Raja Yoga Italia

Raja Yoga Italia Insegniamo Raja Yoga a Milano dal 1978. Il Raja Yoga si occupa della domanda essenziale che abita ogni essere umano. Del “chi” siamo e “come” siamo.

Del mistero del vivere, del mistero dell’essere coscienti. La pratica del Raja Yoga conduce alla scoperta di uno stato interiore che appartiene a noi tutti, e a tutti accessibile, ma schermato alla nostra consapevolezza da una serie di abitudini e di processi mentali, di automatismi che ne rendono ardua la percezione diretta.

02/01/2024

Abbiamo concluso i corsi di Raja Yoga del 2023 con un saluto allietato da un piccolo spettacolo di Bharatanatyam
tenuto dalla bravissima danzatrice Daria Mascotto, [email protected].

I corsi regolari di Raja Yoga riprenderanno lunedì 15 gennaio
(il giovedì 11/1 è un recupero del trascorso giovedì 7 dicembre).

𝘐𝘯𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪:
𝘞𝘩𝘢𝘵𝘴𝘢𝘱𝘱: 351 7150 752
𝘔𝘢𝘪𝘭: 𝘳𝘢𝘫𝘢𝘺𝘰𝘨𝘢𝘪𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢@𝘨𝘮𝘢𝘪𝘭.𝘤𝘰𝘮

07/09/2023
𝐑𝐢𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐚 𝐥𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢̀ 𝟐𝟓 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐚 𝐯𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝟐𝟐 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞𝐷𝑢𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑐𝑖 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑟𝑔𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑛𝑜 𝑖𝑛 𝑔𝑖𝑜𝑐𝑜 𝑝𝑟𝑜...
06/09/2023

𝐑𝐢𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐚 𝐥𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢̀ 𝟐𝟓 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐚 𝐯𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝟐𝟐 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞

𝐷𝑢𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑐𝑖 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑟𝑔𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑛𝑜 𝑖𝑛 𝑔𝑖𝑜𝑐𝑜 𝑝𝑟𝑜𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑒 𝑠𝑜𝑙𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑚𝑜𝑡𝑜𝑟𝑖𝑒 𝑖𝑛𝑎𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑎𝑡𝑒. 𝑈𝑛𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑎 𝑑'𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑜𝑑𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎 𝑙𝑎 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑢𝑟𝑎, 𝑖𝑙 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑖𝑟𝑜, 𝑖 𝑔𝑒𝑠𝑡𝑖.
𝐼𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑖 𝑓𝑟𝑎𝑛𝑔𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑐𝑖 𝑠𝑜𝑟𝑝𝑟𝑒𝑛𝑑𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑖: 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑒𝑔𝑢𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑖𝑣𝑖 𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑐ℎ𝑒𝑚𝑖 𝑑𝑒𝑡𝑡𝑎𝑡𝑖 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑎𝑏𝑖𝑡𝑢𝑑𝑖𝑛𝑖, 𝑝𝑖𝑢𝑡𝑡𝑜𝑠𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑖 𝑎𝑙𝑡𝑒𝑟𝑛𝑎𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑚𝑎𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑐𝑐𝑖𝑎𝑡𝑖 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎. 𝑆𝑐𝑜𝑝𝑟𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑜 𝑠𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑜 𝑐ℎ𝑒 '𝑣𝑒𝑑𝑒'. 𝑉𝑒𝑑𝑒 𝑠𝑖𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑎𝑠𝑠𝑢𝑒𝑓𝑎𝑡𝑡𝑖, 𝑠𝑖𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑙𝑜 𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜.

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𝖰𝗎𝖾𝗌𝗍𝗈 𝗌𝖾𝖼𝗈𝗇𝖽𝗈 𝗉𝖾𝗋𝗂𝗈𝖽𝗈 𝖽𝖾𝗅𝗅’𝖺𝗇𝗇𝗈 𝗌𝗂 𝖺𝗋𝗍𝗂𝖼𝗈𝗅𝖺 𝗂𝗇 𝟣𝟤 𝗌𝖾𝗍𝗍𝗂𝗆𝖺𝗇𝖾
𝖼𝗁𝖾 𝗏𝖺𝗇𝗇𝗈 𝖽𝖺 𝗅𝗎𝗇𝖾𝖽𝗂̀ 𝟤𝟧 𝗌𝖾𝗍𝗍𝖾𝗆𝖻𝗋𝖾 𝖺 𝗏𝖾𝗇𝖾𝗋𝖽𝗂̀ 𝟤𝟤 𝖽𝗂𝖼𝖾𝗆𝖻𝗋𝖾.
𝖦𝗂𝗈𝗏𝖾𝖽𝗂̀ 𝟤𝟣 𝗌𝖾𝗍𝗍𝖾𝗆𝖻𝗋𝖾 𝗉𝗋𝗈𝗉𝗈𝗇𝗂𝖺𝗆𝗈 𝗍𝗋𝖾 𝗅𝖾𝗓𝗂𝗈𝗇𝗂 𝖽𝗂 𝗉𝗋𝗈𝗏𝖺,
𝗎𝗇𝖺 𝖺𝗅𝗅𝖾 𝗈𝗋𝖾 𝟣𝟥, 𝗎𝗇𝖺 𝖺𝗅𝗅𝖾 𝗈𝗋𝖾 𝟣𝟪 𝖾 𝗎𝗇𝖺 𝖺𝗅𝗅𝖾 𝗈𝗋𝖾 𝟤𝟢,𝟥𝟢
𝗉𝖾𝗋 𝗊𝗎𝖺𝗇𝗍𝗂 𝖽𝖾𝗌𝗂𝖽𝖾𝗋𝖺𝗇𝗈 𝗌𝗉𝖾𝗋𝗂𝗆𝖾𝗇𝗍𝖺𝗋𝖾 𝗂𝗅 𝗇𝗈𝗌𝗍𝗋𝗈 𝗂𝗇𝗌𝖾𝗀𝗇𝖺𝗆𝖾𝗇𝗍𝗈.

𝖯𝖾𝗋 𝗂𝗌𝖼𝗋𝗂𝗓𝗂𝗈𝗇𝗂 𝗌𝗂𝖺 𝖺𝗅𝗅𝖾 𝗅𝖾𝗓𝗂𝗈𝗇𝗂 𝖽𝗂 𝗉𝗋𝗈𝗏𝖺 𝖼𝗁𝖾 𝖺𝗂 𝖼𝗈𝗋𝗌𝗂 𝗋𝖾𝗀𝗈𝗅𝖺𝗋𝗂 𝗌𝖼𝗋𝗂𝗏𝖾𝗍𝖾𝖼𝗂 𝖺: 𝗋𝖺𝗃𝖺𝗒𝗈𝗀𝖺𝗂𝗍𝖺𝗅𝗂𝖺@𝗀𝗆𝖺𝗂𝗅.𝖼𝗈𝗆
𝗈𝗉𝗉𝗎𝗋𝖾 𝗍𝖾𝗅𝖾𝖿𝗈𝗇𝖺𝗍𝖾𝖼𝗂 𝖺 𝗉𝖺𝗋𝗍𝗂𝗋𝖾 𝖽𝖺 𝗏𝖾𝗇𝖾𝗋𝖽𝗂̀ 𝟣𝟧 𝗌𝖾𝗍𝗍𝖾𝗆𝖻𝗋𝖾
𝖺𝗂 𝗇𝗎𝗆𝖾𝗋𝗂 𝟢𝟤 𝟤𝟫𝟧𝟣𝟦𝟩𝟪𝟩; 𝖼𝖾𝗅𝗅./𝖶𝗁𝖺𝗍𝗌𝖠𝗉𝗉 𝟥𝟧𝟣 𝟩𝟣𝟧𝟢𝟩𝟧𝟤.

𝖬𝖺𝗀𝗀𝗂𝗈𝗋𝗂 𝗂𝗇𝖿𝗈𝗋𝗆𝖺𝗓𝗂𝗈𝗇𝗂 𝗌𝗎𝗅 𝗌𝗂𝗍𝗈: 𝗐𝗐𝗐.𝗋𝖺𝗃𝖺𝗒𝗈𝗀𝖺𝗂𝗍𝖺𝗅𝗂𝖺.𝗂𝗍

𝑰𝑵𝑻𝑬𝑵𝑺𝑰𝑽𝑶 𝑬𝑺𝑻𝑰𝑽𝑶 Da Lunedì 14 Agosto a Sabato 19 Agosto 2023 A Roncegno (Trento) - Casa Raphael   𝗔𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗔𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗲 ...
27/03/2023

𝑰𝑵𝑻𝑬𝑵𝑺𝑰𝑽𝑶 𝑬𝑺𝑻𝑰𝑽𝑶

Da Lunedì 14 Agosto a Sabato 19 Agosto 2023

A Roncegno (Trento) - Casa Raphael

𝗔𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗔𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗲 𝗖𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲

La pratica di Raja Yoga apre scenari insospettati.

Quando pratichiamo organizziamo i nostri gesti a partire da un modello familiare e consolidato.

Poco per volta scopriamo di poter seguire percorsi nuovi, impensati, che arricchiscono e trasformano i nostri vissuti
e rimodellano il nostro orizzonte percettivo.

In questo percorso è fondamentale l’esperienza di un contatto diretto, di prima mano.

Il seminario è aperto a tutti.

Informazioni e iscrizioni:
tel.: 02 29514787 – 351 7150752
e-mail: [email protected]

PRIMO PERIODO 2023 Da lunedì  9  Gennaio a lunedì 29 Maggio 2023riprendono le lezioni sia in presenza che online.I corsi...
02/01/2023

PRIMO PERIODO 2023

Da lunedì 9 Gennaio a lunedì 29 Maggio 2023
riprendono le lezioni sia in presenza che online.

I corsi settimanali di Raja Yoga
hanno luogo nella sede di via Eustachi 31, Milano.

I gruppi sono organizzati per livelli omogenei di esperienza.
La pratica e il percorso si sviluppano attraverso lezioni che durano 2 ore ciascuna.

Per dare la possibilità di partecipare anche a chi è più lontano,
sono disponibili lezioni online (su piattaforma Zoom), nei seguenti orari:
Martedì: dalle ore 20,30 alle ore 22,30
Sabato: dalle ore 11,00 alle ore 13,00
Il link viene inviato agli iscritti la mattina stessa della lezione.

Per partecipare a una lezione di prova è necessario prenotarsi.
Potete contattarci sia per iscrivervi alla lezione di prova che per ricevere il programma completo ai seguenti recapiti:
02 29514787 – Cell./WhatsApp 351 7150752
oppure scrivendo a: [email protected]

www.rajayogaitalia.it

Finalmente, dopo la lunga interruzione dovuta al Covid 19, dal 20 Settembre 2021 riprendono i corsi in presenza presso l...
29/09/2021

Finalmente, dopo la lunga interruzione dovuta al Covid 19, dal 20 Settembre 2021 riprendono i corsi in presenza presso la sede storica di Via Eustachi 31.

I gruppi sono organizzati per livelli omogenei di esperienza. La pratica e il percorso si sviluppano attraverso lezioni che durano circa 1h.45′ ciascuna.

Per dare comunque la possibilità di partecipare anche a chi è più lontano, sono disponibili lezioni on-line (su piattaforma Zoom), nelle seguenti orari:

Martedì: dalle ore 20,30 alle ore 22,30
Sabato: dalle ore 11,00 alle ore 13,00

Per maggiori dettagli: http://www.rajayogaitalia.it/attivita/

È sempre possibile partecipare a una lezione di prova, prenotandosi per telefono allo 02 29514787 oppure per e-mail, scrivendo a: [email protected]

A presto !

Proseguiamo le nostre brevi riflessioni, ancora ispirati da Boudin….Liberare uno spazio per una parte di noi “impensata”...
20/04/2020

Proseguiamo le nostre brevi riflessioni, ancora ispirati da Boudin….

Liberare uno spazio per una parte di noi “impensata”

Gli Yogasutra – testo classico della tradizione indiana dove i vari aspetti di un percorso interiore sono contemplati e resi in modo organico – sono divenuti un testo di riferimento nel mondo dello yoga. Essendo peraltro un testo intimamente legato alla pratica, le sue affermazioni risultano spesso ermetiche se si ricorre a un approccio di tipo intellettualistico.

Non solo. Frequentando a lungo questo testo e affiancandolo alla nostra verifica esperienziale, diviene chiaro che il senso degli aforismi si dischiude grazie a una successione di comprensioni e cambia nel tempo. Ogni vissuto arricchisce la nostra comprensione e ogni comprensione rimodella il paradigma che definisce il nostro stare nel mondo.

Ripartiamo dall’aforisma citato nella nostra precedente riflessione: Yoga chittavritti nirodah (I-2) [Essere uno – un altrove della coscienza – diventa possibile quando l’attività reattiva della mente si sospende].

Questa affermazione contiene un potenziale che rimane inavvertito finché non ci si confronta con una serie di riconoscimenti.

Il primo fondamentale riconoscimento riguarda la nostra inarrestabile attività mentale, la sua natura reiterativa e la resistenza che incontriamo quando cerchiamo di acquietarla.
Della nostra mente noi conosciamo soprattutto l’agitazione. Poco o nulla sappiamo di quando è calma, riposata, trasparente: la conosciamo nel quadro dell’ordinario turbinio e non sospettiamo che il modello percettivo e mentale al quale siamo abituati sia solo un particolare modo di recepire ed elaborare i segnali che riceviamo.

Un secondo riconoscimento permette di osservare come ogni sforzo da parte nostra, teso a imporre la calma ai pensieri e alle loro associazioni, si riveli provvisorio e di breve durata: appena il nostro controllo si affievolisce la giostra del pensare si riattiva.
Inoltre, ogni volta che ci imponiamo tranquillità e controlliamo con la forza l’attività della mente, anche la nostra sensibilità si opacizza e perdiamo molto della nostra libertà percettiva.

È la pratica a rivelarci un’altra possibilità, altri percorsi per il nostro sistema nervoso. Accade nelle fasi in cui si stabilisce un contatto diretto con i segnali che provengono dal corpo e dalla mente. Scompare il senso del tempo e scompare la sensazione di dover ottenere o raggiungere qualcosa in un tempo definito. In altre parole, ci sorprendiamo tranquilli, decontratti e allo stesso tempo sorprendentemente vigili, partecipi. E in qualche modo più liberi.

Il ripresentarsi di questi momenti crea comprensione e fiducia: sappiamo che questo stato è possibile, ma sappiamo anche che non risponde a uno sforzo da parte nostra. Capiamo che possiamo invitare questo spazio, riposato e intenso, ma capiamo anche che non possiamo imporlo a noi stessi.

Quindi nel corso della pratica ci troviamo immersi, assaporiamo una condizione che assomiglia molto all’acquietarsi dell’ordinaria attività cerebrale.
Ma a questo punto riconosciamo un altro evento: il nostro essere in pace non intacca per niente la capacità del nostro sistema di accogliere segnali. Sperimentiamo una qualità di ascolto in grado di percepire senza modificare immediatamente quanto rileviamo.

Questa è la natura dell’osservazione meditativa. Ci sono aspetti di noi che non si lasciano rilevare se siamo in uno stato di tensione, interiormente inquieti o vincolati a troppe aspettative.
Sia Gérard Blitz che Vimala Thakar usavano la stessa metafora per riferirsi a questa condizione: un tesoro in fondo al mare. Quando diviene visibile? Quando il moto ondoso si calma e l’acqua si fa trasparente.

“Ogni sforzo è irrilevante per la scoperta del mistero della vita.
Si avvicina questo mistero solo essendo come acqua chiara, calma, che diventa trasparente, innocente, e rivela ciò che si trova sul fondo.
La Realtà non è riflessa, è rivelata da questa quiete.” (Vimala Thakar)

Renata e Moiz

Cari amici,in attesa di poter riprendere le attività sospese il 23 febbraio, condividiamo una breve riflessione e uno st...
29/03/2020

Cari amici,
in attesa di poter riprendere le attività sospese il 23 febbraio, condividiamo una breve riflessione e uno stupendo orizzonte dipinto da Boudin:

Strane queste giornate segnate da una solitudine imposta.
Solitudine che può tradursi in passività, in tempo subito, ma anche in un’opportunità, in un’occasione per guardare meglio in noi stessi, i nostri percorsi interiori.

Le circostanze particolari che stiamo vivendo ci hanno confinati in una sorta di sospensione che presenta non poche similitudini con lo spazio che si determina quando pratichiamo, un intervallo che ci consente di sottrarci al consueto.
Così come nella nostra pratica siamo invitati a scoprire che i gesti possono organizzarsi lungo tracciati diversi da quelli a noi noti, anche in questo spazio imposto, illimitato e confinato allo stesso tempo, possiamo scoprire che in grande misura le azioni che ci sono abituali possono trovare una sospensione.

In entrambi i casi, le nostre premesse sono inoperanti. Abbiamo l’opportunità di sperimentare noi stessi al di là dei modelli ai quali ci riferiamo normalmente. Una delle cose più difficili per noi è prendere le distanze dal proprio “pensato”. Esiste quello che pensiamo, ma esiste anche quello “che non siamo in grado di pensare”: noi stessi in un modo diverso.

L’idea che abbiamo di noi stessi è il paradigma di riferimento, l’immagine che plasma il nostro corpo, la nostra postura, il modo in cui organizziamo i nostri gesti e anche, oltre a questo, l’interazione con gli altri. La scoperta che la pratica ci regala avviene quando ci sorprendiamo essere diversi, come se postura e gestualità appartenessero a qualcun altro. Com’è possibile questo? Cosa si è interrotto in noi? E se qualcosa si è interrotto, cos’altro è rimasto attivo?

La finezza, la difficoltà della pratica suggerita da Patanjali sta nell’offrire la possibilità di nuovi scenari, nel modo in cui interpretare le nostre percezioni. È un “fuori quadro” della nostra coscienza, che non possiamo anticipare o prefigurare: non ne sappiamo nulla fino a quando non vi siamo immersi.
E ora, a causa di un invisibile virus, su tutto il territorio nazionale ci è imposto di arrestare tutto, di “rimanere in casa”! Di sospendere tutte, o quasi, le attività, le azioni che definivano la nostra quotidianità, il nostro modo di essere. In particolare, rinunciare a quel ritmo incalzante di atti e di pensieri, di parole e reazioni che in quest’epoca ci definisce, ci identifica. E se questo non è certo facile, può tuttavia rivelarsi interessante.
Sentirsi vivi in altri modi, prendere le distanze dal “pensiero” a cui attingiamo, interrogare il nostro essere vivi “al di fuori” dei soliti schemi.

Questo “al di fuori” sembra essere una condizione propizia per riconoscere che esiste un altrove della coscienza.
Quando Patanjali all’inizio degli Yoga Sutra afferma:
Yoga chittavritti nirodah (I-2) [Essere uno – un altrove della coscienza –diventa possibile quando l’attività reattiva della mente si sospende], sembra invitare a farsi da parte, a liberare uno spazio per una parte di noi impensata.

Questo è un punto di partenza interessante per una riflessione sulla nostra pratica, una rivisitazione delle ragioni che stanno alla base del nostro yoga.

Renata e Moiz

Venerdì 22 marzo 2019 alle ore 21,00 presso la sede di via Eustachi 31, Milano.LE PREMESSE INVISIBILI - Riflessioni e ap...
16/03/2019

Venerdì 22 marzo 2019 alle ore 21,00 presso la sede di via Eustachi 31, Milano.

LE PREMESSE INVISIBILI - Riflessioni e approfondimenti sulle premesse sociali e culturali e sulla ricerca di libertà che sottostanno alla pratica dello yoga.

Accompagnati da un filmato sull'argomento

Incontro aperto a tutti, confermate la vostra partecipazione via mail o telefono precisando il vostro nome, cognome e recapito telefonico.

Giovedì 6 a domenica 9 dicembre si terrà un Intensivo di pratica di Raja Yoga e Meditazione a Bedonia (Borgo Val di Taro...
03/12/2018

Giovedì 6 a domenica 9 dicembre si terrà un Intensivo di pratica di Raja Yoga e Meditazione a Bedonia (Borgo Val di Taro).
Per maggiori informazioni, potete contattare l'Associazione:
email: [email protected]

Al termine di questa calda estate, oggi 24 Settembre 2018 riprendono i corsi di Raja Yoga presso la sede di via Eustachi...
24/09/2018

Al termine di questa calda estate, oggi 24 Settembre 2018 riprendono i corsi di Raja Yoga presso la sede di via Eustachi 31, Milano.

E’ sempre possibile partecipare a una lezione di prova, anche a corsi iniziati.

E’ solo necessario prenotarsi:
- per telefono allo 02 29514787
- per e-mail, scrivendo a: [email protected], indicando nome, cognome e recapito telefonico

Indirizzo

Via Eustachi, 31
Milan
20129

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