02/06/2026
LA FORMAZIONE CHE ANTICIPA LA REALTÀ: ADDESTRARE CON L’AUSILIO DELLA REALTÀ VIRTUALE.
Fabrizio Faina, infermiere formatore Azienda Ospedaliera di Perugia
La formazione in ambito neonatologico è una sfida complessa a causa dell'elevata criticità clinica, della bassa tolleranza all'errore e della limitata partecipazione diretta alle procedure. Poiché molti neonati necessitano di assistenza respiratoria o rianimazione avanzata alla nascita, è essenziale che gli operatori acquisiscano competenze tecniche e decisionali elevate prima della pratica reale (Aydin et al., 2025). Data l'incidenza della mortalità neonatale su quella infantile globale, spesso legata a condizioni gestibili, la formazione assume un ruolo centrale per la sicurezza delle cure (Alruwaili et al., 2025).
Tradizionalmente, la didattica si è basata su lezioni teoriche, osservazione e simulazione su manichino. Tuttavia, l'accesso a scenari reali è limitato da vincoli etici, mentre la simulazione tradizionale richiede infrastrutture costose e personale dedicato. Inoltre, la scarsa immedesimazione nei manichini riduce il coinvolgimento cognitivo ed emotivo (Trinh & McAdams, 2025). A ciò si aggiunge il rapido decadimento delle competenze rianimatorie post-training, che richiederebbero una pratica ripetuta difficilmente realizzabile con i metodi convenzionali (Aydin et al., 2025).
In questo scenario, la realtà virtuale (VR) emerge come strumento per creare ambienti immersivi e interattivi dove esercitarsi senza rischi. Attraverso simulazioni realistiche di distress respiratorio o arresto cardiaco, la tecnologia permette di allenare il ragionamento clinico e il processo decisionale (Alruwaili et al., 2025). Il valore pedagogico risiede nella possibilità di ripetere le procedure ricevendo feedback immediati (Aydin et al., 2025).
Il razionale educativo della VR si fonda sulle teorie di Kolb (apprendimento esperienziale) e sul situated learning. L'ambiente virtuale permette di completare il ciclo di esperienza, riflessione, concettualizzazione e sperimentazione attiva, inserendo lo studente in contesti autentici non altrimenti accessibili (Alruwaili et al., 2025; Yu & Mann, 2021).
Elemento chiave è il senso di "presenza": una maggiore immersione psicologica correla a performance migliori. La simulazione VR produce un coinvolgimento superiore rispetto ai video a 360°, aumentando la fiducia nelle proprie abilità (Aydin et al., 2025), fattore determinante nella gestione dello stress e nella rapidità decisionale neonatale.
Studi condotti su infermieri di terapia intensiva neonatale dimostrano che il training VR aumenta le abilità procedurali e l'accuratezza decisionale, riducendo i tempi di stabilizzazione e gli eventi avversi (Alruwaili et al., 2025). Anche la ventilazione a pressione positiva risulta più efficace dopo un training immersivo (Aydin et al., 2025).
Un ulteriore vantaggio riguarda la retention delle competenze. La VR, accessibile anche via mobile, abilita il modello low-dose high-frequency (LDHF): sessioni brevi e frequenti che mantengono elevate le performance nel tempo, superando i limiti dei corsi periodici tradizionali (Umoren et al., 2025).
Oltre alle abilità tecniche, la VR favorisce le competenze non tecniche come comunicazione e coordinamento del team. I video a 360° facilitano la comprensione delle dinamiche ambientali e del crisis resource management (Tachejian & Moussa, 2024). La tecnologia si applica anche al controllo delle infezioni e all'assistenza neonatale di base, permettendo agli studenti di esercitare il problem solving in modo attivo e flessibile (Yu & Mann, 2021; Umoren et al., 2025).
Nonostante i benefici, permangono criticità come l'affaticamento visivo o la motion sickness, sebbene in diminuzione con l'evoluzione tecnologica (Trinh & McAdams, 2025). Sono inoltre necessari ulteriori studi sugli outcome clinici reali, poiché gran parte della letteratura attuale valuta competenze simulate (Alruwaili et al., 2025).
La VR non sostituisce la pratica clinica ma la integra in un continuum educativo composto da teoria, simulazione tradizionale e assistenza reale. In questo paradigma, funge da ponte verso l'esperienza clinica, garantendo un contatto con il paziente più sicuro e consapevole. L'integrazione sistematica della VR nei programmi educativi rappresenta un'innovazione promettente per standardizzare la formazione e migliorare gli esiti neonatali.
Leggi articolo su SININFORMA https://www.sin-neonatologia.it/n-145-sininforma-aprile-2026/
BIBLIOGRAFIA
Alruwaili, A. N., et al. (2025). Virtual reality simulation for high-risk neonatal emergency nursing training. BMC Nursing.
Aydin, M. Y., et al. (2025). Extended reality simulation in neonatal resuscitation training. Advances in Simulation.
Tachejian, S., & Moussa, A. (2024). 360-degree virtual reality video to teach neonatal resuscitation. Scientific Reports.
Trinh, G., & McAdams, R. M. (2025). Virtual reality-based simulation platform for NRP training. Journal of Perinatology.
Umoren, R. A., et al. (2025). Essential newborn care virtual simulations. JAMA Network Open.
Yu, M., & Mann, J. S. (2021). VR simulation program for neonatal infection control education. Clinical Simulation in Nursing.