Dott.ssa Paola Cipriano, Psicologa Psicoterapeuta EMDR

Dott.ssa Paola Cipriano, Psicologa Psicoterapeuta EMDR Psicologia e Benessere. Aiuto psicologico in situazioni di stress,traumi, ansia e depressione. Sostegno a donne in gravidanza e mamme nel periodo del post parto

Psicologa e psicoterapeuta di Milano, mi occupo di sostegno psicologico, percorsi di psicoterapia individuale per adulti. Ho approfondito anche l’area della psicologia perinatale occupandomi di sostegno in gravidanza, nel post parto e alla coppia genitoriale

L’obbiettivo del mio lavoro è quello di aiutare le persone che vivono un momento di difficoltà o di sofferenza a ritrovare un proprio equili

brio e un benessere personale. Nel rispetto dell’unicità di ogni individuo, i percorsi da me offerti si configurano come un’occasione per riscoprire le proprie risorse personali o per acquisire nuovi strumenti affinché un cambiamento sia realizzabile. Svolgo la mia professione con passione perché mi permette di accompagnare persone estremamente coraggiose in un viaggio affascinante. E questo lo considero sempre un privilegio.

Tornare nel luogo dove mi sono formata come psicoterapeuta, questa volta in veste di docente, reincontrando parte dei mi...
23/02/2024

Tornare nel luogo dove mi sono formata come psicoterapeuta, questa volta in veste di docente, reincontrando parte dei miei maestri, fonte di ispirazione e sostegno al mio divenire, mi ha emozionata tantissimo.
Qui, come ho detto oggi, è come una famiglia buona. Ti regala fiducia, ti immagina già capace ancor prima che tu lo sappia e poi si mostra curiosa di sapere che cosa ne hai fatto.
Come scritto in un libro che ho letto anni fa: " Riconosco le mie radici, sento la responsabilità di rimanervi fedele e vado oltre."
Con gratitudine, riconoscenza e tanto amore.

Visto l'anno scorso. A chi se lo fosse perso consiglio vivamente di recuperare
14/02/2024

Visto l'anno scorso.
A chi se lo fosse perso consiglio vivamente di recuperare

Tornata dal cinema da qualche ora, continuo a pensarci. L'ultimo film di Wenders è l'incontro con la vita vera, l'elogio...
07/01/2024

Tornata dal cinema da qualche ora, continuo a pensarci.
L'ultimo film di Wenders è l'incontro con la vita vera, l'elogio della quotidianità e della sacralità delle piccole cose.
È un film di silenzi, luccichii tra le foglie, rumore del vento.Hirayama è un uomo che per mestiere pulisce i bagni pubblici di Tokio, lo fa con impegno e molta grazia.
È al di sopra della velocità di un mondo sempre più competitivo, al di sopra dei giudizi e degli sguardi sprezzanti. Nella ripetizione di gesti tutti uguali non c'è alienazione ma gratitudine. Non c'è affanno ma contemplazione.
Hirayama ascolta musicassette anni 80, ha la casa piena di libri e piccole piantine che annaffia amorevolmente.
Il film è un'esperienza fluttuante nell'ipnotica atmosfera meditativa.
Esci dal cinema con la sensazione di aver ricevuto un dono perché Hirayama insegna il segreto, è per questo che l'ho molto amato e stimato.
Nell'ultima scena il suo volto è tutto, è tutto quel sentire che la vita vera impone per poter essere definita vera.
Se doveste andare al cinema una sola volta, in questo periodo, scegliete questo film. Poi rimanete seduti, fino alla fine dei titoli di coda, perché Wenders non fa nulla a caso.
Lascia un indizio. Proprio questo:

"Komorebi è la parola giapponese per la luce e le ombre create dalle foglie che ondeggiano al vento. Esiste solo una volta, solo in quel momento"

06/01/2024

Rubrica RACCONTI DI PERINATALITA'

"Lion, la strada verso casa" è un film onesto come lo è la vita, se la lasciassimo fare.
Saroo è un bambino che vive in un piccolo villaggio nell'India centrale.
Un giorno Saroo chiede di accompagnare suo fratello Guddu al lavoro: viene lasciato per qualche ora su una panchina in una stazione ferroviaria e, poco dopo, si addormenta. Al risveglio, si ritrova completamente solo: comincia a cercare forsennatamente il fratello e, per sbaglio, sale su un treno che non farà alcuna sosta e lo condurrà a Calcutta, una città lontana circa 1600 km dal suo paese d’origine. Saroo incontrerà diversi pericoli nella grande città fino a che, condotto in orfanotrofio, verrà adottato da una famiglia australiana. La nuova vita procede bene, offrendo amore e opportunità ma, da giovane adulto, la memoria delle sue origini si ripresenterà sottoforma di stralci di ricordi e flashback, riattivata da stimoli sensoriali.
Il profumo dei dolci indiani, fritti in una grande padella a casa di un amico universitario, sarà infatti l'esperienza trigger che riaprirà i conti con il passato.
Saroo, scisso tra la sensazione di tradire la famiglia adottiva e il bisogno viscerale di ricongiungersi alla madre naturale, attraverserà una profonda crisi esistenziale fino a che, complice il profondo sostegno ricevuto dalla madre adottiva, troverà il coraggio di riannodare i fili della sua vita che, come ogni vita, non può prescindere dal suo inizio.
Un film commovente e perturbante basato su una storia vera, onesta testimonianza dell'amorevole responsabilità alla base della genitorialita' adottiva.
La scena più bella, che rimane incagliata nel cuore, sarà il vero incontro tra queste due madri, unite da un amore profondo: quello per il proprio figlio.

Dott.ssa Paola Cipriano

29/12/2023

Rubrica RACCONTI DI PERINATALITA'

Quanto il modo in cui siamo stati immaginati, o meno, prima di arrivare in questo mondo condiziona l'emergere di un desiderio di genitorialita', una volta adulti?
Angeletto è stato un bambino non visto, nato per scommessa, sopravvissuto ai suoi genitori ma con una profonda ferita emotiva che racconta della sua paura di essere lasciato cadere, abbandonato.
Anche Bianca è orfana, fa la psicoanalista ma a differenza di Angeletto incarna la speranza e la fiducia del potersi salvare.
Si incontrano e al posto di una psicoanalisi nasce un amore.
Ma una notte d'inverno Angeletto incontra un bambino con i ricci neri, solo, per strada. La sua mente inizia ad essere abitata da una ossessione e uno squarcio nell'anima gli permetterà di riconnettersi con il suo passato, le sue paure e i suoi ricordi dimenticati.
Coglierà il senso nascosto tra le pieghe del suo non voler mettere al mondo nessun altro, in questo luogo pericoloso e distratto, e comprendera' quanto l'aver dedicato la sua intera vita ad aiutare i bambini delle famiglie disfunzionali è stato l'unico modo che ha trovato per poter rimanere vivo.

Bellissima lettura in questi giorni di festa

Dott.ssa Paola Cipriano



Orgogliosa di portare avanti progetti così belli e importanti
17/12/2023

Orgogliosa di portare avanti progetti così belli e importanti

Si è conclusa oggi l'ennesima edizione del Master in Psicologia Perinatale, da noi ideato e in parte condotto da quasi dieci anni a questa parte.
Ogni volta è arricchente e stimolante: la condivisione, la voluta presenza di punti di vista differenti, l'integrazione degli orientamenti e l'approfondimento di diverse tematiche rende questo master unico nel suo genere. Ogni anno, in chiusura, i colleghi ringraziano riconoscendo quanto questo percorso li abbia arricchiti non solo professionalmente ma anche umanamente. Quanto siano cresciuti come Persone e quanto abbiano colto il nostro invito: costruire una rete, rimanendo uniti.
È quello a cui miriamo ogni volta, ESSERE uno psicologo perinatale e non semplicemente fare: tra le due dimensioni c'è un mondo e tutta quella rivoluzione che cerchiamo di portare avanti.
Grazie a tutti, sempre ❤️



Dott.ssa Alessandra Marelli, Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Paola Cipriano, Psicologa Psicoterapeuta EMDR

APL Psicologi Lombardia

25 novembre
25/11/2023

25 novembre

A come Amore
Una bellissima storia d’amore. Si amavano tanto. Erano innamorati. L’amava. Avanti così, finché non ci abituiamo a chiamare amore anche tutto quello che non lo è.

B come Bella
Ciao bella. Sai che sei proprio bella? E fammelo un sorriso. Quando sorridi sei ancora più bella. Sei sola? Ti posso fare compagnia?

C come Cambia
Se lo cose vanno male, se sei in una relazione tossica è facile: cambia. Cambia modo, cambia atteggiamento, cambia abitudini, cambia aria, relazione, casa, paese. Cambia tu. Solo tu.

D come Devi
Devi capirlo. Devi perdonarlo. Devi lasciar correre. È stressato, è depresso, non è lui. Lui è un altro, lui non lo farebbe mai. Devi credermi.

E come Evita
Evita certe vie, certi quartieri, certe ore del giorno, certi Paesi, non mettere certi vestiti, non dare certe confidenze, non prendere i mezzi da sola, evita di ballare in quel modo, di rispondere a tono, di provocare. Evita, se puoi, di essere te stessa. Perché essere te stessa è pericoloso.

F come Fortunata
Non fortunata perché ti succede qualcosa di bello, ma fortunata perché ti succede qualcosa di meno brutto. Perché il tizio che ti ha fermato non t’ha seguito, perché ha rinunciato, perché non ha insistito, perché hai passato quel marciapiede senza lampioni, perché sei a casa, perché anche questa sera è andato tutto bene. No, anzi, perché questa sera niente è andato male.

G come Grazie
Grazie per capire. Grazie per ascoltare. Grazie per esserci. Grazie per non controllarmi il telefono. Per non essere geloso. Per non menarmi. Grazie per fare il minimo necessario richiesto a un essere umano decente. Grazie al c***o.

H come Hai
Perché non ne hai parlato? Perché non hai fatto qualcosa? Perché non l’hai lasciato prima? Perché non hai denunciato subito? Perché hai aspettato tanto?

I come Isterica
Non ti sembra di stare esagerando?

L come Limiti
“Al supermercato c’è un cassiere che ci prova con me. Ogni volta che vado questo mi dice, che bella che sei, fra poco stacco mi aspetti? Non è aggressivo. Lo fa scherzando. L’ultima volta stava lì e io sono andata alle casse automatiche. Anche se io le odio le casse automatiche.”

M come Mai
Io non ho mai avuto un comportamento tossico nei confronti della mia ragazza. Io non picchierei mai una donna. Io non ucciderei mai qualcuno. Il problema non mi riguarda.

N come Niente
Ho capito che ha paura, signorina, ma se lui non le mette le mani addosso, noi non possiamo fare niente.

O come Ognuna
Ognuna ha una storia, un’esperienza, un episodio. Strana coincidenza.

P come Però
Però lei ha bevuto, però lei era fatta, però la maglietta, però il vestito, però.

Q come Qualcosa
Ho detto qualcosa, ho fatto qualcosa di sbagliato. L’ho provocato. L'ho fatto arrabbiare. È colpa mia. Altrimenti non si spiega. Lui non è così. Deve essere qualcosa, deve essere qualcosa che dipende da me.

R come Ragazzo
Bravo, gentile, insospettabile, d’oro. Soprattutto un ragazzo come ce ne sono tanti. E magari il problema è proprio che ce ne sono tanti.

S come Scrivi
Scrivi quando arrivi a casa. Stai al telefono finché non ti chiudi il portone alle spalle. Manda la posizione. Avverti qualcuno prima di uscire. Fai l’appello delle 4 del mattino. Controlla se ci siete ancora tutte.

T come Troppo
Ti amo troppo. Sei troppo bella. Mi fai troppo sangue. È successo per quello. Per colpa tua. Perché sei troppo.

U come Ultima
Vorremmo sempre che l’ultima fosse l’ultima e non lo è mai.

V come Vicino
Era il compagno. Il marito. Il fidanzato. L’amico. Il collega. Quello che conosceva, quello con cui viveva, quello che le dormiva a fianco.

Z come Zero
Come zero sostegno.
Come zero scuse.
Come zero fiducia.
Come zero impegno.
Come zero voglia di mettersi in discussione e provare davvero a cambiare le cose.
E mentre mettiamo tutti questi zero in fila, l’unico numero che continua a salire è quello sbagliato.

Ringrazio Francesca, Ippolita, Chiara, Amandine, Fortunata, Sara, Icaro, Elisabetta e Sofia senza il cui contributo non avrei saputo scrivere questo post.
(E mi sa che pure questo è un problema.)

Il testo è di Nicolò Targhetta e la grafica di Amandine Delclos.

25/11/2023

Rubrica RACCONTI DI PERINATALITA'

In questi giorni particolarmente difficili, ma potremmo estendere il riferimento temporale al periodo storico contemporaneo che si mostra particolarmente difficile, ho saputo che in diverse situazioni la notizia del femminicidio di Giulia è stato affrontato, con i bambini, leggendo le notizie direttamente dal web esponendoli ad un materiale non adeguato all' età: l'arma del delitto, i colpi inferti, i calci. Tutti dettagli che a mio parere potremmo definire pornografia del dolore.
Mi pare che tra i tanti problemi che abbiamo emerga l'assenza di preparazione da parte di molti adulti, anche insegnanti e professionisti, nel gestire argomenti delicati con i bambini.
Spesso non si ha idea del limite da rispettare, navighiamo da un estremo all'altro: iperpotezione o assenza di tutela. Manca il senso della misura: quanto dire, come dire, cosa dire in base all'età, al momento evolutivo e alla soggettività del bambino.
La rubrica di oggi vuole accendere un piccolo riflettore proprio su questo: quanto siamo competenti di fronte alle domande dei bambini? Abbiamo un pensiero sul tipo di risposta da dare?
Perché la verità è che il pensiero dovremmo averlo formulato prima e non mentre siamo colti di sorpresa dai piccoli che ci guardano sgranando gli occhi.
Preparazione, consapevolezza, pensiero, coerenza, credibilità e affidabilità: questi sono gli ingredienti da fornire.
Iniziamo allora a formulare pensieri sui vari argomenti che possono metterci in crisi. Questo libro è un mezzo attraverso il quale iniziare a costruire, dentro di noi, lo spazio consapevole di quella risposta.

Dott.ssa Paola Cipriano

Quante cose non sappiamo della vita degli altri. A volte dietro un piatto di tortelli, serviti in un luogo delizioso C'è...
29/10/2023

Quante cose non sappiamo della vita degli altri. A volte dietro un piatto di tortelli, serviti in un luogo delizioso C'è la storia della proprietaria che sceglie di sedersi un attimo, per prendere le ordinazioni, e ci racconta che l'amore vero l'ha incontrato a 58 anni, quell'amore che è tutto e ti riempie la vita. La vera anima gemella. Ma che quel sogno per lei è durato solo 10 mesi perché poi lui muore in un incidente.
E allora quell'agriturismo, che era il progetto di entrambi, perde significato.
Pensa di chiudere, mollare tutto.
Sta male per diverso tempo poi, ad un certo punto, scatta qualcosa e ricomincia a pensare a questo luogo che, come un figlio, esiste grazie a loro. Ricomincia.
"Lo faccio per me" ci dice, " Non per lui. Anche perché ho capito che lui è qui tutti i giorni"

Credo che sarebbe bellissimo un mondo dove ognuno di noi considerasse sempre che è dura per tutti, anche per chi apparentemente ti pare roccia, che dovremmo essere più comprensivi, a prescindere del conoscere o meno la storia dell'altro.
Perché la verità è che non sappiamo nulla e dovremmo rispettare questo non sapere come un simbolo sacro, un Dio sull'altare, uno spirito in cima ad un tempio.
Che meraviglia le persone vere quelle che non hanno timore e si donano all'Altro guardandolo negli occhi. Senza indugi, né fronzoli.
Come oggi.

27/10/2023

Rubrica RACCONTI DI PERINATALITA'

C'è una madre ancora così giovane per essere già vedova: ha uno stile rock e una certa disregolazione emotiva.
Poi c'è un figlio molto problematico, portatore di diverse etichette diagnostiche in campo di salute mentale. Lui è disperatamente violento e incredibilmente tenero. In teoria già troppo grande per dedicare una collana con la scritta "mammina" e che lei non toglierà mai.
Si amano di un amore viscerale, matto e indifferenziato:
"Noi ci amiamo ancora? Certo è la cosa che ci riesce meglio"
In ogni inquadratura c'è lo spazio per una persona sola. A volte manca l'aria, come nella claustrofobia.
Poi c'è il farmaco, apparente soluzione e la clinica psichiatrica con le porte che si chiudono a forza e l'assenza di un dialogo con il dolore. Un bisogno di libertà mai compreso.
Alla fine c'è un ragazzo che vola su uno skateboard, il cielo è blu. Canta e nessuno lo capisce.
"Amare non significa salvare"

Mommy è tra i più bei film di sempre.
Ci penso ogni volta e piango

Dott.ssa Paola Cipriano

Indirizzo

Via Bruno Cassinari 12 Milano
Milan
20138

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 20:00
Martedì 08:30 - 20:00
Mercoledì 08:30 - 20:00
Giovedì 08:30 - 20:00
Venerdì 08:30 - 20:00

Telefono

+393443400616

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