Dott.ssa Katia Girini - Psicologa Clinica

Dott.ssa Katia Girini - Psicologa Clinica Psicologa Clinica e Psicoterapeuta - 3346821383
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✨ L’ORA DELLA RICOMPENSA ✨Hai presente quel momento esatto della sera in cui la giornata piena di attività è giunta al t...
10/08/2026

✨ L’ORA DELLA RICOMPENSA ✨Hai presente quel momento esatto della sera in cui la giornata piena di attività è giunta al termine, anche se non hai ancora finito proprio tutto? Ecco, quella è l'ora della ricompensa. Non serve aver completato ogni singola cosa sulla lista per concedersi un momento di sosta. La sera diventa il premio che offriamo al nostro cervello e al nostro fisico dopo ore di impegno, scadenze e pensieri. Quando rallentiamo il ritmo, il corpo si distende e la mente stacca finalmente la spina, regalandoci quel benessere profondo di cui abbiamo bisogno per ricaricarci. Lascia andare i doveri rimasti in sospeso: stasera la tua unica priorità è la distensione condita da curiosita'. 🛋️✨E tu, come ti godi la tua ora della ricompensa stasera? Un buon libro, una tisana o semplicemente il silenzio? 👇

🍽️ Il cibo non è mai solo ciboAlimentarsi, per l'essere umano, non è mai un semplice fatto di istinto. È un atto profond...
26/07/2026

🍽️ Il cibo non è mai solo cibo

Alimentarsi, per l'essere umano, non è mai un semplice fatto di istinto. È un atto profondo che convoca sempre l'Altro, anche quando mangiamo in solitudine. Il cibo può diventare un appello, una domanda d'amore o, al contrario, un tentativo di esclusione.
L'atto di mangiare intreccia profondamente la dimensione biologica con quella culturale, relazionale e simbolica. Il cibo non è mai solo un insieme di nutrienti, ma un linguaggio attraverso il quale comunichiamo chi siamo e come ci relazioniamo con il mondo.
Il cibo ha una dimensione relazionale: il pasto crea legami sociali, rituali comunitari e dinamiche di accoglienza (l'ospitalità).
Il cibo e' identità: le scelte alimentari riflettono la nostra storia, la cultura di appartenenza e i nostri valori.
Il cibo e' affettività: fin dalla nascita, il nutrimento è legato alla cura, all'amore e alla presenza del caregiver.
Il cibo e' simbolismo: anche quando mangiamo da soli, portiamo a tavola i ricordi, i divieti e le abitudini apprese dagli altri.
Il cibo e' regolazione: spesso usiamo il cibo per gestire le nostre emozioni, trasformandolo in una risposta a bisogni psicologici complessi.

Si puo' non aver bisogno di mangiare avendo il cibo a disposizione, o digiunare per un ideale. Questo accade perché l'atto di alimentarsi è strutturato dal linguaggio.
Il primo nutrimento: il neonato non riceve solo latte (l'oggetto biologico), ma riceve il latte accompagnato dalla parola, dallo sguardo e dalle cure del caregiver (l'Altro). Il cibo diventa così il veicolo del dono dell'amore.

Il rifiuto del cibo come separazione: quando l'anoressia si manifesta, il rifiuto del cibo non è un attacco al corpo, ma un tentativo di separarsi da un Altro vissuto come asfissiante o totalizzante. Rifiutando l'alimento, il soggetto cerca di far emergere la propria mancanza e il proprio desiderio indipendente.

Oggi viviamo in un discorso sociale paradossale: da un lato ci viene chiesto di esibire un corpo magro e performante, dall'altro siamo spinti a consumare il più possibile.

In ambito psicoanalitico, il disturbo alimentare non definisce il soggetto nella sua interezza. Non ci si ferma alla diagnosi sintomatica in sé, perché quel sintomo è l'espressione di una struttura soggettiva unica, che si articola in modo diverso per ciascuna persona.
Jacques Lacan ha esteso l'ambito degli oggetti pulsionali introducendo una provocazione clinica fondamentale nell'ambito dei disturbi dell'alimentazione: l'oggetto "niente". Nell'anoressia, ad esempio, non si tratta di un semplice "non mangiare", ma di un mangiare il niente. Un niente che assume uno statuto speciale e che interroga il desiderio dell'Altro.

Per questo, una clinica orientata in senso psicodinamico non si limita a categorizzare il sintomo o a inserire la persona in una "serie" standardizzata di comportamenti. Il lavoro terapeutico parte sempre dalla singolarità dell'incontro analitico, accogliendo la storia unica del soggetto al di là di ogni etichetta medica. E il cibo e' un veicolo di informazioni che aiutano il terapeuta nel suo percorso di cura.

Il caldo estremo disturba gravemente il sistema nervoso centrale innescando la neuroinfiammazione e alterando la barrier...
17/07/2026

Il caldo estremo disturba gravemente il sistema nervoso centrale innescando la neuroinfiammazione e alterando la barriera emato-encefalica. Per raffreddarsi, il corpo reindirizza il flusso sanguigno verso la pelle, riducendo l'apporto di ossigeno e glucosio al cervello, il che porta a deficit cognitivi e a una ridotta capacità di giudizio. Allo stesso tempo, lo stress termico attiva l'asse HPA, inondando l'organismo di cortisolo e riducendo la resilienza emotiva.Questo sforzo biologico peggiora direttamente le principali condizioni psichiatriche. Le alte temperature alterano i livelli di serotonina e dopamina, agendo come un vero e proprio innesco che fa precipitare i pazienti bipolari stabili o depressi in episodi maniacali acuti. I pazienti affetti da disturbi dello spettro schizofrenico soffrono di un deficit intrinseco della termoregolazione ipotalamica, il che significa che spesso non percepiscono il surriscaldamento corporeo e vanno incontro a un alto rischio di colpi di calore fatali, oltre che a maggiori possibilita' di slatentizzare fantasie deliranti e allucinazioni. In generale, la deprivazione del sonno causata dalle notti calde compromette la funzione della corteccia prefrontale, provocando un picco misurabile di impulsività, comportamenti aggressivi e tentativi di suicidio. Il pericolo è aggravato dagli psicofarmacii, che compromettono i naturali meccanismi di difesa dell'organismo. Gli antipsicotici e alcuni antidepressivi possiedono effetti anticolinergici che sopprimono la sudorazione e interferiscono con il termostato interno del corpo, rischiando di causare una grave ipertermia e possibili collassi cardio circolatori. Inoltre, la disidratazione riduce il volume del sangue, facendo impennare rapidamente i livelli di litio fino a concentrazioni tossiche e potenzialmente fatali, mentre i sedativi attenuano la consapevolezza del paziente riguardo ai primi segnali di esaurimento da calore.

Di conseguenza, integrare un supporto psicoterapeutico costante è vitale per aiutare i pazienti a sviluppare la resilienza emotiva, riconoscere i primi segnali d'allarme e gestire l'instabilità psicologica scatenata da questi squilibri biologici.

Fonte dell'immagine: prevention.com

Il parental phubbing è l'abitudine, spesso inconsapevole, di ignorare i figli per guardare lo smartphone. Questo comport...
20/06/2026

Il parental phubbing è l'abitudine, spesso inconsapevole, di ignorare i figli per guardare lo smartphone. Questo comportamento interrompe il nutrimento emotivo dello sguardo, ostacola il neurosviluppo e rischia di generare solitudine e aggressività. La vera presenza si costruisce attraverso il contatto visivo, non solo con la vicinanza fisica. Per proteggere il benessere emotivo di tuo figlio, prova a:
- Creare zone franche: stabilisci momenti di disconnessione digitale, specialmente durante i pasti.
- Offrire ascolto attivo: guarda tuo figlio negli occhi quando ti parla per convalidare la sua presenza nel mondo.
-Essere un modello: limita l'uso dello smartphone per insegnare una gestione sana dei devices elettronici.

28/03/2026
Non essere la mamma "perfetta"... sii la mamma che serve davveroSii la mamma che stabilisce regole chiare, che dice "no"...
23/03/2026

Non essere la mamma "perfetta"... sii la mamma che serve davvero

Sii la mamma che stabilisce regole chiare, che dice "no" quando è necessario, anche se è difficile. Non sei qui per piacere sempre, ma per crescere persone temprate e responsabili.

- Sii quella che:
- Mette limiti e stabilisce regole chiare
- Insegna il rispetto e la responsabilità
- Chiede, controlla e guida
- Non accetta mancanze di rispetto
- Aiuta a correggere gli errori

I limiti non imprigionano, proteggono. È più facile cedere, ma crescere senza guida costa molto di più. Meglio un figlio arrabbiato oggi, che un adulto perso domani.

Il vero amore non è sempre dolce, a volte è fermo, deciso e scomodo. Ma è proprio quella fermezza che un giorno capiranno essere stata amore.

Il Transfert ai tempi d'oggiNon voglio negare l'esistenza del transfert, ma forse lo usiamo troppo spesso come una lente...
23/03/2026

Il Transfert ai tempi d'oggi

Non voglio negare l'esistenza del transfert, ma forse lo usiamo troppo spesso come una lente per comprendere le dinamiche terapeutiche. La psiche evolve rapidamente, molto più del soma, e ciò che era valido all'inizio del '900 potrebbe non esserlo più oggi.

Il transfert era un costrutto utile quando le persone tendevano a rivivere nelle relazioni attuali le proiezioni del passato. Ma oggi, con una maggiore consapevolezza, dobbiamo imparare a distinguere tra transfert e relazione autentica.

Il transfert come difesa

A volte, invocare il transfert è un modo per evitare di affrontare le emozioni reali nella relazione terapeutica. È come mettere le emozioni in un barattolo e etichettarlo "transfert" per non affrontarle.

La verità sulla relazione terapeutica

Come terapeuta, devo essere disposto a riconoscere i miei errori e a lavorare sulle mie emozioni. Se un paziente si innamora di me, devo essere onesto e dire la verità, senza nascondermi dietro il transfert.

L'importanza della motivazione

La motivazione è fondamentale per un terapeuta. Se sono motivato a fare il mio lavoro al meglio, posso gestire le mie emozioni e mantenere i confini professionali.

Conclusione

Il transfert è un costrutto utile, ma non deve diventare un rifugio per evitare le emozioni reali. Diamo spazio alla verità e alla autenticità nella relazione terapeutica.

Decalogo per il nuovo anno:1. "Che il nuovo anno ti porti la libertà di essere te stesso, senza maschere e senza paure, ...
31/12/2025

Decalogo per il nuovo anno:

1. "Che il nuovo anno ti porti la libertà di essere te stesso, senza maschere e senza paure, se perderai qualcuno perderai solo l'ombra di te stesso".
2. "Che tu possa scoprire le risorse nascoste dentro di te e utilizzarle concretamente per creare la vita che desideri."
3. "Che il nuovo anno ti offra l'opportunità di dare forza a chi non ce l'ha essendo un esempio per stimolare la volonta' e l'impegno che servono per ridefinire i propri obiettivi".
4. "Che tu possa imparare a essere più gentile con te stesso e a celebrare i successi che hai realizzato con impegno e fatica".
5. "Che tu possa trovare la forza di lasciare andare ciò che non e' coerente coi tuoi valori e di abbracciare il cambiamento con fiducia."
6. "Che il nuovo anno ti porti la consapevolezza di essere l'artefice della tua vita e di poter creare la realtà che desideri, cosi' da coltivare con impegno la speranza e allontanare paure, odio e frustrazione".
7. "Che tu possa scoprire la gioia di vivere nel presente e apprezzare quanto tu sia fortunato".
8. "Che tu possa sviluppare la resilienza necessaria per affrontare le sfide del nuovo anno e di trovare il senso di crescita in ogni esperienza."
9. "Che il nuovo anno ti offra l'opportunità di creare nuove connessioni significative per comprendere tutte le realta' da vicino e conoscere sempre di piu' il comportamento degli altri, cosi' da orientarti meglio nelle tue scelte".
10. "Che tu possa scoprire il tuo scopo e la tua passione, e che il nuovo anno ti porti la realizzazione dei tuoi sogni più profondi."

Buon 2026 di energia pura🤩

Durante le feste chi ha esperienza clinica di manipolazione affettiva conosce bene che e' un periodo particolare per la ...
28/12/2025

Durante le feste chi ha esperienza clinica di manipolazione affettiva conosce bene che e' un periodo particolare per la riattivazione di vecchi schemi disfunzionali: non è solo una questione di stare insieme.
Si slatentizzano crisi emotivo-affettive profonde.

Le feste non portano solo luci, ma pesanti copioni familiari mai riscritti e aspettative forti che vincono contro qualsiasi diritto a proteggersi.
“È Natale, e' famiglia”, non si puo' resistere, opporsi”.
Il manipolatore e' l'attore principale sul palcoscenico delle feste.

Chi manipola in ambito familiare sfrutta il contesto emotivo come un moltiplicatore di potere, prende di mira chi e' più stanco, più sensibile, più esposto.
Sa come creare il senso di colpa e lo usa. Con scelte che sembrano dettate da urgenza o tristezza, con silenzi ma tutto e' solo punizione.

Il primo passo per difendersi è smettere di chiedersi se stai davvero esagerando. Allontanarsi emotivamente e' lo scudo benefico da innalzare.

Se ci si sente confusi, in colpa, destabilizzati, con la s3nsazione di essere “sbagliati” e' perche' si sta reagendo a una pressione psicologica reale.

Prima di entrare in quella casa, in quella stanza, in quel pranzo, serve una decisione interna:
io oggi non sono più il bambino che deve adattarsi e compiacere.

Chi manipola non cambia perché è festa. Anzi, peggiora.

E allora le risposte devono essere chiare, incisive, brevi.
“Non ne parlo.”
“La vediamo diversamente.”
“Preferisco fermarmi qui.”

Nelle feste servono anche confini. Vogliti bene. Educa chi e' disfunzionale.

Solo cosi' si puo' dire: "Buone feste"...

Elogio della disciplina.Piu' maturo di eta' piu' sposo i pilastri della filosofia orientale che parla dell'’illusione de...
22/12/2025

Elogio della disciplina.

Piu' maturo di eta' piu' sposo i pilastri della filosofia orientale che parla dell'’illusione del desiderio.
Il desiderio porta spesso a provare un piacere che e' intenso, ma temporaneo. Poi la mente crea un nuovo bisogno, portando in uno stato di perenne insoddisfazione (la cosiddetta “fame edonica”). In questo senso, il desiderio rende, di fatto, schiavi.
La libertà, invece, e' innanzitutto disciplina.
La disciplina non è una punizione, ma una forma di autonomia. Significa avere il controllo sui propri impulsi.
Se scegli di agire in base ai tuoi valori (es. allenarti, studiare, meditare) invece di seguire la pigrizia del momento, costruisci autostima, non provi ne' frustrazione, ne' odio, ma coltivi la felicità.
La “pace” vs il “piacere”.

Mentre il desiderio spinge a rincorrere qualcosa che non abbiamo, la disciplina insegna a essere padroni di se stessi, e la vera felicità nasce proprio da questo senso di agenticita' e coerenza.

Indirizzo

Milano
Milan
20128

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