24/03/2026
L'AI non stupisce più. L'intelligenza umana invece?
Racconto un aneddoto che oggi mi ha fatto riflettere profondamente. Durante una conversazione telefonica, esponevo i servizi della nostra agenzia e rispondevo contestualmente a un'obiezione che un potenziale cliente, il signor Giancarlo, CEO di una azienda mi rivolgeva.
Terminato di rispondere, dopo un attimo di silenzio, dall'altra parte del cavo, Giancarlo ha proferito: "Grazie signora Anna, lei ha risposto alla mia obiezione con una considerazione che non lascia spazio ad altre obiezioni. Al piacere di incontrarci venerdi.
Prima di salutarmi, ha aggiunto con un pizzico di stupore:
Ma ha usato l'Intelligenza Artificiale per formulare la risposta alla mia domanda?
Ed ecco il punto. In un'epoca dove l'AI risolve problemi complessi, genera testi, crea immagini e tanto altro, la gente (anche quella di target elevato come il sig. Giancarlo) sembra stupirsi di risposte empatiche ed attente, specie quando toccano natura e sentimenti.
La mia risposta non forniva numeri, algoritmi o massimi sistemi; ho semplicemente colpito e stupito il signor Giancarlo perché ho toccato le corde più profonde del suo animo, accendendo di interesse una conversazione professionale che rischiava di basarsi solo su dati, numeri e performance.
Se è vero che l'AI può aiutarci a snellire alcune attività, a trovare soluzioni efficienti, a mappare con rapidità luoghi di interesse, notizie e curiosità dal mondo, è anche vero che l'intelligenza umana avrà sempre un valore aggiunto. Un valore che oggi è stato riscoperto dal sig. Giancarlo, ma ha ricordato anche a me quanto sia essenziale nell'attività che svolgo, poiché capace di accendere e catturare nell'immediato, realtà ed esigenze di noi... Esseri Umani.