Dott.ssa Cecilia Ferrari - Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Cecilia Ferrari - Psicologa Psicoterapeuta Psicoterapeuta specializzata in psicoterapia psicoanalitica dell'adolescente e del giovane adulto.

27/08/2026

“Mio figlio è troppo pigro per studiare.”
È davvero così semplice?

Quando un adolescente smette di studiare e investire nella scuola, la spiegazione più immediata è spesso anche la più comoda:
“È pigro.”
“Non ha voglia.”
“Non gli interessa niente.”

È molto difficile che sia effettivamente così, anche perché solitamente i ragazzi tengono molto alla scuola.
Se fino a poco tempo prima quella stessa persona studiava, si impegnava e teneva ai risultati, forse vale la pena farsi una domanda prima di concludere che improvvisamente non abbia più voglia di fare nulla.
Resta certamente fondamentale trasmettere ai figli l'importanza dell'impegno e dell'investimento nello studio. Ma è altrettanto importante riuscire a non scambiare una difficoltà per pigrizia.

Un adolescente che smette bruscamente di investire nello studio ha bisogno di essere spronato di più o forse, prima, di essere capito?

26/08/2026
23/08/2026

“I ragazzi di oggi sono troppo fragili.”
È una frase che sentiamo spesso.

Credo però che la domanda da porsi non sia tanto se sono più fragili oggo rispetto a un tempo, bensì che cosa è cambiato nel modo in cui li accompagniamo nella crescita.

Siamo passati da un modello di famiglia normativa a una famiglia famiglia molto più attenta agli affetti e agli stati emotivi. Un cambiamento prezioso e fondamentale, che però ha avuto anche degli effetti collaterali. E che ci chiede di non perdere per strada regole, confini e differenza tra il ruolo dell’adulto e quello dell’adolescente.

Credo che la sfida sia proprio questa: trovare una terza via.
Esserci emotivamente, senza rinunciare a essere adulti e separati dai figli.

Voi cosa ne pensate? Gli adolescenti di oggi sono davvero più fragili o siamo noi adulti a guardarli con occhi diversi?

Quale di queste frasi hai detto almeno una volta?Spesso nascono con le migliori intenzioni: proteggere, aiutare, evitare...
22/08/2026

Quale di queste frasi hai detto almeno una volta?

Spesso nascono con le migliori intenzioni: proteggere, aiutare, evitare che nostro figlio soffra o commetta un errore.

Ma durante l’adolescenza anche imparare a scegliere, sbagliare e costruire uno spazio separato da quello dei genitori è necessario per la crescita.

E allora il confine può diventare sottile: quando stiamo accompagnando e quando, invece, la nostra preoccupazione rischia di trasformarsi in controllo?

È una delle riflessioni che attraversano Io ti aspetto qui - Adolescenti e genitori: manuale di resistenza all’ansia digitale.

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18/08/2026

“Mio figlio dorme sempre. Devo preoccuparmi?”

La stanchezza negli adolescenti non è necessariamente un segnale d’allarme. Crescere è un lavoro enorme: scuola, relazioni, cambiamenti si accompagnano ai vari compiti evolutivi fase-specifici dell'adolescenza, volti a costruire l'identità adulta.

C’è però una differenza qualitativa importante tra essere stanchi e iniziare a spegnersi.

Quando alla stanchezza e all'ipersonnia si accompagnano cambiamenti persistenti nell’alimentazione, perdita di interesse per ciò che prima piaceva o un malessere che interferisce con la quotidianità, allora vale la pena fermarsi e osservare.

Capire quando preoccuparsi e quando, invece, lasciare ai nostri figli lo spazio per attraversare l’adolescenza è una delle sfide più difficili per un genitore.

Ed è proprio anche di questa ansia genitoriale che mi sono occupata nel libro IO TI ASPETTO QUI - Adolescenti e genitori: manuale di resistenza all’ansia digitale.

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16/08/2026

Dove finisce l’aiuto e dove inizia il controllo?

Sapere che compiti hanno.
Che voti hanno preso.
Quando hanno la prossima verifica.
Organizzare gli spostamenti.
Ricordare gli impegni.
Anticipare quello di cui potrebbero avere bisogno.

Per molti genitori significa essere presenti e proteggere dalla sofferenza.

Quando un figlio cresce, tuttavia, questo genere di presenza genitoriale può rischiare di occupare uno spazio che dovrebbe essere vissuto in autonomia per poter costruire l'identità adulta.

E qui il confine diventa meno evidente.

Accompagnare un adolescente verso l’autonomia non significa certo lasciarlo solo, ma nemmeno fare insieme a lui - o al posto suo - ciò che dovrebbe iniziare a sperimentare da solo.

Quindi vi giro la domanda: qual è secondo voi il confine tra tutela e controllo?

È anche di questo difficile equilibrio tra presenza, autonomia e controllo che parlo in 📕 IO TI ASPETTO QUI - Adolescenti e genitori: manuale di resistenza all’ansia digitale.

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13/08/2026

Mio figlio è cambiato. Devo preoccuparmi?

È una delle domande che spesso accompagna i genitori durante l’adolescenza.

Il cambiamento in sé, anche quando brusco e repentino, non è necessariamente un segnale di allarme in adolescenza.

Modificare, sperimentare, allontanarsi da ciò che si era prima può essere una tappa fisiologica della crescita. È però molto importante imparare a osservare quanto i cambiamenti siano più o meno adattivi, quanto incidano sulla quotidianità e se insieme ad essi compaiono altri segnali di fatica.

Non trasformare ogni cambiamento in un allarme, quindi.
Ma neanche smettere di osservare con cura.

Qual è stato il cambiamento di tuo figlio che ti ha preoccupato di più?

10/08/2026

A volte basta una parola per raccontare molto del nostro modo di essere genitori.

Il “noi” che usiamo quasi senza pensarci parlando dei nostri figli può simboleggiare quanto sia sottile il confine tra accompagnarli e vivere, senza accorgercene, le loro esperienze come se fossero anche nostre.

Crescere significa anche separarsi. Per loro, ma in qualche modo anche per noi genitori.

Lasciare che bambini e adolescenti costruiscano uno spazio proprio, un’identità propria separata dalla nostra.

È anche da riflessioni come questa sul rapporto tra genitori e figli, adolescenza, autonomia e crescita che nasce "Io ti aspetto qui. Adolescenti e genitori: manuale di resistenza all’ansia digitale."

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L’istinto di proteggere un figlio è fisiologico.Ma fino a che punto li tuteliamo davvero?Quando vediamo un adolescente p...
09/08/2026

L’istinto di proteggere un figlio è fisiologico.
Ma fino a che punto li tuteliamo davvero?

Quando vediamo un adolescente prendere una decisione che potrebbe farlo soffrire, l’istinto è spesso quello di intervenire, anticipare il problema, trovare una soluzione.
Evitargli quel dolore.

Eppure crescere significa anche fare esperienza dell’errore, della frustrazione e delle conseguenze delle proprie scelte.

Ecco allora che la domanda da porsi non è solo “Come posso proteggerlo?”, ma anche “Come posso restargli accanto senza sostituirmi a lui?”

Esserci non significa necessariamente eliminare ogni ostacolo dal suo cammino. Ma, talvolta, guardarlo viaggiare senza andare insieme a lui.
Aspettandolo dove siamo.

Da queste e altre riflessioni nasce una delle domande che attraversano “Io ti aspetto qui”: siamo ancora capaci di lasciare ai nostri figli il prezioso diritto di sbagliare da soli?

Io ti aspetto qui. Adolescenti e genitori: manuale di resistenza all’ansia digitale.
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04/08/2026

“Se glielo dico, gli metto l’idea in testa?”
È una paura che sento spesso nei discorsi dei genitori.

La verità è che dare un nome a una preoccupazione non può creare o accrescere un malessere. Al contrario, spesso permette a un ragazzo di sentirsi visto, ascoltato e meno solo.

Le parole, quando arrivano con cura e nel momento giusto, difficilmente fanno danni. Il silenzio, invece, a volte può allontanare.

💬 Ti è mai capitato di non fare una domanda a tuo figlio per paura della risposta?

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Via Favretto, 4
Milan
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Martedì 08:30 - 20:00
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