18/06/2019
Il microbiota intestinale può essere considerato, come proposto nel 1973 dal ricercatore Scheline, un vero e proprio organo, paragonabile al fegato. Ma il microbiota è molto più di un fegato, poiché, data la sua costituzione di miliardi di diverse specie di microrganismi, può autoreplicarsi e autoripararsi attraverso molteplici funzioni che avvengono contemporaneamente, risultando quindi più efficiente nel rispondere agli stimoli esterni.
In termini tecnici, si parla di resistenza, quando il microbiota riesce a conservare la propria funzionalità dopo un insulto esterno (ad esempio, antibiotici o infezioni intestinali) e di resilienza, quando il microbiota non riesce subito a sopportare l’insulto e impiega del tempo per tornare allo stato iniziale. Come vedremo, è proprio in seguito a questo tipo di insulti che il microbiota può arrivare a uno stato permanente di disbiosi, dove la biodiversità di specie cala drasticamente compromettendo non solo le funzioni del microbiota, ma anche la nostra salute e quella del nostro ambiente. Possiamo raggruppare le funzioni del microbiota in tre classi: protettive, strutturali e metaboliche). Proprio le funzioni metaboliche sono quelle che più hanno interessato i ricercatori, poiché sono quelle che regolano profondamente l’equilibrio intestinale (e di tutto il corpo!) attraverso la produzione di molecole chiamate metaboliti. Pensate che la parte indigeribile del cibo che mangiamo viene digerito dai nostri batteri intestinali che ci forniscono moltissimi metaboliti benefici (acidi grassi a catena corta, anche chiamati SCFA, dall’inglese Short Chain Fatty Acids), ma anche vitamine (K, biotina e folato). L’uomo ha una limitata capacità enzimatica (gli enzimi sono proteine che fanno avvenire le reazioni chimiche di digestione) che non gli consente di assimilare direttamente prodotti vegetali come amido, cellulosa e pectine. Deve quindi farsi aiutare necessariamente dal proprio microbiota intestinale. Ecco che cominciamo a vedere un aspetto fondamentale dell’interrelazione microbiota-ospite: senza il metabolismo dei nostri batteri noi non potremmo neanche nutrirci!