04/09/2026
Da chirurgo senologo, ho dedicato la mia vita a curare le donne. Non riesco ad accettare che qualcuno possa distruggerle.
Da più di trent'anni il mio lavoro è prendermi cura delle donne. Non solo del corpo — ma anche, e soprattutto, di tutto ciò che una diagnosi, un intervento, un percorso di malattia portano con sé sul piano emotivo e psicologico. Ho imparato, visita dopo visita, che curare bene significa ascoltare la paura, la fragilità, le domande che una donna non dice ad alta voce. Significa guardare la persona, non la malattia.
È una responsabilità che sento profondamente, il senso stesso della mia professione.
Per questo non riesco a restare in silenzio di fronte alla violenza sulle donne.
Non riesco ad accettare che esistano mani che feriscono invece di curare, parole che umiliano invece di sostenere, relazioni che distruggono invece di proteggere.
Non riesco ad accettare che ci siano donne che vivono nella paura nelle proprie case, che hanno imparato a rendersi piccole per sopravvivere, che portano ferite che — proprio come quelle psicologiche che imparo a riconoscere ogni giorno nel mio lavoro — spesso restano invisibili, silenziose, non dette.
Nella mia professione ho capito che il dolore che non si vede è reale quanto quello che si vede.
Una donna può sorridere pur portando dentro di sé un peso enorme. Il tempo dedicato ad ascoltare, a creare uno spazio sicuro in cui una persona può dire la verità su come si sente, è parte della cura tanto quanto un bisturi.
Ecco perché la violenza sulle donne non mi è indifferente: perché conosco quanto sia fragile e preziosa la fiducia che una donna ripone in chi dovrebbe proteggerla — che sia un medico, un partner, una famiglia. E non capirò mai come si possa tradire quella fiducia fino a farne un'arma.
La violenza sulle donne non è un fatto privato. È una ferita che riguarda tutti noi, uomini compresi — soprattutto noi uomini. Perché il cambiamento passa anche, e forse soprattutto, da chi non ha mai alzato una mano, ma può imparare ad ascoltare, a riconoscere i segnali, a non guardare altrove.
Curare le donne, nel corpo e nell'anima, è la mia vocazione. Proteggerle dalla violenza dovrebbe essere la vocazione di tutti.
Se una donna che leggerà queste parole si trova in una situazione di pericolo, può chiamare il numero antiviolenza e stalking 1522, attivo 24 ore su 24, gratuito e anonimo.