17/09/2026
Quanto può essere sostenibile un sistema di accesso alla Cannabis Medica se chi deve prepararla e dispensarla rischia di lavorare in perdita?
Nel suo intervento al Cannabis Business Expo di Zurigo, Viola Brugnatelli parte proprio da qui.
Dal 2015, racconta, alle farmacie viene richiesto di vendere la CM a un prezzo stabilito, mentre nei periodi di carenza il costo di acquisto può arrivare a superare quello di vendita. A questo si aggiungono la gestione di una sostanza sottoposta a controllo, l’utilizzo del laboratorio e della strumentazione e tutto ciò che comporta la preparazione magistrale.
E il problema non si ferma alla farmacia.
Anche le quantità disponibili dipendono da una programmazione del fabbisogno nazionale e dalle procedure di importazione. Se la quantità prevista non corrisponde alla necessità reale, la conseguenza non è soltanto un problema logistico: sono i pazienti a trovarsi davanti a una disponibilità che può non essere sufficiente.
È questo uno degli aspetti che spesso rimangono fuori dalla conversazione sulla Cannabis Medica: l’accesso non dipende soltanto dal fatto che una terapia sia consentita. Dipende anche dalla capacità del sistema di renderla concretamente disponibile.
Ed è proprio per comprendere questi meccanismi che la formazione sulla CM non può fermarsi alla farmacologia.
Farmacia, galenica, normativa, approvvigionamento e filiera: sono tutti pezzi dello stesso sistema.
È una delle prospettive che Cannabiscienza Academy approfondisce nel Master Cannabis Medica per Farmacia e Industria.
- Quanto pensi che incidano questi aspetti sull’accesso alla CM in Italia?
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