12/01/2026
Capita: uscire da una seduta e non sentirsi "meglio" 🤔💔 . A volte si prova frustrazione, ansia o rabbia, fastidio… 😰 🫨 😠 È un'esperienza comune e, per quanto possa sembrare controintuitivo, è spesso un segno che si sta lavorando nel profondo. 😟
Perché accade?
Perché la terapia non è solo sostegno e rassicurazione.
È anche un viaggio di scoperte che richiede coraggio, in cui succede di dover mettere in discussione le nostre azioni, le nostre convinzioni radicate e il nostro modo di relazionarci.
È un po' come aprire un vecchio armadio e buttare fuori tutti i vestiti, per poi scegliere cosa vale la pena tenere, cosa dare via e cosa di nuovo mettere dentro 🛠️
Questo processo, ammettiamolo, non è sempre piacevole: c’è sempre un attimo in cui, in mezzo al disordine, ci si chiede “chi me l’ha fatto fare?”e ci si sente disorientati… 🌪️
In aggiunta, anche gli "esercizi terapeutici" che vengono dati nelle sedute, quelli che ci spingono a uscire dalla nostra amata e limitante comfort zone, possono generare paure e disagi. Il nostro sistema corpo-mente, abituato alle sue routine, di fronte al nuovo e all'incerto, lancia l’allarme! Anche se a livello razionale sappiamo che è necessario per la nostra crescita , il cuore batte forte ed il petto schiaccia 🧠💥
Vi è mai capitato di desiderare ardentemente un cambiamento, ma di sentire un'enorme resistenza nell'andarci incontro?
In terapia, questa esperienza di disagio ha un valore immenso. Riconoscerlo e dargli il giusto significato è il primo passo per affrontare le paure del "nuovo" con più coraggio e determinazione. 💪✨
Quindi, non c'è motivo di allarmarsi se, durante il percorso, si sperimenta un aumento temporaneo di sintomatologia o malessere. Spesso è direttamente collegato ai movimenti evolutivi che si stanno compiendo 🦋. È transitorio, ma prezioso. 💖⏳
Hai mai sperimentato questo paradosso nel tuo percorso di crescita personale o terapeutico?
Condividi le tue riflessioni nei commenti, ne parliamo insieme. 👇💬
Dott.ssa Marta Podda [email protected]