06/05/2020
“I piccoli hanno bisogno di latte, si. Ma più ancora di essere amati e di ricevere carezze. […] Essere portati, cullati, carezzati, essere tenuti, massaggiati, sono tutti nutrimenti per i bambini piccoli, indispensabili, come le vitamine, i sali minerali e le proteine, se non di più.” (Leboyer )
La relazione madre-bambino costituisce una base importante per lo sviluppo futuro dell’individuo.
La relazione primaria sembra infatti strutturare la base dello sviluppo delle competenze affettivo relazionali, oltre che incidere sull’organizzazione psichica del bambino, anche dal punto di vista neurofisiologico.
Affinchè genitore e bambino possano conoscersi e costruire una relazione è importante che stiano vicini fin dalla nascita e che trascorrano periodi prolungati di contatto.
Il contatto è uno dei bisogni primari del bambino e la comunicazione tattile, iniziata già in epoca prenatale, permette di mantenere una continuità tra gestazione interna e gestazione esterna, creando un continuum con l’ambiente uterino. Stando vicini madre e bambino si riconoscono; il bambino ritrova l’odore della mamma, la sua voce, il calore. Tutto ciò che nutre questo bisogno di contatto e di conoscenza tra madre e bambino promuove il legame di attaccamento.
Anche il supporto sociale percepito dalla mamma gioca un ruolo importante nella costruzione del legame col bambino.
Se una mamma si sente sostenuta, vive situazioni di condivisione con altre mamme, si sente compresa dal partner, dalla famiglia d’origine, dalle amiche, trova accoglienza nella comunità in cui vive, avrà meno probabilità di sentirsi sola e il suo benessere tutelerà anche la relazione col bambino e quindi la salute di entrambi.
Ben vengano quindi le esperienze tra mamme, con o senza la presenza dei bambini, che possono concedere spazi di rilassamento, condivisione, gioco, confronto, benessere fisico e psichico.