15/11/2025
La lettera del dr Pao!
C’è quel momento dell’anno in cui i muscoli decidono di parlare. Di solito scelgono il weekend, quando finalmente potresti riposare, e invece ti ritrovi a scendere le scale come se avessi partecipato a una spedizione sull’Everest. È tornata la rubrica Patologie Spiritose e oggi parliamo dei famigerati DOMS, il dolore buono che arriva dopo un allenamento tosto.
Il corpo ha una sua ironia. Ti alleni, ti senti un leone, torni a casa soddisfatto e il giorno dopo scopri che sederti è diventato un rito iniziatico. I DOMS compaiono tra le 12 e le 72 ore, colpiscono i muscoli che hai strapazzato e ti ricordano che allenarsi è bello, ma il recupero è un’arte.
Gli antichi greci li conoscevano benissimo. Pare che dopo gli allenamenti più intensi i soldati di Sparta si lamentassero di dolori che scendevano come fiamme dal cielo. Insomma, il dolore post allenamento ha origini epiche.
Oggi sappiamo che i DOMS non c’entrano con l’acido lattico. Sono microscopiche lesioni delle fibre muscolari, soprattutto durante la fase eccentrica. Il corpo risponde con un’infiammazione locale che attiva i recettori del dolore e crea quella sensazione di armatura arrugginita che tutti abbiamo provato almeno una volta.
Lo vivi nella quotidianità quando ridere dopo gli addominali diventa un atto di coraggio, quando scendi le scale dopo lo squat con la grazia di un pinguino o quando alzi le braccia dopo le trazioni e ti chiedi se non fosse meglio vivere senza spalle.
La fisioterapia insegna che il recupero è fondamentale. Camminata leggera, stretching dolce, mobilità articolare, massaggi che riattivano la circolazione e un po’ di freddo nelle prime ore. Poi calore per rilassare i tessuti. E soprattutto movimento controllato, perché il riposo attivo è il vero alleato dei muscoli scontenti.
Gli studi ci dicono che i DOMS sono un messaggio di adattamento. Il muscolo diventa più forte, più resistente e più preparato. È il famoso effetto ripetizione. Più gli dai stimoli progressivi e meno i DOMS torneranno a bussare.
Ogni volta che senti quel dolore buono, il corpo ti sta dicendo che stai costruendo qualcosa. Onorali, ma non sfidarli troppo. Ci rivediamo sabato prossimo