AIED Milano

AIED Milano L’Aied, associazione italiana per l’educazione demografica, è un consultorio familiare accredit

AIED Milano informa che il Consultorio sarà chiuso per la pausa estiva dal 10 al 28 agosto 2026.L’ultimo giorno di attiv...
28/07/2026

AIED Milano informa che il Consultorio sarà chiuso per la pausa estiva dal 10 al 28 agosto 2026.
L’ultimo giorno di attività prima della chiusura estiva sarà venerdì 7 agosto 2026.
Tutte le nostre attività riprenderanno regolarmente lunedì 31 agosto 2026.
Il Consultorio e tutti i suoi operatori vi augurano una serena e piacevole estate!

Quante discussioni nascono non tanto da ciò che diciamo, ma da come lo diciamo?La mediazione familiare aiuta le persone ...
24/07/2026

Quante discussioni nascono non tanto da ciò che diciamo, ma da come lo diciamo?
La mediazione familiare aiuta le persone a ritrovare modalità di comunicazione più rispettose, favorendo il dialogo anche quando il conflitto sembra aver preso il sopravvento. Lo fa attraverso tecniche che possono essere apprese e utilizzate nella vita di tutti i giorni.
L'ascolto attivo: ascoltare per comprendere, non per rispondere. Spesso, durante una discussione, prepariamo la nostra replica mentre l'altro sta ancora parlando. L'ascolto attivo richiede invece di concentrarsi realmente sul messaggio dell'interlocutore. Significa lasciare spazio all'altro senza interromperlo, fare domande per chiarire e mostrare attenzione e interesse. Sentirsi ascoltati riduce la tensione e apre la strada a un confronto più costruttivo.
Comunicazione non violenta: esprimere i propri bisogni senza accusare. Quando siamo feriti tendiamo a utilizzare espressioni come: "Tu non mi ascolti mai", "Pensi solo a te stesso". Queste frasi generano difesa e chiusura. La comunicazione non violenta propone invece di parlare in prima persona, ad esempio: "Mi sento escluso quando le decisioni vengono prese senza coinvolgermi", "Avrei bisogno di essere più informato sulle questioni che riguardano i nostri figli". L'attenzione si sposta dall'accusa all'espressione dei propri bisogni, favorendo una risposta più aperta e collaborativa.
Gestire le emozioni prima che guidino il conflitto: rabbia, delusione, paura e senso di ingiustizia sono emozioni frequenti nelle crisi familiari. Ignorarle non le fa scomparire; spesso, invece, le rende più intense. La mediazione insegna a riconoscerle, a dare loro un nome e ad esprimerle in modo rispettoso.
Comunicare meglio non significa essere sempre d'accordo. La mediazione non vuole eliminare le differenze, ma creare uno spazio in cui le persone possano confrontarsi senza ferirsi, cercando soluzioni che tengano conto dei bisogni di tutti i membri della famiglia.

Le donne non invecchiano mai – Iaia CaputoUn saggio che entra nel vivo di cosa significhi, per una donna, superare la so...
20/07/2026

Le donne non invecchiano mai – Iaia Caputo
Un saggio che entra nel vivo di cosa significhi, per una donna, superare la soglia dei cinquant’anni in una cultura che continua a trattare l’invecchiamento come qualcosa da nascondere o correggere. Caputo alterna la propria voce a quella di donne comuni e figure pubbliche, costruendo un mosaico di esperienze che raccontano la stessa fatica sotto forme diverse: sentirsi meno visibili, meno considerate, meno “al passo” con una vita che va avanti senza aspettare. Non è un libro che consola con formule facili. Guarda dritto allo smarrimento di chi si scopre in un corpo nuovo, ma lascia intravedere anche un’altra possibilità: quella di una maturità che si costruisce proprio a partire da ciò che si è lasciato andare.
☑️ Perché lo consigliamo?
Il libro tocca un nervo scoperto che va oltre l’età anagrafica: quanto della nostra sicurezza dipende da come veniamo guardati e cosa resta quando quello sguardo si sposta altrove. È una domanda che, nei percorsi di educazione all’affettività, torna spesso, in forme diverse, anche tra i più giovani.
C’è poi un valore nel modo in cui Caputo restituisce complessità a un’età raccontata quasi sempre per sottrazione, mostrando che il tempo che passa non è solo perdita, ma anche possibilità di conoscersi con un minor bisogno di piacere agli altri.
E, infine, resta la questione dei modelli che trasmettiamo senza accorgercene: riconoscere quanto la paura di invecchiare sia costruita culturalmente, prima ancora che vissuta personalmente, apre uno spazio per parlare di valore e affettività senza farli dipendere esclusivamente dall’aspetto fisico.

Se stai pensando di intraprendere un percorso di supporto psicologico presso il Consultorio AIED Milano, ecco come funzi...
16/07/2026

Se stai pensando di intraprendere un percorso di supporto psicologico presso il Consultorio AIED Milano, ecco come funziona il nostro iter, passo dopo passo:
🔵 Primo contatto
Il primo passo è semplice: puoi chiamarci direttamente allo 02 6671 4156. Basterà esprimere la tua esigenza di supporto e noi saremo pronti ad accoglierla.

Una volta ricevuta la tua richiesta, ti ricontatteremo per fissare un breve colloquio di accoglienza. Questo primo incontro è un’occasione preziosa per conoscerci, comprendere meglio le tue necessità e rispondere a tutte le tue domande in un ambiente sereno e riservato.
🔵 Discussione in équipe
Dopo il colloquio di accoglienza, la tua richiesta verrà discussa in équipe. Il nostro team valuterà con attenzione le tue esigenze specifiche per individuare il/la collega che, per esperienza e specializzazione, potrà offrirti il supporto più adatto.
🔵 Primo colloquio
Una volta individuato/a il/la professionista, sarà lui/lei a contattarti direttamente per presentarsi e concordare con te la data e l’ora del primo colloquio. Da quel momento, potrai iniziare il tuo percorso di supporto.
Se stai vivendo un momento di difficoltà o senti il bisogno di comprendere meglio alcuni aspetti della tua vita, siamo qui per te, pronti ad ascoltarti e ad accompagnarti in ogni fase.

PERCORSO GRAVIDANZA GRATUITOLa maternità è un viaggio unico, fatto di emozioni, domande e scoperte.Che tu stia accarezza...
10/07/2026

PERCORSO GRAVIDANZA GRATUITO
La maternità è un viaggio unico, fatto di emozioni, domande e scoperte.

Che tu stia accarezzando l’idea di diventare madre, affrontando una gravidanza o vivendo i primi mesi con il tuo bambino, al Consultorio AIED Milano troverai ascolto, supporto e risorse per affrontare questo percorso con serenità. Con un approccio accogliente e competente, il nostro obiettivo è offrirti informazioni, sostegno e strumenti per vivere la maternità con consapevolezza e tranquillità.

Scopri tutti i servizi dedicati a te e al tuo bambino.
Il percorso si articola in due fasi: una di accoglienza (primo contatto, visita ostetrica e ginecologica iniziale, pianificazione del percorso con l’équipe) e una di presa in carico (visite mensili fino al termine della gravidanza, colloqui psicologici durante la gravidanza e nel post-parto, follow-up con ostetrica e pedagogista).
Il percorso è integrato da servizi aggiuntivi: gruppo gravidanza, supporto psicologico individuale o di coppia, consulenza sociale e pedagogica, prima visita domiciliare nel post-parto, spazio allattamento e incontri di massaggio infantile.
DESTINATARI: donne in gravidanza, neomadri e coppie con neonato, anche in situazioni di vulnerabilità sociale, economica o emotiva.
LUOGO DI SVOLGIMENTO: sede del Consultorio AIED Milano, Via Vitruvio 43, 20124 Milano. La visita domiciliare nel post-parto viene effettuata presso il domicilio delle utenti.
Per avere maggiori informazioni sui nostri servizi e su come accedervi, puoi:
- visitare il nostro sito web: www.aiedmilano.com
- contattarci allo 02 6671 4156
- scriverci via e-mail all’indirizzo [email protected]

Obsession - Curry BarkerAl centro del film c’è Bear, commesso in un negozio di dischi, innamorato da tempo della collega...
07/07/2026

Obsession - Curry Barker
Al centro del film c’è Bear, commesso in un negozio di dischi, innamorato da tempo della collega Nikki. Trova un oggetto misterioso, il One Wish Willow, che esaudisce un desiderio a chi lo spezza, e chiede che Nikki lo ami più di ogni altra cosa al mondo.
Il desiderio si realizza, ma non come una semplice storia d’amore: si trasforma in qualcosa di radicale e oscuro, con Nikki che cambia in modi sempre più inquietanti.
☑️ Perché lo consigliamo?
Sotto la superficie horror, Obsession racconta qualcosa che nei percorsi di educazione all’affettività incontriamo spesso: la confusione tra intensità e amore, tra essere desiderati “sopra ogni cosa” ed essere visti per ciò che si è davvero. Il desiderio di Bear nasce da un bisogno legittimo, quello di essere scelto, ma si traduce in una richiesta che cancella l’altra persona, la sua libertà, la sua possibilità di scegliere a sua volta. Il film mostra con chiarezza quello che troppo spesso viene romanticizzato: un amore che toglie spazio, che non lascia via d’uscita, che si traveste da devozione assoluta ma è, in realtà, controllo.
Lo consigliamo a chi lavora con adolescenti e giovani adulti sui temi delle relazioni e dell’affettività, a chi vuole aprire una discussione su ciò che distingue l’innamoramento dalla possessività e a chi ha bisogno di uno spunto visivo forte per parlare di consenso, di limiti e del diritto di essere amati senza essere posseduti. Dietro la maschera del genere horror, Obsession pone una domanda tutt’altro che di genere: cosa succede quando l’amore che chiediamo smette di lasciare spazio a chi dovrebbe darcelo?

Il Pride nasce dalle lotte della comunità LGBTQIA+ per celebrare l’orgoglio, rivendicare la parità dei diritti e sensibi...
27/06/2026

Il Pride nasce dalle lotte della comunità LGBTQIA+ per celebrare l’orgoglio, rivendicare la parità dei diritti e sensibilizzare sulla necessità di una piena e autentica inclusione sociale. In quanto manifestazione culturale e politica, il Pride costituisce un movimento di protesta e autoaffermazione che riguarda l’intera società e la qualità democratica del nostro Paese.
Estendere i diritti non significa toglierne ad altrə, ma ampliare le tutele. La discriminazione può colpire, infatti, anche chi sostiene o ama una persona LGBTQIA+, oppure chi viene associatə a essa o percepitə come non conforme alle aspettative sociali. Può riguardare unə amicə che prende posizione, un genitore che difende l’identità della propria figlia o del proprio figlio, unə collega, una persona alleatə. Può raggiungere chiunque venga percepitə come “diversə” per il proprio corpo, la propria storia, il modo di vestire o esprimersi, di amare, di vivere le relazioni o di stare nel mondo. Sebbene non sia possibile equiparare esperienze differenti, è bene riconoscere che il pregiudizio si alimenta ogni volta che la pluralità viene vissuta come una minaccia.
Essere alleatə (ally) nel contesto del Pride significa supportare attivamente la comunità LGBTQIA+ pur non identificandosi direttamente come parte di essa. Non vuol dire parlare al posto di chi vive tali discriminazioni, ma scegliere di esserci: presenziare, sostenere, informarsi, mettere in discussione stereotipi e prendere posizione. L’alleanza attiva (allyship) si basa su azioni quotidiane e pratiche che supportano la comunità, come l’ascolto attivo, l’uso del proprio privilegio (sfruttando la propria posizione di vantaggio come persona eterosessuale e cisgender per fare spazio a chi non gode delle stesse tutele) e il riconoscimento dei propri errori.
Il Pride ci ricorda che non esiste un solo modo giusto di essere. Difendere le infinite sfumature della diversità significa difendere uno spazio di libertà più ampio per tuttə.

Immagina di entrare ogni giorno in un luogo in cui, prima ancora di parlare, senti il bisogno di valutare quanto puoi pe...
25/06/2026

Immagina di entrare ogni giorno in un luogo in cui, prima ancora di parlare, senti il bisogno di valutare quanto puoi permetterti di essere te stessə, di misurare le parole, di osservare le reazioni, di chiederti se sarai accolto, ignorato o giudicato. Per molte persone LGBTQIA+, questa non è un’eccezione. È una realtà quotidiana.
Quando parliamo di Minority Stress ci riferiamo alla condizione di stress cronico a cui sono sottoposte le persone appartenenti a un gruppo marginalizzato, legata al dover affermare quotidianamente la propria identità in un contesto ostile ed escludente.
Si tratta di un carico di stress aggiuntivo, con ricadute importanti sulla salute mentale e sul benessere di chi lo sperimenta.
Sia processi distali che prossimali contribuiscono ad aumentare e mantenere il distress. I processi distali sono le condizioni ambientali che colpiscono la persona in quanto membro di un gruppo marginalizzato: includono esperienze di vittimizzazione, discriminazione e violenza, comprese le micro-aggressioni, ovvero forme sottili di interazione che rafforzano l’eteronormatività o marginalizzano le minoranze di genere e sessuali.
Gli stressor prossimali includono i processi psicologici individuali connessi a una prolungata esposizione allo stigma: stigma interiorizzato, aspettative di rifiuto e necessità di mascherare parti di sé per proteggersi.
Il modello descrive anche le risorse che possono mitigare l’impatto dello stress, come il supporto sociale, le relazioni significative, il senso di appartenenza e le strategie di coping.
Contrastare il Minority Stress è una responsabilità collettiva: scegliendo parole inclusive, decostruendo stereotipi, ascoltando senza minimizzare, restituendo voce a chi è stato a lungo silenziatə e intervenendo di fronte a episodi di discriminazione.
Essere sé stessə non dovrebbe essere un privilegio, ma la normalità.

Sesso biologico, genere, identità di genere, orientamento sessuale: confondere questi termini alimenta incomprensioni e ...
23/06/2026

Sesso biologico, genere, identità di genere, orientamento sessuale: confondere questi termini alimenta incomprensioni e discriminazioni.
Il sesso biologico riguarda l’insieme delle caratteristiche biologiche con cui una persona nasce. L’identità di genere è il senso profondo di appartenenza a un genere: uomo, donna, entrambi, nessuno o altre identità. L’orientamento sessuale riguarda da chi siamo attratti affettivamente e sessualmente.
La disforia di genere è il disagio, talvolta intenso e clinicamente significativo, che alcune persone possono sperimentare in relazione all’incongruenza tra la propria identità di genere e il genere assegnato alla nascita.
Spesso viene descritta come la sensazione di abitare un corpo che non si sente “casa”. Il disagio può riguardare le caratteristiche fisiche oppure emergere nelle relazioni sociali, quando gli altri utilizzano un nome, un pronome o un’identità che la persona non riconosce come propri.
La disforia può manifestarsi nell’infanzia, intensificarsi durante l’adolescenza o emergere in età adulta. Ogni percorso è unico.
La comunità scientifica ha profondamente rivisto il modo di comprendere queste esperienze: l’attenzione si concentra oggi sulla sofferenza che può derivare dall’incongruenza tra identità di genere e genere assegnato alla nascita, non sull’identità della persona in sé.
Quando la disforia provoca un impatto significativo sul benessere, può essere utile un supporto multidisciplinare. Il sostegno psicologico offre uno spazio per esplorare la propria identità, affrontare il percorso di coming out e le sfide in famiglia, nelle relazioni e nel lavoro.
Sentirsi accolti e rispettati dalla propria rete affettiva riduce l’isolamento e favorisce il benessere psicologico.
La disforia di genere riguarda il rapporto profondo tra identità, corpo e riconoscimento sociale. Informarsi, ascoltare senza giudicare e promuovere una cultura del rispetto contribuiscono a costruire contesti più sicuri e inclusivi.

Moonlight - Barry JenkinsMoonlight è un film del 2016, scritto e diretto da Barry Jenkins, tratto dall’opera teatrale se...
18/06/2026

Moonlight - Barry Jenkins
Moonlight è un film del 2016, scritto e diretto da Barry Jenkins, tratto dall’opera teatrale semi-autobiografica di Tarell Alvin McCraney. Segue Chiron, detto Piccolo, in tre momenti della sua vita: l’infanzia nei quartieri poveri di Miami, l’adolescenza tra i bulli e un’amicizia che diventa qualcosa di più, l’età adulta, in cui è quasi irriconoscibile anche a se stesso. La madre è tossicodipendente. L’unico adulto che si prende cura di lui è Juan, uno spacciatore che gli insegna a nuotare e gli chiede come sta senza aspettarsi una risposta già pronta.
Jenkins lavora con una fotografia densa e quasi sensoriale, che segue il corpo di Chiron in ogni fase della sua crescita come se l’identità fosse prima di tutto una questione di carne e di spazio. Nel 2017 il film vince tre Oscar, tra cui quello per il Miglior Film, ed è il primo film a tematica LGBT con un cast interamente afroamericano a riceverlo. È un dato che dice qualcosa su quanto a lungo certe storie siano rimaste fuori dai circuiti più visibili.
☑️ Perché lo consigliamo?
Moonlight racconta l’identità q***r in un contesto in cui quella parola non viene mai pronunciata e in cui nominarla avrebbe avuto un costo preciso e quotidiano. Chiron cresce in un ambiente in cui la mascolinità nera è sorvegliata, la vulnerabilità punita, senza spazio per l’incertezza. Il film non cerca di trasformare tutto questo in un messaggio: mostra, con una calma e una pazienza non comuni.
Giugno è spesso il mese in cui si parla di diritti e visibilità, e va bene così. Moonlight porta però la questione dove è sempre stata: dentro una vita singola e concreta. Ricorda che per molte persone il percorso verso sé stesse avviene in silenzio, sotto pressioni che non sempre lasciano tracce visibili. Vale la pena vederlo.

Indirizzo

Via Vitruvio, 43
Milan
20124

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 17:00
Martedì 09:30 - 17:00
Mercoledì 09:30 - 17:00
Giovedì 09:30 - 17:00
Venerdì 09:30 - 14:00

Telefono

+390266714156

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