AMCLI ETS Associazione Microbiologi Clinici Italiani

AMCLI ETS Associazione Microbiologi Clinici Italiani Dal 1970 l’AMCLI si occupa della Microbiologia clinica, attraverso la ricerca scientifica e la formazione.

27/07/2026

📍 Dal Congresso AMCLI 2026, la Prof.ssa Laura Trovato interviene su "Candida auris" 🎙️

Un approfondimento su uno dei microrganismi emergenti di maggiore interesse clinico, tra diffusione, diagnosi microbiologica e strategie per il controllo delle infezioni.

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24/07/2026

📍 Dal Congresso AMCLI 2026, il Prof. Simone Ambretti interviene sul tema delle infezioni protesiche 🎙️

Le infezioni correlate a protesi e dispositivi impiantabili rappresentano una sfida complessa per la pratica clinica. Un approfondimento sul ruolo della microbiologia nella diagnosi, nella gestione e nel supporto alle strategie terapeutiche.

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AMCLI ETS: EPATITI VIRALI, FAR EMERGERE IL “SOMMERSO” È LA SFIDA DECISIVA PER LA DIAGNOSI E L’ACCESSO ALLE CURENel mondo...
23/07/2026

AMCLI ETS: EPATITI VIRALI, FAR EMERGERE IL “SOMMERSO” È LA SFIDA DECISIVA PER LA DIAGNOSI E L’ACCESSO ALLE CURE

Nel mondo circa 287 milioni di persone convivono con un’epatite virale cronica. Vaccini e terapie efficaci hanno cambiato la storia di queste infezioni, ma una quota rilevante dei casi resta ancora senza diagnosi

Milano, 23 luglio 2026 – Circa 287 milioni di persone nel mondo convivono con un’epatite virale cronica, ma una quota rilevante delle infezioni resta ancora oggi senza diagnosi. In occasione della Giornata Mondiale dell’Epatite, che si celebra il 28 luglio, AMCLI ETS – Associazione Microbiologi Clinici Italiani richiama l’attenzione sul “sommerso” delle epatiti virali croniche, uno dei principali ostacoli al raggiungimento dell’obiettivo indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: eliminare le epatiti virali come minaccia per la salute pubblica entro il 2030.

La Giornata Mondiale dell’Epatite è stata istituita dall’OMS in concomitanza con l’anniversario della nascita di Baruch Blumberg (1925-2011), premio Nobel per la Medicina nel 1976 per la scoperta del virus dell’epatite B e per lo sviluppo del primo vaccino. La strategia globale dell’OMS punta a ridurre entro il 2030 del 90% le nuove infezioni e del 65% la mortalità correlata, attraverso un accesso equo e universale alla prevenzione, allo screening e alle terapie efficaci.

Oggi sono noti cinque virus epatotropi – virus dell’epatite A (HAV), B (HBV), C (HCV), D (HDV) ed E (HEV) – responsabili di infezioni del fegato associate a un rilevante carico di morbilità e mortalità a livello globale.

HAV, pur non evolvendo verso forme croniche, è responsabile di infezioni acute che si verificano sia nei Paesi con scarse condizioni igienico-sanitarie sia attraverso focolai epidemici nei Paesi ad alto reddito. Nonostante la disponibilità di un vaccino efficace, l’OMS stima che nel 2023 HAV abbia causato circa 35.600 decessi nel mondo. Anche HEV rappresenta una causa rilevante di epatite acuta a livello globale e, nei Paesi industrializzati, è oggi considerato una zoonosi emergente, spesso associata al consumo di carne suina o di selvaggina cruda o insufficientemente cotta. Sebbene l’infezione sia generalmente autolimitante, può determinare forme severe nelle donne in gravidanza e nei soggetti immunocompromessi, nei quali il virus può andare incontro a cronicizzazione.

Secondo l’ultimo rapporto dell’OMS, dei circa 287 milioni di persone che nel mondo convivono con un’epatite virale cronica, 240 milioni sono affette da HBV e 47 milioni da HCV. Circa la metà del carico globale delle infezioni croniche da HBV e HCV interessa persone di età compresa tra i 30 e i 54 anni, mentre il 12% dei casi riguarda bambini e adolescenti. A questo si aggiunge la co-infezione da HDV, che interessa circa il 5% delle persone con infezione cronica da HBV, pari a circa 12 milioni di individui, ed è responsabile della forma più aggressiva di epatite virale cronica.

Le conseguenze sanitarie sono considerevoli: ogni anno le epatiti virali croniche causano circa 1,3 milioni di decessi, pari a oltre 3.500 morti al giorno, e si collocano tra le principali cause di mortalità per malattie infettive nel mondo, a un livello comparabile a quello della tubercolosi.

“L’impatto delle epatiti virali croniche è probabilmente ancora sottostimato, perché una quota rilevante delle persone infette rimane non diagnosticata nonostante la disponibilità di strumenti efficaci per individuare l’infezione – sottolinea Valentina Svicher, Professore Ordinario di Microbiologia e Microbiologia Clinica presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata componente Gruppo di Lavoro AMCLI – Molti pazienti convivono per anni con il virus senza sintomi evidenti e arrivano alla diagnosi quando sono già presenti complicanze epatiche avanzate. Far emergere questo sommerso attraverso programmi di screening e garantire il collegamento tra diagnosi e presa in carico rappresentano passaggi fondamentali per raggiungere gli obiettivi di eliminazione delle epatiti virali come minaccia per la salute pubblica”.

La vaccinazione rappresenta un pilastro della prevenzione. Per l’epatite B è disponibile un vaccino efficace, che ha contribuito in modo decisivo alla riduzione dell’incidenza dell’infezione, delle complicanze epatiche e della mortalità correlata e previene indirettamente anche l’infezione da HDV, che può replicarsi esclusivamente in presenza di HBV.

Permangono tuttavia importanti criticità nell’attuazione dei programmi vaccinali a livello globale. La copertura della dose di vaccino anti-HBV alla nascita, fondamentale per prevenire la trasmissione madre-figlio e la successiva cronicizzazione dell’infezione, rimane insufficiente in molte aree ad alta endemia. Secondo l’OMS, la copertura globale della dose somministrata entro le prime 24 ore di vita è pari a circa il 45%, con valori inferiori al 20% nella Regione Africana dell’OMS. Disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari, limitata disponibilità di risorse e insufficiente integrazione tra programmi materno-infantili e vaccinali rappresentano ancora ostacoli significativi al controllo dell’infezione.

Negli ultimi anni, i progressi terapeutici hanno profondamente modificato la storia naturale delle epatiti virali croniche. L’introduzione degli antivirali ad azione diretta (DAA) per HCV ha consentito di raggiungere tassi di guarigione superiori al 95% e di eradicare completamente il virus dall’organismo, con una significativa riduzione del rischio di cirrosi, epatocarcinoma e trasmissione dell’infezione - evidenzia Carlo Federico Perno, Direttore U.O. Microbiologia, IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in Roma e componente Gruppo di Lavoro AMCLI - Importanti progressi sono stati compiuti anche per HBV e HDV. I farmaci oggi disponibili consentono di sopprimere efficacemente la replicazione virale e di ridurre il rischio di progressione verso cirrosi ed epatocarcinoma. Lo sviluppo di nuove terapie, incluse le strategie finalizzate al raggiungimento della cura funzionale dell’HBV e a un controllo sempre più efficace dell’HDV, apre ulteriori prospettive per migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti.

Nonostante questi risultati, l’accesso alle cure rimane insufficiente in molte aree del mondo: nel 2024 meno del 5% delle persone con HBV ha ricevuto una terapia antivirale e circa il 20% delle persone con HCV aveva avuto accesso a un trattamento curativo.

Una particolare attenzione deve essere riservata all’HDV. Nonostante le raccomandazioni delle principali società scientifiche internazionali prevedano il test per HDV in tutti i soggetti con infezione da HBV, la ricerca dell’anticorpo anti-HDV e dei successivi marker virologici viene ancora effettuata in modo non uniforme e frequentemente insufficiente.

“Oggi disponiamo di strumenti diagnostici e terapeutici che permettono di intervenire efficacemente su molte forme di epatite virale. La sfida è fare in modo che questi strumenti raggiungano le persone che ne hanno bisogno – afferma Pierangelo Clerici, Presidente di AMCLI ETS. – In questo percorso la microbiologia clinica svolge un ruolo centrale: la diagnosi rappresenta il punto di partenza per far emergere le infezioni non riconosciute e indirizzare tempestivamente il paziente verso la presa in carico e il trattamento. Screening, diagnosi e accesso alle cure devono essere parte di un percorso integrato”.

📰 Rassegna stampaCondividiamo questo approfondimento del Corriere della Sera dedicato alle epatiti virali, con il contri...
22/07/2026

📰 Rassegna stampa

Condividiamo questo approfondimento del Corriere della Sera dedicato alle epatiti virali, con il contributo della Prof.ssa Valentina Svicher, componente del Gruppo di Lavoro AMCLI.

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https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/26_luglio_20/il-28-luglio-e-la-giornata-mondiale-delle-epatiti-1576122e-fff6-49f0-abaa-d2f724601xlk.shtml?fbclid=IwY2xjawTN1eRleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA5bVJDNVpaNDFjTWdsbVB1c3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHpqQKtue0QuwZCY79LSUUgsTl7XFCPbkuxZR10EnIZSqmgSDFxmFLlV4gCtu_aem_Qe_FIuzzjbYY6GFXDEnEwg

I problemi aperti, le possibilità di cura, le strategie di prevenzione. Gli obiettivi da raggiungere secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità

20/07/2026

📍 Dal Congresso AMCLI 2026, il Prof. Claudio Foschi interviene sul tema delle infezioni sessualmente trasmesse 🎙️

Le infezioni sessualmente trasmesse rappresentano una sfida crescente per la salute pubblica. Un approfondimento sul ruolo della microbiologia nella diagnosi, nella prevenzione e nel contrasto della loro diffusione.

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17/07/2026

📍 Dal Congresso AMCLI 2026, il Prof. Gian Maria Rossolini interviene sul tema dell'antibiotico-resistenza e delle nuove molecole 🎙️

L'antibiotico-resistenza rappresenta una delle principali sfide per la salute globale. Un approfondimento sulle strategie per contrastarla e sul contributo delle nuove molecole nello sviluppo di terapie sempre più efficaci.

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13/07/2026

📍 Dal Congresso AMCLI 2026, il Prof. Maurizio Sanguinetti interviene sull'impatto del cambiamento climatico sulle malattie infettive 🎙️

Il cambiamento climatico sta modificando la diffusione dei patogeni e ridefinendo gli scenari epidemiologici. Un approfondimento sul ruolo della microbiologia nel monitorare questi cambiamenti e supportare strategie di prevenzione sempre più efficaci.

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08/07/2026

📍 Dal Congresso AMCLI 2026, la Dott.ssa Concetta Castilletti interviene sul tema delle arbovirosi 🎙️

Dalla diffusione dei virus trasmessi da vettori alle sfide poste dai patogeni emergenti, un approfondimento sul ruolo della microbiologia nella sorveglianza, nella diagnosi e nella risposta alle infezioni emergenti.

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HANTAVIRUS, AMCLI ETS: “IL CLUSTER INTERNAZIONALE LEGATO ALLA NAVE MV HONDIUS RICHIAMA L’ATTENZIONE SULL’IMPORTANZA DELL...
19/05/2026

HANTAVIRUS, AMCLI ETS: “IL CLUSTER INTERNAZIONALE LEGATO ALLA NAVE MV HONDIUS RICHIAMA L’ATTENZIONE SULL’IMPORTANZA DELLA SORVEGLIANZA MICROBIOLOGICA GLOBALE”

Il focolaio associato ad Andes virus rappresenta un evento peculiare, ma conferma quanto diagnosi tempestiva, reti di laboratorio e preparedness siano elementi centrali nella gestione delle infezioni emergenti

Milano, 19 maggio 2026 – Il cluster internazionale di infezioni da hantavirus segnalato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e associato alla nave da crociera MV Hondius richiama l’attenzione anche di AMCLI ETS - Associazione Microbiologi Clinici Italiani, che sottolinea l’importanza della sorveglianza microbiologica e della capacità di riconoscere tempestivamente infezioni emergenti con potenziale impatto sulla sanità pubblica.

Gli hantavirus sono virus trasmessi principalmente dai roditori all’uomo, generalmente attraverso l’inalazione di particelle virali presenti in ambienti contaminati. Alcune varianti circolanti in Europa e Asia sono associate prevalentemente a forme con interessamento renale, mentre i virus presenti nelle Americhe possono determinare quadri respiratori gravi. Il caso attualmente sotto osservazione presenta una peculiarità specifica: il coinvolgimento dell’Andes virus, l’unico Orthohantavirus per il quale siano state documentate, in particolari condizioni di contatto stretto e prolungato, possibili catene di trasmissione interumana.

Il periodo di incubazione può estendersi fino a diverse settimane e la fase iniziale dell’infezione si presenta spesso con sintomi aspecifici come febbre, cefalea, dolori muscolari e disturbi gastrointestinali, elementi che possono rendere più complesso il riconoscimento precoce dei casi.

“È importante contestualizzare correttamente quanto sta accadendo – spiega Davide Mileto, componente del gruppo di lavoro GLIVE-AMCLI e Virologo dell’ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano –. Non ci si trova di fronte a un virus con caratteristiche di diffusione assimilabili a quelle dei comuni patogeni respiratori ad alta trasmissibilità. Andes virus rappresenta un’eccezione all’interno degli Orthohantavirus e proprio per questo richiede attenzione, rigore scientifico e un’attenta ricostruzione epidemiologica dei contatti, anche considerando che la trasmissibilità potrebbe riguardare fasi iniziali o paucisintomatiche dell’infezione”.

Secondo l’ultimo aggiornamento OMS, il cluster comprende casi confermati e probabili in più Paesi, con l’ipotesi che l’infezione iniziale sia stata acquisita in un’area endemica del Sud America, seguita da trasmissioni in un ambiente confinato come quello navale. Nel caso specifico, le autorità sanitarie internazionali hanno previsto monitoraggio e misure di sorveglianza dei contatti ad alto rischio fino a 42 giorni dall’ultima esposizione.

“Eventi di questo tipo evidenziano quanto sia determinante la capacità di riconoscere rapidamente quadri clinici non comuni e di attivare percorsi diagnostici appropriati – osserva Tiziana Lazzarotto, Direttore Scientifico AMCLI ETS e Direttore del Centro di Riferimento Regionale per la diagnosi di Hantavirus dell’IRCCS Policlinico Sant’Orsola di Bologna –. La diagnosi delle infezioni da hantavirus richiede competenze specifiche, test adeguati e il coinvolgimento di laboratori di microbiologia clinica di riferimento in grado di operare secondo protocolli rigorosi di biosicurezza, minimizzando il rischio biologico nella manipolazione dei campioni. La tempestività del riconoscimento è un elemento essenziale sia per la gestione clinica sia per le attività di sanità pubblica”.

Pur trattandosi di un evento che, secondo le valutazioni delle autorità sanitarie internazionali, comporta un rischio basso per la popolazione generale, il caso conferma come la mobilità globale, i contesti chiusi e l’interazione tra uomo, animali e ambiente possano favorire dinamiche infettive complesse. Nelle forme più severe, l’infezione può compromettere la permeabilità dei vasi sanguigni e determinare complicanze respiratorie anche gravi.

“Non ci sono elementi che suggeriscano scenari di diffusione comunitaria assimilabili a quelli dei comuni virus respiratori – dichiara Pierangelo Clerici, Presidente AMCLI ETS –. L’attenzione deve concentrarsi sulla sorveglianza, sulla diagnosi e sulla gestione appropriata dei casi e dei contatti. Un evento come questo dimostra quanto infezioni apparentemente circoscritte possano richiedere rapidamente attenzione e coordinamento a livello internazionale. Anche in Italia il tema è oggetto di attenzione istituzionale, come dimostra l’attivazione da parte del Ministero della Salute di un progetto dedicato allo sviluppo di un sistema di sorveglianza integrata dell’infezione da hantavirus. Il ruolo della microbiologia clinica come presidio di sorveglianza resta strategico. I microbiologi clinici operano quotidianamente come sentinelle del sistema sanitario: intercettano segnali precoci, supportano la diagnosi e contribuiscono a fornire dati essenziali per orientare le decisioni di salute pubblica. Investire nelle reti di laboratorio e nella preparedness significa migliorare la capacità di risposta di fronte a minacce infettive che non conoscono confini”.

30/03/2026

📍 Dal Congresso AMCLI 2026, il Prof. Giovanni Rezza interviene sui temi più attuali della salute pubblica 🎙️

La microbiologia come sentinella del Servizio Sanitario Nazionale, il valore della diagnosi rapida e il ruolo centrale della prevenzione: elementi chiave per affrontare le sfide infettive di oggi e di domani.

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