Dr. Victor Ragni Specialista in Ortopedia e Traumatologia

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Dr. Victor Ragni Specialista in Ortopedia e Traumatologia Aiuto responsabile della Chirurgia Elettiva e Traumatologica della Spalla e del Gomito . Chirurgia Traumtologica e Protesica di Anca , Spalla e Ginocchio

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23/05/2026

Sono lieto di informarvi che dal mese di giugno visiterò anche presso il Poliambulatorio Medico e Riabilitativo Kinea a Cernusco sul Naviglio
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06/04/2026
NECROSI CONDILO FEMORALE MEDIALE(Spontaneous Osteonecrosis of the Knee – SONK / Subchondral Insufficiency Fracture – SIF...
02/03/2026

NECROSI CONDILO FEMORALE MEDIALE

(Spontaneous Osteonecrosis of the Knee – SONK / Subchondral Insufficiency Fracture – SIFK)

La cosiddetta “necrosi del condilo femorale mediale” è oggi più correttamente inquadrata, nelle fasi iniziali, come frattura da insufficienza subcondrale (SIFK) con edema midollare esteso, che può evolvere verso collasso subcondrale e artrosi monocompartimentale mediale.

Patogenesi
• Microfratture da insufficienza su osso osteopenico/osteoporotico
• Alterata distribuzione dei carichi (varo costituzionale o acquisito)
• Possibile compromissione microvascolare secondaria
• Overload del compartimento mediale

Il processo iniziale è meccanico; la necrosi vera e propria rappresenta spesso un evento secondario al collasso trabecolare.



Clinica
• Dolore acuto/ subacuto mediale, spesso a esordio improvviso
• Dolore notturno frequente
• Limitazione funzionale con difficoltà al carico
• Versamento modesto

Test clinici: dolorabilità elettiva alla rima articolare mediale; asse spesso in varo.



Imaging

RX standard (AP sotto carico, Rosenberg, laterale)
• Nelle fasi precoci spesso negative
• Fasi avanzate: area radiotrasparente subcondrale, segno del “crescent”, collasso

RMN (gold standard nelle fasi iniziali)
• Edema osseo diffuso del condilo mediale
• Linea ipointensa subcondrale (frattura da insufficienza)
• Eventuale depressione subcondrale
• Valutazione integrità cartilaginea e menisco mediale (frequente lesione radiale del c***o posteriore)



Trattamento conservativo (stadi precoci, assenza di collasso significativo)

1. Scarico funzionale
• Riduzione del carico con 2 stampelle per 4–6 settimane
• Progressione graduale in base alla sintomatologia

2. Terapia farmacologica

Bisfosfonati – Neridronato

Somministrazione e.v. (protocolli variabili).
Razionale:
• Riduzione del turnover osseo patologico
• Contenimento del riassorbimento trabecolare
• Riduzione dell’edema midollare
Evidenza clinica eterogenea ma favorevole nelle fasi precoci con edema esteso.

3. Terapie fisiche

Campi elettromagnetici pulsati (PEMF – magnetoterapia)
• Stimolazione osteogenetica
• Modulazione dell’edema osseo
• Supporto biologico alla riparazione subcondrale

Utilizzo quotidiano per cicli di alcune settimane.

4. Infiltrazioni intra-articolari
• Acido ialuronico per miglioramento sintomatico
• PRP in pazienti selezionati
Non modificano la lesione subcondrale ma migliorano l’ambiente articolare.

5. Tutore valgizzante
• Riduzione del carico compartimentale mediale



Indicazioni chirurgiche
• Collasso subcondrale > 3–5 mm
• Persistenza sintomatologica dopo 3–6 mesi di trattamento conservativo
• Evoluzione verso artrosi isolata del compartimento mediale
• Ginocchio stabile con LCA integro
• Compartimento laterale e femoro-rotuleo indenni



Protesi monocompartimentale mediale di ginocchio (UKA mediale)

Indicazioni ideali
• Artrosi isolata mediale post-SIFK
• Asse correggibile
• LCA funzionalmente valido
• Assenza di instabilità significativa
• BMI e attività compatibili con indicazione selettiva

Vantaggi biomeccanici
• Preservazione del LCA → mantenimento cinematica fisiologica
• Conservazione compartimenti sani
• Minor resezione ossea
• Maggiore propriocettività rispetto a TKA
• Recupero funzionale più rapido

Considerazioni tecniche
• Correzione moderata dell’asse evitando overcorrection in valgismo
• Attenta valutazione dello stato cartilagineo laterale intraoperatorio
• Bilanciamento accurato del compartimento



Conclusioni

La SIFK del condilo femorale mediale rappresenta una patologia inizialmente meccanica con possibile evoluzione degenerativa.

La diagnosi precoce mediante RMN consente un approccio conservativo strutturato (scarico + bisfosfonati come neridronato + PEMF), con potenziale stabilizzazione del quadro.

Nei casi evoluti con artrosi monocompartimentale, la protesi monocompartimentale mediale rappresenta una soluzione efficace, purché vi sia corretta selezione del paziente.

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03/02/2026

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14/12/2025

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Indirizzo

Studio Medico Via Paisiello 24 Citofono 7 Piano Terra
Milan

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