Psicoterapeuta dott.ssa Michela Fanelli

Psicoterapeuta dott.ssa Michela Fanelli Psicoterapia
cognitivo comportamentale. Sovrappeso, fame emotiva, disturbi alimentari

Il Disturbo Alimentare non è una scelta. E non è una colpa. Si tratta di una malattia che colpisce bambini, giovani e ad...
02/03/2022

Il Disturbo Alimentare non è una scelta. E non è una colpa.
Si tratta di una malattia che colpisce bambini, giovani e adulti. Esistono tante forme di disturbo alimentare che possono manifestarsi in modo evidente o rimanere sottosoglia.
Il precoce riconoscimento dei sintomi e la richiesta di aiuto sono fattori prognostici positivi.
Di seguito l'approfondimento sui principali e più diffusi DA.

https://mymoodmyfood.it/disturbi-alimentari/

Cosa sono i Disturbi Alimentari? 👉 Ecco alcune Indicazioni pratiche per la gestione di un Disturbo alimentare:⚠ Come ric...
06/10/2021

Cosa sono i Disturbi Alimentari?
👉 Ecco alcune Indicazioni pratiche per la gestione di un Disturbo alimentare:
⚠ Come riconoscerli
⚠ Cosa dire e cosa non dire a una persona che ne soffre
⚠ Come comportarsi al momento dei pasti

https://mymoodmyfood.it/2021/10/06/i-disturbi-alimentari-indicazioni-pratiche/?fbclid=IwAR0nM_oeztpBkM1_vykayk_jgwvHafJ8-Yk5TZK8D6VzbkOmiupJy86YTSQ

I Disturbi Alimentari: indicazioni pratiche da admin | Ott 6, 2021 | Disturbi alimentari | 0 commenti I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono patologie caratterizzate da un’alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo. In...

30/09/2021

Dimagriamocon la testa:insiemeè più facile! Il servizio professionale che aiuta le persone ad affrontare e risolvere le problematiche legate al cibo, come sovrappeso, fame emotiva e disturbi alimentari. Anche on-line. MyMoodMyFood rappresenta il legame emotivo che ciascuno di noi ha con il cibo, s...

E' online MyMoodMyFood, il nuovo sito di Nutrizione e Psicologia dell'Alimentazione.MyMoodMyFood è un servizio professio...
13/09/2021

E' online MyMoodMyFood, il nuovo sito di Nutrizione e Psicologia dell'Alimentazione.

MyMoodMyFood è un servizio professionale che aiuta le persone ad affrontare e risolvere le problematiche legate al cibo, come sovrappeso, fame emotiva e disturbi alimentari. Anche on-line.

Per info:
[email protected]

Dott.ssa Michela Fanelli - Psicologa Psicoterapeuta
+3484798038

Dimagriamocon la testa:insiemeè più facile! Il servizio professionale che aiuta le persone ad affrontare e risolvere le problematiche legate al cibo, come sovrappeso, fame emotiva e disturbi alimentari. Anche on-line. MyMoodMyFood rappresenta il legame emotivo che ciascuno di noi ha con il cibo, s...

Tanti sono i processi e le credenze che creano e mantengono un'alterata percezione delle proprie forme corporee.Le perso...
23/04/2021

Tanti sono i processi e le credenze che creano e mantengono un'alterata percezione delle proprie forme corporee.

Le persone che manifestano la dispercezione corporea tendono a perdere la visione d'insieme della propria immagine: è presente quella che viene definita "awareness percettiva" che porta a sviluppare un'attenzione selettiva al particolare.
Tale rigidità è dovuta a un deficit di flessibilità cognitiva che blocca l'attenzione su specifici dettagli del corpo, valutati, nella maggior parte dei casi, come più grandi rispetto alle loro reali dimensioni.
Le zone del corpo che vengono più spesso visti in modo alterato sono la pancia, le gambe, i glutei e i fianchi.

Nel disturbo sono determinanti alcune credenze e convinzioni, quali il perfezionismo, il rimuginio, l'autovalutazione negativa, il pensiero catastrofico e l'evitamento;
questi processi vengono rinforzati da comportamenti di automonitoraggio continuo
(osservazione allo specchio, check del corpo, misurazioni) da parte della persona che non riesce ad avere una distanza critica dai propri pensieri e ritiene che le convinzioni sul proprio corpo siano specchio della realtà.

Questi comportamenti di automonitoraggio sono, a loro volta, messi in atto come tentativo di controllo dell'imperfezione: è infatti molto forte il timore che tali parti del corpo "negative" possano produrre delle conseguenze estremamente gravi, come il giudizio degli altri e il loro rifiuto.

Tale meccanismo si inserisce in un quadro di scarsa autostima, in cui l'accentuata valutazione negativa che la persona ha di sè impedisce di fondare l'autostima stessa su una più corretta valutazione che consideri anche i propri punti di forza.

La terapia cognitivo comportamentale utilizza strategie e procedure scientificamente validate per lavorare sugli aspetti emotivi, cognitivi e di comportamento che mantengono e alimentano il disturbo. L'obiettivo è rendere la persona più flessibile e incrementare la sua autostima in modo che possa spostare il metro di giudizio di sè e del proprio valore, dalla sola immagine corporea ad altri aspetti di vita in cui agisce e si realizza in modo significativo.

Vi propongo un esercizio esperienziale basato sulla Gentilezza verso di noi, la cosiddetta "Compassion". Abitualmente ci...
18/03/2021

Vi propongo un esercizio esperienziale basato sulla Gentilezza verso di noi, la cosiddetta "Compassion".
Abitualmente ci rapportiamo alle nostre esperienze spiacevoli con criticità, rimprovero, magari anche rabbia, dimenticando che è possibile sviluppare un atteggiamento più gentile e amorevole verso la nostra sofferenza.

“Immaginati una Mamma Gatta con la sua cucciolata di sei teneri batuffoli dentro una scatola di cartone. Uno dei piccoli, il gattino bianco e nero che ha appena aperto gli occhi, sembra particolarmente vivace. Mentre la mamma allatta i fratelli, lui rotola fuori dalla scatola e non vedendo più la madre, si mette a strillare.

La mamma gatta alza lo sguardo e senza un attimo di esitazione punta direttamente verso il cucciolo, lo prende per la collottola e lo riporta al sicuro dentro la scatola, poi lo lecca finché il piccolo non si è calmato.

Questo comportamento non è esclusivo dei gatti, è presente in molte specie animali e in quasi tutti i mammiferi.

Per quanto riguarda gli umani, non abbiamo questa “linea diretta” con il cucciolo a disagio. È probabile invece che il piccolo che piange riceva risposte del tipo: “ora non ho tempo”, “aspetta che torni il babbo”.
Oppure potrebbe sentirsi chiedere spiegazioni: “perché l’hai fatto di nuovo?” o essere giudicato “se ti comporti così è normale che..”,
invalidato “non hai ragioni di piangere” o minacciato “smetti di lamentarti!”, oppure deriso e respinto.

Al contrario della mamma gatta, che istintivamente rassicura e conforta il piccolo, gli umani sviluppano una serie di comportamenti guidati dai giudizi della loro mente.

E tu? Quando il gattino del tuo disagio interiore comincia a strillare, quando i tuoi pensieri auto-giudicanti rimbombano, tu cosa fai? Come tratti questo gattino? Lo accogli aprendo il tuo cuore con l’intenzione di alleviare la sofferenza, oppure giri le spalle, lo respingi, ignori, sminuisci, deridi, chiedi spiegazioni o metti in atto qualsiasi altro comportamento che non sia quello di accettare con amore e gentilezza la sua paura?

Notalo semplicemente. E nota, se puoi fare un po’ di spazio a questa parte di te ferita, ai giudizi pesanti, alle previsioni di fallimento, alle sensazioni di panico, se puoi prenderti cura di tutto ciò, un po’ come fa mamma gatta”.

ll seguente esercizio è tratto dal recente libro di Tirch Schoendorff, Silberstein “The ACT Practitioner’s Guide to the Science of Compassion”.

Indirizzo

Via Enrico Caruso 2
Milan
20133

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