04/09/2026
Cos’è davvero la fiducia in se stessi
La fiducia in se stessi viene spesso confusa con autostima, sicurezza o ottimismo.
Sono concetti collegati, ma non identici.
Il costrutto più vicino, nella letteratura psicologica, è quello di self-efficacy proposto da Albert Bandura: la convinzione di essere in grado di organizzare e mettere in atto i comportamenti necessari per affrontare determinate situazioni.
È importante perché l’autoefficacia è specifica: una persona può sentirsi molto competente sul lavoro e completamente insicura nelle relazioni, o viceversa.
E soprattutto non si costruisce soltanto attraverso pensieri positivi.
Una delle sue fonti principali sono le mastery experiences: affrontare situazioni reali e scoprire, attraverso l’esperienza, di riuscire a gestirle.
Per questo la fiducia non richiede la certezza del successo.
Richiede qualcosa di più realistico:
la convinzione di possedere, o poter sviluppare, le risorse necessarie per affrontare quello che succederà.
Bibliografia
Bandura, A. (1977). Self-efficacy: Toward a unifying theory of behavioral change. Psychological Review, 84(2), 191–215.
Bandura, A. (1997). Self-efficacy: The exercise of control. W. H. Freeman.
Maddux, J. E. (2009). Self-efficacy: The power of believing you can. In C. R. Snyder & S. J. Lopez (Eds.), Oxford handbook of positive psychology (2nd ed., pp. 335–343). Oxford University Press.
Stajkovic, A. D., & Luthans, F. (1998). Self-efficacy and work-related performance: A meta-analysis. Psychological Bulletin, 124(2), 240–261.