16/09/2026
Nella psiche di ognuno ci sono due lati: uno più superficiale, che vuole sempre capire, discutere, controllare. Questo è l’Io. Poi c’è un lato più profondo, il Sé, che è come il seme: non ragiona, non pensa, ma crea la pianta. Quando hai un disagio emotivo, che sia ansia, depressione, panico, o sei triste per un abbandono o un tradimento, restare in superficie e chiedersi continuamente “perché” vuol dire trasformare quel dolore naturale in un tormento mentale e artificiale che non termina mai, che viene continuamente alimentato da domande e pensieri. C’è un modo diverso per stare con se stessi, un modo capace di trasformare ogni evento, anche doloroso, in un’occasione per “far crescere la tua pianta”: agisce spostandosi fuori dal pensiero, andando nel profondo e usando gli strumenti del Sé come la percezione, l’intuizione, l’immaginazione.
Nel nuovo libro “Come smettere di tormentarti” di Raffaele Morelli trovi le tecniche e gli esercizi per smettere di soffrire, guarire da tutte le ferite dell’anima e tornare a vivere.
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