Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori

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Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori La Fondazione è un IRCCS Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. E' l'istituzione più antica e autorevole d'Italia in questo campo.
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Si occupa di Oncologia, in particolare della Prevenzione, della Cura e della Ricerca sui Tumori. ---------------------------------------------
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Fin dalla sua istituzione, risalente al 1928, la Fondazione IRCCS “Istituto Nazionale dei Tumori” (INT) svolge, in coerenza con la programmazione nazionale e regionale, l’attività di assistenza sanitaria e di ricerca biomedica e sanitaria, di tipo clinico e traslazionale, confermandosi, in questo, come centro di riferimento nazionale. INT si pone quale polo di eccellenza per le attività di ricerca pre-clinica, traslazionale e clinica, e di assistenza. L’inscindibilità, la reciprocità e il continuum funzionale tra clinica e ricerca costituisce un plusvalore di indubbia positiva portata, la cui presenza simultanea definisce per INT la qualifica di Comprehensive Cancer Center, secondo quanto stabilito dall’Organizzazione degli Istituti del Cancro Europei (OECI). Tra gli obiettivi costantemente perseguiti, riveste un ruolo centrale l’attività di informazione ai cittadini per la prevenzione e la cura delle patologie oncologiche. Parimenti di rilievo è l’attività di formazione e qualificazione permanente delle risorse umane, così come la funzione di centro innovatore nel campo nell’organizzazione e gestione dei servizi sanitari. La complessità della patologia oncologica, conduce l’attività clinica di INT ad un approccio di tipo multidisciplinare e il percorso diagnostico-terapeutico del Paziente che si rivolge a INT è costruito con modalità che integrano competenze e professionalità di diversi specialisti, sia nelle attività cliniche che in quelle diagnostiche, sia per le terapie “tradizionali” che per le terapie maggiormente innovative e sperimentali. INT è da sempre riferimento nazionale e internazionale per le sperimentazioni cliniche su pazienti, sia in collaborazione con l’industria farmaceutica sia come prodotto di originale e innovativa ricerca clinica, volte al miglioramento dei trattamenti di cura. Inoltre, lo è anche per ciò che riguarda l’attuazione di forme innovative di gestione e organizzazione in campo sanitario e della ricerca biomedica. In tal senso, INT è l’Ente attuatore della Rete Oncologica Lombarda (ROL) e coordina le strutture oncologiche pubbliche e private accreditate operanti in Regione Lombardia. INT, inoltre, assicura ai malati oncologici terminali il controllo dei sintomi fisici e psico-emozionali per il mantenimento di una migliore qualità di vita. Sul fronte della ricerca, l’applicazione di nuove tecnologie ci permette di comprendere sempre più come interagiscano i geni e quali responsabilità abbiano tali interazioni nello sviluppo dei tumori, indicando l’approccio verso nuovi sistemi di diagnostica e cura più efficaci per il cancro. Da qui nascono le nuove frontiere del controllo del cancro seguite da INT: da una parte, la “medicina predittiva” finalizzata ad effettuare analisi genetiche su persone sane per quantificare il loro rischio di sviluppare un tumore e conseguentemente offrire loro follow-up individuali o interventi specifici, dall’altra, la personalizzazione del percorso diagnostico-terapeutico che, a malattia conclamata, preveda diagnosi personalizzate a loro volta utilizzate per decidere terapie personalizzate. A tali innovative aree di ricerca INT affianca la promozione di stili di vita salutari diffondendo indicazioni per la prevenzione primaria della malattia oncologica: evitare il fumo e l’alcool, fare attività fisica e seguire una dieta sana può portare alla riduzione fino al 50% dei nuovi casi di tumore in Europa [Soerjomataram, IJC, 2007]. L’Istituto è il maggior polo di oncologia pediatrica in Italia e il secondo in Europa e l’unico Centro per la cura dei tumori nel nostro Paese autorizzato al trapianto di fegato. L’Istituto è centro di riferimento per i Tumori Nuroendocrini. La certificazione è stata conferita (14/12/2010) dall’European Neuroendocrine Tumor Society (ENETS), la più importante società scientifica europea per lo studio e la cura di questi tumori, che ha giudicato l’Istituto Nazionale dei Tumori tra i migliori dieci centri in Europa in questo campo.

SAVE THE DATE - Concerto “Da nobis pacem” 🎶Domenica 18 ottobre, alle ore 16, la Ca****la al IX piano dell’Istituto Nazio...
09/10/2026

SAVE THE DATE - Concerto “Da nobis pacem” 🎶

Domenica 18 ottobre, alle ore 16, la Ca****la al IX piano dell’Istituto Nazionale dei Tumori ospita “Da nobis pacem”, un concerto per la pace che unisce canti della tradizione liturgica occidentale e bizantina.

Sul palco il “Nuovo coro Milano”, diretto da Elvis Zini, e il coro “Orientale Lumen»”, diretto da Claudio Cristoni. Una preghiera che si fa canto, in cui si fondono espressioni musicali delle diverse tradizioni cristiane come memoria e implorazione di una nuova concordia tra i popoli.

Il programma attraversa cinque momenti della vita della Madre di Dio e di Gesù, dall’Annunciazione alla Resurrezione, alternando la polifonia occidentale di Palestrina e Victoria al canto russo-ortodosso di Rachmaninov e Bortnjanskij. Un percorso che accompagna chi ascolta verso un’idea di pace intesa come dono da accogliere e da costruire insieme.

🗓️ Domenica 18 ottobre, ore 16
📍 Istituto Nazionale dei Tumori, Ca****la al IX piano

Vi aspettiamo!

𝐆𝐈𝐔𝐒𝐄𝐏𝐏𝐄 𝐃𝐈 𝐁𝐀𝐑𝐓𝐎𝐋𝐎 𝐄’ 𝐈𝐋 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐎 𝐃𝐈𝐑𝐄𝐓𝐓𝐎𝐑𝐄 𝐀𝐌𝐌𝐈𝐍𝐈𝐒𝐓𝐑𝐀𝐓𝐈𝐕𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐍𝐓Dal 28 settembre 2026 Giuseppe di Bartolo è il nuovo Di...
07/10/2026

𝐆𝐈𝐔𝐒𝐄𝐏𝐏𝐄 𝐃𝐈 𝐁𝐀𝐑𝐓𝐎𝐋𝐎 𝐄’ 𝐈𝐋 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐎 𝐃𝐈𝐑𝐄𝐓𝐓𝐎𝐑𝐄 𝐀𝐌𝐌𝐈𝐍𝐈𝐒𝐓𝐑𝐀𝐓𝐈𝐕𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐍𝐓

Dal 28 settembre 2026 Giuseppe di Bartolo è il nuovo Direttore Amministrativo dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Dopo una lunga esperienza maturata nel sistema sanitario lombardo e in particolare al Policlinico di Milano, di Bartolo accoglie questo nuovo e prestigioso incarico "con grande entusiasmo e gratitudine", consapevole della responsabilità che comporta lavorare in un Istituto che ha fatto la storia dell'oncologia e che continua a coniugare ricerca, cura, assistenza e innovazione.

"Ringrazio il Direttore Generale Maria Teresa Montella per la fiducia e il Presidente Gustavo Galmozzi per l'attenzione che ha dedicato a questo passaggio. Per me è una grande sfida professionale e torno a lavorare in una realtà nella quale ritrovo quella ricerca dell'eccellenza che ha caratterizzato il mio percorso", afferma di Bartolo.

Al centro del suo impegno, le persone e l'organizzazione: "Credo che lavorare bene dal punto di vista amministrativo consenta anche a chi è in prima linea di lavorare meglio. E che attraverso l'ascolto, il confronto e il dialogo costruttivo si possano affrontare anche le problematiche più difficili. Il mio obiettivo sarà fare il possibile affinché le persone che lavorano all'Istituto possano sentirsi valorizzate e parte di una realtà così importante, che si prende in carico il paziente a 360 gradi".

Al via la campagna Nastro Rosa 2026: "HAi più prevenzione" per la lotta contro il tumore al senoSi è aperta a Palazzo Ma...
02/10/2026

Al via la campagna Nastro Rosa 2026: "HAi più prevenzione" per la lotta contro il tumore al seno

Si è aperta a Palazzo Marino la 34ª edizione della Campagna Nastro Rosa di LILT Milano, sostenuta dal nostro Istituto, che per tutto ottobre promuove la prevenzione del tumore al seno.

Il claim di quest'anno, "HAi più prevenzione", racchiude in due lettere il cuore dell'iniziativa: l'intelligenza artificiale come nuovo alleato della diagnosi precoce. Affiancando i radiologi nella lettura delle mammografie, l'AI consente di individuare prima il tumore e quindi di ottenere cure meno invasive e prognosi migliori.

"La lotta contro il cancro comincia molto prima della cura: inizia dalla prevenzione e dalla ricerca", afferma il presidente dell'INT Gustavo Galmozzi. "Sono dimensioni profondamente connesse, che devono procedere insieme per promuovere una cultura della salute sempre più consapevole. Per questo l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è lieto di affiancare LILT nella Campagna Nastro Rosa 2026. Sostenere la prevenzione significa investire nella salute delle persone, perché la tutela della salute inizi prima ancora che la malattia si manifesti”.

Non è una prospettiva futura: negli ambulatori LILT è già operativo un software di intelligenza artificiale che ha supportato 25 radiologi senologi nella lettura di circa 9.000 mammografie, con riscontri positivi sia dai medici sia dalle pazienti. A guidarne l'applicazione è Gianfranco Scaperrotta, direttore sanitario di LILT Milano e responsabile della Radiologia senologica del nostro Istituto.

Il nodo però resta la partecipazione. "La sopravvivenza a cinque anni ha raggiunto l'88%, ma in Italia solo una donna su due aderisce allo screening mammografico", spiega Marco Alloisio, presidente di LILT Milano. "L'innovazione è la nostra chiave vincente, ma la porta la apre ciascuna donna prenotando un controllo. Il mese rosa è il momento giusto”.

Dal 3 al 30 ottobre, infatti, il tour della prevenzione attraversa Milano e Monza con 1.500 visite ed esami senologici gratuiti, mentre fino a dicembre prosegue nelle aziende con 8.000 prestazioni.

Il programma completo è su nastrorosa.legatumori.mi.it

02/10/2026

🚬 I volontari LILT hanno dato la caccia alle cicche di sigaretta abbandonate per terra nelle immediate vicinanze della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori 🏥 ottenendo un risultato incredibile perché, in poche ore, abbiamo raccolto più di 3mila mozziconi, ripulendo le strade tra i complimenti dei passanti 💪
🚭 Non fumare e non inquinare, per te e per chi ti sta attorno, grazie!

https://www.legatumori.mi.it/diventa-volontario

Tumore al polmone avanzato: l'immunoterapia preventiva apre a nuove possibilità di curaAd ASTRO 2026, il più importante ...
01/10/2026

Tumore al polmone avanzato: l'immunoterapia preventiva apre a nuove possibilità di cura

Ad ASTRO 2026, il più importante congresso mondiale di radioterapia oncologica, tenutosi a Boston, il professor Andrea Filippi, direttore della nostra Struttura Complessa di Radioterapia, ha presentato uno studio internazionale, a cui ha partecipato anche l'INT, che apre nuove prospettive per alcuni malati di tumore al polmone.

La ricerca, entrata negli highlights del congresso, ha coinvolto 142 pazienti con malattia localmente avanzata, non metastatica, al terzo stadio: casi trattati storicamente con la chirurgia oppure con chemioradioterapia seguita da immunoterapia.

"Abbiamo testato due coorti separate di pazienti", spiega Filippi. Alla prima, con malattia chirurgica fin dall'inizio, sono stati somministrati due cicli di chemio-immunoterapia, seguiti da una nuova valutazione del team multidisciplinare: confermata la fattibilità, si procedeva con l'intervento e con l'immunoterapia di consolidamento.
La seconda coorte, più innovativa, riuniva pazienti con malattia più avanzata, che tradizionalmente andavano alla chemioradioterapia. "Abbiamo invece provato a fare prima due cicli di chemio-immunoterapia. Dopo la valutazione, alcuni sono stati avviati alla chirurgia, altri alla chemioradioterapia seguita da immunoterapia di mantenimento".

Alla fine, su 142 pazienti arruolati solo 11 non sono stati in condizione né di essere operati né di essere indirizzati alla radioterapia. Più del 92% è arrivato a un trattamento curativo.

"I pazienti operati sono andati estremamente bene, come ci si aspettava", commenta Filippi. "Ma abbiamo ottenuto risultati molto positivi anche per chi, dopo i due cicli iniziali, è stato spostato sulla chemioradioterapia. È molto probabile che averli intercettati prima e aver fatto la radioterapia al momento giusto abbia consentito loro di tollerarla molto meglio, con risultati migliori e simili a quelli chirurgici”.

In pratica si può partire con un'induzione, cioè una prima parte di chemio-immunoterapia, per decidere poi quale sia la miglior terapia locale, chirurgia o radioterapia. Una strategia adattativa che, dice Filippi, "offre un'ottima possibilità di portare il paziente alla cura".

Questo, aggiunge il professore, "cambia un po' la prospettiva con cui si dice ai pazienti in stadio 3 fin dall'inizio che sono o non sono operabili, con tutte le conseguenze anche psicologiche che ne derivano. Il messaggio ai pazienti è quindi più positivo".

PROGETTO GIOVANI | Curare la persona oltre la malattia: il modello nato nel nostro Istituto che ha rivoluzionato l'oncol...
30/09/2026

PROGETTO GIOVANI | Curare la persona oltre la malattia: il modello nato nel nostro Istituto che ha rivoluzionato l'oncologia degli adolescenti

Perché un adolescente malato di tumore ha storicamente meno probabilità di guarire di un bambino colpito dalla stessa patologia? Da questa domanda clinica nasce Progetto Giovani, un percorso che ha ridefinito il concetto stesso di cura in oncologia adolescenziale. Sviluppato nella nostra Unità di Oncologia Pediatrica, diretta dalla professoressa Maura Massimino e guidato dal professor Andrea Ferrari, è uno dei primi modelli al mondo dedicati ai pazienti tra i 15 e i 24 anni: quella terra di mezzo rimasta a lungo sospesa tra l’oncologia pediatrica e quella dell'adulto.

La vera innovazione del Progetto consiste nel considerare la qualità della vita importante quanto quella delle cure. Una rivoluzione culturale che guarda all'adolescente non solo come destinatario di terapie, ma come interlocutore attivo, con bisogni, idee, paure e competenze.

Una visione che appartiene alla tradizione dell'INT, da sempre orientato a coniugare eccellenza clinica e centralità della persona, e che qui si declina in una presa in carico fatta di supporto psicologico, attenzione alla fertilità, spazi dedicati, attività creative e partecipazione diretta dei pazienti.

Musica, libri, podcast, moda, fotografia, magia, arte e cinema sono i linguaggi con cui i ragazzi si esprimono, si raccontano, ricostruiscono legami tra pari e mantengono una vita il più possibile normale.

La sitcom "Ho preso un granchio", ideata, scritta e interpretata dai pazienti, e il cortometraggio "Nonostante tutto", presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, ne sono le espressioni più note. Raccontano le loro vite con ironia: non è "ridere del cancro" ma, come spiegano i protagonisti, "ridere dentro il cancro". Un modo per riprendersi la propria voce e il diritto di definirsi, al di là della diagnosi.

In quindici anni Progetto Giovani è diventato un riferimento internazionale, dimostrando che un'altra medicina è possibile. Una medicina capace di mettere la persona al centro e di riconoscere che la guarigione riguarda il corpo tanto quanto la possibilità di continuare a immaginare il proprio futuro.
È questa l'eredità che teniamo a ricordare mentre si chiude il mese di settembre dedicato ai tumori infantili.

29/09/2026

TUMORE AL SENO HER2-POSITIVO
La radioterapia dopo la mastectomia resta fondamentale per le pazienti ad alto rischio.

Uno studio internazionale coordinato dall’IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e pubblicato su eClinicalMedicine, del gruppo The Lancet, ridisegna il ruolo della radioterapia nell’era dei farmaci biologici avanzati. Nei casi ad alto rischio linfonodale, riduce le recidive e aumenta la sopravvivenza

L’avvento dei farmaci biologici di ultima generazione e delle terapie mirate ha rivoluzionato la prognosi del carcinoma mammario HER2-positivo. Ma con l'efficacia delle nuove molecole, la radioterapia post-mastectomia conserva ancora un ruolo determinante? A questa fondamentale domanda clinica dà una risposta chiara e autorevole un importante studio internazionale pubblicato su eClinicalMedicine, rivista scientifica del prestigioso gruppo The Lancet.
Lo studio ha analizzato in modo approfondito i dati di 4.154 donne arruolate nel grande trial clinico internazionale ALTTO, seguite per un periodo di quasi 10 anni. L’idea e il coordinamento scientifico dell’analisi nascono all’interno della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT), grazie al lavoro guidato dalla dottoressa Maria Carmen De Santis (oncologa radioterapista della Struttura Semplice di Radioterapia dei tumori della mammella) e dalla dottoressa Serena Di Cosimo (oncologa medica e referente dello studio ALTTO per l'Istituto), che hanno curato l'elaborazione scientifica, la verifica e l'interpretazione dei dati in collaborazione con il Breast International Group (BIG).
Fino ad oggi, le raccomandazioni sull'uso della radioterapia dopo la mastectomia nel tumore HER2-positivo si basavano in gran parte su studi condotti prima dell'introduzione di trastuzumab e delle terapie biologiche standard. Negli ultimi anni si era ipotizzato che l'elevata efficacia dei nuovi farmaci potesse aver ridimensionato l’utilità del trattamento radiante. I risultati pubblicati sulla rivista del gruppo The Lancet dimostrano l'esatto contrario: la radioterapia non è affatto superata, ma va indicata in modo sempre più mirato e personalizzato.
Dall'analisi emerge, infatti, che il beneficio della radioterapia post-mastectomia è massimo ed essenziale nelle donne con quattro o più linfonodi interessati, nelle quali il trattamento si dimostra in grado di ridurre in modo significativo il rischio di recidiva locale, il tempo alla comparsa delle metastasi e di migliorare la sopravvivenza globale. Nelle pazienti con 1-3 linfonodi coinvolti il vantaggio appare più contenuto, ma tuttavia evidente, mentre non sono emersi benefici evidenti nelle donne senza coinvolgimento linfonodale.

«L'idea di questo studio è nata proprio dalla necessità di chiarire se l'avvento delle nuove molecole anti-HER2 avesse in qualche modo affievolito il ruolo e l'impatto della radioterapia», spiega la dottoressa Maria Carmen De Santis, prima autrice dell'analisi. «I nostri dati dimostrano, invece, che per specifiche categorie di pazienti ad alto rischio la radioterapia resta un caposaldo imprescindibile del percorso di cura: non soltanto garantisce il controllo locale della malattia, ma incide direttamente sulla sopravvivenza a lungo termine. È la conferma che l'innovazione farmacologica e i trattamenti radianti sempre più sofisticati debbano integrarsi in modo strategico».
Le evidenze emerse dallo studio rafforzano in modo decisivo l'indicazione alla radioterapia per le pazienti con elevato carico linfonodale. Per le altre categorie di rischio, la scelta terapeutica dovrà essere valutata su misura, in attesa che futuri trial clinici prospettici confermino l'eventuale de-escalation dei trattamenti.
«Il valore di questo lavoro sta nell'aver fornito chiarezza a tutta la comunità oncologica internazionale analizzando una delle più ampie coorti di pazienti mai studiate», aggiunge la dottoressa Serena Di Cosimo, co-autrice dello studio. «Il prossimo passo della nostra ricerca sarà quello di integrare nell'analisi i biomarcatori molecolari e le caratteristiche immunologiche del tumore. L'obiettivo finale è definire con estrema precisione a quali pazienti offrire la radioterapia, rendendo le decisioni terapeutiche realmente personalizzate sul profilo del singolo tumore».

🩺 Fibromatosi desmoide: all’INT un Ambulatorio dedicato che detta gli standard internazionali di curaLa fibromatosi desm...
26/09/2026

🩺 Fibromatosi desmoide: all’INT un Ambulatorio dedicato che detta gli standard internazionali di cura

La fibromatosi desmoide è una rara neoplasia dei tessuti molli che richiede competenze altamente specialistiche e un approccio personalizzato. Per rispondere a queste esigenze, alla Struttura Complessa di Chirurgia dei Sarcomi, diretta dal dottor Alessandro Gronchi, è attivo da tempo un Ambulatorio interamente dedicato a questa patologia.

L’Ambulatorio si svolge ogni martedì e segue i pazienti in tutte le fasi della malattia: sia chi arriva con una diagnosi soltanto sospetta, sia chi ha già una malattia accertata.
Prendiamo in carico tutte le sedi anatomiche coinvolte, comprese le più complesse: parete addominale, arti, forme intra-addominali e pelviche, testa e collo, parete toracica e forme insorte in sede di mastoplastica.

Ogni paziente viene valutato da un team multidisciplinare con esperienza specifica su questa patologia, secondo le linee guida internazionali più aggiornate. Uno dei punti di forza del percorso è la continuità assistenziale: quando possibile il paziente viene seguito sempre dallo stesso medico, una condizione che favorisce il rapporto di fiducia e rende davvero personalizzato il percorso diagnostico-terapeutico.

L’attività clinica è strettamente integrata con la ricerca. L’INT ha coordinato tutti i documenti di consenso internazionali pubblicati dal 2014 a oggi, contribuendo in modo determinante all’evoluzione dell’approccio diagnostico e terapeutico. Il gruppo conta oltre cinquanta pubblicazioni dedicate alla fibromatosi desmoide e numerosi studi clinici in corso, che indagano i meccanismi della regressione spontanea, l’impiego ottimale delle terapie disponibili e nuove strategie di trattamento.

Le visite, di prima valutazione e di controllo, si prenotano tramite CUP oppure contattando la Segreteria della Chirurgia dei Sarcomi:
✉️ [email protected]
✉️ [email protected]

21/09/2026

A meno di tre anni esatti dalla conclusione, è stato firmato il doc...

18/09/2026

Indirizzo

Via Giacomo Venezian, 1
Milan
20133

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