07/05/2026
La nota vicenda della nave da crociera mi porta a scrivere qualche nota sulle infezioni da virus Andes (ANDV):
• ANDV è un virus a RNA appartenente al gruppo degli Hantavirus del nuovo mondo responsabili di sindromi polmonari (HPS, hantavirus pulmonary syndrome).
• Isolato per la prima volta in Argentina nel 1995, durante un'epidemia nella regione andina della Patagonia, ha in seguito causato più di 1 200 casi confermati di infezione.
• Il suo serbatoio in natura è Oligoryzomys longicaudatus, un piccolo roditore selvatico della famiglia dei Cricetidae, che vive in Cile e Argentina, fino a 50°sud, in ambiente forestale montano. In Patagonia predilige radure, bordi stradali e zone cespugliose. Recentemente è stato avvistato in zone costiere e portuali, specialmente nel Cile centrale e meridionale, ma non a bordo di navi.
• Le infezioni umane da ANDV — come anche quelle da altri Hantavirus americani che causano HPS — avvengono solitamente attraverso l'inalazione di escreti (feci, urine, saliva) degli animali serbatoio, che vengono disseccati e aerosolizzati per effetto del vento.
• L'ANDV è l'unico hantavirus del suo gruppo per cui vi sia fino ad oggi evidenza di trasmissione da persona a persona, che può verificarsi anche durante la fase iniziale dell’infezione, quando la stessa è ancora asintomatica. Il periodo di incubazione varia da 9 a 40 giorni. Il numero di riproduzione di base (R0) di questo virus non è stato determinato, ma la trasmissione interumana è stata considerata fino ad oggi infrequente e limitata a contatti stretti e prolungati. Non è noto in che percentuale le infezioni da ANDV decorrano senza sintomi.
• La persistenza per molti mesi del virus nel liquido seminale in un paziente guarito da una HPS da ANDV ha indotto gli autori dello studio a suggerire che il virus sia potenzialmente trasmissibile per via sessuale. Non è noto quale quadro clinico potrebbe derivare dalla trasmissione per questa via.
• Nonostante si tratti di un virus a RNA, dai dati disponibili ANDV sembra relativamente stabile, con un limitato tasso di mutazione: in parole più semplici, un virus che non si modificherebbe in fretta.
Per quanto attiene alla diagnosi e alla clinica, può essere ricordato quanto segue:
• La HPS è una malattia cardiopolmonare spesso di gravità elevata, caratterizzata da insufficienza respiratoria, edema polmonare e shock cardiogeno, con una letalità nei casi clinicamente conclamati superiore al 35%.
• Attualmente non vi sono farmaci di cui sia stata confermata l’attività contro ANDV, mentre sono in corso alcuni studi su anticorpi monoclonali e per un possibile vaccino preventivo.
• I pazienti con titoli anticorpali neutralizzanti più elevati all'esordio della HPS hanno maggiori probabilità di sopravvivere o di manifestare una forma più lieve della malattia. Inoltre, gli anticorpi neutralizzanti persistono per periodi prolungati dopo la guarigione, il che sottolinea la loro importanza a lungo termine nel conferire immunità.
• La diagnosi di laboratorio si fonda sul riscontro di anticorpi specifici di classe IgM (solitamente rilevabili al momento dell'insorgenza dei sintomi, ma che non è ancora definito quanto precocemente compaiano) e sul riscontro del genoma virale nel sangue mediante RT-PCR (Reverse Transcription Polymerase Chain Reaction), un metodo molecolare ad alta specificità. L'RNA di ANDV è rilevabile tramite RT-PCR anche in secreti respiratori, saliva e urine dei pazienti durante la fase acuta di malattia. Non è ancora definito se e quando il virus possa essere rilevato dopo esposizione all’infezione in soggetti asintomatici.
Tutto ciò considerato, è improbabile che le prime infezioni siano state contratte a bordo della Hondius, mentre è più verosimile che ciò sia avvenuto durante un’escursione a terra in un’area dove sono presenti gli animali serbatoio. Il numero di casi che si sono verificati sulla nave potrebbe mettere in discussione la bassa contagiosità interumana e il caso segnalato in una hostess di una compagnia aerea venuta a contatto in volo con una paziente è in contraddizione con l’affermata necessità di un contatto stretto e prolungato con una persona infettata perché la trasmissione possa avvenire.
Per quanto tutto ciò non giustifichi ancora affermazioni su un possibile cambio di passo del virus, né eccessivi allarmismi, l’accaduto merita la completa attenzione delle autorità sanitarie internazionali e una forte e coesa collaborazione tra le stesse.
Inoltre è fuor di dubbio che le persone a bordo della nave debbano essere sottoposte a indagini di laboratorio e a misure di profilassi prima di essere reintrodotte nel loro contesto sociale abituale.
In un momento in cui l’OMS risulta ulteriormente indebolita dall’irresponsabile abbandono da parte degli USA, questo virus rappresenta un ulteriore campanello d’allarme su quanto possano costare all’umanità intera falle aperte nella sorveglianza e nella prevenzione, come la pandemia da SARS-CoV-2 avrebbe dovuto insegnare.