06/06/2026
Era rientrata da un'esperienza sportiva unica Tara Dragas. Gli Europei di Ginnastica Ritmica con un settimo posto nell'All-Around e un quarto posto alla palla. Tornata da Varna era pronta per affrontare la maturità, ma così non sarà. Non ammessa agli esami. Lo sfogo di Tara, l'amarezza e successivamente quella forza di reagire come del resto lo sport impone. Ma la riflessione va aperta. Ancora una volta. Sì, perché abbiamo sempre affermato che la scuola italiana non vuole che si faccia sport. E chi fa sport viene punito. E lasciamo perdere l'assurdità di avere scuole senza palestre ma con gli insegnanti di educazione fisica. La lezione che si svolge in aula, facendo ginnastica dolce come facciamo noi anzianotti. Ma i compiti da fare a casa, tonnellate di inutili compiti lasciati da insegnanti che pensano che l'insegnamento bisogna farlo a kg. Ragazzi che troppo spesso devono lasciare lo sport pomeridiano perché coniugare sport e scuola diventa impossibile. Ma quando si capirà che lo sport ha la stessa importanza della matematica? della storia dell'arte, del latino, del greco... Quando si capirà che chi fa sport va esortato a dare il massimo e accompagnato in un percorso che debba unire la cultura fisica a quella mentale. E invece no. Scarichiamo le nostre frustrazioni sugli alunni. Su ragazzi che poi vengono tacciati di non avere rispetto. E come si può avere rispetto di un sistema che troppo spesso non ti aiuta a crescere ma ti demolisce perché "qui comando io e devi sottostare alle mie regole." Che si cambi il paradigma. Che la scuola prenda esempio dallo sport. Dagli allenatori. Dal gruppo e dal lavoro di squadra. Come Tara, tantissimi studenti. Lo sport non è una materia di Serie B. Non è una materia di Serie B!