Sara Schirripa - Psicologa

Sara Schirripa - Psicologa Psicologa con una prima laurea in Filosofia, Counselor a orientamento gestaltico e Formatrice. Ricevo presso la Clinica del Cibo, a Milano. Psicologa.

Affianco individui, coppie e gruppi nel potenziamento del benessere esistenziale. Ricevo alla Clinica del Cibo di Milano, dove contribuisco all’approccio integrato nutrizione-naturopatia-psicologia, grazie alle mie competenze specifiche in counseling motivazionale legato al rapporto con il cibo, il peso e l'immagine corporea. Ho una prima laurea in Filosofia, un master triennale in Counseling a or

ientamento gestaltico, una solida esperienza nella gestione di gruppi e una formazione in psiconcologia. Offro sedute psicologiche individuali, counseling di coppia, interventi di gruppo e sessioni formative nelle organizzazioni. Il mio metodo coniuga il dialogo, le tecniche espressive, la mindfulness, il pensiero immaginativo e il lavoro psicomotorio, sullo sfondo della psicologia umanistica e dell’approccio filosofico di stampo fenomenologico ed esistenziale. Gli ambiti di cui mi occupo prevalentemente, al di fuori del counseling in campo nutrizionale, sono i seguenti:

• Gestione di stress e ansia
• Difficoltà relazionali (di coppia, di lavoro, in famiglia)
• Regolazione ed espressione funzionale delle emozioni
• Sostegno all’autostima
• Mediazione in situazioni conflittuali
• Supporto psicoemotivo in oncologia e in condizioni di salute complesse
• Elaborazione del lutto

Alle consulenze psicologiche on line e in studio affianco attività di formazione e docenza, nonché collaborazioni con enti, fondazioni, associazioni e istituti scolastici su programmi di psicoeducazione, prevenzione del disagio psichico, orientamento ed empowerment, potenziamento della salute e crescita post traumatica.

QUANDO IL REFLUSSO CONDIZIONA IL RAPPORTO CON IL CIBO A La Clinica del Cibo - Dott. Luca Avoledo capita spesso di incont...
08/09/2026

QUANDO IL REFLUSSO CONDIZIONA IL RAPPORTO CON IL CIBO

A La Clinica del Cibo - Dott. Luca Avoledo capita spesso di incontrare persone con una storia di fastidi digestivi.

In tante situazioni, il grande protagonista è il reflusso gastroesofageo, talvolta correlato a componenti emotive (rabbia, tristezza, ansia) che non sempre vengono riconosciute e prese in considerazione in ambito strettamente clinico.

Un caso particolare è rappresentato dal reflusso collegato alla paura di mangiare: la persona vive ogni pasto con apprensione, non perché stia male, bensì per il timore che si scatenino sintomi come bruciore e rigurgito, che a lungo sono stati sperimentati e che hanno portato ad associare inconsciamente l'atto del nutrirsi a qualcosa di sgradevole o addirittura nocivo.

Quando questo legame silenziosamente si consolida nella mente e nel vissuto, si sviluppano quelle che in psicologia chiamiamo "risposte di evitamento".

Le accortezze alimentari opportune per mantenersi in buona forma e gestire la salute digestiva diventano rigide e pervasive. La lista degli alimenti ritenuti "pericolosi" si allarga e prevale la tendenza a eliminare le occasioni di convivialità, anche quando gli episodi di reflusso sono ben controllati.

Se la paura diventa la tonalità emotiva dominante nel rapporto con il cibo, influenzando comportamenti e qualità della vita, un approccio personalizzato, che consideri anche gli aspetti psicologici oltre a quelli nutrizionali, può essere utile.

👉Ho approfondito il tema nell'articolo al primo commento.

TORNA IL GRUPPO DI SUPERVISIONE!Con settembre riprendono gli incontri di supervisione.Il gruppo di professionisti della ...
04/09/2026

TORNA IL GRUPPO DI SUPERVISIONE!
Con settembre riprendono gli incontri di supervisione.

Il gruppo di professionisti della relazione d'aiuto sarà ancora più ricco, grazie all'ingresso di due nuove persone.

Insieme, ciascuno con i suoi talenti, la sua storia, il suo sguardo sulle cose, continueremo il percorso teso a elaborare i vissuti di chi cura ed è a contatto quotidiano con la fragilità, il dolore, la paura.

Insieme ci interrogheremo sui significati che l'interazione con gli assistiti ci restituisce, introducendo nella nostra vita, ogni giorno, qualcosa di nuovo.

Insieme rifletteremo sugli assunti impliciti e sulle attese nascoste che attraversano il gruppo.

Insieme proveremo anche a portare in superficie le dinamiche tra colleghi, talvolta solcate da conflitti inespressi, aspettative irrealistiche, bisogni non riconosciuti.

E per me sarà, come sempre, un piacere e un onore guidare il gruppo.

Mi preparo all'incontro che apre la seconda metà dell'anno mettendo in primo piano l'abbraccio tra gioia e senso di responsabilità.

"Oggi porto un regalo... Un lavoretto fatto dalla mia figlia più piccola. Guardandolo, mi sono resa conto che esprime qu...
31/08/2026

"Oggi porto un regalo... Un lavoretto fatto dalla mia figlia più piccola. Guardandolo, mi sono resa conto che esprime quello che ho tratto dal percorso.

È importante annaffiare la benevolenza verso me stessa come si annaffia un fiore, con cuore compassionevole.
È importante accogliere tutti i colori che ospito, anche se alcuni sembrano stonare. Ed è importante lasciare andare l'impulso a conquistare il primo posto, come lascio che segua il suo volo una farfalla... Ora sento che non ne ho più bisogno".

Settembre si apre, dopo le sedute di oggi, con il sorriso.

La notte ti penso, mare.Sporgo un poco dal biancodell’insonnia e tutta una vocemia senza parole si spalanca su teviene a...
17/08/2026

La notte ti penso, mare.
Sporgo un poco dal bianco
dell’insonnia e tutta una voce
mia senza parole si spalanca su te
viene alla riva, entra
nella tua immaginata
figura d’acqua stesa
si ridesta l’ebbrezza
di quell’essere tu
forse immensa preghiera.
Adoro te.
(Mariangela Gualteri)

Finalmente a contatto con il respiro del mare...

Siamo nel cuore dell'estate vacanziera e anch'io sto per chiudere la valigia e staccare davvero per qualche giorno.Quand...
14/08/2026

Siamo nel cuore dell'estate vacanziera e anch'io sto per chiudere la valigia e staccare davvero per qualche giorno.

Quando però fai il lavoro che ami, non conti quasi mai i giorni che separano il tempo feriale da quello festivo... ed è un grande, grandissimo privilegio.

La Clinica del Cibo - Dott. Luca Avoledo riaprirà per le visite lunedì 31 agosto. La segreteria è sempre attiva per prenotare appuntamenti.

Comprendere emozioni, pensieri e comportamenti per affrontare difficoltà personali e relazionali, migliorare la consapevolezza di sé e sviluppare nuove risorse per gestire dubbi, paure e momenti di cambiamento.

01/08/2026

🌊 𝗕𝗨𝗢𝗡𝗘 𝗩𝗔𝗖𝗔𝗡𝗭𝗘 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗖𝗟𝗜𝗡𝗜𝗖𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗖𝗜𝗕𝗢! 𝗖𝗜 𝗥𝗜𝗩𝗘𝗗𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗔 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘

L'estate è finalmente entrata nel vivo e anche per noi della Clinica del Cibo è arrivato il momento di ricaricare le batterie e goderci il sole. ☀️

Prima di salutarci, ti lasciamo un piccolo ripasso di 3 regole d'oro per un'estate sana e senza pensieri.

💧 Idratati con gusto.
L'acqua è la tua migliore amica, ma puoi renderla speciale infondendola con limone, cetriolo o menta fresca.

🥗 Porta i colori in tavola
Approfitta della frutta e verdura di stagione. Più il tuo piatto è colorato, più sarà ricco di antiossidanti e nutrimento.

🧘‍♀️ Ascolta il tuo corpo
L'estate è fatta per rilassarsi, anche a tavola. Sostituisci la frenesia con la consapevolezza e goditi ogni singolo boccone.

Le visite alla Clinica del Cibo riprenderanno a settembre. La Segreteria tuttavia resta aperta tutto il mese di agosto per fissare gli appuntamenti.

Ti auguriamo un'estate rigenerante e ricca di buon cibo!

Il team della Clinica del Cibo 🥑

IL CONTRIBUTO DELLA PAZIENZA AL BENESSERE PSICOLOGICOUna delle partecipanti all'ultimo gruppo di sostegno psicologico in...
28/07/2026

IL CONTRIBUTO DELLA PAZIENZA AL BENESSERE PSICOLOGICO
Una delle partecipanti all'ultimo gruppo di sostegno psicologico in oncologia mi diceva ieri che dalla malattia e dal percorso fatto insieme aveva imparato la pazienza.

Tendiamo a leggere nella pazienza una specie di muta rassegnazione di fronte a eventi avversi, che sembra avere il sapore polveroso e amaro della passività. In fondo, pazienza deriva dal latino patior: soffrire.

In realtà M. mi raccontava che la "sua" pazienza consisteva nella capacità nuova di sostare nell'incertezza, da un lato mantenendo dignità, bellezza e governo di sé, dall'altro guadagnando una più genuina apertura ai tempi e ai modi di essere-nel-mondo delle persone a lei care: i figli, il compagno, la famiglia di origine.

La pazienza che aveva scoperto, lungi dall'essere l'esito di un piegarsi di fronte all'urto della vita, diventava piuttosto terreno di appoggio per uno scatto in avanti e grembo in grado di accogliere una disponibilità più autentica a entrare in relazione con gli altri, al di là del giudizio e di aspettative potenzialmente castranti.

Come nota Salvatore Natoli, infatti, la caratteristica più vera della pazienza è proprio la non rassegnazione.

Imparare la pazienza (soprattutto se si parte da una sensibilità portata all'azione o da una certa ansia di controllo) significa riuscire a dare valore alla forza che si ha e stare nel tempo, in attesa che qualcosa di positivo possa accadere.

La pazienza è la più grande maestra della flessibilità psicologica ed è quindi un fertilizzante prezioso del nostro equilibrio interiore.

M. è stata aiutata a far crescere dentro di sé questa virtù, oggi putroppo spesso mal interpretata, e anche grazie alla pazienza ha potuto muovere i suoi passi oltre il vissuto di sofferenza, in direzione di un presente più ricco di senso.

La crescita post-traumatica inizia anche da qui.

"In sintesi, essere etici significa esserci, donare medicazioni in grado di aiutare temporaneamente a sopportare le feri...
24/07/2026

"In sintesi, essere etici significa esserci, donare medicazioni in grado di aiutare temporaneamente a sopportare le ferite che provochiamo e che ci provocano le situazioni della vita quotidiana".
(Joan-Carles Mèlich)

QUANDO IL CIBO FA PAURALa filosofia dell'esistenza - da Kierkegaard a Heidegger - e la psicologia fenomenologica ci dico...
21/07/2026

QUANDO IL CIBO FA PAURA
La filosofia dell'esistenza - da Kierkegaard a Heidegger - e la psicologia fenomenologica ci dicono che l'angoscia del nulla cerca in ogni modo di trasformarsi in paura di qualcosa.

La fragilità, il bisogno profondo di amore che non conosce garanzie di soddisfazione, l'essere esposti al dolore e alla perdita sono il nostro corredo ontologico, insieme a una domanda di senso che ci abita, ci inquieta, ci provoca.

Sostenere questa eredità è difficilissimo.
E così ci difendiamo.

Il nostro inconcio si adopera per togliere potenza alla vertigine dell'angoscia e non trova altra soluzione se non quella di ridimensionare quell'ansia di nulla convertendola in paura di qualcosa.

Il guadagno è evidente: se il nulla appare totalizzante, la paura - per quanto scomoda - si indirizza verso oggetti specifici e determinati. La minaccia si circoscrive e si fa, almeno in linea di principio, contenibile.

🔵 A La Clinica del Cibo - Dott. Luca Avoledo non è raro incontrare persone che hanno sviluppato forme di diffidenza se non di autentico timore verso alcuni cibi o addirittura intere categorie alimentari, in assenza di quadri organici (come malattie, allergie o intolleranze) in grado di motivare le loro resistenze.

Quando la rosa dei "cibi sicuri" si restringe sensibilmente, fino a compromettere tanto la convivialità quanto alcuni aspetti della salute, spesso ci si rende conto che è arrivato il momento di chiedere aiuto.

La strada della rieducazione alimentare guidata dal Dott. Luca Avoledo, Nutrizionista e Naturopata scorre in parallelo al percorso di sostegno psicologico in cui accompagno la persona a fare i conti con le ferite e le incognite dell'esistenza all'interno di uno spazio di ascolto sicuro.

L'obiettivo è costruire insieme a chi si rivolge a noi un'esperienza clinica e relazionale capace di bonificare il presente dall'inerzia indotta dalla paura, affinché - forti di una nuova consapevolezza - possa riprendere slancio anche il futuro.

Sii anche tu come i pochi che prendono in braccio lo storto mondo umanoe guardano la terra come guardare la madree hanno...
16/07/2026

Sii anche tu come i pochi che prendono
in braccio lo storto mondo umano
e guardano la terra come guardare la madre
e hanno cura grande dello sventurato,
della supplicante, dell’abbandonato.

Sii tu mi dico. Non aspettare che qualcuno
muova nell’aria un grido.

Innamorarci ogni giorno, ogni giorno
un amore, che sia albero o luce
del mattino, che sia nuvola o bambino,
un colore, un canto, che sia il gesto
di qualcuno, una faccia, una pietra,
una collina, una parola, un boccone.
Innamorarci. Allora forse la pace viene,
viene da sé e rimane.
(Mariangela Gualtieri)

Indirizzo

LA CLINICA DEL CIBO Del Dottor Luca Avoledo, Via Rodolfo Farneti, 14 Milan
Milan
20129

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