Studio di Naturopatia - Paola Chilò

Studio di Naturopatia - Paola Chilò Naturopata ed esperta in riequilibrio alimentare con orientamento psicosomatico.

Una sosta nella scienza ufficiale (scienze biologiche) le ha permesso di considerare l'uomo da un punto di vista microscopico. La passione per la natura, la filosofia e la psicologia di unire il microscopico con qualche cosa di più grande: il macrocosmo. E' associata alla Federazione Italiana Naturopati Riza e iscritta al Registro Regionale degli operatori in Biodiscipline Naturali. E' specializza

ta anche in "strumentazione bioenergetica per la prevenzione e cura delle intolleranze alimentari con la tecnica EAV", kinesiologia applicata, erboristeria stagionale, oligoelementi e vitamine, erboristeria/floriterapia, tecnica metamorfica e tecnica di Theta Healing.

08/08/2026

completamente d'accordo ...

LA CHIAVE PER SPENGERE L'INFIAMMAZIONE CRONICA DELL'INTESTINO PERMEABILE

(Di Patrizia Coffaro)

Molte persone convivono ogni giorno con uno stato infiammatorio latente, sintomi a grappolo e diagnosi complesse… senza sapere che alla base c’è un nemico silenzioso, ma potentissimo...l’intestino permeabile.

Oggi voglio accompagnarti passo dopo passo dentro questo tema, per aiutarti a capire cosa succede realmente quando la barriera intestinale si indebolisce, quali sono le cause più comuni, le conseguenze sul sistema immunitario e sul corpo intero… e soprattutto come possiamo invertire la rotta.

Quindo, cos’è l’intestino permeabile? Immagina il tuo intestino come un filtro intelligente, una membrana semi-permeabile. Lascia passare i nutrienti, le vitamine, gli elettroliti. Ma blocca tutto ciò che potrebbe fare danno, batteri, tossine ambientali, frammenti di cibo non digerito.

Quando questa barriera si rompe, a causa di stress, farmaci, dieta infiammatoria, infezioni o disbiosi, si aprono delle vere e proprie falle che permettono il passaggio di molecole indesiderate nel sangue. Il sistema immunitario, a quel punto, entra in allarme. Non capisce più cosa è amico e cosa è nemico. E reagisce con una risposta infiammatoria costante.

Ti suona familiare? Infiammazione, stanchezza cronica, nebbia mentale, dolori migranti, problemi digestivi, pelle reattiva, autoimmunità? L’intestino permeabile è spesso la scintilla che accende questo fuoco.

Nel nostro intestino vivono trilioni di microrganismi. Un ecosistema intero che dovrebbe essere dominato dai buoni, batteri protettivi, fermentanti, antinfiammatori. Ma la dieta moderna, i pestlcidi, gli antiblotici, lo stress e mille altri fattori alterano questo equilibrio. Nasce così la disbiosi.

Con la disbiosi, aumentano i patogeni opportunisti, batteri come Klebsiella, Citrobacter, Proteus, Morganella… molti dei quali producono istamina e innescano autoimmunità. E mentre loro si moltiplicano, i batteri benefici calano. È come un condominio in cui gli inquilini tossici hanno preso il sopravvento.

Quando la flora è alterata, anche la mucosa intestinale si indebolisce, le giunzioni si aprono, l’infiammazione si amplifica. È un circolo vizioso. E la permeabilità intestinale diventa il ponte che collega intestino e infiammazione sistemica.

Il nostro corpo è intelligente. Quando le cellule percepiscono una minaccia, che sia un batterio, una tossina, un’infezione o persino uno stress emotivo profondo, attivano una modalità chiamata Cell Danger Response (risposta di pericolo cellulare).

In pratica, le cellule smettono di produrre energia e si mettono in modalità difensiva. E finché il pericolo non passa, restano lì, come soldati in trincea. Il problema è che, quando il pericolo è cronico, anche la risposta resta attiva a lungo. Il corpo non riesce più a uscire dalla modalità sopravvivenza e resta bloccato nella disfunzione.

Indovina dove si attiva per primo questo meccanismo? Nell’intestino... e da lì parte l’onda... mitocondri in tilt, infiammazione costante, sistema immunitario iperattivo. Se non spegniamo questa risposta, l’organismo non riesce a guarire.

Ma c’è una buona notizia L’intestino può guarire, anche se sei in una condizione cronica, anche se hai provato mille protocolli, anche se sei iper-reattivo a tutto. Serve tempo, strategia, dolcezza… ma si può ricostruire.

E una delle chiavi più potenti che abbiamo oggi si chiama acido butirrico (ne abbiamo giá parlato piu volte). È un postbiotico, cioè un prodotto di scarto benefico che viene generato quando i tuoi batteri buoni fermentano la fibra. Ma attenzione, non è un integratore miracoloso è una molecola vitale.

L’acido butirrico nutre le cellule del colon, rinforza i mitocondri, ripara le giunzioni intestinali, abbassa le citochine infiammatorie, modula i linfociti T, riduce l’istamina e può persino calmare i mastociti.

In altre parole, è una chiave di accesso per uscire dal loop infiammatorio e recuperare una barriera intestinale funzionante.

Come aumentare l’acido butirrico in modo naturale:

1. Fermenta la tua fibra: Sì, la fibra è il carburante dei batteri buoni. Ma non esagerare, se hai una SIBO o sei molto reattivo, devi trovare il tuo “punto dolce”. Parti da fibre fermentabili leggere (come le verdure cotte) a piccole dosi, osserva come reagisci e vai per gradi.

2. Aggiungi prebiotici e postbiotici: Non bastano i probiotici, servono anche i loro metaboliti. I postbiotici, come butirrato, acetato e propionato, hanno effetti diretti sulla mucosa intestinale. Alcuni alimenti utili... kefir, verdure fermentate, kombucha, aceto di mele.

3. Sostieni i batteri giusti: Vuoi sapere chi produce acido butirrico? Faecalibacterium prausnitzii, Roseburia, Eubacterium, Anaerostipes. Se vuoi che questi lavorino, devi creare l’ambiente adatto, poco ossigeno, pH intestinale acido, assenza di infiammazione.

E se non riesco a produrne abbastanza?

Ci sono persone che hanno un intestino talmente compromesso che non riescono più a produrre ma nemmeno a tollerare ciò che serve a guarire. In questi casi, può essere utile un supplemento di butirrato già pronto.

Ma attenzione, non tutti i butirrati sono uguali, il migliore, a oggi, è il tributirrato, una forma ben assorbita che arriva fino al colon. Anche qui, si parte da una dose minima, una capsula a giorni alterni e si osservano le reazioni, si aumenta gradualmente, mooolto gradualmente.

Quando il danno intestinale è profondo, spesso abbiamo anche una carenza di IgA secretorie, anticorpi che vivono proprio nella mucosa e la proteggono. È come avere un esercito disarmato.

Qui entrano in gioco le immunoglobuline orali (non da latte ma da siero bovino), aiutano a neutralizzare tossine, a ridurre l’infiammazione e a ripristinare la funzione barriera. Ottime in caso di infezioni persistenti, H. pylori, SIBO e autoimmunità.

Vuoi dare una pausa all’intestino per rigenerarsi? Il digiuno intermittente può aiutare moltissimo. Non serve saltare pasti a oltranza, bastano 14-16 ore di stop, anche solo 2-3 volte a settimana. Questo permette ai mitocondri intestinali di “rigenerarsi” e riduce la pressione meccanica sulla mucosa.

Il digiuno stimola anche una pulizia cellulare chiamata mitofagia, che è fondamentale per la resilienza delle cellule intestinali. Meno stress, più riparazione.

L’alimentazione antinfiammatoria non è una moda, è un’arma. Se vuoi spegnere l’incendio intestinale, devi togliere la benzina. E la benzina sono gli zuccheri raffinati, i grassi ossidati, gli additivi, i pesticidi, le farine raffinate, i cibi reattivi.

Al loro posto, brodi, verdure cotte, radici, zuppe, pesce selvatico, olio extravergine, avocado, erbe, infusi. Pochi ingredienti, tanta densità nutritiva. E se hai intolleranze? Parti dal basso, poi ricostruisci. Il corpo sa cosa fare, se lo ascolti.

Mai dimenticare questo, l’intestino è innervato, se sei in stress costante, in simpatico attivato, in allerta continua… il tuo intestino non può guarire. Punto. Rilassare il nervo vago, respirare, dormire, ascoltarsi, stare in natura, ricevere tocco, parlare col cuore: tutto questo fa parte del protocollo. Non è “new age”, è biologia.

L’intestino permeabile non è solo un “problema intestinale”. È una crepa nella barriera più importante del nostro corpo. È l’ingresso attraverso cui si infila l’infiammazione cronica, l’autoimmunità, la stanchezza, la confusione mentale, la sensibilità a tutto.

Ma, e lo dico con convinzione, si può invertire la rotta. Il corpo sa guarire, se glielo permettiamo e il protocollo di riparazione dell’intestino permeabile è una delle strade più potenti per riaccendere la vita.

XO - Patrizia Coffaro

20/07/2026

🎵SINFONIA DEL CORPO
LA CELIACHIA NON E' SOLO UNA MALATTIA DELL'INTESTINO

Per decenni abbiamo guardato alla come a un problema circoscritto, "l'intestino che si infiamma quando mangi il glutine".
E Fine della storia.
Ma oggi sappiamo molte più cose.

Perchè da 26 anni la letteratura è cambiata (anche se le linee guida sono maledettamente sempre le stesse).
Perchè guardare solo ad una parte dell'intestino è come andare ad un concerto ma ascoltare un solo strumento, perdendosi l'armonia dell'orchestra?

La scoperta della – la proteina che apre le "porte" tra le cellule intestinali – ci ha insegnato che quando il attiva questo meccanismo, non si apre solo una porta nell'intestino. Ma si apre un passaggio che coinvolge tutto il corpo: , immunitario, , , , .

E al centro di tutto c'è il microbiota, il nostro direttore d'orchestra silenzioso. Quando è in equilibrio, la musica è armoniosa.

Quando è alterato ( ), gli strumenti stonano e i sintomi – apparentemente scollegati – iniziano a comparire: stanchezza cronica, nebbia mentale, dolori articolari, alterazioni dell'umore, problemi cutanei.

La lezione della zonulina e del microbiota ci dice una cosa semplice ma rivoluzionaria: Il corpo non è una collezione di organi separati. È un sistema unico, interconnesso, che parla un linguaggio comune.
Imparare ad ascoltarlo nella sua interezza ci permette di valutare la persona nella sua interezza, non solo il .

🧠🔁🧬
Condividi se anche tu credi che sia ora di cambiare lo sguardo sulla salute o se hai una storia e un'esperienza che vuoi condividere.
Perchè la tua salute vale💪



09/07/2026

IL CONSUMO DI UOVA ABBASSA LA MORTALITA' PER TUTTE LE CAUSE?
Se ci siamo abituati ad essere ingannati dalla pubblicità, il tema delle uova è uno di quelli più dibattuto. Sopratutto se legato alla (favoletta) del colesterolo.
Per aiutare a SFATARE FALSI MITI e portare CONSAPEVOLEZZA scientifica con dati alla mano, un gruppo di ricercatori ha pubblicato, l'anno scorso, uno studio prospettico di coorte di 6 anni su oltre 8756 persone di oltre 70 anni.
E hanno scoperto che:
1) non è stata osservata alcuna associazione statisticamente significativa tra consumo settimanale e mortalità per cancro.
2) Un rischio inferiore del 29% di mortalità per malattie cardiovascolari e un rischio inferiore del 17% di mortalità per tutte le cause sono stati osservati tra coloro che CONSUMAVANO UOVA SETTIMANALMENTE rispetto a coloro che non consumavano uova (mai o raramente).
Questo studio (PMC11767731/) fa un FOCUS SU POPOLAZIONE ANZIANA "relativamente" sana (≥70 anni) ed esegue un "controllo rigoroso" per qualità dietetica complessiva (fattore cruciale spesso trascurato in studi precedenti).
E conferma l'effetto protettivo ANCHE IN PRESENZA DI , suggerendo che le preoccupazioni sul potrebbero essere meno rilevanti per questa fascia d'età.
Vi sono anche lavori scientifici con risultati migliori (dimostrano un effetto protettivo più marcato) e DOVREBBERO guidare sviluppo di LINEE GUIDA BASATE SULL'EVIDENZA (e non sulle ) per il consumo di uova.
In attesa dei prossimi studi e conferme, ti invito a farti un bel piatto di uova al forno; trovi le migliori ricette qui👇
- https://www.lacucinaitaliana.it/ricetta/secondi/uova-al-forno-con-latte-di-cocco-al-coriandolo/
- https://feelgoodfoodie.net/recipe/egg-nests/
- https://www.acouplecooks.com/baked-eggs/
Perchè la tua salute vale MOLTO DI PIU' della "reputazione" di chi ti vuole con il livello di colesterolo sotto le scarpe ...
La tua salute vale💪
.

07/07/2026

QUANTA VITAMINA B12 E' GIUSTA
QUANTA E' ECCESSIVA?
Giunge l'esame ematico di una paziente che ha un livello ematico di B12 di 1.040. Ovviamente è preoccupata perché è scattata "la stellina" sul foglio delle analisi.
Approfitto delle "sue" paure immotivate per dirti che:
1) La vitamina B12 è una VITAMINA IDROSOLUBILE necessaria per il funzionamento (tra l'altro) del SISTEMA NERVOSO e la produzione di globuli rossi.
2) Alcune persone (anziani, donne incinte, donne che allattano, vegani o vegetariana, persone che assumono o un , persone che soffrono di ) potrebbero aver bisogno di assumere integratori di vitamina B12.
3) Mentre altre vitamine e minerali possono essere tossici a dosi elevate, LA VITAMINA B12 E' CONSIDERATA SICURA ANCHE A DOSI ELEVATE perchè L'ECCESSO DI VITAMINA B12 VIENE ELIMINATO NELLE URINE (nel mestruo, nel latte dell'allattamento, NELLA DIARREA).
Quindi assumere "troppa B12" equivale semplicemente a spendere soldi per buttarli nel water 😅😅😅
4) Se stai assumendo dosi "da cavallo" di B12, un suo eccesso è prevedibile, e verosimilmente legato all'integratoe che assumi.
5) La stragrande maggioranza delle persone che assumono troppa B12 probabilmente non sperimenterà sintomi. I primi segnali di troppa B12 includono diarrea lieve e prurito.
6) Un eccesso di vitamina B12 non è associato a sintomi gravi, ma LE INIEZIONI DI B12 (cianocobalamina) possono causare gravi effetti collaterali che potrebbero richiedere un trattamento medico.
7) Un eccesso di B12 solitamente non è considerato un problema grave se è dovuto all'assunzione di troppi integratori (le punture non sono considerate integratori).
😎 Troppa B12 in genere NON RICHIEDE ALCUN TRATTAMENTO se non quello di interrompere o ridurre l'integrazione. I sintomi (se ci sono) in genere si risolvono in un giorno o due se si interrompono o si riducono gli integratori orali o le iniezioni.
9) Le iniezioni di vitamina B12 (quando "in eccesso") possono causare gravi effetti collaterali come bassi livelli di potassio, insufficienza cardiaca, coaguli di sangue o accumulo di liquidi nei polmoni.
QUINDI ..... approfondisci gli argomenti che pongo alla tua attenzione prima di chiamare, telefonare, messaggiare, scrivere email PREOCCUPANTI con i capelli ritti in test e bianchi come quelli di un ca****re.
Perchè, come la tua, ANCHE LA MIA SALUTE VALE 😉
Approfondire qui:
- https://www.singlecare.com/conditions/too-much-B12-symptoms
- https://it.wikipedia.org/wiki/Cobalamina

🩻t.me/dottgabrieleprinzi💊

SENSIBILITÀ AL GLUTINE
07/07/2026

SENSIBILITÀ AL GLUTINE

: NON SOLO .

Pancia gonfia, flatulenza, cambiamenti dell'alvo soprattutto diarrea... ..frequentemente sospettiamo che siano legati al consumo di grano.

E il pensiero corre subito alla celiachia, ed è giusto così: è una malattia autoimmune (quindi SISTEMICA) che colpisce circa l'1% della popolazione italiana e richiede una dieta rigorosa (senza glutine) a vita.

Peccato che ci sia un problema, più insidioso, 5 o 6 volte più frequente, che riguarda il grano ma in cui gli esami per le celiachia sono negativi.
Un problema silenzioso che riguarda molte più persone di quanto si creda, e che troppo spesso rimane invisibile agli occhi della medicina.

📊 I numeri parlano chiaro: se 1% della popolazione ha la celiachia (diagnosticata o no) e lo 0,3% ha una vera allergia al grano (reazione IgE-mediata) il 5% circa soffre di Sensibilità al Glutine ( ) o al Grano ( ) NON CELIACA.

Il problema è silenzioso perché la Sensibilità al Glutine/GRANO Non Celiaca non ha biomarcatori (non esistono, cioè, esami del sangue che la rilevano con certezza) e la diagnosi si basa su una dieta di esclusione e sulla "riprovocazione" (eliminare il glutine per settimane, poi reintrodurlo e osservare i sintomi).

A peggiorare questo quadro clinico, silenzioso, sottofiagnosticato ed insidioso, spesso viene confuso con la sindrome dell'intestino irritabile (IBS), o lo stress, con la stanchezza cronica o altri "disturbi aspecifici".

Non sorprende quindi che frequentemente venga liquidata come un qualcosa che "è tutto nella tua testa" - perché se gli esami sono negativi, e la diagnosi non arriva, la risposta rifugio é che "è tutta colpa tua, colpa della tua ansia, del tuo stress e ti devi dare una calmata".
Peggio ancora, quando ti viene detto "non hai la celiachia, quindi mangia un pó di tutto evitando i fritti"...

E così, milioni di persone in tutto il mondo continuano a convivere con:
• gonfiore addominale cronico,
• stanchezza inspiegabile,
• nebbia mentale,
• dolori articolari,
• mal di testa ricorrenti,
• alterazioni dell'umore,
• problemi di pelle (come dermatiti, orticaria, acne) ..... senza sapere che la causa potrebbe essere proprio ciò che mangiano ogni giorno.

🧠 Il paradosso della diagnosi?

Oggi, per ricevere una diagnosi di celiachia, è necessario mangiare glutine per almeno 6-8 settimane prima del test sierologico e dell'esecuzione di una biopsia endoscopica.
Ma il paradosso è che se una persona sospetta che il glutine le faccia star male, e smette di mangiarlo autonomamente, i test risulteranno negativi e verrà etichettata come "non celiaca".

E quando reintrodurrà il glutine i suoi sintomi, tornano puntuali.
Dov'è il paradosso in tutto questo?
Questa persona verrá esclusa dal sistema diagnostico, non perché non stia male, ma perché non rientra nei "parametri diagnostici rigidi" della celiachia..... triste no?

Ma il problema non è solo glutine.

Il grano è molto più complesso di una semplice intolleranza al glutine, ed eliminare solo il glutine potrebbe non bastare per chi è sensibile ad altre frazioni del cereale..... ma quello su e è argomento per un altro post.

🏥 Cosa servirebbe davvero???

1. Maggiore formazione dei medici: non solo sulla celiachia, ma anche sulle altre forme di sensibilità al grano, riconosciute dalle più recenti linee guida internazionali (I criteri di Salerno, 2023).

2. Protocolli diagnostici più flessibili: che includano il test di eliminazione e provocazione in doppio cieco, l'unico metodo riconosciuto per diagnosticare la NCGS.

3. Ascolto attivo del paziente: i sintomi riferiti non vanno minimizzati. Se una persona sta male dopo aver mangiato pane o pasta, merita una risposta, non un "non hai niente".

4. Ricerca clinica: per identificare biomarcatori affidabili che distinguano la NCGS da altre condizioni.

La medicina sta facendo passi da gigante, ma c'è ancora molta strada da fare perché la Sensibilità al Glutine Non Celiaca venga riconosciuta e presa sul serio come la celiachia.

Se hai provato a eliminare il grano e ti sei sentito/a meglio, ma i medici ti hanno detto che "non hai la celiachia" e che "puoi mangiare di tutto", non stai immaginando i tuoi sintomi..... e se ti riconosci in queste parole, non sei solo/a

❤️ Condividi questo post se pensi che sia importante parlare di queste realtà troppo spesso ignorate o se conosci qualcuno che potrebbe trarre giovamento da queste informazioni.

Se poi hai una storia da raccontare, scrivila nei commenti: potrebbe aiutare qualcuno che sta vivendo la stessa situazione.

Perché la tua salute vale 💪

28/06/2026
"STIAMO PER SCOPRIRE LA CAUSA DI PARKINSON E ALZHEIMER?"A questo link è disponibile l'intervento del dott. Giuseppe Di B...
28/06/2026

"STIAMO PER SCOPRIRE LA CAUSA DI PARKINSON E ALZHEIMER?"

A questo link è disponibile l'intervento del dott. Giuseppe Di Bella pubblicata lo scorso 24 giugno da Radio Radio:
https://www.youtube.com/watch?v=JM3246CyU4c

La lotta alle malattie neurodegenerative si arricchisce di un nuovo fronte di ricerca. La somatostatina — ormone peptidico noto soprattutto per il suo ruolo nella regolazione della crescita e, nell'ambito del metodo Di Bella, nel trattamento dei tumori — è oggi al centro di una letteratura scientifica crescente che ne documenta il coinvolgimento nei meccanismi alla base di Alzheimer e Parkinson. I dati emersi negli ultimi anni indicano che la riduzione progressiva di questo neuropeptide nel cervello non è un fenomeno secondario alla neurodegenerazione, ma potrebbe esserne uno dei principali fattori scatenanti.

Siti ufficiali MDB: www.metododibella.org (medico-scientifico) e www.dibellainsieme.org (divulgativo)
Newsletter della Fondazione Di Bella: http://metododibella.org/it/Iscriviti-alla-Newsletter.html

Telegram: https://t.me/METODO_DI_BELLA (italiano), https://t.me/DI_BELLA_METHOD (english)
WhatsApp: https://whatsapp.com/channel/0029VafMjJe7oQhWZE4YHS10
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BEVANDE ZUCCHERATE E CANCRO AL FEGATOIl consumo frequente di Coca-Cola aumenta il rischio di cancro al fegato di 2 volte...
13/06/2026

BEVANDE ZUCCHERATE E CANCRO AL FEGATO

Il consumo frequente di Coca-Cola aumenta il rischio di cancro al fegato di 2 volte — questa correlazione è stata scoperta dagli scienziati dopo uno studio su 1,5 milioni di persone condotto nell'arco di 18 anni.

Una lattina al giorno aumenta il rischio di cancro al pancreas di quasi il 50%, e di cancro al pancreas esocrino (un tipo più pericoloso e raro) di quasi il 100%. La causa è lo zucchero presente nella composizione, e questo vale per tutte le bevande zuccherate.

https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2850133

T.me/dottgabrieleprinziP

This study investigates the association of artificially sweetened and sugar-sweetened beverage intake with liver cancer overall and by subtype.

Indirizzo

Via Terruggia, 1
Milan
20162

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