Pierpaolo Sileri

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Direttore Unità di Chirurgia Colorettale – IRCCS Ospedale San Raffaele
Professore Ordinario di Chirurgia Generale all’Università Vita-Salute San Raffaele
Chirurgia colorettale • chirurgia robotica • chirurgia mininvasiva
Tumore del colon-retto

Formare i medici e i professionisti sanitari di domani significa unire conoscenze scientifiche, esperienza clinica, inno...
21/08/2026

Formare i medici e i professionisti sanitari di domani significa unire conoscenze scientifiche, esperienza clinica, innovazione e responsabilità verso il paziente. Per questo i risultati ottenuti dall’Università Vita-Salute San Raffaele nel ranking Censis sono motivo di grande soddisfazione.

Nell’Area Medico-Sanitaria, UniSR si colloca al primo posto per le lauree triennali, con Igiene Dentale, e per le lauree magistrali, con Odontoiatria e Protesi Dentaria. Medicina e Chirurgia conquista inoltre il secondo posto tra i corsi di laurea magistrale a ciclo unico.

Un riconoscimento che premia il lavoro quotidiano di docenti, professionisti, ricercatori e studenti e conferma il valore di un modello nel quale didattica, ricerca e attività clinica crescono insieme.

Complimenti a tutta la comunità UniSR per questo importante risultato.

Scoprire un tumore prima che dia sintomi può cambiarne in modo significativo la prognosi.I numeri lo dimostrano: in Ital...
19/08/2026

Scoprire un tumore prima che dia sintomi può cambiarne in modo significativo la prognosi.

I numeri lo dimostrano: in Italia, negli ultimi dieci anni, i decessi per tumore del colon-retto sono diminuiti del 13%. E il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci, utilizzato nei programmi di screening, può ridurre la mortalità fino al 30%. Lo sottolinea un approfondimento pubblicato oggi dal Corriere della Sera.

Ma oggi c’è una questione ulteriore da affrontare: stiamo iniziando lo screening abbastanza presto? Osserviamo infatti un aumento dei casi anche sotto i 50 anni, e persino sotto i 40. Un cambiamento che impone una riflessione anche sull’età di accesso ai programmi di screening.

Nel tumore del colon-retto, la prevenzione consente non soltanto di diagnosticare la malattia in una fase precoce, ma anche di individuare e rimuovere lesioni precancerose prima che possano evolvere in un tumore.

Lo screening resta quindi uno degli strumenti più efficaci a nostra disposizione. Dobbiamo farlo conoscere, aumentare l’adesione e, alla luce di come sta cambiando l’epidemiologia della malattia, continuare a interrogarci anche su quando sia più opportuno cominciare.

17/08/2026

Nella cura delle malattie infiammatorie croniche intestinali ( ) non esiste una scelta del singolo specialista: il paziente deve essere al centro di un percorso multidisciplinare, in cui gastroenterologo, chirurgo, nutrizionista e gli altri professionisti decidono insieme, condividendo con lui ogni passaggio.

Anche il momento della chirurgia è cambiato. In passato si arrivava spesso all’intervento solo dopo il fallimento di tutte le altre possibilità, con pazienti ormai molto debilitati. Oggi, in alcuni casi, anticipare la chirurgia può significare garantire una migliore qualità di vita e un intervento meno demolitivo e più efficace.

Ne ho parlato con il professor Silvio Danese alla Milano Health Week, spiegando perché nel Crohn e nella colite ulcerosa la vera differenza la fa un percorso costruito in squadra intorno alla persona.

▶️ Guarda il reel

La salute non conosce confini. E le grandi sfide che abbiamo davanti richiedono sempre più collaborazione, scambio di co...
15/08/2026

La salute non conosce confini. E le grandi sfide che abbiamo davanti richiedono sempre più collaborazione, scambio di competenze e capacità di costruire reti internazionali tra ricerca, formazione e assistenza.

Il confronto a Ginevra tra Kamel Ghribi, Presidente di GKSD e Vicepresidente di Gruppo San Donato, e Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, va esattamente in questa direzione.

È motivo di orgoglio vedere riconosciuti a livello internazionale l’eccellenza, la ricerca e la qualità delle cure del Ospedale San Raffaele. Ed è soprattutto uno stimolo a continuare a investire nella conoscenza e nella collaborazione, perché è anche da qui che passa la capacità di affrontare le sfide sanitarie del futuro.

L’Università Vita-Salute San Raffaele  è oggi prima in Europa e sesta al mondo per l’impatto della ricerca scientifica, ...
14/08/2026

L’Università Vita-Salute San Raffaele è oggi prima in Europa e sesta al mondo per l’impatto della ricerca scientifica, secondo l’indicatore Citations per Faculty del QS World University Rankings 2027.

Un risultato importante, che racconta soprattutto la forza di un modello in cui Università, ricerca e attività clinica sono strettamente integrate: le domande nascono anche dall’osservazione quotidiana dei pazienti e diventano progetti capaci di aprire nuove prospettive diagnostiche e terapeutiche.

Nell’intervista a BenEssere, il rettore Enrico Gherlone racconta il presente e le sfide future di UniSR: dalla medicina di precisione all’intelligenza artificiale, fino all’investimento sui giovani ricercatori e sulle collaborazioni internazionali.

Una visione della ricerca che significa innovazione e nuove possibilità per i pazienti.

13/08/2026

Le malattie infiammatorie croniche intestinali ( ) richiedono controlli rigorosi e continui: con il passare degli anni, infatti, può aumentare il rischio di sviluppare un tumore, soprattutto a carico del colon.

Per questo il monitoraggio insieme al gastroenterologo è fondamentale e, quando necessario, bisogna intervenire tempestivamente.

A chi ha paura dell’operazione dico una cosa semplice: affidarsi a centri di eccellenza fa la differenza. Luoghi in cui il paziente non viene seguito soltanto dal chirurgo, ma da un’équipe multidisciplinare che comprende gastroenterologi, nutrizionisti, psicologi e tutti gli specialisti necessari.

Ne ho parlato a Health, su Sky TG24

Perché alcuni pazienti con colite ulcerosa sviluppano un tumore del colon? Un nuovo studio prova a capirlo.La ricerca si...
10/08/2026

Perché alcuni pazienti con colite ulcerosa sviluppano un tumore del colon? Un nuovo studio prova a capirlo.

La ricerca si concentra su HBx, una proteina di origine virale che potrebbe avere un ruolo nei cambiamenti delle cellule intestinali legati alla trasformazione tumorale. Nello studio, HBx è stata rilevata in circa il 64% dei casi di tumore associato a colite ulcerosa.

Sono risultati che dovranno essere confermati da numeri più ampi, ma che potrebbero aiutare in futuro a individuare prima i pazienti più a rischio.

Alla ricerca ha contribuito la nostra Unità di Chirurgia Colorettale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, nell’ambito dell’HBx-CRC Study Group.

Virome-Associated Hepatitis B Protein X Drives Epithelial-Mesenchymal Plasticity and Enhances Colorectal Carcinogenesis

05/08/2026

Quando la terapia medica non basta, la chirurgia deve essere il meno invasiva possibile.

Negli ultimi anni, l’approccio mini-invasivo ha trasformato il trattamento chirurgico delle malattie infiammatorie croniche intestinali: incisioni più piccole, ripresa più rapida e un minor rischio di complicanze.

Un vantaggio particolarmente importante per pazienti che possono arrivare all’intervento fragili, malnutriti o immunodepressi e che, talvolta, potrebbero aver bisogno di ulteriori operazioni nel corso della vita.

La laparoscopia e la chirurgia robotica permettono di ridurre il trauma, limitare la formazione di aderenze e favorire un ritorno più rapido alle cure del gastroenterologo e alla quotidianità.

Ne ho parlato durante la Milano Health Week: il mio intervento nel reel

I diverticoli del colon sono molto comuni e, nella maggior parte dei casi, non danno disturbi. Quando però si infiammano...
04/08/2026

I diverticoli del colon sono molto comuni e, nella maggior parte dei casi, non danno disturbi. Quando però si infiammano, possono comparire dolore addominale, febbre, nausea e alterazioni intestinali.

Dopo un episodio di diverticolite acuta, è importante non trascurare i controlli e adottare alcune buone abitudini: alimentazione equilibrata, giusto apporto di fibre, attività fisica e attenzione ai sintomi.

In questa card spiego in modo semplice cosa sapere, quali segnali riconoscere e come ridurre il rischio di recidive.

La chirurgia robotica non cambia soltanto il modo di operare. Può cambiare anche il modo in cui il paziente torna alla p...
28/07/2026

La chirurgia robotica non cambia soltanto il modo di operare. Può cambiare anche il modo in cui il paziente torna alla propria vita.

Grazie a una visione tridimensionale ad alta definizione e a strumenti capaci di movimenti estremamente precisi, il chirurgo può intervenire attraverso incisioni molto ridotte, anche in aree anatomiche profonde e complesse.

In casi selezionati, questo significa minore trauma per i tessuti, meno dolore dopo l’intervento, una ripresa più rapida e una maggiore possibilità di preservare le funzioni che incidono sulla qualità della vita del paziente.

Ma il robot non opera da solo e non sostituisce il chirurgo. È uno strumento avanzato, la cui efficacia dipende dall’esperienza dell’équipe, dalla corretta selezione dei pazienti e da una formazione continua e altamente specialistica.

È questo il principio che guida il nostro lavoro clinico e formativo all’IRCCS Ospedale San Raffaele e all’Università Vita-Salute San Raffaele: utilizzare l’innovazione per rendere la chirurgia sempre più precisa, sicura e attenta alla persona.

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