Dott.ssa Anna La Guzza - psicologa plusdotazione, dsa, adhd, linguaggio

  • Casa
  • Italia
  • Milan
  • Dott.ssa Anna La Guzza - psicologa plusdotazione, dsa, adhd, linguaggio

Dott.ssa Anna La Guzza - psicologa plusdotazione, dsa, adhd, linguaggio Primo colloquio gratuito 💚

www.psicologaperbambini.it

20 anni di esperienza nella Diagnosi, valutazione, terapia e supporto nei Dsa, Adhd, Plusdotazione, Disturbi di linguaggio e Bes, online e in sede in Italia e all'estero.

Bambini italiani all’estero: quando le difficoltà a scuola meritano attenzioneQuando una famiglia italiana vive all’este...
20/08/2026

Bambini italiani all’estero: quando le difficoltà a scuola meritano attenzione

Quando una famiglia italiana vive all’estero, è normale chiedersi se una difficoltà scolastica o emotiva sia legata alla nuova lingua, al cambiamento di Paese oppure a un bisogno più specifico.

Osservare con attenzione è il primo passo: lettura faticosa, disorganizzazione, scarsa concentrazione, frustrazione o noia costante non vanno né minimizzate né interpretate troppo in fretta.

Una valutazione neuropsicologica online in italiano può offrire una lettura più chiara del profilo di ogni bambino, tenendo conto di bilinguismo, storia scolastica e risorse personali. È un supporto utile per orientare famiglia e scuola con indicazioni concrete.

Approfondisci il servizio per le famiglie italiane all’estero: https://www.psicologaperbambini.it/l/familie-italiane-allestero-il-sevizio-di-neuropsicologia-delleta-evolutiva-che-aiuta-i-bambini/

Tuo figlio fatica a scuola? Valutazione DSA e ADHD online in italiano per famiglie expat. Psicologa onlineovunque ti trovi.

Difficoltà scolastiche: quando lo psicologo online può aiutareNon tutte le difficoltà scolastiche richiedono un interven...
18/08/2026

Difficoltà scolastiche: quando lo psicologo online può aiutare

Non tutte le difficoltà scolastiche richiedono un intervento immediato, ma alcune persistono nonostante gli sforzi di genitori e insegnanti. In questi casi un confronto con uno specialista può chiarire la natura del problema e indicare la strada più utile.

L’online permette a molte famiglie di accedere a supporto senza spostamenti e con maggiore continuità. La chiave è capire se si tratta di un momento passeggero o di un profilo che necessita di approfondimento.

Un percorso online strutturato può offrire valutazione, supporto e strategie concrete, con la stessa efficacia del lavoro in presenza quando è condotto con metodo.

Intervenire in tempo evita che le difficoltà si consolidino e restituisce al bambino e alla famiglia strumenti di gestione.

Approfondimento: https://www.psicologaperbambini.it/l/difficolta-scolastiche-bambini-quando-serve-lo-psicologo-online/

Difficoltà scolastiche nei bambini: quando lo psicologo online può aiutare anche le famiglie italiane all’estero

Le difficoltà scolastiche non indicano automaticamente un disturbo dell’apprendimento o un problema grave. In molti casi possono essere legate a un periodo di stanchezza, a un cambiamento nella routine, a un metodo di studio ancora da costruire, a difficoltà emotive o a una fase evolutiva delicata. Tuttavia, quando i problemi a scuola persistono nel tempo e continuano nonostante l’impegno del bambino, dei genitori e degli insegnanti, può essere utile chiedere un confronto con una psicologa dell’età evolutiva.

Segnali come compiti vissuti con forte ansia, rifiuto scolastico, lentezza marcata, calo della motivazione, frequenti scoppi di rabbia, difficoltà di concentrazione o frasi come “non sono capace” meritano attenzione. Non per etichettare il bambino, ma per comprendere cosa sta ostacolando il suo apprendimento e il suo benessere. Un approfondimento può aiutare a distinguere una difficoltà temporanea da una situazione che richiede strategie più mirate, sostegno psicologico o una valutazione specialistica.

La consulenza psicologica online può rappresentare una risorsa concreta per le famiglie che cercano supporto senza affrontare spostamenti, tempi di viaggio o ulteriori pressioni organizzative. È un servizio utile anche per i genitori italiani residenti all’estero, che desiderano confrontarsi in lingua italiana su difficoltà scolastiche, gestione dei compiti, ansia da prestazione, motivazione, metodo di studio e rapporto con la scuola.

Il sostegno online per genitori italiani all’estero permette di mantenere continuità nel percorso, anche quando la famiglia vive lontano dall’Italia o si trova in una fase di trasferimento. Gli incontri possono offrire uno spazio riservato per leggere meglio i segnali del bambino, definire obiettivi realistici e individuare azioni pratiche da sperimentare nella quotidianità. Quando necessario, il lavoro può coinvolgere anche il bambino, nel rispetto dell’età, delle esigenze specifiche e dell’appropriatezza del percorso.

Un intervento psicologico online strutturato non consiste nel dare consigli generici. Parte dall’ascolto della storia scolastica e familiare, dall’osservazione delle difficoltà riportate e dalla costruzione di strategie condivise. L’obiettivo è ridurre il senso di fatica, prevenire il consolidarsi dell’insuccesso scolastico e aiutare il bambino a recuperare fiducia nelle proprie possibilità.

Intervenire presto non significa allarmarsi. Significa offrire al bambino e alla famiglia strumenti per affrontare il problema prima che diventi una fonte costante di conflitto, preoccupazione o sfiducia. Anche un primo colloquio conoscitivo può essere utile per orientarsi e capire quale supporto sia più adatto.

Approfondimento: https://www.psicologaperbambini.it/l/difficolta-scolastiche-bambini-quando-serve-lo-psicologo-online/

Per informazioni o per richiedere una consulenza online: https://www.psicologaperbambini.it/contatti/

FAQ

Quando le difficoltà scolastiche richiedono l’aiuto di uno psicologo?

È consigliabile chiedere un confronto quando le difficoltà durano nel tempo, compromettono serenità, autostima o relazioni familiari, oppure quando compiti e scuola diventano una fonte quotidiana di ansia e conflitto.

La consulenza psicologica online è adatta ai genitori italiani residenti all’estero?

Sì. La consulenza online può offrire continuità e supporto in lingua italiana alle famiglie che vivono all’estero e desiderano affrontare temi legati alla scuola, alla crescita del bambino e alla gestione delle difficoltà emotive o scolastiche.

Lo psicologo online può aiutare anche se il bambino frequenta una scuola straniera?

Sì. Il percorso può aiutare i genitori a comprendere le difficoltà del bambino e a trovare strategie educative e organizzative adatte al contesto scolastico in cui vive, tenendo conto della lingua, dell’adattamento culturale e della situazione familiare.

Dott.ssa Anna La Guzza Psicologa età Evolutiva Prima consulenza conoscitiva online gratuita [email protected]

17/08/2026

Autostima nei bambini con difficoltà di apprendimento

Quando il bambino si sente sbagliato: autostima e difficoltà scolastiche

Nei bambini con DSA, ADHD o plusdotazione non riconosciuta, l’autostima è spesso una delle aree più fragili. Anni di sforzi che non producono i risultati attesi, confronti continui e messaggi impliciti di potresti fare di più erodono progressivamente la fiducia in sé stessi.

Il bambino inizia a credere di non essere intelligente, di essere pigro o di non valere quanto i compagni. Questo convincimento influenza motivazione, relazioni e benessere emotivo, a volte più delle difficoltà cognitive stesse.

Cosa aiuta davvero:
- valorizzare i punti di forza in modo concreto e quotidiano
- separare il valore della persona dal rendimento scolastico
- spiegare le difficoltà con parole chiare e non giudicanti
- costruire esperienze di successo reali e raggiungibili

L’autostima non si ripara con i complimenti generici, ma con la comprensione accurata del proprio funzionamento e con relazioni che trasmettono sicurezza.

Approfondisci qui:

https://www.psicologaperbambini.it/l/come-riconoscere-i-dsa-guida-completa-ai-segnali-precursori-e-diagnosi/

Se notate in vostro figlio un senso persistente di inadeguatezza, prenotate una consulenza gratuita:

https://www.psicologaperbambini.it/contatti/

Dott.ssa Anna La Guzza
Psicologa clinica e dello sviluppo — Fondatrice del Metodo Amamente®

Scopri come riconoscere precocemente i segnali di DSA (Dislessia, Disgrafia, Disortografia, Discalculia) in bambini e ragazzi. Guida pratica su sintomi, iter diagnostico e strumenti compensativi secondo la Legge 170/2010.

16/08/2026

Masking nei bambini neurodivergenti

Masking: quando il bambino fa finta di stare bene

Il masking è la tendenza, frequente soprattutto nelle bambine e nei bambini ad alto funzionamento, a mascherare le proprie difficoltà per apparire normali. Si osserva in ADHD, spettro autistico e profili 2e.

Il bambino impara a copiare i comportamenti dei compagni, a trattenere i movimenti, a forzare il contatto visivo, a non mostrare la fatica. A scuola sembra adattato, a casa esplode di stanchezza, irritabilità o crisi.

Il prezzo del masking è alto: esaurimento, ansia, perdita di autenticità e ritardo nella diagnosi. Molti adulti scoprono la propria neurodivergenza solo dopo anni di sforzo costante per sembrare a posto.

Segnali da osservare:
- comportamento molto diverso tra scuola e casa
- stanchezza estrema dopo la scuola
- difficoltà a spiegare cosa non va
- perfezionismo e paura del giudizio

Se avete la sensazione che vostro figlio tenga tutto dentro, non sottovalutatela.
Prenotate una consulenza gratuita:

https://www.psicologaperbambini.it/contatti/

Dott.ssa Anna La Guzza
Psicologa clinica e dello sviluppo — Fondatrice del Metodo Amamente®

Dott. La Guzza Psicologa età evolutiva: consulenze, terapie e diagnosi Online. Specialista disturbi d'apprendimento, Dsa, plusdotazione, ansia difficoltà infantili. Milano, Genova OnLine.

Comprendere le emozioni dei bambini 💚💛❤️Un pianto improvviso. Una rabbia che esplode dal nulla. Un broncio che dura ore....
10/08/2026

Comprendere le emozioni dei bambini 💚💛❤️

Un pianto improvviso. Una rabbia che esplode dal nulla. Un broncio che dura ore.

Da psicologa dell'età evolutiva, una cosa che ripeto spesso è questa: le emozioni dei bambini non sono capricci da correggere. Sono messaggi da decodificare.
Un bambino che urla non sta manipolando nessuno. Sta comunicando un disagio con gli unici strumenti che ha in quel momento — e spesso quegli strumenti sono ancora molto grezzi.

Nel mio lavoro con il Metodo Amamente® parto sempre da un'idea semplice: prima di insegnare a un bambino a gestire un'emozione, bisogna insegnargli a riconoscerla.
Senza le parole per dire "sono frustrato" o "ho paura", quell'emozione trova comunque una strada — e spesso passa dal corpo, dal pianto, dal comportamento che noi adulti chiamiamo "capriccio".

Alcune cose che provo a suggerire ai genitori che seguo:
dare un nome all'emozione, prima di correggerla ("vedo che sei arrabbiato perché...") restare presenti senza giudicare, anche quando quell'emozione è scomoda da guardare aspettare che la tempesta passi prima di parlare — nessuno impara nulla mentre è ancora dentro l'emozione

L'intelligenza emotiva non è innata. Si costruisce, giorno dopo giorno, e lo strumento educativo più potente che abbiamo è la nostra pazienza.
Se ti riconosci in questo e senti di avere bisogno di uno sguardo esterno, sono qui. Trovi il link per una consulenza gratuita in bio.

Dott.ssa Anna La Guzza
Psicologa clinica e dell'età evolutiva — Fondatrice del Metodo Amamente®

https://www.sviluppoepotenziale.it
https://www.psicologaperbambini.it

bambini infantile emotiva emotiva amamente dell'età evolutiva consapevole

Bambino timido (5–10 anni): come aiutarlo a fare amicizia senza forzarlo“Mio figlio è timido” può suonare come una sempl...
09/08/2026

Bambino timido (5–10 anni): come aiutarlo a fare amicizia senza forzarlo

“Mio figlio è timido” può suonare come una semplice descrizione del carattere. Ma quando un genitore lo cerca online, spesso sta chiedendo altro: “Sta bene davvero?”, “Resterà solo?”, “Come posso aiutarlo senza mettergli addosso pressione?”. La timidezza, di per sé, non è un difetto: è un modo di entrare nelle situazioni con cautela, osservare prima, scegliere dopo. Diventa faticosa quando il bambino vorrebbe partecipare ma si blocca, oppure quando la paura del giudizio prende il posto della curiosità.

Tra i 5 e i 10 anni il gruppo dei pari diventa più importante: i giochi hanno regole, le amicizie si formano e si sciolgono, il confronto cresce. Un bambino timido può sembrare “tranquillo” a scuola e poi scaricare a casa stanchezza o irritazione: non perché sia capriccioso, ma perché ha usato tantissime energie per restare in equilibrio.

Segnali che la timidezza sta diventando sofferenza

- evita feste, sport o attività nuove anche quando gli interessano;
- si blocca nel salutare, chiedere, inserirsi nei giochi;
- dice spesso “non sono capace”, “mi guardano”, “mi prendono in giro”;
- torna a casa svuotato, con mal di pancia o mal di testa prima di scuola;
- preferisce sempre restare vicino all’adulto e fatica a staccarsi.
Se ti riconosci in questi punti, non serve “spingerlo a buttarsi”: serve un percorso graduale.

Cosa aiuta davvero (in modo concreto)

1. Un passo alla volta (uno alla volta): spesso è più facile un’amicizia 1:1 che un gruppo grande. Inizia con incontri brevi e prevedibili.
2. Frasi pronte (da allenare a casa): la timidezza spesso “muta” il linguaggio. Preparate 2–3 frasi semplici:
- “Posso giocare con voi?”
- “Facciamo a turno?”
- “Vuoi giocare a…?”
3. Giochi strutturati: per alcuni bambini è più semplice entrare in relazione quando c’è un compito (costruzioni, puzzle, carte, disegno, caccia al tesoro) invece del “vai e socializza”.
4. Riconosci il coraggio, non la performance: “Hai provato a stare vicino”, “Hai guardato negli occhi”, “Hai detto una frase anche se eri agitato”.
5. Evita l’etichetta davanti agli altri: dire “è timido” al posto suo, spesso lo “fissa” in quel ruolo. Meglio: “Si prende il suo tempo”.

Cosa evitare (anche se sembra motivante)

- “Dai, non essere timido” (il messaggio che arriva è: “come sei non va bene”).
- Confronti (“guarda tua sorella come fa”) che abbassano autostima.
- Interrogatori dopo scuola (“con chi hai giocato?” ripetuto ogni giorno) che aumentano pressione e controllo.

Quando chiedere un supporto psicologico

È utile parlarne con una psicologa dell’età evolutiva quando la timidezza porta isolamento, pianti frequenti, rifiuto di scuola/attività, somatizzazioni, o quando il bambino sembra “prigioniero” della paura del giudizio. Un supporto può aiutare a lavorare su autostima, competenze sociali e gestione dell’ansia, costruendo obiettivi piccoli ma continui.
Link:
- Autostima nei bambini: 5 consigli pratici per i genitori https://www.psicologaperbambini.it/l/autostima-nei-bambini-5-consigli-pratici-per-i-genitori/
- Emotività nei bambini: guida alla regolazione e al supporto https://www.psicologaperbambini.it/l/emotivita-nei-bambini-guida-alla-regolazione-e-al-supporto/
- Contatti https://www.psicologaperbambini.it/contatti/
FAQ:
- È normale che un bambino sia timido alle elementari?

Sì. La timidezza è un tratto comune. Diventa un problema quando il bambino soffre, evita sistematicamente o resta isolato.
- Come aiutare un bambino timido a fare amicizia?

Incontri 1:1, giochi strutturati, frasi pronte da allenare e zero
- Quando è utile chiedere aiuto?

Se la timidezza limita scuola, sport e relazioni, o se compaiono ansia, pianto e somatizzazioni.
pressioni. L’obiettivo è sicurezza, non estroversione.
- Cosa dire a un bambino che ha paura di parlare con i compagni?

“Ti capisco”, “Facciamo un passo piccolo”, “Possiamo allenarci insieme”, “Non devi riuscirci subito”.

Dott.ssa Anna La Guzza Psicologa età Evolutiva
prima consulenza conoscitiva online gratuita

www.psicologaperbambini.it
[email protected]

Ansia nei bambini: segnali “indiretti” e cosa aiuta davveroL’ansia nei bambini non sempre si presenta come “paura”. Molt...
09/08/2026

Ansia nei bambini: segnali “indiretti” e cosa aiuta davvero

L’ansia nei bambini non sempre si presenta come “paura”. Molto spesso si vede così:
- mal di pancia o nausea prima di scuola
- irritabilità e opposizione (per evitare)
- richieste continue di rassicurazione (“e se…?”)
- difficoltà di addormentamento, risvegli, incubi
- perfezionismo e paura di sbagliare

Una frase utile per i genitori: l’ansia è un allarme. A volte suona troppo forte anche quando non c’è pericolo reale.

Cosa aiuta (senza alimentare dipendenza da rassicurazione):

1. Rassicurazione realistica: non “non succede nulla”, ma “è difficile, lo affrontiamo”.

2. Micro-coraggio: piccoli passi graduali (esposizione) invece di evitare.

3. Routine e prevedibilità: riducono l’incertezza.

4. Corpo: respirazione lenta, movimento, rilassamento muscolare.

5. Parole alle emozioni: “Il tuo corpo è in allarme. Possiamo calmarlo insieme.”

Quando preoccuparsi?
Se limita scuola, sonno, amicizie o dura settimane/mesi.

https://www.sviluppoepotenziale.it
https://www.psicologaperbambini.it

Sospetta disgrafiaSe la disgrafia è presente (o sospetta), spesso il problema quotidiano non è solo “capire cosa scriver...
08/08/2026

Sospetta disgrafia

Se la disgrafia è presente (o sospetta), spesso il problema quotidiano non è solo “capire cosa scrivere”, ma reggere il carico del compito: tempi lunghi, mano che si stanca, grafia che peggiora, frustrazione che sale. Questo articolo è pensato come supporto pratico: cosa fare e cosa evitare, con strategie immediatamente applicabili.

Prima regola: non trasformare la scrittura in un test di valore

Molti bambini con disgrafia sentono di essere giudicati continuamente. Una frase utile è:
“Tu sei molto più della tua grafia: troviamo un modo per farti lavorare meglio.”

12 strategie concrete

1) Spezza il compito in blocchi brevi

Esempio: 7 minuti + 2 minuti pausa + 7 minuti. Il timer riduce la sensazione di “infinito”.

2) Riduci la quantità, mantieni l’obiettivo

Se l’obiettivo è “scrivere frasi corrette”, non serve fare 20 righe. Meglio 6 righe ben gestite.

3) Alterna attività ad alto e basso carico grafomotorio

Dopo una parte di scrittura, inserisci un compito più leggero (es. riordino, scelta multipla, completamento mirato), mantenendo l’apprendimento.

4) Prepara il foglio

Margini segnati, righe/quadretti adatti e un modello visivo di spaziatura aiutano a “non perdersi” nello spazio.

5) Dai un esempio “piccolo” e vicino

Un modello breve (“scrivi così 1 riga”) è più utile di spiegazioni lunghe.

6) Non correggere tutto

Scegli un focus: oggi guardiamo solo la spaziatura, oppure solo la leggibilità di alcune lettere. Il resto si lascia andare.

7) Rinforza lo sforzo, non la perfezione

“Ho visto che hai fatto una pausa e poi hai ripreso: questa è una strategia utile.”

8) Evita la lotta sull’impugnatura in mezzo ai compiti

Se serve lavorare sull’impugnatura/postura, dedicagli un momento separato e breve. Nel compito il bambino deve riuscire a finire.

9) Proteggi i tempi di recupero

La fatica grafomotoria è reale: se il bambino arriva già stanco, la grafia peggiora e cresce la frustrazione.

10) Concorda in anticipo come “si chiude” il compito

Definire prima l’uscita (“facciamo 2 blocchi e basta”) riduce la negoziazione continua.

11) A scuola: chiedi verifiche che separino contenuto e grafia

Quando possibile, è utile che la valutazione distingua la qualità delle idee dalla qualità del gesto grafico.

12) Se il carico emotivo cresce, fermati

Se compaiono pianto o rabbia intensa, continuare spesso peggiora. Meglio una pausa e un rientro con obiettivo ridotto.

Quando serve chiedere aiuto (non solo “allenare”)

È utile approfondire se:
- la scrittura peggiora con la stanchezza e i compiti diventano ingestibili;
- il bambino evita sistematicamente;
- l’autostima sta calando;
- la scuola segnala difficoltà stabili.

FAQ

Meglio far scrivere di più per migliorare?

Non sempre. Se il carico è troppo alto, “più scrittura” aumenta solo la fatica e l’evitamento. Meglio lavoro breve e mirato.

È utile insistere quando il bambino piange?

Di solito no. È un segnale di saturazione: conviene fare pausa, ridurre l’obiettivo e ripartire in modo sostenibile.

Qual è l’obiettivo realistico con la disgrafia?

Ridurre la fatica e aumentare la funzionalità (leggibilità sufficiente, tempi più gestibili), proteggendo l’autostima.

Dott.ssa Anna La Guzza Metodo Amamente

[email protected]
https://www.sviluppoepotenziale.it
https://www.psicologaperbambini.it

Consulenza, valutazione, diagnosi dislessia DSA online: come funziona il percorso di potenziamento a distanzaSe tuo figl...
08/08/2026

Consulenza, valutazione, diagnosi dislessia DSA online: come funziona il percorso di potenziamento a distanza

Se tuo figlio fatica a leggere, scrivere o fare calcoli, e ti stai chiedendo se un percorso a distanza possa davvero funzionare: sì, la consulenza per dislessia online è oggi un metodo strutturato ed efficace quanto quello in presenza, soprattutto per lettura, calcolo e funzioni esecutive. Non è una versione "ridotta" del lavoro in studio, ma un percorso pensato appositamente per l'età evolutiva, con strumenti digitali specifici.

Sono la Dott.ssa Anna La Guzza, psicologa specializzata in neuropsicologia dello sviluppo, e lavoro ogni giorno con famiglie che vivono lontano da centri specializzati, o che semplicemente cercano un supporto flessibile senza rinunciare alla qualità dell'intervento.

Come si svolge una consulenza dislessia online

Il percorso parte da un primo colloquio con i genitori, dedicato a ricostruire la storia scolastica del bambino, capire dove nascono le difficoltà e valutare eventuali documenti già in vostro possesso (PDP, relazioni, segnalazioni). Segue una valutazione del funzionamento, con prove digitali standardizzate e osservazioni cliniche calibrate sull'età. Da lì si costruisce il potenziamento vero e proprio: esercizi mirati su lettura, scrittura e calcolo, training sulle funzioni esecutive, tecniche di memorizzazione e strumenti compensativi digitali, in sedute brevi e dinamiche.

Perché tante famiglie scelgono la modalità online

Il bambino lavora nel proprio ambiente sicuro, il che riduce ansia e resistenze e aumenta la partecipazione. Non ci sono spostamenti né assenze scolastiche per imprevisti, e potete raggiungere una specialista anche se non è nella vostra città, cosa particolarmente preziosa per chi vive all'estero o in zone senza servizi specializzati. In media un percorso dura 8-12 settimane, con incontri settimanali, ed è pensato per bambini e adolescenti dai 6 ai 18 anni.

Un dato che rassicura molti genitori: i DSA non riguardano l'intelligenza del bambino, ma il modo in cui il suo cervello elabora le informazioni. Intervenire presto significa ridurre la fatica scolastica, prevenire cali di autostima e costruire un metodo di studio che lo accompagnerà negli anni.

Se vuoi saperne di più o prenotare un primo colloquio gratuito, trovi tutti i dettagli qui:
https://www.psicologaperbambini.it/l/dsa-online/

Dott.ssa Anna La Guzza
Psicologa Online per Bambini e Adolescenti
[email protected]
https://www.psicologaperbambini.it/l/dsa-online
online bambini apprendimento bambini cognitivo amamente

Indirizzo

Online
Milan

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Anna La Guzza - psicologa plusdotazione, dsa, adhd, linguaggio pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Dott.ssa Anna La Guzza - psicologa plusdotazione, dsa, adhd, linguaggio:

Scelte rapide

Condividi