Dina Kildeeva

Dina Kildeeva Kinesiologia applicata / NeuroPostura
La causa prima del sintomo. Sistema nervoso, postura e movimento.
📍 Verona • Milano

18/09/2026

Quanto pesa lo zaino di tuo figlio? 🎒

Spesso ci preoccupiamo di come cammina o di quanto sta curvo, ma dimentichiamo il carico che porta sulla schiena ogni giorno.

Come riferimento, cerca di mantenere il peso dello zaino intorno al 10–15% del suo peso corporeo e di distribuirlo bene sulla schiena.

Fai una prova semplice: pesa tuo figlio e poi il suo zaino.

Controllare il peso e sistemarlo correttamente richiede pochi minuti, ma è un modo semplice per prenderti cura della sua postura ogni giorno.

17/09/2026

Se tuo figlio torna sempre nella stessa posizione, osservala prima di correggerla.

Una gamba sotto il sedere, le gambe sempre incrociate, il busto curvo o il peso spostato da un lato possono essere modi con cui il corpo cerca di compensare tensioni e asimmetrie già presenti.

Correggere continuamente la posizione non elimina ciò che la rende comoda.

La domanda non è solo “come sta seduto?”, ma “perché il suo corpo preferisce stare così?”.

14/09/2026

Le varici si vedono sulla gamba. Ed è proprio questo che può ingannarci.

Vediamo una vena dilatata e tutta l’attenzione finisce lì: sulla sua forma, sul suo colore, su quanto è diventata evidente.

Ma una vena non esiste isolata dal resto del corpo.

Attraversa tessuti, muscoli e regioni anatomiche che possono modificare le condizioni meccaniche intorno al suo percorso.

È qui che la lettura della kinesiologia applicata allarga lo sguardo.

Non osserviamo soltanto la vena che vediamo in superficie, ma anche le tensioni della gamba, la regione pelvica e l’addome.

Questo non significa ignorare il problema venoso o sostituire una valutazione vascolare quando è necessaria.

Significa aggiungere una domanda:
cosa sta succedendo nei tessuti attraverso cui quel sistema vascolare deve passare?

Perché ciò che diventa visibile sulla gamba può essere solo una parte del quadro.

Hai mai pensato alle varici anche in questo modo?

12/09/2026

Quando hai la sciatica, la paura di muoverti può diventare quasi più forte del dolore.

Ti pieghi meno.
Cammini con cautela.
Eviti alcuni movimenti.
Aspetti che passi.

Nella fase acuta proteggersi è necessario. Il problema nasce quando questa protezione diventa il nuovo modo di muoversi.

Il corpo impara rapidamente a evitare ciò che percepisce come pericoloso: irrigidisce alcune zone, ne sovraccarica altre e costruisce compensi per continuare a funzionare senza provocare dolore.

Ed è qui che, in kinesiologia applicata, il lavoro cambia.

Non si tratta di forzare il movimento nonostante il dolore, ma di capire quali strutture stanno limitando il movimento e restituire gradualmente al corpo la possibilità di muoversi senza proteggersi continuamente.

Perché far passare la fase acuta è una cosa.

Recuperare un movimento libero è un’altra.

Dopo un episodio di sciatica sei tornato a muoverti come prima o hai continuato a evitare alcuni movimenti anche senza dolore?

11/09/2026

Più peso sul bilanciere non significa automaticamente più lavoro per i glutei.

È una cosa che osservo spesso anche in palestra: si aumenta progressivamente il carico, lo squat diventa sempre più pesante, ma il corpo continua a utilizzare la strategia che conosce meglio.

E se il bacino è rigido, l’anca ha poca mobilità o il gluteo non partecipa bene al movimento, quel carico deve comunque essere gestito.

Il corpo trova una soluzione.

Spesso aumentando il lavoro dei quadricipiti, irrigidendo la zona lombare o modificando l’esecuzione per riuscire comunque a completare il gesto.

È uno dei principi che utilizziamo in kinesiologia applicata: prima di chiedere più forza a un muscolo, dobbiamo capire se quel muscolo riesce realmente a entrare nel movimento.

Questo non significa che lo squat sia un cattivo esercizio per i glutei. Al contrario.

Significa che un buon esercizio eseguito dentro uno schema che non funziona bene non diventa migliore semplicemente aggiungendo peso.

Prima recuperiamo il movimento.
Poi costruiamo la forza.

E quando guardi qualcuno fare uno squat, non fermarti a chiederti quanti chili sta sollevando.

Guarda chi li sta sollevando.

10/09/2026

«Anche mia madre ha l’alluce valgo. Quindi è genetico.»

La familiarità conta. Ma ereditare una predisposizione non significa ereditare un destino.

Possiamo avere una determinata forma del piede, una maggiore lassità articolare o caratteristiche anatomiche che favoriscono lo sviluppo dell’alluce valgo.

Poi però quel piede cammina.

Per anni.

Migliaia di passi ogni giorno, durante i quali deve distribuire il peso, adattarsi al terreno e spingerci in avanti.

Ed è qui che la funzione diventa importante quanto la struttura.

In kinesiologia applicata non osserviamo soltanto l’angolo dell’alluce. Guardiamo come appoggia tutto il piede, come si muove la caviglia e come il carico viene gestito durante il passo.

Perché una predisposizione ci dice da dove partiamo.

Il modo in cui utilizziamo quel piede contribuisce a determinare dove andiamo.

Genetica non significa destino.

Nella tua famiglia c’è qualcuno con l’alluce valgo?

09/09/2026

«Ho il piede piatto. Sono fatto così.»

È una frase che sento molto spesso. Come se la forma del piede fosse una sentenza e l’unica possibilità fosse sostenerlo per tutta la vita.

Ma forma e funzione non sono la stessa cosa.

Un piede può essere piatto e funzionare bene. E un piede con un arco apparentemente “perfetto” può essere rigido, poco adattabile e lavorare male.

È proprio la funzione che ci interessa in kinesiologia applicata.

Quanto si muove il piede?
Come distribuisce il carico?
La muscolatura si attiva?
La caviglia ha una buona mobilità?

Prima di decidere che un piede abbia semplicemente bisogno di essere sostenuto, vale la pena capire cosa è ancora capace di fare da solo e cosa ha smesso di fare.

Perché non lavoriamo per costruire il piede “perfetto”.

Lavoriamo per restituirgli funzione.

Hai il piede piatto? Ti hanno mai valutato il piede senza parlare subito di plantare?

08/09/2026

Il dolore è sotto il piede. La tensione può arrivare da molto più in alto.

Onde d’urto, plantari, massaggi e lavoro locale possono ridurre il dolore e avere la loro utilità.

Ma c’è una domanda che spesso rimane fuori:
cosa sta mantenendo quella zona sotto tensione?

In kinesiologia applicata la fascite viene osservata anche all’interno della catena posteriore: piede, gamba, bacino, colonna, fino al cranio.

Quando lavoriamo solo sull’ultimo anello, possiamo migliorare il sintomo senza aver modificato ciò che sta succedendo nel resto della catena.

Il piede va trattato. Ma non va guardato da solo.

Hai avuto una fascite plantare?
Dopo averla trattata, cosa è cambiato nel resto del corpo?

07/09/2026

Quando compare un problema, l’attenzione va quasi sempre al punto in cui lo vediamo o lo sentiamo.

Ma quel punto non racconta tutto quello che sta succedendo nel corpo.

In kinesiologia applicata il sintomo è il punto da cui partire, non su cui fermarsi.

In questa nuova stagione parleremo di fascite plantare, piede piatto, alluce valgo, sciatica, glutei e squat, fino ad arrivare alle varici.

Sei temi diversi, con un filo comune: guardare oltre il singolo distretto e comprendere le relazioni che lo collegano al resto del corpo.

Inizia la terza stagione di Miti sul Corpo.

Quale di questi temi ti riguarda più da vicino?

Quando la vista cambia, la prima domanda è naturalmente: servono nuovi occhiali?Ma il valore che troviamo durante un tes...
05/09/2026

Quando la vista cambia, la prima domanda è naturalmente: servono nuovi occhiali?

Ma il valore che troviamo durante un test visivo non sempre racconta soltanto ciò che sta succedendo agli occhi.

Soprattutto durante la crescita, il corpo attraversa cambiamenti molto rapidi. Cambiano le proporzioni, cambiano i carichi, aumenta l’impegno nello sport e nello studio. E il corpo deve adattarsi continuamente.

In alcuni ragazzi questo significa anche sviluppare nuove tensioni e compensazioni posturali.

Ed è qui che vista e postura possono iniziare a influenzarsi a vicenda.

Nel lavoro che stiamo portando avanti con Alessandro di Ottica Monti , ci interessa proprio distinguere quanto della risposta visiva appartiene agli occhi e quanto può essere influenzato dalle compensazioni del corpo.

Perché l’obiettivo non è evitare gli occhiali quando servono.

È arrivare alla correzione dopo aver ridotto, quando presenti, le interferenze posturali.

Meno compensazioni.
Una risposta visiva più pulita.
Una correzione più precisa.

Indirizzo

Milan

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dina Kildeeva pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi