Istituto Europeo di Shiatsu

Istituto Europeo di Shiatsu Istituto Europeo di Shiatsu - Firenze / Milano. Direttrice Didattica D.ssa Patrizia Stefanini IL PRIMATO DI UN PROGRAMMA DI FORMAZIONE EUROPEO.

L'Istituto Europeo di Shiatsu
oggi è presente in Germania, Svizzera, Austria e Italia, con un programma di Formazione comune, conforme agli standard di formazione richiesti delle rispettive Federazioni nazionali, e annovera collaborazioni con le principali Scuole e Federazioni in Europa. Tutti gli insegnanti, professionisti di esperienza più che decennale provenienti da differenti backgrounds, so

no costantemente impegnati ad aggiornare e perfezionare la propria formazione professionale e i programmi di studio della Scuola per garantire agli studenti una solida e completa formazione. L'Istituto Europeo di Shiatsu propone un programma di formazione ed i contenuti didattici, gli stessi per tutte le sedi in Europa, perfezionati anno per anno negli incontri internazionali degli insegnanti. Elementi fondamentali di questo Programma sono
il Corso teorico-pratico di Shiatsu (suddiviso in 7 Livelli),
il Corso di Medicina Tradizionale Cinese (in 6 seminari),
il Corso di Anatomia e Fisiologia (in 4 seminari)
e almeno 50 ore di Seminari Integrativi o monografici. Sono da svolgere inoltre, tra i livelli, un certo numero di ore di pratica guidata da un insegnante, alcuni Tutorials (lezione-incontro personale con un insegnante) obbligatori, ricevere trattamenti da un operatore e, a partire dal secondo anno, iniziare a praticare e documentare le proprie sedute shiatsu. I Livelli scandiscono il percorso formativo, e tra questi sono inseriti altri corsi e attività. L' intervallo di tempo richiesto tra un livello e l'altro è necessario per la frequenza delle attività attività intermedie richieste per l'assimilazione e la sperimentazione di ciò che si è appreso. Grazie alle numerose occasioni per svolgere ogni singolo evento (nella stessa sede come nelle altre sedi in Italia e all'estero) è possibile adeguare il programma alle proprie esigenze personali.

01/05/2026
Nel panorama dello shiatsu contemporaneo, più che una “tradizione coerente”, si incontra spesso una sorprendente varietà...
17/04/2026

Nel panorama dello shiatsu contemporaneo, più che una “tradizione coerente”, si incontra spesso una sorprendente varietà di interpretazioni. In Italia e in Europa, ciò che viene definito “shiatsu tradizionale” assume forme molto diverse, a volte anche difficilmente conciliabili tra loro. Ogni scuola, ogni insegnante — talvolta ogni singolo operatore — sembra custodire una propria versione autentica, con tanto di linguaggio, mappe e principi ritenuti imprescindibili.

Il risultato è un mosaico affascinante, ma anche un po’ disorientante, in cui la coerenza originaria lascia spazio a una pluralità di letture personali. Più che una tradizione viva che evolve, si ha talvolta la sensazione di assistere a una moltiplicazione di “ortodossie individuali”, dove il riferimento culturale iniziale viene reinterpretato, adattato — e occasionalmente reinventato — con una certa libertà.

In questo contesto, il rischio non è tanto la diversità in sé, quanto la perdita di un criterio chiaro di comprensione: cosa stiamo realmente facendo quando tocchiamo? Su quali basi fondiamo ciò che percepiamo e ciò che diciamo di fare?

È qui che l’incontro con modelli come quelli della fisica dei campi diventa interessante, non per aggiungere un ulteriore “stile” alla collezione, ma per cambiare il piano del discorso. Se la realtà è fatta di campi, relazioni e interazioni, allora anche il lavoro corporeo può essere riletto in termini meno dogmatici e più verificabili nell’esperienza.

In questa prospettiva, il corpo non è più una mappa da interpretare secondo una scuola o un’altra, ma un sistema dinamico che si organizza nella relazione. Il tocco non è l’applicazione di una tecnica corretta secondo un certo lignaggio, ma un’interazione che prende forma momento per momento.

L’approccio dell’Hado Shiatsu, sviluppato da Patrizia Stefanini, si muove precisamente in questa direzione. Senza bisogno di proclamarsi “più autentico” o “più tradizionale”, propone un cambio di prospettiva: spostare l’attenzione dalla correttezza formale alla qualità della relazione. In questo senso, anche i meridiani cessano di essere territori da difendere e diventano traiettorie che emergono nell’esperienza diretta.

Parlare di “relazione quantistica” introduce allora un elemento di chiarezza, più che di moda linguistica. Non si tratta di evocare concetti complessi per legittimare una visione, ma di riconoscere che l’operatore non è mai esterno a ciò che accade. La relazione non è un contesto: è il fenomeno stesso.

Il seminario “La relazione quantistica”, che si terrà a Firenze il 26 aprile con Chiara Zagonel e Patrizia Stefanini, nasce proprio per attraversare questo passaggio. Non promette nuove tecniche definitive né verità da adottare, ma un’occasione per verificare direttamente — nel corpo e nella pratica — cosa accade quando si esce dalle interpretazioni e si entra nella relazione.

Un invito, forse, a sospendere per un momento il bisogno di avere ragione su “come si fa shiatsu”, per scoprire cosa succede quando lo si incontra davvero...
.. vuoi iscriverti? invia una e-mail a [email protected]

Indirizzo

Via E. Salmeggia 11
Milan
20132

Orario di apertura

Martedì 16:00 - 19:00
Giovedì 16:00 - 19:00

Telefono

+390227001500

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