22/08/2026
𝔻𝕒𝕪 +𝟞 — 𝔼𝕝𝕒𝕓𝕠𝕣𝕒𝕣𝕖
🥾 Nei giorni di trekking con ho volutamente staccato anche da tecnologia e social. E, rientrata da quasi una settimana, mi sono concessa un lusso raro in questo universo fugace e tempestivo: 𝘦𝘭𝘢𝘣𝘰𝘳𝘢𝘳𝘦.
⌛ Ora che i granelli di sabbia si sono depositati sul fondo della mente, qualche riflessione sul viaggio:
💡 La diversità prima ci incuriosisce, poi ci indispettisce, ci fa esprimere opinioni, rivela i nostri bias e, solo se restiamo aperti, ci arricchisce. Come in natura (ce l’ha ricordato Fabricio). Come il ragazzo che mi ha affittato la bici a Belgrado e che la mattina mi ha presa a pesci in faccia — o almeno così l’avevo vissuta — per poi offrirmi al rientro i dolcetti più deliziosi della vita.
💡 Le aspettative sono fatte per essere deluse in viaggio (e lo sapevo, ma devo sempre farmelo ricordare!). Quasi mai trovi quello che ti aspetti, eppure trovi tanti altri doni, se riconosci i pacchetti.
💡 Non serve andare all’altro capo del mondo per mettere in discussione convinzioni che credevamo scritte nella pietra. A volte basta affacciarsi alla porta accanto.
💡 L’arte attraversa ogni guerra, ogni crisi, ogni censura. Il Museo di Arte Contemporanea di Belgrado è uno dei posti più belli che abbia mai visitato.
💡 Parlare con le persone vale più di qualsiasi visita guidata. È un piccolo miracolo, in un mondo in cui tutto gira sempre intorno all'io e le interazioni con l'altro sono merce rara.
💡 E che privilegio è tenere viva la fiamma della curiosità e dell’apertura: come quella nel Parco dell’Amicizia a Novi Beograd, accesa in memoria delle vittime dei bombardamenti NATO, poi abbandonata e che ho avuto l’emozione di vedere ancora ardere passando lì accanto in bicicletta.
🔥 Una fiamma che anche rischiamo di non alimentare, troppo presi dalla “fretta febbrile” di cui parla Hesse, e che nelle giuste condizioni ogni piccolo o grande viaggio riaccende!