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https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19302Sette proposte per riportare il Servizio Sanitario Nazionale dentro il pe...
06/08/2026

https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19302
Sette proposte per riportare il Servizio Sanitario Nazionale dentro il perimetro dell'art. 32 della Costituzione e della legge 833/1978.

Il testo del Gruppo di studio per la salute, pubblicato su Stultifera Navis il 29 luglio 2026, parte da una constatazione verificabile: le statistiche sanitarie disponibili non permettono di misurare quanto del sistema sia pubblico, quanto privato, quanto ibrido. Senza quel dato, ogni riforma resta priva di fondamento controllabile.

Le 7 proposte declinate nel testo vanno dalla revisione delle classificazioni statistiche alla chiusura dei varchi di ingresso del privato, fino all'inversione graduale della privatizzazione del sociosanitario.

Medicina Democratica considera questo testo un contributo di merito al dibattito aperto sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale e invita alla sua lettura.
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https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19248Castano Primo, provincia di Milano: entro fine anno chiude la sede storic...
03/08/2026

https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19248
Castano Primo, provincia di Milano: entro fine anno chiude la sede storica di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell'ATS, attiva dal 1993. Nella stessa piazza aprirà una Casa della Comunità finanziata dal PNRR.

Il motivo della chiusura: prettamente economica, dovuta ai costi di “mantenimento” dei locali di un locale concesso gratuitamente dal Comune. Nel frattempo l'ATS ha speso centinaia di migliaia di euro in auto, divise e gadget.

Meno tecnici sul territorio significa meno controlli nelle aziende, meno prevenzione degli infortuni, meno presidio per lavoratori e lavoratrici. Da qui, una lettera aperta ad ATS, sindacati e istituzioni per fermare la chiusura.

CTA: Leggi la lettera integrale e i dati → https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19248

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30/07/2026

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IL SILENZIO NON È SALUTE. SOLIDARIETÀ A MARGHERITA NAPOLETANO!

Il licenziamento di Margherita Napoletano, ingegnera biomedico e rappresentante sindacale da 25 anni al San Raffaele di Milano, è un fatto gravissimo che non può lasciarci indifferenti.

La sua "colpa"? Aver denunciato pubblicamente le carenze di personale e i rischi legati alle esternalizzazioni selvagge nelle strutture private accreditate. Problemi reali, emersi anche nelle cronache recenti e finiti nei dossier del Ministero della Salute, che mettono a rischio ogni giorno la qualità e la sicurezza delle cure per tutt* noi.

La presunta motivazione formale usata dall'ospedale appare come un pretesto formale per punire chi ha avuto il coraggio di parlare. Un segnale pericoloso per tutta la collettività:

* Quando si colpisce chi denuncia la mala sanità, si attacca la sicurezza dei pazienti.
* Quando si punisce un rappresentante dei lavoratori, si prova a intimidire chiunque pretenda diritti e trasparenza.
* La sanità — anche quella privata convenzionata con soldi pubblici — deve rendere conto alla salute dei cittadini, non alle logiche di bavaglio.

Esprimiamo la nostra totale solidarietà a Margherita Napoletano e sosteniamo le iniziative sindacali della CUB e l'impugnazione di questo provvedimento ingiusto.

Giù le mani da chi difende la sanità pubblica e i diritti di chi lavora!

https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19219Il 18 giugno 2026 due iniziative distinte convergono sullo stesso obietti...
28/07/2026

https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19219
Il 18 giugno 2026 due iniziative distinte convergono sullo stesso obiettivo: estendere la libera professione a tutte le professioni sanitarie non mediche del servizio pubblico, eliminando l'autorizzazione preventiva dell'ente di appartenenza.

La prima è la proposta di legge al Parlamento approvata dalla maggioranza del Consiglio regionale della Lombardia. La seconda è una petizione alla Camera del Presidente della Federazione degli Ordini TSRM e PSTRP, presentata a titolo personale ma su carta intestata dell'Ordine e rilanciata dai suoi canali.

Il meccanismo è tecnico e per questo passa poco osservato. Si aggiunge un articolo alla L. 251/2000: le incompatibilità previste dalla L. 412/1991 e dal D.Lgs. 165/2001 restano scritte nei testi e diventano inerti nei fatti. La deroga introdotta con l'emergenza Covid (DL 127/2021), oggi in vigore fino al 31.12.2027, diventerebbe permanente.

Sul conflitto di interessi resta una formula generica, rinviata alle Regioni. Un caso concreto misura la distanza tra la formula e la realtà: i tecnici della prevenzione delle ASL esercitano vigilanza sulle stesse strutture sanitarie presso cui potrebbero lavorare in libera professione. Per quelli con funzioni di sicurezza sul lavoro la consulenza è vietata dall'art. 13 comma 5 del D.Lgs. 81/2008.

La motivazione dichiarata dai proponenti è la riduzione delle liste d'attesa. Le liste d'attesa nel servizio pubblico hanno cause documentate: blocco delle assunzioni, riduzione degli organici, retribuzioni ferme. Un infermiere italiano percepisce 45.454 dollari lordi l'anno, la media OCSE è 62.128. Lo stesso DDL governativo sulle professioni sanitarie parte dalla constatazione opposta a quella dei proponenti: considera la crescente preferenza per la libera professione un problema da correggere, non uno strumento da estendere. La Corte dei conti, esaminando la Lombardia, indica l'aumento delle retribuzioni pubbliche come la leva per rendere competitivo il lavoro nel settore pubblico.

Restano fuori dal perimetro delle due proposte i nodi che i professionisti sanitari pongono da anni: assunzioni, adeguamento stipendiale, organizzazione del lavoro, contratto unico per sanità pubblica e privata.

L'analisi completa del Consiglio Direttivo di Medicina Democratica è qui: https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19219

Se lavori nel servizio sanitario pubblico, il testo riguarda direttamente il tuo inquadramento. Fallo leggere ai colleghi.

https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19200*Il mezzo elefante ha partorito un mezzo topolino*Il decreto legge sul ri...
28/07/2026

https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19200
*Il mezzo elefante ha partorito un mezzo topolino*

Il decreto legge sul riordino dell'assistenza primaria territoriale è stato ritirato dopo la protesta dei sindacati medici sostenuti dall'ENPAM.

Al suo posto un accordo contrattuale: *fino a* 6 ore nelle Case della Comunità, 38 euro l'ora più oneri. Non "almeno" sei ore.

Con il decreto sono cadute anche la programmazione regionale delle Case della Comunità, la specializzazione universitaria in medicina di comunità e la revisione della remunerazione oltre la quota capitaria.

I dati: i medici di medicina generale sono passati da 45.203 (2013) a 37.983 (2023, Agenas), con una carenza stimata oltre le 5.700 unità. Il PNRR ha finanziato l'edilizia delle Case della Comunità, non il personale.

Le quattro proposte del Consiglio Direttivo di Medicina Democratica sono nel documento completo:
https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19200

Se lo ritieni utile, inoltralo a chi lavora nel Servizio Sanitario Nazionale.

https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19206Margherita Napoletano della RSU del San Raffaele appartenente alla CUB è ...
27/07/2026

https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19206
Margherita Napoletano della RSU del San Raffaele appartenente alla CUB è stata licenziata con motivazioni pretestuose e che nulla hanno a che fare con il vero motivo : l’iniziativa a tutela dei lavoratori/lavoratrici e degli utenti della sanità.
Gli ispettori del Ministero hanno evidenziato che la criticità non era relativa solo all’evento che ha fatto emergere i problemi ma durava da mesi: 24 le criticità individuate complessivamente.
La relazione è stata notificata alla Regione Lombardia ma non contiamo su provvedimenti in quanto nonostante le criticità sono state riconosciute dall’Assessore il tutto si è risolto con un buffetto e una insignificante sanzione amministrativa.
Piena solidarietà con Margherita Napoletano e condanna del comportamento antisindacale ma soprattutto anti servizio sanitario nazionale da parte di uno dei “gioielli” della sanità privata.
Leggi l’articolo: https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19206

https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=1915810 luglio 1976, ore 12.28: il disco di scoppio dell'impianto ICMESA di Se...
09/07/2026

https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19158

10 luglio 1976, ore 12.28: il disco di scoppio dell'impianto ICMESA di Seveso rilascia nell'aria circa 130 kg di diossina TCDD. Il triclorofenolo contaminato era già utilizzato come intermedio per l'agente Orange; lo stesso principio chimico, in forma di glifosato, viene oggi impiegato dall'esercito israeliano nel sud del Libano — un parallelo che l'articolo richiama esplicitamente.

Medicina Democratica, fondata pochi mesi prima, si attiva sul campo insieme al Gruppo di Prevenzione Montedison e al consiglio di fabbrica Icmesa per ricostruire il ciclo produttivo e le responsabilità.

Il nuovo articolo sul nostro blog ripercorre cinquant'anni di "incidenti rilevanti" — Manfredonia, Farmoplant, Bhopal, Chernobyl, Viareggio, fino al deposito ENI di Calenzano del dicembre 2024 — e il passaggio da una contaminazione improvvisa a una lenta e distribuita nel tempo: amianto, PFAS, la sentenza di primo grado sulla ex Miteni di Trissino.

Oggi lo stesso territorio di Seveso è attraversato dai lavori della Pedemontana, che scavano in un suolo ancora contaminato ed erodono due ettari del Bosco delle Querce, il monumento vegetale che ricorda l'evento.

Leggi l'articolo completo: https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19158

https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=18815📋 Partirà il 15 e 16 maggio la raccolta firme per la legge di iniziativa ...
03/05/2026

https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=18815
📋 Partirà il 15 e 16 maggio la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare sul Servizio Sanitario Nazionale, promossa dalla CGIL.
Medicina Democratica ha deciso di sostenerla — dopo aver partecipato alla discussione del testo e aver presentato emendamenti, alcuni dei quali sono stati accolti.
La proposta non è priva di limiti e non è il testo di una “riforma delle controriforme”. Ma contiene misure concrete che vanno nella direzione giusta come più finanziamento esclusivamente al settore pubblico, stop alle esternalizzazioni, sblocco delle assunzioni, potenziamento dei consultori e della medicina territoriale, ed è la prima iniziativa organica non governativa da anni.
In questo momento, a parte i proclami parziali e le vertenze locali, non vi sono altri strumenti, con valenza nazionale, per dare segnali alternativi alle derive del Servizio Sanitario Nazionale che comunque proseguono con costanza.
👉 Leggi perché abbiamo deciso di firmare →: https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=18815
💬 Cosa ne pensi? Discutiamone nei commenti.

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