29/09/2026
A volte non cerchiamo una risposta. Cerchiamo qualcuno che ci ascolti.
È una delle domande che mi sono ritrovata a fare lavorando al nuovo articolo del blog sull’intelligenza artificiale.
Perché sempre più persone non usano ChatGPT soltanto per fare una ricerca, scrivere una mail o organizzare una vacanza, ma gli raccontano una giornata difficile o una relazione che non funziona.
Strano? Forse non è così tanto.
ChatGPT è sempre lì. Possiamo scrivergli a qualsiasi ora, senza paura di disturbare, di essere giudicati o di sentirci dire: “Adesso non ho tempo”.
Ma cosa succede quando una tecnologia comincia a occupare uno spazio che normalmente appartiene alle relazioni?
Non credo che la domanda sia se l’intelligenza artificiale sia “buona” o “cattiva”. La domanda vera è un’altra: che cosa stiamo cercando quando scegliamo di parlare con una macchina?
Ne parlo nel nuovo articolo sul blog.
👉 https://www.martavittoriaferrari.it/blog/quando-chatgpt-diventa-il-nostro-confidente-cosa-cerchiamo/
E sono curiosa di sapere cosa ne pensate:
vi è mai capitato di raccontare qualcosa di personale a ChatGPT? E perché lo avete fatto?
L'uso della IA è entrato nella psicologia. Quali rischi si corrono nell'uso sanitario e quali motivazioni ci portano a parlare con lei?