09/10/2026
Capita che alcuni pazienti, dopo un intervento di protesi, dicano: “Dottore, la protesi non mi dà nessun dolore: devo fare lo stesso la radiografia di controllo?”
👉 La risposta? Sì, assolutamente. Una radiografia periodica richiede pochissimo tempo, ma può fare una differenza enorme.
Una protesi d'anca o di ginocchio è progettata per durare a lungo nel tempo e restituire piena libertà di movimento. Ma per garantirne la longevità, c'è una regola fondamentale: non aspettare di sentire dolore per fare un controllo. Purtroppo, una semplice radiografia fatta nel momento in cui già si avverte fastidio, rivela che l'usura delle componenti o il riassorbimento osseo sono già in fase avanzata.
La differenza tra un controllo in tempo e uno in ritardo?
Intercettare l'usura precocemente: l'impianto è ancora stabile e l'osso ben conservato. Possiamo pianificare la soluzione con la massima precisione e minor impatto.
Arrivare a mobilitazione avvenuta: quando si è perso molto tessuto osseo, l'intervento di revisione protesica diventa un'operazione decisamente più complessa e impegnativa per il paziente.
Cosa succede all'interno dell'articolazione?
Con il fisiologico utilizzo negli anni, il consumo delle superfici protesiche rilascia micro-particelle. L'organismo reagisce a questi detriti innescando un processo infiammatorio che può portare all'osteolisi - ovvero al graduale "riassorbimento" dell'osso attorno all'impianto - o persino a reazioni dei tessuti molli.
💡 Fai i controlli di routine: preservare l'osso significa proteggere la tua mobilità di domani.
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