Pietro Marconi Fisioterapista

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FISIOTERAPISTA
Esperto in esercizio terapeutico e movimento
Imposto percorsi online per risolvere il tuo dolore alla radice
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04/08/2026

✨ Un’ernia non va trattata guardando solo il sintomo.

Quando hai dolore, l’obiettivo non dovrebbe essere semplicemente “spegnere” il dolore con un farmaco, un massaggio o qualche trattamento passivo.

Il vero punto è chiedersi: perché quel disco è arrivato a sovraccaricarsi?

🦴 Le ernie e le protrusioni sono spesso il risultato di anni di carichi gestiti male, rigidità, compensi, perdita di mobilità e di una colonna che non distribuisce più le forze in modo efficiente.

Per questo in PMPRO il primo obiettivo è spesso un lavoro di decompressione attiva: migliorare la mobilità della colonna, ridurre le compressioni eccessive, recuperare il movimento e insegnare al corpo a gestire meglio i carichi.

⚠️ Decomprimere non significa “rimettere dentro l’ernia”. Significa creare un ambiente biomeccanico più favorevole, ridurre lo stress continuo sul disco e permettere alla colonna di tornare a lavorare nel modo più efficiente possibile.

📚 E c’è un aspetto che sorprende molte persone: le ernie, soprattutto quelle estruse, hanno anche un’elevata probabilità di riassorbirsi spontaneamente nel tempo. Ma questo non significa aspettare senza fare nulla: significa accompagnare il processo migliorando la funzione del corpo, perché se la causa del sovraccarico rimane, il problema può ripresentarsi.

💪 Curare il sintomo è importante. Ma correggere ciò che lo ha generato è ciò che fa davvero la differenza nel lungo periodo.

📩 Se vuoi capire come impostiamo questo lavoro nel percorso PMPRO, scrivimi “INIZIO”

Inizi a usare le infradito d’estate e… dopo qualche giorno compaiono dolore sotto al piede, rigidità al mattino o tensio...
04/08/2026

Inizi a usare le infradito d’estate e… dopo qualche giorno compaiono dolore sotto al piede, rigidità al mattino o tensione al tendine d’Achille? 🩴🔥

Non è detto che la colpa sia esclusivamente delle infradito, ma il loro utilizzo prolungato può aumentare il lavoro richiesto al piede.

Per evitare che la calzatura scivoli, infatti, le dita tendono ad arricciarsi e “aggrapparsi” continuamente: è il cosiddetto gripping. 🦶🏻

Questo può aumentare il carico su:

🔹 fascia plantare
🔹 muscoli flessori delle dita
🔹 polpaccio
🔹 tendine d’Achille

Soprattutto se il piede è già poco allenato, rigido o irritato, il passaggio improvviso a una calzatura molto piatta e poco stabile può far emergere più facilmente i sintomi.

Le infradito non sono “vietate”: possono andare bene per un utilizzo breve e occasionale. Il problema nasce quando diventano la calzatura principale per camminare a lungo. 🚶🏻‍♂️

La soluzione, però, non è soltanto cambiare scarpa o evitare il dolore: bisogna valutare il piede, recuperare mobilità e costruire progressivamente forza, stabilità e capacità di carico. 💪🏻

Scrivimi in direct oppure commenta con INIZIO se vuoi capire da dove partire. 📩

03/08/2026

👍🏻 Segui il profilo .marconi.fisioterapista per approfondire!

👉🏻La scoliosi non è quasi mai la vera causa del dolore.

Nella maggior parte dei casi, una scoliosi lieve o moderata non provoca sintomi importanti di per sé. Il problema nasce nel tempo: il corpo, per adattarsi a quella curva, è costretto a lavorare di più.

Alcuni muscoli rimangono costantemente in tensione, altri diventano meno efficienti. Alcune articolazioni vengono sovraccaricate, altre si muovono poco. E anno dopo anno questi compensi possono favorire rigidità, affaticamento e dolore.

❌Per questo l’obiettivo non è “raddrizzare la schiena”, cosa che nella maggior parte dei casi non è né possibile né necessaria.

✅L’obiettivo è rendere la colonna più forte, stabile, mobile ed efficiente, migliorando il modo in cui tutto il corpo gestisce i carichi e il movimento.

Con un percorso fisioterapico personalizzato si lavora proprio su questo: ridurre i compensi, migliorare il controllo del movimento e fare in modo che la schiena torni a svolgere il suo lavoro nel modo migliore possibile.

📩 Se convivi con una scoliosi e hai tensioni o dolori continui, scrivimi in direct: vediamo insieme qual è l’approccio più adatto al tuo caso.

02/08/2026

segui .marconi.fisioterapista ogni giorno approfondisco argomenti su salute e movimento nelle storie!

👉🏻 La postura non è una posizione da mantenere. È il modo in cui il tuo corpo si muove. 💡

Per questo, cercare la “postura perfetta” o fare 3 esercizietti trovati online difficilmente cambia davvero le cose. (Lo scopo di questo video è farti capire come iniziare a lavorarci ma…)

Se spalle, scapole e colonna dorsale non lavorano in modo coordinato, il corpo continuerà a compensare: alcuni muscoli si irrigidiranno, altri perderanno forza e il movimento diventerà sempre meno efficiente.

🎯 Un lavoro efficace sulla postura deve considerare:
✅ la muscolatura delle spalle, per migliorare stabilità e controllo;
✅ il movimento delle scapole, fondamentale per distribuire correttamente i carichi;
✅ la mobilità e la forza della colonna dorsale, che influenza anche cervicale e zona lombare.

Ma soprattutto deve partire da una valutazione.

Ogni persona ha rigidità articolari, compensi e debolezze diverse. Per questo non esiste un esercizio universale: serve un percorso progressivo e personalizzato che migliori la qualità del movimento, non solo l’aspetto della postura.

Nel percorso PMPRO partiamo proprio da questo: valutiamo il modo in cui il tuo corpo si muove, individuiamo le limitazioni e costruiamo un piano di esercizi su misura, adattandolo nel tempo ai tuoi progressi.

📩 Se vuoi capire quali sono i compensi che stanno influenzando la tua postura, scrivimi in direct: ne parliamo insieme.

✅ Ma prima seguimi! .marconi.fisioterapista

🙋‍♂️ Hai mai avuto la sensazione di respirare “alto”, sentire le spalle sempre rigide o il collo costantemente in tensio...
01/08/2026

🙋‍♂️ Hai mai avuto la sensazione di respirare “alto”, sentire le spalle sempre rigide o il collo costantemente in tensione? Scrivimelo nei commenti.

La tua gabbia toracica non è solo una “scatola” che protegge gli organi. È il punto di collegamento tra colonna, scapole, diaframma e bacino.

Quando perde il suo corretto orientamento rispetto al bacino (spesso ruotando in avanti e verso l’alto), tutto il sistema inizia a lavorare in modo meno efficiente.

Le scapole scorrono peggio, il diaframma fatica a espandersi, alcuni muscoli si irrigidiscono per compensare e il tronco perde stabilità.

⚠️ Questo però non significa che il dolore dipenda sempre dalla posizione della gabbia toracica o che basti “rimetterla a posto”. Il corpo è molto più complesso.

Quello che conta davvero è recuperare una buona funzione:
✔️ migliorare il controllo del tronco;
✔️ ripristinare una respirazione efficace;
✔️ ridare mobilità dove manca;
✔️ aumentare la capacità del corpo di gestire i carichi.

Per questo in PMPRO non lavoriamo mai sulla postura come fosse qualcosa da “correggere” passivamente, ma attraverso un percorso attivo e personalizzato che migliora il modo in cui tutto il corpo si muove e collabora.

Seguimi per approfondire!

31/07/2026

🦶 La fascite plantare non è quasi mai solo un problema della fascia plantare.

Se il piede è costretto a lavorare male, il motivo spesso va ricercato anche più in alto.

💪 Il gastrocnemio e il soleo controllano la mobilità della caviglia e la capacità di assorbire e restituire energia durante il passo. Se sono rigidi o poco efficienti, aumentano le tensioni che arrivano fino alla fascia plantare.

⚖️ Ma non basta.

Anche i muscoli tibiali, sia anteriore che posteriore, hanno un ruolo fondamentale nel controllo dell’arco plantare e nella stabilità del piede. Se non riescono a gestire correttamente i carichi, la fascia plantare è costretta a compensare, sovraccaricandosi ad ogni passo.

❌ Per questo limitarsi a massaggiare la pianta del piede, usare una pallina o fare qualche esercizio di stretching raramente è sufficiente.

📈 In PMPRO impostiamo un lavoro progressivo e personalizzato che parte dall’analisi del movimento. Recuperiamo la mobilità della caviglia, miglioriamo la capacità di carico del tricipite surale, rinforziamo la muscolatura tibiale e quella intrinseca del piede, fino ad arrivare a esercizi sempre più specifici per camminata, corsa o sport.

🎯 L’obiettivo non è “rilassare” la fascia plantare, ma fare in modo che non sia più costretta a sopportare un carico che dovrebbe essere distribuito a tutto il sistema.

✅ È così che si riduce il sovraccarico e si costruisce un recupero duraturo.

📩 Se soffri di fascite plantare o il dolore continua a tornare nonostante i trattamenti, e vuoi capire come impostare un percorso realmente personalizzato, scrivimi in direct: sarò felice di confrontarmi con te.

30/07/2026

Questa è una di quelle prescrizioni che, purtroppo, vedo ancora troppo spesso.

❌ “Correggere la postura”
❌ “Nuoto”
❌ “Pilates”
❌ “Ginnastica dolce”
❌ Farmaci

Ma dov’è il piano fisioterapico?

Dove sono la valutazione del movimento, gli obiettivi, la progressione degli esercizi e il motivo per cui quel dolore è comparso e continua a peggiorare?

Il problema è che consigli così generici possono sembrare sensati… ma spesso non cambiano nulla.

E infatti, in questo caso, dopo 2 anni i sintomi non solo sono ancora presenti, ma sono peggiorati.

Il corpo non migliora perché qualcuno gli dice di “fare attività fisica”. Migliora quando viene guidato con un lavoro costruito sulle sue reali difficoltà.

Ogni persona ha compensi, rigidità, debolezze e alterazioni del movimento diverse. Se non vengono identificate e corrette, il corpo continuerà a muoversi male, alcune strutture si sovraccaricheranno sempre di più e il dolore tenderà a cronicizzare.

È proprio da qui che parte PMPRO.

Non ci limitiamo a dare una lista di esercizi, ma costruiamo un percorso fisioterapico personalizzato, con valutazioni periodiche, progressioni e un supporto costante, adattando il lavoro in base ai miglioramenti della persona.

Perché il nostro obiettivo non è “far fare ginnastica”, ma riportare il corpo a muoversi meglio, così che possa tornare a fare quello che oggi il dolore gli impedisce.

💬 Ti è mai capitato di ricevere una prescrizione simile?

🦶 Il piede che cede verso l’interno non è sempre un problema. La pronazione è un movimento normale e necessario, ma quan...
30/07/2026

🦶 Il piede che cede verso l’interno non è sempre un problema. La pronazione è un movimento normale e necessario, ma quando è eccessiva o poco controllata può modificare il modo in cui distribuiamo i carichi.

⚠️ Caviglia meno stabile, ginocchio che tende al valgismo, anca che ruota internamente e schiena che compensa: non significa che il dolore dipenda sempre dal piede, ma che tutta la catena deve essere valutata nel suo insieme.

❌ Per questo non basta sostenere passivamente l’arco plantare o utilizzare un plantare senza lavorare sulla funzione.

✅ Bisogna rendere il piede più forte e reattivo, migliorare il controllo di caviglia, ginocchio e anca e abituare gradualmente il corpo a gestire il carico.

📩 Scrivimi in direct o commenta INIZIO per capire da dove partire con un lavoro personalizzato.

29/07/2026

🫁 “Respira con la pancia” e “rinforza il core” sono due consigli che, da soli, molto spesso non bastano.

Il mal di schiena non si risolve semplicemente imparando a respirare in modo diverso o facendo qualche esercizio per gli addominali.

La colonna ha bisogno di una base di sostegno stabile, che nasce dalla capacità di tutto il tronco di gestire i carichi. In questo entra in gioco anche la pressione intra-addominale: una sorta di “cuscino” interno che, se ben gestito insieme a diaframma, addominali profondi, pavimento pelvico e muscoli della schiena, contribuisce a distribuire meglio le forze e a dare maggiore stabilità.

⚠️ Ma attenzione: aumentare la pressione intra-addominale non è l’obiettivo finale, né è la soluzione per tutti. Se manca controllo del movimento, coordinazione, mobilità o una corretta gestione del carico, il dolore continuerà a ripresentarsi.

La vera riabilitazione non consiste nel rinforzare un singolo muscolo, ma nel far lavorare il corpo come un sistema, insegnandogli a muoversi in modo più efficiente e sicuro.

📩 Se hai mal di schiena e hai già provato esercizi “standard” senza risultati, probabilmente è il momento di capire perché il tuo corpo continua a sovraccaricarsi, invece di limitarti a trattare il sintomo.

➡️ Seguimi .marconi.fisioterapista per contenuti basati sulle evidenze scientifiche.

28/07/2026

Ogni volta che leggo alcune prescrizioni o sento certi consigli, mi rendo conto di quanto l’aggiornamento scientifico faccia davvero la differenza.

Negli ultimi giorni ha fatto molto discutere il caso di una dottoressa che ha diffuso sui social informazioni false e potenzialmente pericolose sulla crema solare e sull’esposizione ai raggi UV.

Ma la verità è che, nel mio ambito, situazioni simili accadono ogni giorno.

La differenza è che molte affermazioni scorrette sulla schiena, sulle ernie, sulla cervicale o sul dolore cronico non fanno notizia, perché chi le ascolta spesso non ha gli strumenti per capire che non sono supportate dalle evidenze scientifiche.

“Hai la schiena consumata, non ti piegare.”
“Hai un’ernia, non potrai più fare sport.”
“Devi solo fare massaggi.”
“Hai dolore, quindi devi stare a riposo.”

Sono frasi che sembrano autorevoli, ma che spesso non riflettono ciò che oggi sappiamo sul dolore e sulla riabilitazione.

La medicina e la fisioterapia evolvono continuamente. Chi lavora nella salute ha il dovere di aggiornarsi, mettere in discussione ciò che faceva anni fa e basare le proprie scelte sulle migliori prove scientifiche disponibili, non sulle abitudini o sul “si è sempre fatto così”.

Perché un consiglio sbagliato non è solo un errore teorico: può ritardare il recupero, creare paura del movimento e compromettere la qualità di vita di una persona.

Informarsi da professionisti che studiano e si aggiornano costantemente non è un dettaglio: è parte della cura.

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