25/09/2026
Matrescenza di Lucy Jones è un libro che considero prezioso perché dà parole a qualcosa che molte donne attraversano, ma che spesso viene nominato troppo poco: la trasformazione profonda che avviene quando si diventa madri.
Culturalmente siamo abituati a parlare moltissimo del bambino che nasce e molto meno della donna che cambia. Si parla di accudimento, organizzazione, sonno, allattamento, competenze genitoriali, ma si lascia spesso sullo sfondo il processo identitario, emotivo e corporeo di chi sta diventando madre. Come se una madre dovesse semplicemente adattarsi, funzionare, essere felice, riconoscente e naturalmente pronta.
Il concetto di matrescenza è potente proprio perché permette di pensare la maternità come una transizione, non come un interruttore. Come l’adolescenza, anche la matrescenza coinvolge cambiamenti corporei, psichici, relazionali e sociali. Non è qualcosa che si risolve nel momento del parto, ma un processo che richiede tempo, integrazione, oscillazioni e spesso anche una buona dose di disorientamento.
Uno degli aspetti più importanti del libro è la possibilità di legittimare l’ambivalenza. Amare un figlio non cancella automaticamente la fatica. Diventare madre non elimina il bisogno di spazio, identità, desiderio, riconoscimento, continuità con la propria vita precedente. La nostalgia per ciò che si era non è incompatibile con l’amore per ciò che è arrivato.
Parlare di matrescenza serve proprio a questo: ricordare che quando nasce un bambino, nasce anche una nuova forma di donna, e anche quella trasformazione merita cura, ascolto e tempo.
Conoscevi il concetto di matrescenza?