10/10/2026
Ansia, depressione, burnout, senso di vuoto: sono esperienze sempre più presenti nelle vite di ciascuno di noi. Le loro cause non possono essere ricondotte a un’unica spiegazione. Eppure, quando parliamo di salute mentale, rischiamo ancora di guardare solo alla storia e al contesto individuale, come se la salute psicologica dipendesse esclusivamente dalle sole forze che ciascuno ha per sé.
Ci chiediamo come diventare più resilienti, come gestire meglio lo stress, come organizzare il tempo, come prenderci cura di noi stessi spendendo risorse psicologiche ed economiche che a volte neanche abbiamo. E ci sentiamo in stallo. Gli strumenti individuali sono importanti, ma possono diventare carichi eccessivi quando trasformano la sofferenza in una responsabilità esclusivamente individuale.
La nostra vita psichica non esiste nel vuoto: siamo persone in relazione, immerse in famiglie, amicizie, luoghi di lavoro, comunità, società. Il modo in cui stiamo con noi stessi risente profondamente del mondo in cui viviamo, che ha progressivamente spinto l’essere umano verso una forte individualizzazione: essere autonomi, farcela da soli, costruire il proprio percorso, essere sempre più performanti.
E mentre chiediamo all’essere umano di essere sempre più autonomo, le reti che dovrebbero sostenerlo si sono spesso assottigliate, indebolite, deresponsabilizzate. Così chiedere aiuto può diventare difficile. Eppure il bisogno di sostegno è una dimensione fondamentale dell’esperienza umana.
Deve diventare importante poter dire quando non stiamo bene, poter dirci che siamo in tanti a non stare bene. Non per normalizzare la sofferenza, per delegare o rinunciare alla propria responsabilità e alla possibilità di stare meglio, ma per restituire alla sofferenza la complessità del contesto in cui nasce. Per ricordarci che la salute mentale non può essere un carico sostenuto dal singolo individuo.
Anche per questo AIED Milano si impegna nell'offrire gruppi di parola, per adolescenti, giovani adulti, donne in gravidanza e genitori: spazi in cui la fatica può essere detta insieme, senza doverla portare da soli.