere il bene del bambino davanti a qualsiasi altro criterio. La giustizia a volte va oltre la burocrazia. Qui sotto un articolo del giornale locale (La Prealpina) che spiega cosa sta succedendo. Non posso fare nulla di più per questo bambino e i suoi genitori. Ma anche questo poco potrebbe servire per una causa giusta”.
Se volete e potete condividete questo post e aiutateci a “fare rumore” per una causa di cui vale la pena essere attivisti convinti.

😄
14/02/2025

😄

Quella di giovedì 13 febbraio è stata una mattinata diversa dal solito per i 30 alunni delle due classi terze della ...

Grazie collega! Non potevi esprimerlo meglio!
14/10/2024

Grazie collega! Non potevi esprimerlo meglio!

Prendo le distanze.

Nel mese della ‘salute mentale’ prendo le distanze da questa deriva di mercificazione e mediocrità che lede la dignità professionale e, soprattutto, la fragilità di chi non ha gli strumenti per proteggersi o per accedere a cure appropriate.

Prendo le distanze dalla laurea abilitante, grazie alla quale nei prossimi mesi ed anni avremo una quantità di neolaureati potenzialmente pronti ad accogliere in studio pazienti senza competenza alcuna. E si, asserisco senza competenza, perché i tirocini curricolari vengono svolti in parte con altre ore di lezione, uno studente è fortunato se trova un posto per un obbligo di legge, figuriamoci se può pretendere la qualità dell’insegnamento da parte del tutor.

Prendo le distanze da chi usa una difficoltà ad entrare e di un mercato del lavoro statico (a tratti clientelare), chiedendo persino di lavorare gratis.

Lo psicoterapeuta NON È UN COMMERCIALE, lo psicoterapeuta è UN CLINICO.

La psicoterapia richiede competenze altamente specializzate, spesso anche in ambiti collaterali come quello medico, giuridico, economico-finanziario, educativo-pedagogico ecc…
Perché quel “consiglio” che ci si aspetta in una terapia è figlio di una comprensione profonda non solo dell’essere umano e delle neuro scienze, ma, compatibilmente dalla stessa profonda comprensione del macrosistema in cui è inserito, nonché del mondo.

Per conseguire il titolo di psicoterapeuta servono circa una decina d’anni, circa 2500 ore di tirocinio (non retribuito), ed un investimento economico minimo di circa 35.000€ per una formazione di base (lauree in atenei pubblici + scuola di specializzazione). Solo in base a questo, senza considerare quindi tutte le responsabilità legali legate al ruolo, investimenti più importanti di quello riportato sopra (perfezionamenti, master, supervisioni, terapie personali, libri, congressi ecc…), perché mai si dovrebbe lavorare e spendere il proprio tempo gratuitamente?
Con questo tipo di antecedente che tipo di creazione e mantenimento possiamo dare al legame terapeuta-paziente? Di chi è il bisogno?

Il primo colloquio è persino più complesso di una seduta successiva: deve essere elaborato l’inquadramento diagnostico, concettualizzato esordio del sintomo e scompenso, compreso il funzionamento della persona che quel sintomo ci racconta, elaborata la strategia terapeutica, ed in ultimo ma non per importanza creata un’alleanza terapeutica.

Nessun terapeuta salverà mai nessun paziente, il processo terapeutico necessita come tutte le relazioni di reciprocità, tuttavia, ogni terapeuta ha la responsabilità etica verso la persona che prende in carico e può fare la differenza nella sua vita.

La salute è un diritto che nel nostro paese deve essere garantito dal servizio pubblico, anche se purtroppo troppo spesso l’accesso a questo tipo di cure è demandato al privato.
Questo tipo di aziende (che non sono gestite da clinici), vogliono andare a lucrare su questa falla del sistema semplicemente per puro fatturato.

La psicoterapia è e sarà sempre un investimento, in termini energetici, di tempo, economici.
Forse il migliore che possiamo fare in alcuni momenti di vita, considerando che il nostro funzionamento media le nostre scelte e le nostre scelte scrivono la nostra vita.

… che poi, mi piace concludere con una riflessione un po’ provocatoria, a terapia conclusa i costi sostenuti sono inferiori anche di un terzo del costo medio per una mastoplastica additiva.
Però statisticamente l’Italia è quarta al mondo per interventi di mastoplastica additiva.

È questione di scelte. Di priorità.
E di qualità.

In scienza e coscienza,
Oriana.

23/02/2024

- Come sta?
- Insomma.
- Così male?
- Ho detto insomma.
- Lei quando dice che sta bene significa che sta male e quando dice che sta molto bene poi scopriamo che è il minimo accettabile per un essere umano. Con insomma mi fa un po’ preoccupare.
- Sempre insomma rimane.
- Vuole parlarne un po’?
- Non c’è niente da parlare, son sempre le solite cose.
- Se sono sempre le solite cose perché si sente così?
- Perché sono stanco. Sono esausto. E lo so che tutti sono stanchi e tutti sono esausti, e lo so che nel Sierra Leone ci sono i bambini soldato che immagino siano parecchio esausti pure loro, ma io questa settimana di più. Scusi.
- Non si scusi per essere stanco.
- Scusi.
- Sa cos’è lei?
- No, ma inizio a sospettarlo.
- Lei è un Atlante.
- Geografico?
- Mitologico. Conosce la leggenda di Atlante?
- Ho fatto il liceo artistico, conosco pochissime cose.
- Atlante era un titano che durante la guerra si era alleato con Crono, il padre di Zeus. Dopo la vittoria Zeus lo punì piazzandogli sulle spalle il peso del mondo.
- Ah sì, adesso mi ricordo, avevo una cosa DeAgostini con il disegno.
- Lei tiene sulle spalle il peso del mondo, del suo mondo, che poi è lo stesso. Non so quando o come, ma a un certo punto, qualcuno o qualcosa le ha fatto credere che quel peso fosse suo. Solo suo.
- Dice?
- Ci sono tante tribù in giro per il mondo, tribù affettive, tribù emotive, tribù nascoste, società segrete legate fra loro da vizi, paure, paranoie, traumi. E poi ci sono i figli di Atlante, come lei, piegati sotto il peso di tutto quello che si portano sulle spalle.
La vita un giorno vi ha detto “reggi qui un attimo” e voi, un po' perché siete stati colti alla sprovvista, un po' perché non volevate disturbare nessuno, avete risposto “va bene” e vi siete caricati qualcosa sulle spalle. E poi l'avete rifatto e poi l'avete rifatto ancora. Sa cos’è successo dopo ad Atlante?
- Si è reso conto che pagava uno psicologo per farsi raccontare puntate di Pollon?
- Un bel giorno arriva Ercole, che è impegnato nelle dodici fatiche e ha bisogno di una mano per recuperare le mele sacre nel giardino delle Esperidi. Così chiede aiuto ad Atlante, e in cambio si offre di reggere il peso del mondo per un po’. Atlante accetta di aiutarlo, si scarica il mondo dalle spalle e per la prima volta da chissà quanto tempo raddrizza la schiena e scopre com’è la vita senza quel peso costante a piegarlo.
- E poi?
- E poi niente, torna con le mele, Ercole lo frega con un trucco id**ta alla “c’hai la scarpa slacciata” e gli piazza di nuovo il globo sulle spalle per il resto dell’eternità.
- Bella. Grazie. Adesso sto molto meglio. È sicuro che debba ve**re in studio e non possiamo semplicemente mandarci delle mail?
- Ogni tanto nella vita succede qualcosa, spesso son cose abbastanza banali, una buona giornata, un motivo d’orgoglio, un momento felice che riusciamo a non sprecare, cose che per un attimo il peso ce lo tolgono di dosso. E noi in quell’attimo percepiamo com’è vivere con la schiena dritta. Poi però arriva Ercole.
- E chi sarebbe Ercole?
- Questa è la parte deprimente. Il più delle volte siamo noi. Ci inganniamo in tutti i modi per convincerci a rimettere quel peso sulle spalle e finiamo col cascarci sempre.
- Perché non se ne andava?
- Atlante?
- Sì. Perché non mollava tutto, non mollava il mondo?
- Perché non è facile, perché era la sua punizione, e forse come succede spesso pensava di meritarsela. Ma io ho un’altra teoria.
- Sentiamo.
- Perché, a forza di reggerlo, si era convinto che quel peso fosse una sua responsabilità, che fosse lui quel peso. Lei pensa che quel peso che la schiaccia sia una sua responsabilità?
- Certo, è il mio mondo.
- Ecco, lei è un Atlante perché non ha ancora capito una cosa fondamentale.
- Cioè?
- Se è pesante non è il suo mondo.

Ordine Psicologhe e Psicologi del Veneto

Illustrazione di Amandine Delclos

25/11/2023

A come Amore
Una bellissima storia d’amore. Si amavano tanto. Erano innamorati. L’amava. Avanti così, finché non ci abituiamo a chiamare amore anche tutto quello che non lo è.

B come Bella
Ciao bella. Sai che sei proprio bella? E fammelo un sorriso. Quando sorridi sei ancora più bella. Sei sola? Ti posso fare compagnia?

C come Cambia
Se lo cose vanno male, se sei in una relazione tossica è facile: cambia. Cambia modo, cambia atteggiamento, cambia abitudini, cambia aria, relazione, casa, paese. Cambia tu. Solo tu.

D come Devi
Devi capirlo. Devi perdonarlo. Devi lasciar correre. È stressato, è depresso, non è lui. Lui è un altro, lui non lo farebbe mai. Devi credermi.

E come Evita
Evita certe vie, certi quartieri, certe ore del giorno, certi Paesi, non mettere certi vestiti, non dare certe confidenze, non prendere i mezzi da sola, evita di ballare in quel modo, di rispondere a tono, di provocare. Evita, se puoi, di essere te stessa. Perché essere te stessa è pericoloso.

F come Fortunata
Non fortunata perché ti succede qualcosa di bello, ma fortunata perché ti succede qualcosa di meno brutto. Perché il tizio che ti ha fermato non t’ha seguito, perché ha rinunciato, perché non ha insistito, perché hai passato quel marciapiede senza lampioni, perché sei a casa, perché anche questa sera è andato tutto bene. No, anzi, perché questa sera niente è andato male.

G come Grazie
Grazie per capire. Grazie per ascoltare. Grazie per esserci. Grazie per non controllarmi il telefono. Per non essere geloso. Per non menarmi. Grazie per fare il minimo necessario richiesto a un essere umano decente. Grazie al c***o.

H come Hai
Perché non ne hai parlato? Perché non hai fatto qualcosa? Perché non l’hai lasciato prima? Perché non hai denunciato subito? Perché hai aspettato tanto?

I come Isterica
Non ti sembra di stare esagerando?

L come Limiti
“Al supermercato c’è un cassiere che ci prova con me. Ogni volta che vado questo mi dice, che bella che sei, fra poco stacco mi aspetti? Non è aggressivo. Lo fa scherzando. L’ultima volta stava lì e io sono andata alle casse automatiche. Anche se io le odio le casse automatiche.”

M come Mai
Io non ho mai avuto un comportamento tossico nei confronti della mia ragazza. Io non picchierei mai una donna. Io non ucciderei mai qualcuno. Il problema non mi riguarda.

N come Niente
Ho capito che ha paura, signorina, ma se lui non le mette le mani addosso, noi non possiamo fare niente.

O come Ognuna
Ognuna ha una storia, un’esperienza, un episodio. Strana coincidenza.

P come Però
Però lei ha bevuto, però lei era fatta, però la maglietta, però il vestito, però.

Q come Qualcosa
Ho detto qualcosa, ho fatto qualcosa di sbagliato. L’ho provocato. L'ho fatto arrabbiare. È colpa mia. Altrimenti non si spiega. Lui non è così. Deve essere qualcosa, deve essere qualcosa che dipende da me.

R come Ragazzo
Bravo, gentile, insospettabile, d’oro. Soprattutto un ragazzo come ce ne sono tanti. E magari il problema è proprio che ce ne sono tanti.

S come Scrivi
Scrivi quando arrivi a casa. Stai al telefono finché non ti chiudi il portone alle spalle. Manda la posizione. Avverti qualcuno prima di uscire. Fai l’appello delle 4 del mattino. Controlla se ci siete ancora tutte.

T come Troppo
Ti amo troppo. Sei troppo bella. Mi fai troppo sangue. È successo per quello. Per colpa tua. Perché sei troppo.

U come Ultima
Vorremmo sempre che l’ultima fosse l’ultima e non lo è mai.

V come Vicino
Era il compagno. Il marito. Il fidanzato. L’amico. Il collega. Quello che conosceva, quello con cui viveva, quello che le dormiva a fianco.

Z come Zero
Come zero sostegno.
Come zero scuse.
Come zero fiducia.
Come zero impegno.
Come zero voglia di mettersi in discussione e provare davvero a cambiare le cose.
E mentre mettiamo tutti questi zero in fila, l’unico numero che continua a salire è quello sbagliato.

Ringrazio Francesca, Ippolita, Chiara, Amandine, Fortunata, Sara, Icaro, Elisabetta e Sofia senza il cui contributo non avrei saputo scrivere questo post.
(E mi sa che pure questo è un problema.)

Illustrazione di Amandine Delclos

Ordine Psicologhe e Psicologi del Veneto

La mancanza di autostima in un meraviglioso scritto di Nicolò Targhetta!!
27/10/2023

La mancanza di autostima in un meraviglioso scritto di Nicolò Targhetta!!

Questo mese Nicolò Targhetta ci porta in un viaggio affascinante nel labirinto della mente umana, dove le nostre speranze, paure e desideri si scontrano in un dialogo appassionato e ironico.

Un assolo tra realtà e fantasia che ci invita a riflettere sulle nostre fragilità e sul bisogno di comprensione.

La grafica è dell'illustratrice Amandine Declos


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- Mani in alto, questo è un calo di autostima!
- Oh dio!
- Giù giù giù!
- Allontanatevi dai cazzi vostri! Veloci!
- Sul pavimento! Svelti, mani dietro la schiena! Le cose sono molto semplici signori, siamo qui solo per i vostri complimenti e le vostre belle parole. Se collaborerete sarà tutto finito prima che ve ne accorgiate.
- E che nessuno tenti di fare l’eroe! Il primo che prova a fuggire da questa conversazione si becca la parte peggiore di me! Quella acida e piagnona!
- L'avete sentito? Ha detto sul pavimento! Anche voi, amici di amici, semplici conoscenti e gente di internet!
- Io manco so come ti chiami.
- Non me ne frega un c***o. Sul pavimento! Via da quel tentativo di spostare il discorso su qualcuno che non sia io! Provaci ancora e giuro su dio che mi metto a raccontarti tutti i miei successi personali da quella volta che ho incontrato BatRoberto di Bim Bum Bam alla gara di orientiring che ho vinto alle medie. La vuoi sentire la storia sulla gara di orientiring?
- Dio no.
- E allora ti conviene fare il bravo. Presto, fuori tutte le lusinghe, gli apprezzamenti, gli attestati di stima, svuotatevi le tasche signori! Lei, vecchia del supermercato, un complimento presto!
- Io… io… io…
- Io, io, io. Non abbiamo tutto il giorno! Fuori quel complimento!
- Non so…
- Andiamo! Mi dica che sono un bel figliuolo!
- La prego, non mi faccia dire cose che non penso.
- Forse non ha ben capito cosa sta succedendo, signora. Mi guardi, mi sono tagliato i capelli, mi sono fatto la doccia, ho anche ricominciato a far pesi! Non mi faccia incazzare!
- Lei è proprio… oh gesù perdonami… un bel figliolo…
- Lo vede che era facile? Su, su, non pianga. È tutto finito. Ora a terra con gli altri!
- Capo, da questa parte.
- Ci sono problemi?
- Questo qui l’ho beccato che stava cercando di farti una critica costruttiva.
- Ah, un cowboy!
- Volevo solo farti crescere come persona.
- Che ne dici se adesso io e te ce ne andiamo un attimo di là e ti distruggo a Fifa?
- No, ti prego! Fifa no! Fate qualcosa, vi scongiuro! Fa il “siuu” di Ronaldo ogni volta che segna! È insopportabile!
- Spero che abbiate capito che non sto scherzando. Ma non deve finire per forza male, noi vogliamo solo ricaricare la mia autostima, lasciatecela e voi avrete in cambio le vostre vite.
- Lei è geniale! E molto talentuoso!
- Oh, finalmente qualcuno di ragionevole. Continui.
- Trovo che il modo in cui… in cui… in cui?
- Scrive.
- In cui scrive sia originale e… e… geniale l’ho già detto?
- Sì.
- Non ho altro.
- Ce lo faremo bastare. Prendere esempio, signori. Spremetevi le meningi, illudetemi, lusingatemi, mentite pure se necessario, non me ne frega niente. Purché mi faccia sentire bene.
- Non la farà franca, giovanotto.
- Chi ha parlato?
- Ne ho visti tanti come lei, cercate tutti una rapida scappatoia, un falso senso di autorealizzazione all’esterno quando dovreste costruirvene uno all’interno.
- Avete sentito, ragazzi, abbiamo un Influencer della Psicologia. Ascolta nonno, non ho tempo per il sermone della domenica. Se non vuoi che cominci a piangermi addosso, sarà meglio che tiri fuori qualche blandizia, e subito!
- Non avrai niente da me, teppista.
- Oh, nessuno mi capisce, nessuno mi ama. Sono così sfortunato. Così triste.
- Dio, che lagna insopportabile…
- Mi sento vuoto, privo di uno scopo, mi sento morto dentro.
- La prego… la smetta... che pippa allucinante…
- Ehi, magari può bastare, è solo un vecchio…
- Lo decido io quando può bastare! E che vi serva di lezione! Non stiamo giocando!
- Va bene, va bene, sei molto più alto della media.
- Mi prendi per il c**o, nonno? So che c’è dell’altro.
- E si vede che hai ricominciato a far pesi.
- Già meglio. Tenetelo d’occhio questo qui.
- Capo, abbiamo trovato le tue ex ragazze.
- Contro il muro, subito! Allora signore, non ho tutto il giorno, rapide! Ditemi qualcosa a cui possa ripensare in tempi di magra. Veloci! Tu!
- Ogni tanto mi manchi.
- Molto bene. Tu!
- Sono… sono stati degli anni bellissimi.
- Davvero?
- Ah, vuoi che dica la verità?
- … uhm… no, non c’è tempo. Tu!
- A giugno mi sposo.
- No! No! Cristo no! Devi vivere e struggerti nel mio ricordo, è tanto difficile da capire? Cosa nascondi lì?
- Niente.
- È un cellulare? Dai qua! Ah ha, un vecchio messaggio dove mi scrivi che sono una persona straordinaria. Di quand’è?
- Di quando lo pensavo.
- Non mi interessa, adesso è mio. Ora, dov’è la ragazza che gestisce questo posto? La ragazza per cui ho una cotta?
- Sono qui.
- Ti nascondevi?
- No.
- In piedi, subito! Voglio che tu rida alle mie battute. Che rida di gusto.
- No.
- Invece sì! E adesso aprimi il tuo cuore.
- Non voglio.
- Che ti costa? Tu lo sai che basterebbe una cosa piccola, piccolissima. Un segno di apprezzamento, una lusinga, due parole affettuose, ci andrei avanti per mesi. Per anni!
- Stai rischiando tutto questo per qualche segno di apprezzamento?
- Per te sono solo quello, per me significa che la mia vita cambia da così a così in mezza giornata. Perché non dovrei rischiare?
- Mi dispiace.
- Di’… di’ che mi pensi anche tu. Che non ci dormi la notte. Di’ che fantastichi su di noi, su quello che potremmo essere, che dovremmo essere. Sul domani. No, aspetta, di’ che sono al centro dei tuoi pensieri come tu sei al centro dei miei, anzi di più. Che mi stimi, che mi vuoi, che hai bisogno di me. Che mi…
- Non posso.
- Capo, che succede? Ci sono problemi?
- Nessun problema. Piano B, diventiamo insopportabili, egoisti, insicuri e dipendenti dall’apprezzamento altrui.
- Usiamo il blog?
- Usiamo il blog. E allora vedrai quando migliaia di persone mi ameranno, mi amerai anche tu! Fosse l’ultima cosa che…
- SEI CIRCONDATO!
- Oh no…
- ARRENDITI!
- Questa voce…
- Siamo fottuti! È la polizia!
- Peggio, è mia madre.
- VOGLIO CHE TU ESCA CON LE MANI IN ALTO E PRENDA UNA DI QUESTE PASTICCHE PER L’ALITOSI CHE TI HO COMPRATO. SAI CHE QUANDO NON MANGI DA UN PO’ TI VIENE QUELL’ALITACCIO PESANTE!
- Ci avevi giurato che sarebbe andato tutto liscio! Che sarebbe stato un lavoretto facile!
- Andrà tutto liscio.
- L’HAI POI RISOLTO QUEL PROBLEMA INTIMO?
- Non usciremo mai vivi di qui.
- È solo un’infiammazione!
- SI VA DA UN DOTTORE E CI SI FA CONTROLLARE. NON TI VERGOGNERAI MICA ALLA TUA ETÀ ?
- Mamma, eddai sto cercando di…
- HAI SENTITO DEL FIGLIO DELLA TUA PROFESSORESSA DEL LICEO? QUELLO CHE HA UN ANNO MENO DI TE MA HA CAPITO TUTTO DELLA VITA?
- Oh no, Saverio no…
- VIVE A LONDRA E LO PAGANO CARRETTATE DI SOLDI PER ESSERE LA VERSIONE MIGLIORE DI TE SOTTO OGNI ASPETTO MISURABILE DELL’ESPERIENZA UMANA.
- Ho scritto un libro, p***a di quella miseria!
- CI HO TROVATO DENTRO SETTE REFUSI.
- Ascolta, trattiamo. Altrimenti io qui incasino ancora di più le cose! Sai che ne sono capace!
- COSA VUOI?
- Voglio che tu dica che mi vuoi bene! Ogni giorno! E che sono il figlio che avresti voluto avere! E che… che… sono meglio di quello st***zo di Saverio a Londra!
- QUESTO È IMPOSSIBILE. LUI È BOROMIR E TU SEI FARAMIR! STACCE!
- Allora io ucciderò un’ambizione alla volta, finché mi troverai piantato in casa fino a oltre i trenta, privo di obiettivi e senza più voglia di mettermi in gioco.
- STAI BLUFFANDO!
Bang!
- Lo hai sentito? Ero io che sparavo in testa alla mia carriera universitaria! Ucciderò una legittima aspettativa ogni ora finché non asseconderai le mie richieste. La prossima è un figlio!
- NO! VOGLIO UN NIPOTE! NE HO BISOGNO PER GIOCARE ALLA PARI CON LE TUE ZIE! QUALI SONO LE TUE RICHIESTE?
- Voglio che la gente mi voglia bene anche quando sbaglio, voglio essere perdonato sempre, voglio che tutti abbiano il mio stesso senso dell’umorismo e che se fallisco questo non faccia di me un fallito. Voglio piacere a tutti.
- NON PUOI PIACERE A TUTTI. NON È COSÌ CHE FUNZIONA QUI FUORI. È QUELLO CHE STO CERCANDO DI INSEGNARTI. NON PUOI RUBARE LA STIMA DEGLI ALTRI E NON PUOI PENSARE DI MIGLIORARE LA STIMA DI TE CON QUESTI MEZZUCCI. DEVI IMPARARE A CRESCERE E CRESCERE È SEMPRE DOLOROSO E CI COSTRINGE SEMPRE A RINUNCIARE A QUALCOSA, MA SE QUESTO CI RENDE PEGGIORI O MIGLIORI DIPENDE SOLO DA NOI. E PERCHÉ NON PROVI CON UNO SHAMPOO SGRASSANTE OGNI TANTO?
- Va bene! Se l’alternativa è l’inadeguatezza e il giudizio collettivo allora mi barricherò qui dentro! Ci barricheremo tutti qui dentro! E non usciremo mai più!
- NON PUOI FARLO!
- Certo che posso! Guarda un po’! Signori, preparatevi, rimarremo qui per un bel po’.
- Vuoi chiuderti dentro la banca?
- Questa non è una banca.
- Ah no?
- No, è la mia immaginazione.

10/10/2023

NELLE STANZE DEI TERAPEUTI

Quante storie, quanta vita.
Quanti conflitti, quanto non-detto.
Sussulti di libertà, sofferenze e lacrime.
Riflessi e specchi infranti,
Luci ed ombre.
Nelle stanze dei terapeuti,
battagliamo e sanguiniamo da ferite mai curate, ora urlando e sbraitando, ora silenziosamente annuendo...e poi, goccia dopo goccia si riempie il vaso della coscienza.
Finalmente il più grande dei nemici: il nostro autentico dolore..
si ridimensiona, sbiadisce.
E così, nelle stanze dei terapeuti
torniamo a respirare.

(A.La Tona, 2022)

Indirizzo

Merate
23807

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

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