NarciStop

NarciStop Psicologa e criminologa, specializzata in trauma da abuso narcisistico. Ci sono passata, sono sopravvissuta e adesso posso aiutare te a uscirne.

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Torno da Lucca con il cuore pieno.Ieri sera ho avuto il privilegio di presentare il mio libro all’interno di Lucca in Me...
21/05/2026

Torno da Lucca con il cuore pieno.

Ieri sera ho avuto il privilegio di presentare il mio libro all’interno di Lucca in Mente, nella splendida cornice di Villa Bottini, davanti a una sala gremita e a decine di persone attente, partecipi e profondamente coinvolte.

Lucca in Mente è un’iniziativa che riunisce pensatori, intellettuali, scrittori, divulgatori e scienziati, creando uno spazio di confronto culturale estremamente ricco e stimolante. Mi sento sinceramente molto fortunata di essere stata invitata a portare anche la mia voce e il mio lavoro all’interno di questo contesto.

Ho parlato di relazioni patologiche, abuso psicologico, manipolazione, trauma relazionale. Tematiche spesso invisibili, difficili da raccontare, eppure così drammaticamente presenti nella vita di moltissime persone.

Spero, nel mio piccolo, di avere portato un po’ di consapevolezza in questa bellissima città.

Un enorme grazie alla Istituto per la Ricerca Scientifica in Psichiatria e Neuroscienze per l’organizzazione impeccabile dell’iniziativa.

Grazie a Flavia Piccinni per avere scelto di inserire il mio nome all’interno di un palinsesto così ricco e prestigioso, accanto a persone di grande valore umano e culturale.

Grazie a Jessica Quilici, giornalista de La Nazione, con cui ho avuto il piacere di dialogare durante la presentazione, per la sensibilità e l’attenzione con cui ha accompagnato questa conversazione.

Un grazie anche alla Libreria di Lucca per essere stata presente durante l’evento e per aver seguito la vendita delle copie con grande disponibilità e gentilezza.

E un grazie speciale a Chiara Andreotti per il supporto costante e per la cura con cui ha seguito ogni dettaglio dell’organizzazione, del viaggio e della mia permanenza.

Porto via con me incontri, riflessioni, emozioni e la conferma di quanto sia importante continuare a parlare, divulgare e fare cultura su questi temi.

Grazie davvero a tutte le persone che erano presenti ❤️

Una serata bellissima, piena di persone, di emozioni, di parole condivise e di incontri che porterò nel cuore 🤗🥹Grazie d...
20/05/2026

Una serata bellissima, piena di persone, di emozioni, di parole condivise e di incontri che porterò nel cuore 🤗🥹

Grazie di cuore a per aver reso possibile tutto questo con cura, entusiasmo e sensibilità.

Grazie di cuore a Giulia Deotto, direttrice del Museo dei Colli Euganei, per la sensibilità e la capacità di trasmettere il mio lavoro.

Grazie alla per avere reso possibile la vendita dei libri.

Grazie a tutte le persone che hanno partecipato, che hanno ascoltato, che si sono fermate a parlare, che hanno scelto di acquistare una copia del libro e di portarsi a casa un pezzo di questo percorso così importante per me.

Vedere così tante persone riunite attorno a temi tanto complessi e difficili da affrontare è stato davvero emozionante ✨

Grazie per l’affetto, la fiducia e la presenza. È stata una serata speciale ❤️

Se sei a Padova o nei dintorni, mi farebbe davvero piacere incontrarti dal vivo! 📖🥰Giovedì 30 aprile alle 18.30 presente...
21/04/2026

Se sei a Padova o nei dintorni, mi farebbe davvero piacere incontrarti dal vivo! 📖🥰

Giovedì 30 aprile alle 18.30 presenterò il mio libro Non chiamatelo amore presso la di Padova. Sarà la prima occasione per parlarne insieme, guardarci negli occhi, condividere riflessioni su un tema che riguarda molte più persone di quanto si creda: le relazioni patologiche, la manipolazione affettiva, il trauma che certi legami lasciano dentro e il percorso per uscirne.

Questo libro nasce da anni di lavoro clinico, studio, esperienza personale e dalle migliaia di storie che mi sono state affidate. Ho cercato di trasformare tutto questo in qualcosa di concreto, utile e chiaro.

Se mi segui da tempo, se queste tematiche ti toccano da vicino, o se semplicemente hai voglia di esserci, ti aspetto con grande piacere.

📍 Libreria ItalyPost, Padova
🗓 Giovedì 30 aprile
🕡 Ore 18.30

Sarà bello incontrarci ❤️🤗

〰️ Carolina

Ho scritto un libro.E lo penso sinceramente: non è “un altro libro” su questo tema.In questi anni ho letto, studiato, ce...
08/04/2026

Ho scritto un libro.

E lo penso sinceramente: non è “un altro libro” su questo tema.

In questi anni ho letto, studiato, cercato ovunque qualcosa che riuscisse a spiegare davvero cosa succede dentro certe relazioni.
Qualcosa che tenesse insieme la profondità clinica, l’esperienza reale, e quella sensazione difficile da descrivere che ho vissuto sulla mia pelle e che molte persone mi portano ogni giorno.

Non l’ho mai trovato davvero.

Ho trovato pezzi.
Intuizioni.
Spiegazioni parziali.
Ma mai qualcosa che tenesse tutto insieme.

Ed è esattamente da lì che nasce questo libro.

Ho cercato di mettere insieme tutto quello che in questi anni ho visto, studiato, compreso, attraversato.
La mia esperienza clinica.
La mia formazione criminologica.
La mia esperienza personale.
Le storie, le dinamiche, i punti in cui le persone si perdono e quelli in cui, finalmente, iniziano a ritrovarsi.

Per creare qualcosa che non si limitasse a spiegare,
ma che potesse davvero aiutare a vedere.

Dentro questo libro troverai molte delle cose che non ho mai trovato tutte insieme da nessun’altra parte.

Se senti che questo tema ti riguarda,
se c’è qualcosa che ancora non torna dentro quello che hai vissuto,
questo libro potrebbe essere un punto di svolta.

Si intitola:

“Non chiamatelo amore: Una guida per riconoscere e liberarsi da relazioni patologiche con personalità disturbate”

È già disponibile in preordine su Amazon e sarà in tutte le librerie dal 17 aprile 📖🤗❤️

〰️ Carolina

Troppo spesso incontro pazienti che hanno vissuto un abuso sessuale… e non lo sanno.Non perché non siano intelligenti, m...
27/03/2026

Troppo spesso incontro pazienti che hanno vissuto un abuso sessuale… e non lo sanno.

Non perché non siano intelligenti, ma perché quello che hanno vissuto non assomiglia all’idea di violenza che hanno sempre avuto.

In questo articolo parlo proprio di questo.

Parlo di tutte quelle situazioni in cui non c’è stata una violenza fisica evidente, ma in cui il consenso non era davvero libero.
Parlo di coercizione sessuale, di seduzione usata come strumento, di pressione emotiva, di confini che vengono superati senza che ci sia un momento preciso in cui tutto diventa chiaramente sbagliato.

Parlo di ciò che succede dentro: della confusione, del dubbio, della sensazione di aver partecipato a qualcosa che però non si voleva davvero.
Parlo di quella vergogna che arriva dopo, quando si inizia a vedere la relazione per quello che era.

Questo articolo è per te se:
ti sei mai chiesta o chiesto se hai davvero scelto
se qualcosa che hai vissuto continua a lasciarti addosso disagio; se senti che c’è una parte della tua esperienza che non riesci a spiegare

Puoi leggere l’articolo completo nel mio blog@su
carolinabertolasopsicologa.it

Se vuoi parlare di tutto questo con me, scrivimi in direct 🤗

〰️ Carolina

Ogni giorno incontro persone che arrivano nella stanza di terapia convinte di essere sbagliate, difettose nel modo in cu...
31/01/2026

Ogni giorno incontro persone che arrivano nella stanza di terapia convinte di essere sbagliate, difettose nel modo in cui sentono, reagiscono, amano.

Spesso non è solo la relazione patologica ad averle distrutte, ma quello che è successo dopo.
Quando hanno chiesto aiuto.

Minimizzazioni.
Riletture forzate.
Etichette che non spiegano, ma chiudono.
Frasi che sembrano ragionevoli e invece aumentano la confusione:
“Non è mai tutto bianco o nero.”
“Forse ha fatto del suo meglio.”
“Se tu fossi stata meno insicura…”

Questo si chiama gaslighting clinico. Succede quando chi dovrebbe aiutarti non riesce a leggere la dinamica che stai vivendo e finisce per inquadrare il problema dove non è, o spostarlo su di te.

Nel mio lavoro vedo ogni giorno persone arrivate dopo altri percorsi, convinte di essere “dipendenti affettive”, “borderline”, “troppo sensibili”. Ho vissuto anche io sulla mia pelle questa terribile esperienza, e ricordo bene la mia disperazione: “se nemmeno chi potrebbe aiutarmi mi capisce, allora davvero ho inventato tutto!”

Questo articolo nasce per dire una cosa semplice ma fondamentale:
se una spiegazione clinica non ti restituisce chiarezza, dignità e orientamento, è legittimo metterla in discussione.

Ho scritto un articolo intero su gaslighting clinico, relazioni patologiche e su cosa cura davvero.

👉 Lo trovi sul mio blog
link in bio

Se ti ha parlato, leggilo. Se puoi, condividilo

〰️ Carolina

Se oggi ti senti più diffidente di prima, se davanti a un interesse intenso non provi più entusiasmo ma allarme, se ti c...
11/01/2026

Se oggi ti senti più diffidente di prima, se davanti a un interesse intenso non provi più entusiasmo ma allarme, se ti chiedi continuamente “è sano o sto per rifare lo stesso errore?”, questo articolo parla di te.

Il love bombing non lascia solo ferite emotive.
Lascia un danno più sottile e più paralizzante: incrina la fiducia nel tuo giudizio, nel tuo istinto, nella tua capacità di capire chi hai davanti.

Molte persone non soffrono tanto per quello che hanno vissuto, quanto per il sospetto di essere state “ingenue”, “cieche”, “facili da manipolare”.
E da lì iniziano a controllarsi, a dubitare di ogni emozione, a leggere pericolo ovunque.
Non perché siano fragili.
Ma perché sono state esposte a una dinamica che altera la percezione della realtà.

Il problema è che oggi il termine love bombing viene usato ovunque, spesso a sproposito.
E quando un concetto clinico viene banalizzato, non protegge: confonde.
Ti fa sentire o eccessivamente sospettosa, o colpevole per non aver “capito prima”.

Nel mio lavoro vedo persone bloccate esattamente qui:
non sanno più distinguere tra un interesse autentico e una seduzione che ha un’altra funzione.
Non sanno se fidarsi o ritirarsi.
E nel dubbio, restano ferme.

Questo articolo nasce per rimettere ordine.
Non per dirti di diffidare di tutto.
Ma per aiutarti a riconoscere ciò che non è amore, senza perdere la possibilità di viverlo.

Se mentre leggi senti che qualcosa ti tocca, che certe frasi ti riguardano più di quanto vorresti, prenditi il tempo di leggere l’articolo completo sul mio blog.

Lo trovi su carolinabertolaso.it
(link in bio)

〰️ Carolina ❤️

Una relazione triangolare è una relazione in cui il legame non è tra due persone, ma è strutturalmente tenuto in piedi d...
07/01/2026

Una relazione triangolare è una relazione in cui il legame non è tra due persone, ma è strutturalmente tenuto in piedi da tre: qualcuno dentro una diade già esistente, qualcuno che vi entra, e qualcuno che resta sullo sfondo ma continua a determinare tutto.
Non è una “storia complicata”. È una configurazione relazionale precisa, che ha un funzionamento, una logica interna e conseguenze profonde.

Le relazioni triangolari vengono raccontate sempre nello stesso modo:
o moralizzate (“te la sei cercata”),
o banalizzate (“era solo una situazione un po’ incasinata”),
o ridotte a una semplice mancanza di valori.

Nella mia pratica clinica vedo altro.

Vedo persone fondamentalmente integre, con una coscienza morale presente, con confini che prima c’erano, che non avrebbero mai immaginato di trovarsi in certe posizioni e che invece ci finiscono dentro attraverso dinamiche manipolative complesse, sottili, progressive.

Vedo persone che vivono una relazione triangolare dall’interno: persone che sono state infedeli senza riconoscersi più, persone che sono entrate in una diade già esistente e ne sono rimaste invischiate,
persone che oggi sono fuori da tutto ma non riescono a perdonarsi per ciò che è accaduto.

E vedo che la sofferenza più grande non riguarda solo la relazione, ma quello che si è diventati dentro quella relazione.
Le cose accettate.
I confini spostati.
La distanza da sé.

Vedo anche l’altra faccia: lo sguardo giudicante di chi osserva da fuori, convinto che tutto sia semplice,
che basti dire “io non lo farei mai”.

Questo articolo è importante che tu lo legga
se hai vissuto una relazione triangolare
ma anche se giudichi duramente chi ci finisce.

Perché i triangoli non parlano solo di tradimento.
Parlano di potere, manipolazione, furto dell’integrità
e di un tipo di trauma di cui si parla troppo poco.

La mia non è un’apologia del tradimento.
Non voglio togliere responsabilità a nessuno, solo spiegare come questi triangoli nascono, perché si mantengono nel tempo e cosa lasciano addosso a chi li attraversa.

Se senti che queste parole ti riguardano più di quanto vorresti, l’articolo completo è sul blog.

Link in bio.

〰️ Carolina

Nel mio lavoro clinico incontro spesso persone profondamente confuse e ferite da un’assenza che non viene mai spiegata, ...
31/12/2025

Nel mio lavoro clinico incontro spesso persone profondamente confuse e ferite da un’assenza che non viene mai spiegata, ma che produce colpa, ansia, iper-adattamento.

Questo non è un semplice silenzio. È una tecnica di manipolazione relazionale, utilizzata sistematicamente nelle relazioni patologiche per mantenere il controllo attraverso la sottrazione della connessione emotiva.

In questo articolo parlo di silenzio punitivo: di come funziona, di cosa accade nella psiche di chi lo subisce, del perché venga utilizzato da personalità con un assetto narcisistico o gravemente compromesso, e di come questa dinamica contribuisca alla costruzione del legame traumatico.

Non troverai definizioni superficiali ma una lettura clinica rigorosa, pensata per dare finalmente un nome a qualcosa che spesso viene normalizzato o minimizzato.

L’articolo completo è disponibile sul mio blog 🤗
Link in bio!

〰️ Carolina

Nel mio lavoro clinico incontro spesso persone profondamente confuse e ferite da un’assenza che non viene mai spiegata, ...
31/12/2025

Nel mio lavoro clinico incontro spesso persone profondamente confuse e ferite da un’assenza che non viene mai spiegata, ma che produce colpa, ansia, iper-adattamento.

Questo non è un semplice silenzio. È una tecnica di manipolazione relazionale, utilizzata sistematicamente nelle relazioni patologiche per mantenere il controllo attraverso la sottrazione della connessione emotiva.

In questo articolo parlo di silenzio punitivo: di come funziona, di cosa accade nella psiche di chi lo subisce, del perché venga utilizzato da personalità con un assetto narcisistico o gravemente compromesso, e di come questa dinamica contribuisca alla costruzione del legame traumatico.

Ci troverai una lettura clinica rigorosa, pensata per dare finalmente un nome a qualcosa che spesso viene normalizzato o minimizzato.

L’articolo completo è disponibile sul mio blog 🤗

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〰️ Carolina

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