Dott.ssa Anna La Guzza - Metodo Amamente

Dott.ssa Anna La Guzza - Metodo Amamente Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Anna La Guzza - Metodo Amamente, Psicologo, online, Milan.

Psicologa clinica dell'Età Evolutiva, Dirigente Sanitaria Centro Amamente, Coordinatrice Èquipe Accreditata Ats Milano, esperta in neuropsicologia, Disturbi dell'Apprendimento nell'infanzia, adhd, plusdotazione

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“Mio figlio è vivace… o potrebbe essere ADHD?”  Molti genitori si fanno questa domanda quando vedono che il proprio bamb...
09/06/2026

“Mio figlio è vivace… o potrebbe essere ADHD?”
Molti genitori si fanno questa domanda quando vedono che il proprio bambino fa fatica a concentrarsi, si muove continuamente o agisce d’impulso.
L’ADHD non è capriccio, non è maleducazione: è un modo diverso di funzionare, legato alla regolazione dell’attenzione, dell’impulsività e dell’energia.

💡 Segnali da osservare:
• si distrae facilmente
• fatica a portare a termine i compiti
• perde oggetti o passa da un’attività all’altra
• parla molto, si muove continuamente
• risponde prima che la domanda sia finita
• fatica ad aspettare il turno

Quando questi comportamenti diventano persistenti e interferiscono con scuola, relazioni o vita quotidiana, è utile una valutazione.

✨ Cosa aiuta davvero:
• routine chiare
• istruzioni brevi e concrete
• suddividere i compiti in piccoli step
• rinforzare i progressi
• collaborazione scuola–famiglia
• supporto psicologico per autostima e gestione emotiva

📩 Prima consulenza conoscitiva gratuita online

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✨ Prima consulenza gratuita ✨Per quando la strada possa sembrare lunga, è una questione di prospettiva! Ogni percorso im...
09/06/2026

✨ Prima consulenza gratuita ✨

Per quando la strada possa sembrare lunga, è una questione di prospettiva!
Ogni percorso importante inizia da un primo passo. Per questo offro una prima consulenza gratuita: uno spazio di ascolto, confronto e orientamento pensato per comprendere i bisogni della tua famiglia e individuare il percorso più adatto.

Che si tratti di difficoltà educative, sviluppo del bambino, emozioni, scuola o dinamiche familiari, il primo incontro serve a fare chiarezza e costruire insieme le basi del cambiamento.

📍Accoglienza, professionalità e competenza
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Perché chiedere aiuto al momento giusto può fare la differenza, per sempre.
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🌍 Crescere i figli lontano da casa? Non dovete fare tutto da soli.​Vivere all'estero è un'avventura straordinaria, ma am...
09/06/2026

🌍 Crescere i figli lontano da casa? Non dovete fare tutto da soli.
​Vivere all'estero è un'avventura straordinaria, ma ammettiamolo: fare i genitori lontano dalle proprie radici e senza la "rete" familiare può essere davvero faticoso.
​Ci si trova spesso a navigare tra culture diverse, a gestire il bilinguismo e ad affrontare sfide educative senza i punti di riferimento di sempre. Le domande e i dubbi sono tanti, e a volte ci si sente un po' isolati.
​Se vi rivedete in queste parole, sappiate che la distanza geografica non è più un limite.
​💡 Come può aiutarvi la consulenza genitoriale online?
​Un percorso di supporto psicologico a distanza offre uno spazio sicuro, nella vostra lingua madre, per:
​Affrontare i cambiamenti: Gestire il trasferimento, l'inserimento in una nuova scuola e l'adattamento culturale dei bambini.
​Gestire la crescita e lo sviluppo: Supporto per dubbi educativi, tappe della crescita, gestione delle emozioni e screening per DSA o disturbi infantili.
​Coltivare il bilinguismo: Capire come supportare lo sviluppo linguistico dei figli senza ansie.
​Ritrovare l'equilibrio: Sostenere la coppia genitoriale quando manca l'aiuto dei nonni o della famiglia allargata.
​Parlarne in italiano permette di esprimere sfumature emotive profonde che in un'altra lingua spesso si perdono.
​🇮🇹 Un supporto specializzato, ovunque voi siate
​La Dott.ssa Anna La Guzza, Psicologa specializzata in disturbi infantili, genitorialità e scuola, offre consulenze psicologiche online dedicate specificamente alle famiglie italiane all'estero.
​Contatti diretti per info e appuntamenti:
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​Prendetevi cura del benessere della vostra famiglia, anche a chilometri di distanza. Ricevere il giusto supporto è il primo passo per ritrovare la serenità.

3 cose che i bambini ci stanno chiedendo quando manifestano un disagio:​1️⃣ "Aiutami a dare un nome a quello che sento":...
08/06/2026

3 cose che i bambini ci stanno chiedendo quando manifestano un disagio:
​1️⃣ "Aiutami a dare un nome a quello che sento": La rabbia, la paura e la tristezza sono enormi per loro. Hanno bisogno delle nostre parole per contenerle.
2️⃣ "Guardami per quello che sono, non per come mi comporto": Un comportamento difficile è solo la punta dell'iceberg. Sotto c'è un bisogno che aspetta di essere visto.
3️⃣ "Sii il mio porto sicuro": Hanno bisogno di sapere che il nostro amore non dipende dal fatto che facciano i "bravi" o meno.
​La psicologia infantile ci aiuta a decodificare questi messaggi per costruire relazioni più forti e serene.
​Hai dubbi sullo sviluppo o sul comportamento del tuo bambino? Parliamone.
Spazio di ascolto e consulenza psicologica online per l'infanzia e la genitorialità.
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Il periodo del "NO": una tappa preziosa della crescita*Quando un bambino dice "no" a tutto, non sta cercando di sfidarti...
07/06/2026

Il periodo del "NO": una tappa preziosa della crescita*

Quando un bambino dice "no" a tutto, non sta cercando di sfidarti. Sta imparando a essere sé stesso.

Tra i 2 e i 3 anni il "no" diventa uno strumento per affermare la propria identità, sperimentare l'autonomia e comprendere i confini del mondo che lo circonda. Dietro ogni opposizione spesso si nascondono emozioni intense, difficoltà nei cambiamenti e il bisogno di sentirsi compreso.

Invece di entrare in una lotta di potere, prova ad accogliere l'emozione senza rinunciare alle regole. Un bambino che si sente ascoltato collabora più facilmente.

La fermezza gentile, la coerenza e la vicinanza emotiva aiutano il bambino a sentirsi al sicuro mentre cresce.

✨ Il "no" non è contro di te: è un passo verso la sua autonomia.
https://www.psicologaperbambini.it/l/il-periodo-del-no-perche-e-fondamentale-e-come-gestirlo-con-calma/

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Il periodo dei "no" non è un capriccio, ma una tappa cruciale: il bambino sta scoprendo di essere una persona distinta d...
06/06/2026

Il periodo dei "no" non è un capriccio, ma una tappa cruciale: il bambino sta scoprendo di essere una persona distinta da te. Quel rifiuto, spesso estenuante, è il suo modo per testare i propri confini e affermare la propria identità.

​Ecco come affrontare questa fase trasformandola in un'occasione di crescita, invece che in uno scontro:
​Cambiare rotta: strategie pratiche
​Accogli l'emozione, tieni la regola: Non serve cedere, ma validare ciò che prova ("Capisco che ti dispiaccia smettere di giocare") aiuta il bambino a sentirsi compreso, rendendolo più propenso ad ascoltare le tue indicazioni.
​Il potere della scelta: Invece di dare ordini, offri alternative ("Vuoi mettere le scarpe blu o quelle rosse?"). Sposti così il focus dalla ribellione alla gestione del potere decisionale.
​Meno parole, più presenza: Quando la tempesta emotiva è nel vivo, la logica non serve. Meglio la calma, il silenzio e la vicinanza fisica. La tua fermezza gentile serve da "base sicura" che lui sta cercando.
​Quando preoccuparsi?
​Il periodo dei "no" è ciclico e fisiologico, non una patologia. Tuttavia, se l'opposizione diventa una barriera insormontabile alla vita quotidiana, o se noti aggressività estrema e costante, un confronto con il pediatra può aiutarti a capire se il bambino stia vivendo difficoltà emotive o sensoriali più profonde che richiedono un sostegno specifico.
​Il consiglio in più: Se ti senti provocato, ricordati che non è un attacco personale: è solo un piccolo esploratore che sta imparando a gestire emozioni troppo grandi per lui. Darti il permesso di respirare un istante prima di reagire è il modo migliore per insegnargli, con l'esempio, come si gestisce la frustrazione.
​Quale aspetto di questa fase ti mette più a dura prova nella routine quotidiana con il tuo bambino?
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I Terribili Due: guida completa per capire e gestire i capricci a 2 anni​Cosa sono i Terribili Due (Terrible Two)​I Terr...
06/06/2026

I Terribili Due: guida completa per capire e gestire i capricci a 2 anni
​Cosa sono i Terribili Due (Terrible Two)

​I Terribili Due indicano una fase normale dello sviluppo infantile che compare tra i 18 mesi e i 3 anni, con un picco intorno ai 2 anni. Durante questo periodo il bambino manifesta capricci improvvisi, opposizione con un no frequente, pianti, urla e cambiamenti d’umore rapidi. Non si tratta di un problema comportamentale, ma di una fase evolutiva fondamentale: il bambino sta sviluppando autonomia, identità e volontà personale.

​Perché si chiamano Terribili Due

​Il termine può trarre in inganno: non è una fase negativa. È il momento in cui il bambino scopre di essere un individuo separato, vuole decidere da solo, sperimenta il controllo e prova emozioni intense senza saperle ancora gestire. In altre parole, vuole fare molto più di quanto riesca a regolare emotivamente.

​Perché a 2 anni aumentano i capricci
​I capricci a 2 anni sono legati a limiti fisiologici e cognitivi:
​Linguaggio ancora limitato: il bambino capisce più di quanto riesca a dire, generando frustrazione.
​Bisogno di autonomia: vuole fare da solo, ma non sempre ci riesce.
​Scarsa tolleranza alla frustrazione: attendere o ricevere un no è difficile.
​Immaturità emotiva: l’autocontrollo non è ancora sviluppato.
​Bisogni primari: fame, sonno e stanchezza aumentano le crisi.

​Come gestire i Terribili Due: strategie efficaci per i genitori
​Mantieni calma e presenza
Il bambino regola le emozioni attraverso l’adulto. Utilizza una voce calma, un tono fermo e una presenza stabile. Urlare peggiora la crisi.

​Stabilisci poche regole chiare
Troppi divieti creano opposizione. Meglio poche regole fondamentali e coerenti, come non picchiare, attraversare la strada mano nella mano o riordinare insieme.

​Offri scelte controllate
Aiuta il bisogno di autonomia senza perdere il controllo. Ad esempio: Vuoi la maglia rossa o blu? oppure Vuoi fare da solo o ti aiuto?.

​Previeni le crisi con routine
Molti capricci derivano da bisogni fisici. Assicura al bambino un sonno regolare, pasti prevedibili e ritmi stabili.

​Accogli l’emozione senza cedere
Empatia e limite rappresentano l’equilibrio educativo. Puoi dire: Capisco che sei arrabbiato perché vuoi il biscotto. Oggi no. Ti aiuto a calmarti.

​Errori comuni da evitare con i bambini di 2 anni
​Urlare o minacciare.
​Pretendere ragionamenti logici durante la crisi.
​Etichettare il bambino come cattivo o viziato.
​Cedere sempre per evitare il pianto.
​Punire le emozioni.
​Questi comportamenti aumentano spesso l’opposizione e l’insicurezza.

​Perché i Terribili Due sono importanti per lo sviluppo
​Questa fase contribuisce a sviluppare l’identità personale, l’autonomia, la volontà, il linguaggio emotivo, le competenze sociali e la fiducia in sé. Se accompagnata bene, è una base fondamentale per la crescita futura.

​Quando preoccuparsi e chiedere supporto
​È utile consultare uno specialista se i capricci sono molto intensi e quotidiani, se il bambino si fa male o aggredisce spesso, se sono presenti ritardi nel linguaggio, se il genitore si sente sopraffatto o se la gestione familiare è in crisi.

​Per consulenza online per bambini, genitori e disturbi infantili, il riferimento è la Dott.ssa Anna La Guzza: www.psicologaperbambini.it - mail: [email protected].

​FAQ sui Terribili Due

​A che età iniziano i Terribili Due?
Tra i 18 mesi e i 3 anni.

​Quanto durano?
Dipende dal bambino, ma tendono a ridursi naturalmente con la crescita.

​È normale dire sempre no?
Sì, è un segnale di affermazione della propria autonomia.

​Le punizioni funzionano?
No, generalmente aumentano l’opposizione e la frustrazione.

​Perché i capricci avvengono spesso solo con i genitori?
Perché il bambino si sente più sicuro e libero di esprimere le proprie emozioni con le figure di riferimento.

​Terribili Due o Grandi Due?
​Non sono terribili, ma un passaggio evolutivo potente. Dietro ogni capriccio c’è un bambino che sta imparando a gestire le emozioni, ad affermare sé stesso e a relazionarsi con il mondo circostante.

Cammina sempre sulle punte: è normale o serve approfondire?All'inizio può sembrare una curiosa abitudine, persino divert...
06/06/2026

Cammina sempre sulle punte: è normale o serve approfondire?

All'inizio può sembrare una curiosa abitudine, persino divertente. Ma quando continua mese dopo mese—in casa, al parco, all'asilo—nasce la domanda che molti genitori si fanno: è una fase normale della crescita o un segnale da non sottovalutare?

Quando è normale
Nei primi anni di vita, camminare occasionalmente sulle punte fa parte della normale sperimentazione motoria. I bambini esplorano il corpo, provano nuovi equilibri, e spesso questa abitudine scompare da sola crescendo.

Quando vale la pena approfondire
- Il bambino cammina quasi sempre sulle punte
- Evita sistematicamente di appoggiare i talloni
- Mostra rigidità alle caviglie
- Il comportamento persiste dopo i 2–3 anni

Non significa necessariamente che ci sia un problema, ma una valutazione può chiarire la situazione.

Un aspetto poco conosciuto
Camminare sulle punte non è sempre legato a problemi muscolari. In alcuni casi è collegato a modalità particolari di elaborazione sensoriale: alcuni bambini cercano sensazioni specifiche attraverso il movimento, altri percepiscono in modo diverso il contatto del piede con il pavimento.

Per questo una valutazione guarda il bambino nella sua globalità: sviluppo motorio, equilibrio, coordinazione, aspetti sensoriali e comportamentali.

Errori da evitare
- Aspettare troppo pensando che passerà da solo
- Allarmarsi per episodi occasionali
- Costringere il bambino a "mettere i piedi bene": crea frustrazione e spesso non funziona

Cosa fare
Osserva:
- Cammina sulle punte sempre o solo a volte?
- Corre, salta e mantiene l'equilibrio come i coetanei?
- Riesce ad appoggiare i talloni quando gli chiedi?

Queste informazioni sono preziose per lo specialista. Intervenire precocemente, quando serve, rende tutto più semplice ed efficace.

FAQ veloci

È normale che un bambino di 2 anni cammini sulle punte?
Sì, può essere una fase transitoria. Se è costante e persiste, conviene una valutazione.

Camminare sulle punte è sempre segno di autismo?
No. Può presentarsi anche in bambini con sviluppo tipico. Da solo non basta per parlare di autismo.

Quando preoccuparsi?
Quando il comportamento è frequente, persistente dopo i primi anni, associato a rigidità muscolare o altre difficoltà motorie/sviluppo.

Quale specialista contattare?
Inizia dal pediatra, che può indirizzare a figure specializzate nell'età evolutiva: psicologo infantile, fisiatra, terapista della neuro e psicomotricità.

Si corregge da solo?
In alcuni sì. In altri casi, soprattutto se stabile e persistente, serve un intervento specifico dopo valutazione professionale.

Dott.ssa Anna La Guzza
Psicologa specialista in Età Evolutiva
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COME SUPPORTARE UN BAMBINO CON BES ANCHE A CASALa scuola fa la sua parte, ma il cambiamento più profondo spesso avviene ...
04/06/2026

COME SUPPORTARE UN BAMBINO CON BES ANCHE A CASA

La scuola fa la sua parte, ma il cambiamento più profondo spesso avviene fuori dall'aula.

Con il Metodo Amamente® — sviluppato dalla Dott.ssa Anna La Guzza dopo vent'anni di lavoro con famiglie italiane e all'estero — il punto di partenza non è la difficoltà del bambino, ma i suoi punti di forza. Autostima, motivazione, autonomia, metodo: sono questi gli elementi su cui si costruisce un percorso reale di crescita, che non si limita a compensare il problema ma aiuta il bambino a scoprire come impara meglio.
Questo approccio è particolarmente efficace nei bambini con BES perché lavora su più livelli contemporaneamente: cognitivo, emotivo e relazionale. Non una terapia standardizzata, ma un piano personalizzato che coinvolge attivamente anche i genitori.
Se riconosci in tuo figlio alcuni dei segnali descritti in questo articolo, una prima consulenza può aiutarti a capire da dove partire — senza aspettare che le difficoltà si aggravino.
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Genitori Single: Strategie per un Equilibrio Sereno​Crescere un figlio da soli è un’impresa straordinaria che richiede f...
01/06/2026

Genitori Single: Strategie per un Equilibrio Sereno

​Crescere un figlio da soli è un’impresa straordinaria che richiede forza e resilienza. Spesso ci si sente sopraffatti, ma trasformare la fatica in serenità è possibile partendo da piccoli cambiamenti concreti:

​Gestione del Tempo: Passa dalla sopravvivenza alla pianificazione. Adotta la regola del "Buon Abbastanza": la tua stabilità emotiva vale molto più di una casa perfetta.

​Vincere la Solitudine: Non devi decidere tutto da solo. Costruisci la tua "Tribù" cercando supporto in reti di amici o gruppi di genitori che condividono le tue stesse sfide.

​Benessere Emotivo: La trasparenza con i figli rinforza il legame. Ricorda che chiedere aiuto non è un limite, ma un atto di consapevolezza.

​Se senti il bisogno di strumenti pratici per gestire lo stress cronico o i conflitti, una consulenza professionale può fare la differenza.

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