Davide Algeri - Psicologo

Chiama Indicazioni Sito Web Contatta lo studio

Davide Algeri - Psicologo Davide Algeri, psicologo psicoterapeuta a Milano. Pagina dedicata agli strumenti di psicologia pratica. SITO WEB: https://www.davidealgeri.com

Psicologia Pratica attiva da oltre 10 anni nasce dal desiderio di fornire strumenti psicologici concreti che possano guidare le persone verso un cambiamento tangibile, cercando di rendere semplice ciò che risulta complesso. Strategie, tecniche, aforismi, ristrutturazioni e molto altro, ricercati e pubblicati quotidianamente per fornire strumenti quanto più pratici e concreti, utili a facilitàre il processo di cambiamento. Per info visitare il sito: https://www.davidealgeri.com

Chi tradisce una volta tradirà ancora?Dopo un tradimento è la domanda più frequente. Sarebbe rassicurante rispondere sì ...
10/10/2026

Chi tradisce una volta tradirà ancora?

Dopo un tradimento è la domanda più frequente. Sarebbe rassicurante rispondere sì o no, ma le persone non funzionano così.

Aver tradito una volta non condanna a farlo ancora. Però “Ho sbagliato”, “Non succederà più”, “È stato solo un momento” non garantiscono che sia cambiato qualcosa.

Il punto è capire perché è successo. Dietro un tradimento possono esserci bisogno di conferme, ricerca di desiderabilità, difficoltà nell’intimità, rabbia, impulsività, bisogno di novità, una crisi personale o problemi di coppia. Capire non significa giustificare: i problemi della coppia possono appartenere a entrambi, la decisione di tradire appartiene a chi tradisce.

Per questo, più di “Sei pentito?”, conviene chiedersi:
Hai capito cosa stavi cercando?
Riconosci la tua responsabilità?
Riesci a stare davanti al dolore che hai provocato senza minimizzarlo?
Hai cambiato qualcosa, concretamente, nel tuo modo di stare in coppia?

Chi è stato tradito, dal canto suo, non può vivere da investigatore. Controllare telefoni, orari e messaggi dà l’illusione di proteggersi, ma una relazione non si ricostruisce se uno deve dimostrare e l’altro controllare.

E perdonare non è obbligatorio. Puoi comprendere una persona e decidere comunque che per te è finita.

Quindi la domanda utile forse è un’altra: che cosa è cambiato davvero dopo quel tradimento? Non nelle promesse. Nella persona, nei comportamenti, nella relazione.

Il passato non è una condanna. Ma una promessa non è una garanzia.

Davide Algeri
Psicologo, psicoterapeuta e sessuologo

In coppia, a volte si litiga per un gesto e si soffre per il significato che gli abbiamo dato.Un rinvio può suonare come...
08/10/2026

In coppia, a volte si litiga per un gesto e si soffre per il significato che gli abbiamo dato.

Un rinvio può suonare come un rifiuto. Una richiesta di fare presto può sembrare una pressione. Da lì, ciascuno reagisce a ciò che crede di aver capito e l’altro si ritrova a difendersi da un’intenzione che non riconosce.

Questo non significa che basti parlarsi per essere d’accordo. A volte, ascoltandosi meglio, emergono desideri e tempi davvero difficili da conciliare. Ma almeno si può discutere di quelli, anziché delle intenzioni che ci siamo attribuiti.

C’è un comportamento della persona che ami di cui senti di conoscere già il significato? Gliel’hai mai chiesto?

“Non ho autostima.”Ma siamo sicuri che l’autostima sia qualcosa che o abbiamo o non abbiamo?La parola stessa può aiutarc...
07/10/2026

“Non ho autostima.”

Ma siamo sicuri che l’autostima sia qualcosa che o abbiamo o non abbiamo?

La parola stessa può aiutarci: autostima significa anche dare una stima di sé, una valutazione.

E quella valutazione non è necessariamente identica in ogni ambito della nostra vita.

Posso sentirmi molto competente nel lavoro e completamente insicuro nelle relazioni. Posso parlare tranquillamente con dieci persone e andare nel panico davanti a cento. Posso sentirmi capace in una situazione e molto meno in un’altra.

Il problema nasce quando trasformiamo:

“Qui mi sento poco capace”

in

“Io non valgo.”

Una parte diventa il tutto.

Proviamo allora a sostituire il bianco e nero con una misura.

Da 0 a 10, quanto stimi di sapertela cavare in quella determinata situazione?

3?
4?
6?

Perché tra zero e dieci ci sono nove punti.

E soprattutto 4 non è 0.

Poi fai qualcosa.

Prova. Esponiti. Sbaglia. Correggi. Ripeti.

E dopo torna a quella domanda:

“Adesso, da 0 a 10, quanto mi do?”

Forse sarai passato da 4 a 5.

Può sembrare poco.

Ma è proprio lì che potresti scoprire qualcosa di importante: l’autostima non si costruisce soltanto pensando diversamente a noi stessi.

Si costruisce anche facendo esperienza di ciò che siamo capaci di fare.

Davide Algeri

Ti fermi, ma continui a pensare a quello che dovresti fare. Ti riposi, ma senti di doverti giustificare. Dici di no, e s...
05/10/2026

Ti fermi, ma continui a pensare a quello che dovresti fare. Ti riposi, ma senti di doverti giustificare. Dici di no, e subito cerchi un modo per compensare.

A volte la fatica più grande è concederti una pausa senza sentirti in difetto.

Dietro quel bisogno di essere sempre produttivo, presente e disponibile può esserci una domanda che punge: «Se smetto di fare, gli altri cosa penseranno di me? E io cosa penserò di me stesso?».

Così ogni impegno diventa una prova del tuo valore. Finisci qualcosa e passi subito alla successiva, perché il sollievo dura poco e c’è sempre un altro motivo per chiederti di più.

Prova a osservare cosa succede quando ti concedi una piccola pausa: quale pensiero arriva? Di chi temi la delusione? Quale accusa rivolgi a te stesso?

Riconoscere quella voce può aiutarti a scegliere quanto ascoltarla, invece di seguirla ogni volta.

Le responsabilità fanno parte della vita. Anche il diritto di riposare, senza dover prima dimostrare di aver fatto abbastanza.

Se oggi lasciassi qualcosa in sospeso, quale giudizio su di te faresti più fatica a sopportare?

Perché vuoi un figlio?Sembra una domanda semplice. Eppure forse è una delle domande più importanti da farsi prima di div...
03/10/2026

Perché vuoi un figlio?

Sembra una domanda semplice. Eppure forse è una delle domande più importanti da farsi prima di diventare genitori.

Un figlio può nascere da un desiderio profondo di amare, accudire, costruire una famiglia, trasmettere qualcosa di sé.

Ma dentro quello stesso desiderio possono convivere anche bisogni meno consapevoli.

Tenere insieme una coppia.
Sentirsi finalmente necessari.
Riempire un vuoto.
Riparare una ferita.
Avere qualcuno che ci amerà per sempre.
Rispondere alle aspettative della famiglia o della società.
Fare semplicemente ciò che, a una certa età, sembra che si debba fare.

Questo non significa che esistano motivazioni perfettamente “pure” per avere un figlio.

Siamo esseri umani. Nei nostri desideri convivono amore, paura, bisogno, storia personale, aspettative e contraddizioni.

La questione è un’altra: quanto siamo consapevoli di ciò che stiamo chiedendo a quel figlio prima ancora che nasca?

Perché un figlio non dovrebbe avere il compito di salvarci, completarci, guarirci o tenere insieme ciò che si sta rompendo.

E soprattutto non è la prosecuzione del nostro progetto personale.

È un’altra persona.

Crescerà, si separerà da noi, potrebbe pensarla diversamente, scegliere ciò che non avremmo scelto e diventare qualcuno che non avevamo immaginato.

E forse una parte profonda dell’essere genitori consiste proprio nell’essere capaci di accompagnare anche quella separazione.

Un figlio può arrivare senza essere stato programmato.

Ma la genitorialità non dovrebbe essere inconsapevole.

Prima di domandarti che genitore sarai, prova a domandarti:

perché voglio diventarlo?

Davide Algeri
Psicologo, psicoterapeuta e sessuologo

La morte ci fa paura.E forse proprio per questo trascorriamo gran parte della nostra vita cercando di dimenticarla.È com...
01/10/2026

La morte ci fa paura.

E forse proprio per questo trascorriamo gran parte della nostra vita cercando di dimenticarla.

È comprensibile. Se vivessimo ogni giorno pensando continuamente alla nostra fine, sarebbe difficile progettare, costruire, amare.

Ma c’è una differenza tra non vivere ossessionati dalla morte e vivere come se il nostro tempo fosse infinito.

“Prima o poi.”
“Quando avrò tempo.”
“Un giorno lo farò.”
“Più avanti.”

Sono frasi che pronunciamo con una certezza che, in realtà, nessuno di noi possiede.

Memento mori. Ricordati che devi morire.

Non è necessariamente un pensiero cupo. Può essere, al contrario, un potentissimo richiamo alla vita.

Ricordarci che il nostro tempo è limitato può aiutarci a guardare diversamente ciò a cui lo stiamo dando: le persone, il lavoro, le attese, le paure, le relazioni, i desideri che continuiamo a rimandare.

E questo non significa vivere freneticamente, riempire ogni minuto o trasformare la vita in una corsa contro il tempo.

Anche fermarsi, riposare, contemplare, non fare nulla può essere tempo profondamente vissuto.

Il punto non è fare di più.

È scegliere più consapevolmente a cosa dare il nostro tempo.

Perché il denaro può tornare.
Il tempo no.

E allora forse la domanda non è soltanto quanto tempo ci rimane.

Ma:

se sapessimo davvero che il nostro tempo non è infinito, continueremmo a viverlo nello stesso modo?

Davide Algeri
Psicologo, psicoterapeuta e sessuologo

Del love bombing non se ne parla mai abbastanza.Perché quando arriva, raramente ha l’aspetto di qualcosa da cui difender...
29/09/2026

Del love bombing non se ne parla mai abbastanza.

Perché quando arriva, raramente ha l’aspetto di qualcosa da cui difendersi.

Ha l’aspetto di qualcosa che aspettavi.

Qualcuno ti cerca.
Ti ascolta.
Ti desidera.
Ti scrive continuamente.
Sembra capirti al volo.
Ti fa sentire speciale.

E magari arriva proprio quando sei stanco, sovraccarico, solo.
Oppure quando sei dentro una relazione nella quale da tempo non ti senti più visto, desiderato, ascoltato.

Ma può succedere anche quando stai benissimo.

Perché non bisogna essere fragili, ingenui o disperati per essere travolti dall’intensità.

Può succedere a tutti.

Ed è questo uno degli aspetti più insidiosi del love bombing: l’intensità può essere scambiata per intimità.

Ma l’intimità ha bisogno di tempo.

Ha bisogno di conoscere l’altro anche quando delude, contraddice, mette un limite, dice no.

Per questo non basta chiedersi:

“Quanto mi vuole?”

C’è una domanda forse molto più interessante:

“Come mi tratta quando non gli do quello che vuole?”

Perché cento messaggi, dichiarazioni enormi, attenzioni continue o un innamoramento fulmineo, da soli, non dimostrano una manipolazione.

Osserva invece cosa accade quando rallenti.

Quando dici no.
Quando non sei disponibile.
Quando non corrispondi alle aspettative.
Quando rivendichi uno spazio tuo.

Se l’adorazione lascia improvvisamente il posto alla pressione, alla colpa, alla svalutazione o al ritiro dell’affetto, allora vale la pena fermarsi e guardare molto bene quello che sta succedendo.

Perché a quel punto potresti non stare più inseguendo soltanto quella persona.

Potresti stare cercando disperatamente di ritrovare come ti sentivi quando quella persona ti faceva sentire speciale.

Ed è un gancio potentissimo.

Love bombing. Parliamone di più.
Perché può capitare a tutti.

Davide Algeri
Psicologo, psicoterapeuta e sessuologo

Quanto del valore che un uomo attribuisce a se stesso passa attraverso il rapporto con il proprio pene?Dimensioni, erezi...
28/09/2026

Quanto del valore che un uomo attribuisce a se stesso passa attraverso il rapporto con il proprio pene?

Dimensioni, erezione, durata, desiderio, prestazione.
Dietro queste parole possono nascondersi ansia, confronto, paura di non essere abbastanza, bisogno di conferme e una domanda che va molto oltre la sessualità: “Sono abbastanza uomo?”

Il pene può diventare, nell’immaginario maschile, una misura della propria virilità, della capacità di desiderare ed essere desiderati, persino della propria identità.

E quando il sesso diventa una prova da superare, qualcosa cambia: invece di vivere il piacere, si comincia a controllare il proprio corpo. A osservarlo. A giudicarlo.

Ma un uomo non è la sua erezione.
Non è una misura.
Non è una durata.
E soprattutto, non è una prestazione.

Forse allora vale la pena cambiare domanda.

Non più: “Funziono?”
Ma: “Come sto vivendo la mia sessualità?”

Perché anche il rapporto con il proprio corpo può essere ascoltato, compreso e trasformato.

Davide Algeri
Psicologo, psicoterapeuta e sessuologo

“Bastava chiedere, ti avrei aiutata.”Aiutata? Se un uomo “aiuta” in casa propria, quella casa la stiamo ancora considera...
25/09/2026

“Bastava chiedere, ti avrei aiutata.”

Aiutata? Se un uomo “aiuta” in casa propria, quella casa la stiamo ancora considerando responsabilità di lei.
Le donne si sono emancipate. Studiano, lavorano, guadagnano, decidono se sposarsi, se avere figli, se andarsene. Poi tornano a casa, e lì l’orologio a volte è rimasto indietro: è ancora lei a ricordare cosa manca in frigo, a pensare ai figli, ai genitori, agli appuntamenti. Secondo ISTAT, nel 2024 le donne avevano nei giorni festivi in media 42 minuti di tempo libero in meno degli uomini.
Dare tutta la colpa agli uomini però sarebbe comodo. Anche molte donne custodiscono il ruolo da cui vorrebbero liberarsi: “Faccio prima io”, “Lui non sa farlo”, “Se non ci penso io, non lo fa nessuno”. Chiediamo agli uomini di occupare uno spazio e poi fatichiamo a smettere di controllarlo.
Emanciparsi vuol dire anche lasciare i vecchi ruoli, e vale per entrambi. Alle donne abbiamo detto che potevano diventare tutto. Agli uomini quasi nessuno ha detto che potevano essere mariti e padri diversi dai loro padri, e molti ci stanno arrivando da soli, a tentativi, spesso nel mezzo di una lite su chi doveva ricordarsi il pediatra.
La parità comincia forse quando nessuno “aiuta” più nessuno, perché quella casa, quei figli e quel tempo sono di tutti e due.
L’emancipazione femminile ha fatto molta strada. Quella della coppia è ancora in corso.

E a casa tua, chi tiene la lista di quello che manca?

Davide Algeri
Psicologo, psicoterapeuta e sessuologo

Fonte: ISTAT, Il tempo libero: disponibilità, percezione e soddisfazione, anno 2024.

Indirizzo

Via Domenico Millelire 13
Milan
20147

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 14:00
Martedì 09:00 - 21:00
Mercoledì 09:00 - 21:00
Giovedì 09:00 - 21:00
Venerdì 09:00 - 21:00
Sabato 10:00 - 14:00

Telefono

+393485308559

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Davide Algeri - Psicologo pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Davide Algeri - Psicologo:

Scelte rapide

Condividi

Categoria