Marcello Florita Psicoterapeuta

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Marcello Florita Psicoterapeuta Psicologo, Psicoterapeuta Psicoanalista relazionale, riceve a Milano in zona Missori e Conciliazione

Sono uno Psicologo e Psicoterapeuta ad indirizzo analitico relazionale. Autore di numerosi pubblicazioni scientifiche internazionale e nazionale, e di due saggi sulla psicoanalisi ("L'intreccio" e "Alice, il porcospino e il fenicottero"). Svolgo principalmente l'attività libero professionale in vari studi e sono consulente dell'Ospedale San Raffaele. Visita il mio sito per visionare il mio CV e raccogliere altre informazioni. http://www.marcelloflorita.it/Psicologo_Milano/Psicologo_Milano_Curriculum.html

Venerdì 2 ottobre sarò al , in una formazione patrocinata dalla Regione Lombardia, per parlare di  , del delicato lavoro...
30/09/2026

Venerdì 2 ottobre sarò al , in una formazione patrocinata dalla Regione Lombardia, per parlare di , del delicato lavoro nel e di ( ). Con me ci sara stimata psicoterapeuta infantile.
Vi aspetto numerosi!
Vi lascio due righe sull’evento.
Il divenire genitori è un processo complesso, ancora di più laddove ci si addentra nei delicati percorsi della PMA, dove si incontrano coppie che fanno esperienza dell’infertilità, dell’attesa, della medicalizzazione, dove il desiderio di genitorialità si scontra con limiti biologici, decisioni costose e la costruzione del legame con il bambino ha radice che s’intrecciano con lutti non riconosciuti e di conseguenza la narrazione delle origini può complessificarsi a causa di paure e segreti.
Per noi operatori del perinatale, psicologi e psicoterapeuti, diventa quindi fondamentale acquisire competenze specifiche per accompagnare individui ,coppie e famiglie in
queste fasi, riconoscendo i fattori di rischio e di protezione, e sostenendo lo sviluppo di una buona genitorialità. Sono necessari momenti di approfondimento e riflessione clinica
che favoriscano uno sguardo complesso, etico e rispettoso sulla genitorialità.

La formazione si rivolge a psicologi e psicoterapeuti
interessati ad approfondire le tematiche psicologiche,
cliniche ed etiche legate al divenire genitori, in particolare al percorso del divenire genitori attraverso PMA.

Marco ha 68 anni. Vive a Levanto da una vita. Nasce in una famiglia di contadini profondamente legata alla terra. Da sem...
22/09/2026

Marco ha 68 anni. Vive a Levanto da una vita. Nasce in una famiglia di contadini profondamente legata alla terra. Da sempre sogna di abitare e osservare il mare. Lo guardava dai colli, dove la famiglia sostentava grazie alla terra, e sognava di adagiarcisi su un natante. Lo incontro in una gita a Levanto. Si parte dal porticciolo e si visitano le 5 terre. Si sente che è un “lupo di mare”, e soprattutto che, nonostante non abbia lauree, ha osservato e studiato ogni goccia del suo mare, ogni granello di sabbia, ogni acciuga, ogni fiocco di sale ed ogni scoglio. ”Non ci sono più mitili sullo scoglio. Un tempo ci fermavamo vicini agli scogli e raccoglievamo sempre le cozze per mangiarle crude. Ora non ci sono. Gli scogli sono nudi. Se osserviamo il mare, è lui stesso che ci dice che qualcosa non va. Non sta bene, è ammalato. Non osserviamo più la natura, e quindi non la rispettiamo”. Lo dice con gli occhi cupi, quasi rassegnati. Sicuramente disillusi. Da 30 anni fa il pescatore, da 30 vive in barca. Prima ho dovuto diventare ferroviere. Il padre lo sognava in un posto statale, al sicuro dagli umori della natura. Lui, si sedeva, e guardava il mare, con gli uccelli che ci volavano. Pensava di prendere il volo con loro. Ha dovuto mollare il sogno del padre e dar conto ai suoi. Non era fatto per stare tra i binari, ma per cavalcare con lo sguardo le onde, perderlo in quella linea dove il blu del mare e del cielo confondono le loro identità. Torniamo al tramonto. Il sole s’affloscia, il giallo si fa rosso, la luce si dilegua e il cielo diventa bruno. Guardando i riflessi del mare e la luna sospira: “Il vero buio non esiste mai in natura. L’unico vero buio è dentro di noi”. “Potrei guadagnare più soldi affittando canoe o pattini, ma alla fine voglio solo stare in mare. Il mio posto è qui, e sono questi incontri che mi danno qualcosa”. Incontri che gli hanno insegnato che l’altro, mare vento cielo e sole, non si possono dominare; vanno ascoltati. “I turisti mi chiedono perché oggi non navighiamo, ed io rispondo che non sono io che decido, ma il mare. Dobbiamo lasciare l’idea di dominare tutto…guarda dove ci sta portando”.

Sono gli incontri che lo nutrono, che ci sottraggono dal buio: cielo e mare, luce e buio, sole e mare, sale e scogli, barche e acqua, uccelli e mare, cielo e pesci, sale e mani, mani e mani, mani e cielo.

Lui non ha scelta i treni; i binari non s’incontri mai.

Anche oggi Marco sarà a Levanto, parlerà del mare e parlerà al mare. Grazie e lui ho visto il mare, gli scogli, la luce, il vero buio ed ho incontrato il mare, il cielo e gli uccelli.

Avete mai pensato al rapporto tra figlio immaginato e accesso alla tecnologia. “The role of ultrasound examination in th...
17/09/2026

Avete mai pensato al rapporto tra figlio immaginato e accesso alla tecnologia. “The role of ultrasound examination in the representation of the imaginary baby in first time mothers”. Gli autori partono dalla distinzione psicoanalitica fra bambino reale e immaginario, e studiano le madri prima e dopo l’ecografia. La conclusione è molto interessante: l’ecografia non si limita a dare informazioni sul feto, ma introduce “una nuova temporalità” nella gravidanza, permettendo una riformulazione delle rappresentazioni materne e un avvicinamento anticipato del bambino immaginario al reale.
Non tutte le ricerche confermano questo dato. Pedreira & Leal (2015) hanno studiato “What is my baby like? Representations concerning the baby in the third trimester of pregnancy”, ed emerge qualcosa di molto affascinante: nonostante l’ecografia, il “bambino immaginario” rimane fortissimo. Le madri attribuiscono al feto soprattutto caratteristiche psicologiche, costruite a partire dai propri desideri e, secondariamente, dalle caratteristiche dei genitori. Neanche le informazioni ecografiche influenzavano significativamente la caratterizzazione immaginaria del bambino.
Uno studio prospettico particolarmente importante ha utilizzato l’Interview of Maternal Representations During Pregnancy (IRMAG) per valutare le rappresentazioni materne. Quando l’ecografia evidenziava un soft marker poi rivelatosi falso positivo, le rappresentazioni materne risultavano significativamente alterate e l’effetto persisteva anche dopo la nascita. Ancora più interessante: le prenatali risultavano predittive della successiva interazione madre-bambino. Questo significa che un’informazione digitale sul bambino può entrare nel mondo rappresentazionale della madre e modificarlo, ANCHE quando quell’informazione viene successivamente smentita.

Come potete notare, l’argomento è molto complesso, e NON si esaurisce qui…per questo ne parleremo a “SmartLove o SmartPhone. L’impatto del digitale dal concepimento ai primi anni di vita” il convegno organizzato da Spazio IRIS e SIPRe - Società Italiana Psicoanalisi della Relazione

07/09/2026

“SmartLove o Smartphone?” Ci vediamo il 24 ottobre per l’8^ ed. del convegno internazionale di Psicologia Perinatale, sul tema dell’impatto del digitale dal concepimento ai primi anni di vita!

Zuhair al-Sulaiman ha 10 anni e costruisce aquiloni. Da molti anni recupera materiali di fortuna e scarti e li trasforma...
27/08/2026

Zuhair al-Sulaiman ha 10 anni e costruisce aquiloni. Da molti anni recupera materiali di fortuna e scarti e li trasforma in , colorati e sfilacciati. Oggi Zuhair, che è un bambino palestinese, ha paura a farli volare a Gaza.

Il 23 agosto 2026, Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno diffuso un avvertimento congiunto in cui hanno catalogato “aquiloni, droni e palloncini” lanciati da Gaza come potenziali atti ostili, minacciando di condurre operazioni militari più intense contro i responsabili, e l’evacuazione delle zone da cui questi oggetti vengono lanciati.

Gli aquiloni sono da molto tempo una forma di gioco estremamente diffusa tra i bambini di Gaza. Durante la guerra hanno assunto ancora più importanza perché possono essere costruiti con pochissimo: bastoncini, carta o plastica e filo. Non è qualcosa nato durante questa guerra. Già nel 2015 Anadolu documentava bambini di Gaza che costruivano e facevano volare aquiloni — chiamati localmente anche “al-tabaq” (الطبق) — perché erano tra i pochissimi divertimenti rimasti disponibili ai bambini, in assenza di campi da gioco, elettricità e altri spazi sicuri. L'unico sfogo, gli unici sogni che potevano far volare.

Zuhair oggi continua a costruire aquiloni, però ha paura di farli volare. Li costruisce, ma non toccano mai il cielo. Forse è anche responsabilità nostra, se in questo momento storico i ragazzi non costruiscono più aquiloni, non li fanno volare, non hanno spazio in cielo per sognare.

Gli aquiloni sono il nostro modo di mandare i nostri sogni a passeggiare nel cielo. ("Gli aquiloni" di R.Gary).

Il dolore è cosí - oh, fa sentire talmente soli; è questo che lo rende terribile, secondo me. E come scivolare giú per l...
24/08/2026

Il dolore è cosí - oh, fa sentire talmente soli; è questo che lo rende terribile, secondo me. E come scivolare giú per la facciata di un lunghissimo palazzo di vetro mentre nessuno ti vede.
(“Oh William” di E.Strout)

Spesso si pensa che il dolore unisca, avvicini, consolidi. Talvolta è così intimo e personale, attingendo ogni lacrima dalle proprie radici, che avviene esattamente il contrario: ci fa catapultare improvvisamente nell’esperienza di essere unici detentori della nostra esperienza e vita, cioè soli.

"SmartLove o SmartPhone? L'impatto del digitale dal concepimento ai primi anni di vita". L'uso dell'Iphone nell'infanzia...
20/08/2026

"SmartLove o SmartPhone? L'impatto del digitale dal concepimento ai primi anni di vita".
L'uso dell'Iphone nell'infanzia, l'intelligenza artificiale nel concepimento, l'impatto dei social media sulla neogenitorialità, questo e molto molto altro.
Il 24 ottobre 2026 ci sarà la nuova edizione del Convegno Internazionale di Psicologia Perinatale creato da me e organizzato da SpazioIris in collaborazione con l'Area Perinatale SIPRe Milano..

Ci saranno ospiti d'eccezione come Giuseppe Lavenia, Dana Suskind, Claudia Ravaldi, Livio Provenzi, Claudia Proserpio ed altri autori di caratura internazionale.


SIPRe - Società Italiana Psicoanalisi della Relazione Spazio IRIS

E mentre viaggiavamo all'improvviso ho riprovato la sensazione di quanto potesse essere orribile a volte essere sposata ...
08/08/2026

E mentre viaggiavamo all'improvviso ho riprovato la sensazione di quanto potesse essere orribile a volte essere sposata con William: una confidenza reciproca spessa da tagliarla col coltello, nella stanza, da sentirsi la gola chiusa e le narici praticamente otturate da tutto quello che sapevamo l'uno dell'altra - l'odore dei pensieri, la cognizione di ogni parola pronunciata, il moto lieve di un sopracciglio che si solleva appena, l'inclinarsi impercettibile del mento; nessun altro al mondo avrebbe saputo che cosa voleva dire; ma era impossibile vivere in quel modo ed essere persone libere. Impossibile. L'intimità era diventata una cosa spaventosa.(...) Si è abbandonato di fronte a me.- Andiamo, dai, Lucy, - ha detto. Aveva il sole negli occhi, mi sono alzata e ho tirato le tende.- Accidenti, mi fai proprio morire tu, - ho detto, mentre mi risedevo.E a quel punto si è rattristato. - Scusa, - ha detto.L'ho guardato coi gomiti puntati sulle ginocchia, e gli occhi fissi al pavimento. E ho pensato: Ma tu chi sei, William? ("Oh William" di E.Strout)

La grande vicinanza talvolta ci dà la sensazione di conoscere tutto dell'altro, sentiamo l'odore di ogni pensiero, fino al punto di avere le narici otturate. Quella sensazione ottunde ogni scambio, ci intrappola dentro la coppia. Ma, quando torniamo a osservare veramente l'altro, come spesso accade fuori dal nostro contesto o dopo un evento importante - come la nascita di un figlio - non è raro scoprire che in fondo permane quella domanda disarmante: "Ma tu chi sei?".

Ho navigato tra le pagine di questo romanzo entrando in contatto con un mare di emozioni, ho letto col fiato corto, in a...
03/08/2026

Ho navigato tra le pagine di questo romanzo entrando in contatto con un mare di emozioni, ho letto col fiato corto, in apnea fino a commuovermi, la scrittura fluida e autentica facilita la comprensione di un vissuto emotivamente così complesso. È un romanzo che a mio avviso offre la possibilità ai “genitori prematuri” di sentire riconosciuto il loro vissuto attraverso le parole di un uomo/padre. Florita in queste pagine ci regala un’immagine umana del terapeuta che a mio avviso è fondamentale per comunicare la vicinanza che accomuna tutti noi nei momenti di forte dolore. Un romanzo autentico, coraggioso e di grande rispetto verso il tortuoso percorso dei genitori nati prematuramente.

Ringrazio Tiziana Lionetti per la recensione a “Come Respira una Piuma” . E’ sempre sorprendente scoprire come il mio romanzo continua a viaggiare in giro per l’Italia.

“Di tutte le cose abbandonate sul pavimento le scarpe sono le più commoventi. Rovesciate su un lato, oppure rimaste drit...
30/07/2026

“Di tutte le cose abbandonate sul pavimento le scarpe sono le più commoventi. Rovesciate su un lato, oppure rimaste dritte ma rivolte in direzioni opporte, oppure lasciate ad affiorare su mucchietti di biancheria, sempre lontane l’una dall’altra. (...) Più spesso isolate, come spesso si trovano nei parcheggi, sui marciapiedi, e ci si chiede chi se ne sia sbarazzato e perché. A differenza degli altri capi d’abbigliamento, diventati forme astratte, le scarpe sono l’unico elemento della foto che conserva la foto di una parte del corpo. Che realizza meglio la presenza in quel momento. L’accessorio più umano. (...) Alla fine questa immagine serba in sé i limiti del nostro progetto: là dove prevale la ricerca estetica, il senso viene a mancare”. (“L’uso della foto” di A. Enraux).

In questo magico romanzo della Ernaux ogni foto apre un capitolo, ogni foto racconta un incontro, la passione, la vita e la morte. Ogni foto è un istante di realtà, senza alcuna ricerca estetica, ma saturo di sensi.

Indirizzo

Via Caravaggio N 4
Milan
20144

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 20:45
Martedì 08:30 - 20:45
Mercoledì 08:30 - 20:45
Giovedì 08:30 - 20:45
Venerdì 08:30 - 20:45
Sabato 08:30 - 13:30

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