Dott. Ruggero Ioris Bonzanini Psicologo Psicoterapeuta Breve Strategico

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Dott. Ruggero Ioris Bonzanini Psicologo Psicoterapeuta Breve Strategico Psicologo Psicoterapeuta Breve Strategico Laurea Psicologia Iscrizione Albo Psicologi Lombardia n. 4549 Specializzato Psicoterapia Breve Strategica

31/10/2025

Alla ricerca della sicurezza perduta. Conoscere e superare l'insicurezza personale.

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29/10/2025
22/10/2025
21/10/2025

È strano che chi si mostra più chiuso all’uso della metodologia scientifica per una discussione sia poi di solito chi si dichiara “più aperto” e “meno influenzabile” degli altri.
La verità è che se non accetti ciò che si può sostenere con i numeri e la logica scientifica le ragioni sono due: o hai un pregiudizio straordinariamente radicato che ti porta a non accettare nessuna spiegazione che ti devii dalla tua fede nelle tue teorie, oppure semplicemente non capisci ciò che ti viene presentato. Tendo a credere che spesso chi si butta in queste discussioni sia un mix di entrambi: un po’ignorante, un po’prevenuto. Ci sono vari dettagli ironici in queste discussioni. Vediamone un paio.
1. Tutti coloro che discutono senza affidarsi ai fatti e alla logica scientifica commettono sempre le stesse fallacie logiche: per dirne una, si distanziano dalla domanda originale ponendo delle “domande a orologeria” strettamente correlate al tema centrale di discussione ma non al punto in questione. Per fare un esempio reale, se si sta parlando dell’importanza del vaccino chiedono come mai se è così importante non ci si vaccina a tutto e non lo si rende obbligatorio. Impossibile rispondere a questa domanda senza fornire qualche appiglio all’interlocutore: se rispondiamo che non tutte le malattie sono abbastanza rischiose da giustificare un vaccino (per esempio la Febbre Gialla in Europa), l’altro potrà dire che allora si può dire lo stesso di tutti i vaccini (un’altra fallacia logica chiamata “slippery slope“); se si risponde che i vaccini non sono obbligatori perché la volontà pubblica di gente disinformata influenza pesantemente le scelte di una politica che tiene più al cadreghino che al bene comune, ovviamente si finirà o a elogiare i politici – che mica scelgono di votare delle leggi senza informarsi presso gli esperti – oppure a dire che se la volontà pubblica la pensa così un motivo ci sarà. Soprassediamo sul bipolarismo che affligge il giudizio nei confronti dei politici. Altre fallacie logiche tipiche di chi si butta in una discussione senza conoscenza dell’argomentazione logica sono la “falsa causa“, il “ricorso all’aneddoto” e praticamente tutte quelle citate in questo magnifico sito (che come potete immaginare linko a più non posso quando discuto con quelli veramente chiusi).

2. Tendono a pensare di essere più aperti degli altri. Perché si sa, lo scienziato medio è uno che deve assolutamente provare tutto, uno scettico per antonomasia e una persona fredda e calcolatrice. Vi dirò, per le prime due critiche si tratta della verità: uno scienziato deve in ogni caso avere delle solide basi per fare ricerca, deve essere in grado di provare qualcosa ed essere scettico verso le novità – soprattutto quelle novità che sembrano in contrasto con ciò che già si sa o che promettono grandi cose. Questo perché non possiamo permetterci di basare la nostra conoscenza su delle falsità – non che il nostro approccio sia sicuro al 100%, ma almeno ci dà una ragionevole sicurezza. La realtà è che noi siamo aperti a tutto – e ogni giorno scopriamo qualcosa di nuovo: siamo obbligati dal nostro lavoro a essere aperti a nuove possibilità. Riguardo alla terza accusa – quella di essere freddi e calcolatori – è una falsità nonché (ancora una volta) un pregiudizio. Non si può fare scienza essendo freddi e calcolatori. Non si può scoprire niente: per scoprire nuovi fenomeni o meccanismi bisogna inventarsi una teoria, e per inventare cose bisogna essere creativi ma soprattutto entusiasti. Si può dire lo stesso di chi rifiuta degli argomenti senza portarne a propria volta?
3. Chi discute in questo modo finisce sempre in un certo modo a prenderla sul personale. Non si riesce più a fare distinzione tra le proprie opinioni e la propria persona, quindi criticando le prime si offende la seconda. Ed è una cosa che non capirò mai. Puoi mettercela tutta per rispondere pacatamente e in modo fattuale, ma prima o poi la persona reagirà male e comincerà ad accusare tutta la risma di scienziati che non accetta teorie senza argomenti a favore. Cattivoni.
4. Riescono a rigirare frasi e vignette che sono create contro di loro per fare in modo che dicano ciò che loro vogliano che dicano. Se guardate per esempio l’immagine sottostante, come la interpreto io? Noi osserviamo che un certo oggetto si presenta a volte come un quadrato, a volte come un cerchio. Per spiegare questo fenomeno formuliamo una teoria (il cilindro) che spiega entrambi i fenomeni allo stesso tempo. Come viene troppo spesso interpretata dal tizio dall’altra parte del tavolo? Per dire che anche se ciò che diciamo è vero, la verità in realtà è diversa e noi ci stiamo solo opponendo a essa. Il punto illogico di questa interpretazione è che spesso ciò che il tizio osserva non corrisponde al vero: parliamo di persone che si ostinano a spiegare l’esistenza del cilindro senza nemmeno notare che la proiezione è un triangolo.
Tra l’altro sostenere che la verità sta nel mezzo tra due opinioni (perché capita piuttosto di rado nelle discussioni scientifiche da bar che le due tesi in discussione si rivelino entrambe vere) è un’altra fallacia logica ben conosciuta.
5. Ho notato che con allarmante frequenza, questi tipi di persone non hanno vergogna ad ammettere di essere ignoranti. Non diventano nemmeno rossi quando sostengono di non comprendere molto bene la scienza. Vi giuro, è qualcosa di talmente frequente da essere diventato allarmante. E non so cos’altro dire a proposito.
Matteo Tommasini

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Milan
20147

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