Psicologo Milano - Dr. Andrea Ferella

Psicologo Milano - Dr. Andrea Ferella Psicologo clinico e psicoterapeuta a Monza. Specializzato in Farmacologia applicata.

MADRE DEPRESSA E SUE RICADUTE“Mia madre è lì sotto che piange, piange, piange.Così la conobbi. Un tempo, mentre ero dist...
09/06/2026

MADRE DEPRESSA E SUE RICADUTE

“Mia madre è lì sotto che piange, piange, piange.
Così la conobbi. Un tempo, mentre ero disteso sul suo grembo come ora su un albero morto.
Ho imparato a farla sorridere, a fermare le sue lacrime, ad annullare le sue colpe, a curare la sua morte interiore. Darle vita era la mia vita.”
WINNICOTT, 1963

L'esperienza clinica mostra che i pazienti adulti che hanno fatto esperienza di una madre depressa di rado lamentano una depressione manitesta.

Piuttosto, portano il racconto di uno scacco affettivo che impedisce di sciogliere i nodi, di amare, di mettere a frutto i talenti, di investire in nuove relazioni.

Scavando ed analizzando più a fondo spesso emerge la ripetizione di una depressione infantile in cui non c’è stata una perdita reale della madre, ma di una perdita dell’amore in presenza della madre stessa.

Non siamo in presenza “semplicemente" di un nucleo freddo, ma di una vera e propria rovina psichica che prende possesso del bambino, al punto che ogni suo investimento diventa congelato lasciando un impronta indelebile sul modo di cercare e tollerare l'amore.

A PROPOSITO DI TRAUMAIl trauma non è solo ciò che ti è successo — è il modo in cui il tuo sistema nervoso ha imparato a ...
13/05/2026

A PROPOSITO DI TRAUMA

Il trauma non è solo ciò che ti è successo — è il modo in cui il tuo sistema nervoso ha imparato a sopravvivere

"Non capisco perché mi sento così insicura tutto il tempo. Non mi è mai successo nulla di terribile."

Eppure, mentre parlava, il suo corpo raccontava un'altra storia — plasmata dall'imprevedibilità, dal silenzio emotivo e dal crescere senza sentirsi veramente vista o protetta. Quello che ha vissuto non è stato "piccolo". Era reale. E contava.

Il trauma non riguarda solo eventi importanti come incidenti, disastri o violenza. Include anche esperienze sottili e continue che insegnano al sistema nervoso a rimanere in massima allerta — amore condizionato, trattamento del silenzio, imprevedibilità emotiva o crescere in un ambiente emotivo pericoloso.

Quando il trauma tocca il cervello, esso rimodella delicatamente come ci sentiamo, ricordiamo e rispondiamo:

↳ Il centro della paura diventa particolarmente sensibile, sempre a cercare pericoli
↳ Il sistema della memoria fatica a collocare momenti dolorosi nel passato
↳ Il cervello pensante trova più difficile calmare le grandi emozioni
↳ Il sistema dello stress rimane attivo "acceso", anche quando la vita torna tranquilla

Se questo ti suona familiare, per favore sappi:
Non c'è niente che non va in te.
Il tuo cervello ha imparato questi schemi per proteggerti.

Ed ecco la verità speranzosa — il cervello può guarire.

Con un supporto compassionevole, strumenti delicati e pratiche informate sul trauma, il tuo sistema nervoso può lentamente reimparare sicurezza, connessione e calma. La guarigione non significa "riparare" se stessi. Si tratta di dare al tuo sistema ciò che non ha ricevuto quando ne aveva più bisogno.

27/04/2026

Ci sentiamo vecchi già a 40 anni. In una società che va sempre più veloce e pretende prestazioni sempre più alte, non dobbiamo sentirci esclusi e quindi tagliati fuori dal sistema.

Molti non ci riescono e possono ricadere in quella china scivolosa, subdola ma terribilmente pervasiva, che può portare i soggetti coinvolti a forme di depressione a volte mascherate, ma esistenti.

Il ciclo di vita di ciascuno di noi deve insegnare quanto la consapevolezza, l’accettazione dei propri limiti, la rinuncia di alcuni progetti a favore di altri, siano ciò che può fare davvero la differenza.

Perché presto è bene, non vanno insieme.



IMPLOSIONI Accadono situazioni che determinano una rottura e che,forse, sono le peggiori da digerire ed elaborare. Mi ri...
27/04/2026

IMPLOSIONI

Accadono situazioni che determinano una rottura e che,forse, sono le peggiori da digerire ed elaborare. Mi riferisco alle implosioni all’interno di relazioni che credevi andassero bene e che invece deflagrano in modo spesso violento e inaspettato.

Sono dinamiche spesso famigliari, di coppia, ma anche amicali e di gruppo.
Che cosa ci dicono? Molte cose perché riguardano pensieri mai esposti, parole mai pronunciate, progetti mai del tutto condivisi.

E’come se tutto ad un tratto quella lenta china scivolosa che non abbiamo visto, o abbiamo sottovalutato, si presenti scoperchiando quel coperchio ormai insufficiente a contenere il disagio.

Non è facile riprendersi. Certo ci vuole tempo, ma abbiamo bisogno anche di strumenti nuovi per trovare magari un nuovo progetto, senza però ripetere schemi rivelatesi inefficaci e controproducenti.

Buona settimana 🌈

09/04/2026

LA CRISI MATRIMONIALE IN ITALIA. CHE SUCCEDE?

Sempre più single, sempre meno coniugati, sempre più divorziati. L’Italia cambia.

La popolazione divorziata nel nostro Paese è cresciuta, negli ultimi anni del 59%, passando da 1,37 milioni a 2,18 milioni di persone.

I tassi di divorzio più alti si concentrano al Nord e in parte al Centro, mentre il Sud resta più indietro.

La Valle d’Aosta guida la classifica con 573 divorziati ogni 10.000 abitanti.

Possiamo dire che questi numeri devono farci pensare ad un nuovo modo di intendere le relazioni, alle difficoltà e fatiche nel rimanere insieme e forse, anche alla poca chiarezza su quello che dovrebbe essere un progetto di coppia.



ESSERE CONTENITORE ATTIVO DELL’ ALTRO: LO VOGLIAMO DAVVERO SEMPRE FARE? La capacità di contenere presuppone qualcuno dal...
09/04/2026

ESSERE CONTENITORE ATTIVO DELL’ ALTRO: LO VOGLIAMO DAVVERO SEMPRE FARE?

La capacità di contenere presuppone qualcuno dall’altra parte (una madre, un partner, un altro significativo, MA NON UN FIGLIO/A )che abbia confini psichici e uno spazio interno sufficiente per ospitare le proprie angosce, così come quelle ricevute nella relazione con il proprio bambino; una madre, quindi, che abbia una propria, ben sviluppata capacità di contenere il dolore, riflettere, pensare e comunicare quello che sente e che pensa in modo che sia significativo e abbia un senso per suo figlio.

Una madre che abbia raggiunto lei stessa un buon grado di separazione, che sia coesa interiormente, ricettiva, capace di restituire in modo appropriato, è così utilizzabile dal bambino per essere introiettata come oggetto contenitivo.

Vista la frequente traslazione del modello contenitore-contenuto nel contesto clinico (da madre-bambino ad analista-paziente), vale la pena di notare che, in analisi, come suggerito da Bion, ci si riferisce a questo ultimo segmento del processo come alla “publication” (pubblicazione, trasposizione in forma pubblica, esplicitazione), comunemente definita come interpretazione.

Per questo la cosiddetta Arteterapia in tutte le sue forme, rappresenta un formidabile mezzo per creare e sostenere quello spazio condiviso necessario per mettere in moto un vero cambiamento.

23/03/2026

GENERAZIONE SANDWICH

La"Generazione Sandwich" è un termine utilizzato per descrivere le persone, solitamente tra i 40 e i 60 anni, che si trovano a dover gestire contemporaneamente la cura dei figli (spesso adolescenti o giovani adulti) e quella dei genitori anziani.

Questa generazione, spesso rappresentata dalle donne, si trova schiacciata tra le esigenze dei propri figli e quelle dei propri genitori, con conseguenti pressioni economiche, emotive e di tempo.

La Generazione Sandwich è un fenomeno sociale importante, che richiede attenzione e supporto da parte della società e delle istituzioni.




Paziente anonimoVoglio comunicare con il mio inconscio!per poter risolvere alcuni problemi che mi assillano la mente con...
15/03/2026

Paziente anonimo
Voglio comunicare con il mio inconscio!per poter risolvere alcuni problemi che mi assillano la mente conscia già da tanto tempo! Grazie

Una affermazione coraggiosa ed al tempo stesso molto interessante. Credo che la posta in gioco sia qualcosa di prezioso, anche se apparentemente inafferrabile. Cosa la spinge ad avvicinarsi al suo mondo interno? Curiosità? Un malessere? Un sintomo? Un voler mettere un po’ di ordine nella sua vita? Qualsiasi cosa sia renda la sua domanda un lavoro proficuo per la sua completa individuazione.

ESSERE CURIOSI Secondo Sigmund Freud, la curiosità è un derivato dell'istinto di esplorazione e di scoperta, che è prese...
04/03/2026

ESSERE CURIOSI

Secondo Sigmund Freud, la curiosità è un derivato dell'istinto di esplorazione e di scoperta, che è presente fin dalla nascita. La curiosità è un modo per il bambino di esplorare il mondo e di comprendere le relazioni tra gli oggetti e le persone.

La curiosità può anche essere vista come un meccanismo di difesa contro l'ansia e l'incertezza. Quando ci sentiamo insicuri o ansiosi, la curiosità può essere un modo per distrarci da questi sentimenti e per cercare di controllare il nostro ambiente.

Inoltre, la curiosità può essere legata alla ricerca di piacere e di gratificazione. Quando scopriamo qualcosa di nuovo, il nostro cervello rilascia dopamina, un neurotrasmettitore associato al piacere e alla ricompensa.

In sintesi, la curiosità è un impulso complesso che può essere motivato da diversi fattori, tra cui:

• La ricerca di conoscenza e di comprensione
• La gestione dell'ansia e dell'incertezza
• La ricerca di piacere e di gratificazione

La curiosità è un aspetto importante della personalità e può essere influenzata da fattori come l'educazione, l'ambiente e le esperienze di vita. 😊

06/02/2026

Comprendere i fattori scatenanti psicologici degli attacchi di panico

Gli attacchi di panico possono risultare opprimenti e derivano da un'interazione complessa di fattori cognitivi, emotivi e neurobiologici. Si manifestano come una risposta di paura iperattiva, spesso influenzata da vulnerabilità interne e fattori di stress esterni. ecco i principali fattori scatenanti

🚩Stress cronico: Stress prolungati (ad esempio, lavoro, relazioni, transizioni) disregolano il sistema nervoso autonomo, scatenando prematuramente la risposta di lotta o fuga dell'amigdala e portandola a interpretare situazioni benigne come minacce.

🚩Predisposizioni familiari: Una storia familiare di ansia indica vulnerabilità genetiche nella regolazione emotiva e nel condizionamento della paura, aumentando la suscettibilità al panico da piccoli segnali.

🚩Squilibri neurochimici: Le interruzioni nei neurotrasmettitori (ad esempio, bassa serotonina/GABA, alta norepinefrina) ostacolano la modulazione dell'ansia, amplificando i pensieri negativi in spirali di paura che portano al panico.

🚩Trauma irrisolto: Traumi passati (ad esempio, abuso, perdita) creano trigger tramite il condizionamento classico, dove stimoli neutri evocano inconsciamente risposte viscerali di paura, anche in contesti sicuri.

🚩Interazioni somatiche: Problemi di salute fisica (ad esempio, problemi cardiaci/respiratori) aumentano la sensibilità interocettiva; L'interpretazione cognitiva errata delle sensazioni come catastrofi favorisce l'ipervigilanza e i cicli di panico.

La consapevolezza di questi fattori scatenanti è il primo passo verso la crescita e la gestione.

Se stai vivendo attacchi di panico, valuta di consultare un professionista della salute mentale per strategie personalizzate.

Indirizzo

Via Tiziano 19
Milan
20145

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