07/08/2026
Recentemente ho visto un video di una mamma che si rammaricava perché il suo bimbo di neanche due anni in momenti di aggregazione si isolava e preferiva stare da solo.
… è normale?”
Sì. Anzi: è assolutamente tipico nei primi due/tre anni di vita.
I bambini attraversano diverse fasi di gioco sociale, e quella chiamata “gioco parallelo” è una tappa fondamentale dello sviluppo.
Cosa significa?
Che i bambini giocano vicini, magari con giochi simili, ma ognuno resta concentrato sul proprio mondo.
Ci possono essere momenti di interazione o condivisione, ma in genere si preferisce giocare da soli.
Sia il gioco autonomo che quello parallelo sono fondamentali per lo sviluppo:
attraverso di essi il bambino sviluppa concentrazione, senso di sé, autonomia e capacità di autoregolazione.
E nel gioco parallelo, osservando gli altri, imita e inizia a comprendere le dinamiche sociali.
Con il tempo, in modo naturale, questo tipo di gioco evolve:
verso i 3 anni molti bambini cominciano a manifestare forme di gioco associativo (in cui iniziano a condividere spazio e materiali)
e poi di gioco cooperativo, dove compaiono vere interazioni, obiettivi comuni e regole condivise.
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Quindi se tuo figlio gioca da solo…
Non c’è nulla che non va.
Non è “asociale”.
Non ha bisogno di forzature.
Sta osservando. Sta imparando.
Sta costruendo le basi per relazionarsi.
Non farti spaventare da chi dice:
“Eh, ma il mio a quell’età giocava già con gli altri!”
Ogni bambino ha il suo ritmo. Ma sopratutto Il suo temperamento!