29/07/2026
Psicoterapia esistenziale di Irvin D. Yalom non parla solo al terapeuta, ma anche alla parte più umana di chiunque si sia mai chiesto che cosa significhi vivere, scegliere, perdere, amare, restare soli, dare senso alla propria esistenza.
Yalom non rende questi temi astratti o filosofici in senso distante. Li porta dentro la stanza di terapia, mostrando come possano emergere nella vita concreta: nella paura di scegliere, nella difficoltà a separarsi, nell’angoscia del tempo che passa, nella sensazione di vuoto, nella dipendenza dagli altri, nel bisogno di essere salvati, nella fatica di assumersi la responsabilità della propria direzione.
Alcune angosce non scompaiono perché troviamo una risposta definitiva, ma perché impariamo a guardarle senza esserne completamente dominati. La terapia, in questa prospettiva, non serve solo a stare meglio in senso immediato, ma ad aiutare una persona a vivere in modo più consapevole, più libero e più aderente a ciò che sente autentico.
È un libro profondamente trasformativo, perché ci invita a non ridurre la cura alla correzione di qualcosa che non funziona. A volte curarsi significa anche interrogare il modo in cui stiamo vivendo, le scelte che rimandiamo, le paure che ci guidano, i legami che cerchiamo per non sentire il vuoto, i significati che ereditiamo senza chiederci se siano ancora nostri.
Forse è proprio questo il cuore della psicoterapia esistenziale: non eliminare le domande più difficili, ma creare uno spazio in cui possano diventare pensabili, condivisibili e meno paralizzanti.
Hai mai letto Yalom? C’è un suo libro che ti ha colpito particolarmente?