Enrico Gamba

Enrico Gamba Psicologo clinico, psicoterapeuta, ipnoterapeuta, formatore, autore. Mi interesso da diversi anni di benessere e salute. A presto! Enrico Gamba

Lavoro principalmente a Milano, offrendo un servizio di consulenza e sostegno psicologico, oltre che di formazione per aziende ed enti locali. Organizzo seminari di Costellazioni Familiari e di Mindfulness. Sono consulente per Energie Magazine e su diversi blog. Se vuoi approfondire i temi di cui mi occupo puoi visionare il mio sito www.enricogamba.org o se invece vuoi avere maggiori informazioni

sul tipo di lavoro che possiamo fare insieme non esitare a contattarmi, nel sito troverai tutti i riferimenti.

Cosa succede quando una persona con uno stile di attaccamento preoccupato ne incontra una con uno stile di attaccamento ...
02/06/2026

Cosa succede quando una persona con uno stile di attaccamento preoccupato ne incontra una con uno stile di attaccamento evitante? Perché si attraggono? Perché continuamente si rincorrono senza trovare un equilibro che funzioni? E cosa possono fare per cambiare lo schema che continua a ripetersi? Ne ho parlato in questa puntata del mio podcast Pratica la Mente.

Trovi qui la puntata in video.
https://youtu.be/ANXKJi8uZPU

E qui in audio su Spotify.
https://open.spotify.com/episode/79FcOGzh1oUEFwUK86Z668?si=ufTWXZn2R_WUvWeZmuJCuw

Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti..

Psicologia - Pratica la Mente · Episode

I pensieri non sono solo parole che ci attraversano.
Ogni pensiero che formuliamo attiva una precisa rete neurale.
Ogni ...
26/05/2026

I pensieri non sono solo parole che ci attraversano.
Ogni pensiero che formuliamo attiva una precisa rete neurale.
Ogni volta che pensiamo “non ce la farò”, il nostro cervello registra pericolo. Il sistema nervoso si contrae, il cortisolo sale, il cuore accelera.
Ma se iniziamo a pensare “sono al sicuro”, “posso farcela”, “è solo un momento”, allora accade qualcosa di straordinario: il cervello risponde attivando aree legate alla calma, alla fiducia, alla rigenerazione.
Secondo le neuroscienze, i pensieri guidano i segnali biochimici che viaggiano nel nostro corpo. Il linguaggio che usiamo con noi stessi ha il potere di attivare il sistema simpatico (quello della lotta e della fuga) o quello parasimpatico (quello del rilassamento e del riequilibrio).
Questo significa che ciò che ci diciamo cambia il nostro battito cardiaco, la respirazione, la digestione, la qualità del sonno, l’umore e persino il nostro sistema immunitario.
I pensieri sono impulsi elettrici, sì. Ma anche semi.
Scegli quelli che vuoi coltivare.
Parla a te stesso come parleresti a chi ami. Il tuo corpo ti ascolta sempre. Se sei qui non é per caso.

Ci sono esperienze che ti cambiano la vita. E in fondo non potrebbe essere altrimenti: il nostro corpo cambia di continu...
26/05/2026

Ci sono esperienze che ti cambiano la vita. E in fondo non potrebbe essere altrimenti: il nostro corpo cambia di continuo, ogni istante. Quello che spesso ci sfugge è che questo cambiamento possiamo orientarlo, scegliendo, giorno dopo giorno, cosa fare del nostro tempo.

La Mindfulness, ad esempio, modella in profondità il sistema nervoso e coltiva in noi una capacità sempre più fine: accorgerci di ciò che accade, dentro e fuori. Tornare presenti. Essere, semplicemente, più consapevoli del reale.

Le Costellazioni Familiari ci aprono un’altra porta: quella sui sistemi a cui apparteniamo, sulle storie che attraversano le generazioni, su ciò che l’epigenetica oggi inizia a spiegarci: quella regia silenziosa che decide quali geni si esprimono e quali restano in ombra.

E poi c’è il lavoro ipnotico, l’ipnosi regressiva, che ci permette di ascoltare le narrazioni più antiche, quelle che abitano l’anima senza che ce ne accorgiamo, e che spesso continuano a scrivere il nostro presente.

Queste esperienze, per me, contano davvero. Sono il frutto di anni di studio, di pratica, di ricerca. E sono strumenti potenti per vivere meglio: per far crescere in noi la consapevolezza di chi siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando.
Sarò felice di incontrarvi. A presto.

C’è una frase che ti ripeti da anni.Forse non l’hai mai detta a voce alta. Forse non l’hai nemmeno mai messa a fuoco. Ma...
25/05/2026

C’è una frase che ti ripeti da anni.
Forse non l’hai mai detta a voce alta. Forse non l’hai nemmeno mai messa a fuoco. Ma è lì, sotto la pelle, e detta le regole di ciò che osi e di ciò che eviti, di ciò che chiedi e di ciò che ti neghi.

“Non sono portato.” “Non sono abbastanza.” “Non è roba per me.”

Te l’ha cucita addosso qualcuno, tanto tempo fa. Un insegnante, un genitore, un compagno di classe. O più semplicemente la vita, dopo una serie di frustrazioni ripetute. E tu, da bambino, l’hai presa per vero.

Ma una convinzione non è una verità. È solo una storia che hai imparato a raccontarti talmente bene da scambiarla per la tua identità.

La buona notizia è che il cervello cambia. Sempre. A qualsiasi età.

Riconoscere la frase che ti tiene fermo è già il primo passo per riscriverla.

Quale frase, oggi, è pronta a essere finalmente sciolta?

25/05/2026

Continuamente il nostro corpo va ad esprimerci ciò che la nostra mente non è in grado di formulare. I condizionamenti della vita sociale che subiamo fin da piccolini spesso ci portano a non riconoscere o a non poter esprimere ciò che effettivamente proviamo. Allora la rabbia, la tristezza, la paura diventano semplicemente dei sintomi, delle rigidità, delle affermazioni, delle tensioni che portiamo con noi, andando ad assumere posture di cui non siamo nemmeno consapevoli.

Allora, se davvero vogliamo ritornare a prenderci cura della nostra anima, il primo passo da compiere è quello di iniziare a prenderci cura del nostro corpo e della nostra mente. Solo così possiamo davvero creare in noi la possibilità di accedere a noi stessi.

Se sei qui non è per caso.

“Io non mi arrabbio mai.” Spesso lo diciamo come se fosse una qualità. Una forma di equilibrio, di pazienza, di caratter...
24/05/2026

“Io non mi arrabbio mai.” Spesso lo diciamo come se fosse una qualità. Una forma di equilibrio, di pazienza, di carattere. In realtà, dietro a quella calma, molte volte c’è un bambino che ha imparato presto che la sua rabbia non aveva posto in casa. Che faceva piangere qualcuno, o esplodere qualcun altro, o semplicemente non veniva vista. E allora ha smesso di mostrarla. Poi ha smesso anche di sentirla. Ma la rabbia non scompare per davvero: cambia forma. Diventa stanchezza che non passa, mal di stomaco, insonnia, quella nuvola grigia che non sappiamo spiegare. Non arrabbiarsi mai non è una virtù: a volte è una fedeltà. Una fedeltà a un sistema familiare che ci ha insegnato che, per essere amati, dovevamo lasciare la nostra rabbia fuori dalla porta. Imparare a sentirla di nuovo, da adulti, non vuol dire diventare aggressivi. Vuol dire ricominciare a sapere quando una cosa ci ferisce. E smettere di tradirsi per restare comodi agli altri.

Succede anche a te?

23/05/2026

Abbiamo perso la capacità di leggere gli imprevisti come opportunità. Non come ostacoli da eliminare subito, ma come occasioni per conoscerci meglio, per incontrare i nostri limiti e scoprire risorse che forse non sapevamo nemmeno di avere.

Conoscere se stessi passa anche da qui: dal concederci di vedere fin dove siamo capaci di arrivare quando la vita non segue il programma che avevamo immaginato. Quando qualcosa cambia, quando un piano salta, quando ci troviamo davanti a ciò che non possiamo controllare.

Avere una mente aperta anche all’imprevisto non significa subire passivamente ciò che accade, ma imparare a dialogare con la vita. Perché, a volte, proprio ciò che non avevamo previsto diventa la soglia attraverso cui possiamo crescere davvero.

A volte cresciamo all’interno di sistemi complessi, dove la dinamica relazionale è segnata da assenza, lontananza e inca...
23/05/2026

A volte cresciamo all’interno di sistemi complessi, dove la dinamica relazionale è segnata da assenza, lontananza e incapacità di riconoscere davvero le emozioni, i vissuti, ciò che accade interiormente.

Questo può generare una vera e propria cecità emotiva.
Da adulti possiamo diventare ottimi esecutori: persone capaci di funzionare, di darci da fare, di reggere mille responsabilità in ogni ambito della vita.

Ma, allo stesso tempo, possiamo fare molta fatica a essere davvero presenti a noi stessi e agli altri.

Perché nessuno ci ha insegnato ad abitare il mondo interno. Nessuno ci ha mostrato che ciò che sentiamo ha valore, dignità, significato.

Rendercene conto è il primo passo verso una guarigione più profonda.

Se vuoi approfondire questi temi, ne ho parlato a lungo nel mio ultimo libro: Se sei qui non è per caso — Viaggio dalla mente all’anima.

22/05/2026

La cultura che abbiamo creato come esseri umani spesso vede il sintomo non come l’indicatore, il segnale da seguire per comprendere le cause, ma semplicemente come il nemico da distruggere, il problema da risolvere. Ciò che ancora non abbiamo compreso fino in fondo e, soprattutto, condiviso a livello culturale è che il nostro sistema ha una sua intelligenza che va compresa, un suo linguaggio che va decifrato. Anche il sintomo, allora, è un modo che il nostro corpo, il nostro sistema, ha per indicarci aspetti della nostra vita che non stiamo tenendo nella giusta considerazione.

Quando impariamo a uscire da una logica di giusto o sbagliato, di buono o cattivo, ed entriamo semplicemente in una dimensione osservativa, consapevole di ciò che realmente ci sta accadendo, ciò che può accaderci è di comprendere le ragioni più profonde che soggiacciono all’espressione di un sintomo. E questo può essere forse il dono più grande per noi, perché significa essenzialmente crescere.
Se sei qui, non è per caso.

Indirizzo

Via Luigi Settembrini, 1
Milan
20124

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 17:00
Martedì 08:00 - 17:00
Mercoledì 08:00 - 17:00
Giovedì 08:00 - 17:00
Venerdì 08:00 - 17:00

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