23/02/2026
LA PELLE, PER LA PSICOLOGIA ESTETICA, NON È UN ORGANO 'FISICO' MA UN SISTEMA 'ENERGETICO' INFORMAZIONALE DI INTEGRAZIONE E SCAMBIO.
Nel terzo millennio c’è ancora chi pensa, e magari insegna, che la pelle umana sia una barriera.
Non lo è! Perché se fosse una barriera, per il suo spessore esiguo, per la sua permeabilità, per la sua immensa sensibilità, dopo 500 milioni di anni per evolversi sarebbe ben poca cosa, dato che anche una sola zanzara può metter questo 'organo-barriera' in crisi.
La pelle, per la psicologia estetica è invece,da intendere come una ‘frontiera’ ergodinamica in-out che ha lo lo scopo di mantenere e proteggere l’omeostasi interna del corpo rispetto alle variazioni dell’ambiente esterno, ma, anche e soprattutto, di mettere in relazione l’individualità di ogni individuo (percepita come io-cutaneo) con il mondo esterno.
Questo, dal punto di vista della psicologia estetica, spiega la relazione pericolosa tra fattori psicologici, stress, problemi intestinali e disturbi cutanei, suggerendo un approccio terapeutico integrato e sistemico ai problemi della pelle.
Il problema è, a mio parere, che i dermatologi sono generalmente poco formati sulle proprietà psico-nervose della pelle, mentre gli psicologi che si occupano di disturbi psicosomatici non hanno grande dimestichezza con la psiconeurobiologia cutanea.
I professionisti dell'estetica, infine, sono spesso dis-informati e indirizzati dalle aziende del settore a risolvere le patologie cutanee attraverso macchinari e prodotti ‘miracolosi’ che troppo spesso servono solo a camuffare gli inestetismi.
Ecco allora un suggerimento indirizzato a chi si occupa professionalmente di pelle: formarsi in psicologia dermoestetica.
GP
Prossimo appuntamento formativo:
14 marzo- 14 giugno 2026: Master in psicologia estetica per medici e psicologi presso Icamp college, Milano.