Dott.ssa Anna La Guzza - psicologa plusdotazione, dsa, adhd, linguaggio

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20 anni di esperienza nella Diagnosi, valutazione, terapia e supporto nei Dsa, Adhd, Plusdotazione, Disturbi di linguaggio e Bes, online e in sede in Italia e all'estero.

DSA all'estero: due lingue, due scuole, una sola famiglia che cerca risposteSe tuo figlio legge con fatica, scrive con t...
04/10/2026

DSA all'estero: due lingue, due scuole, una sola famiglia che cerca risposte

Se tuo figlio legge con fatica, scrive con tanti errori o si blocca nei compiti, capire se si tratta di un Disturbo Specifico dell'Apprendimento non è semplice quando la scuola parla un'altra lingua. A volte la diagnosi arriva all'estero, ma resta il problema dell'italiano, spesso la lingua dove il bambino compensa meno.
Online, in italiano, puoi ricevere orientamento sulla valutazione, sul lavoro a casa e sul dialogo con gli insegnanti. Se serve, si possono preparare relazioni utilizzabili nel sistema scolastico locale.

La Dott.ssa Anna La Guzza, esperta in apprendimento ed emozioni, ti accompagna passo dopo passo. Trovi i dettagli qui: https://www.psicologaperbambini.it/l/consulenza-genitorialita-online-per-italiani-allestero-psicologa/



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Cambiamenti familiari e regressioni nei bambini piccoli: come leggerleUn trasloco o la nascita di un fratello sono tra g...
30/09/2026

Cambiamenti familiari e regressioni nei bambini piccoli: come leggerle

Un trasloco o la nascita di un fratello sono tra gli eventi che più spesso precedono una regressione: ritorno al ciuccio, enuresi, linguaggio più infantile, richieste di essere imboccati. Nella maggior parte dei casi è una risposta di adattamento e non indica un problema di sviluppo.

Il bambino piccolo vive il cambiamento mentre accade e non ha gli strumenti per esprimerlo a parole. Il comportamento diventa il suo linguaggio.

Con le famiglie propongo di partire da tre punti: mantenere alcuni rituali stabili, garantire tempo esclusivo al primogenito e accogliere il disagio senza giudizio. Se i segnali persistono per settimane, si intensificano o compaiono anche a distanza di tempo, è utile una valutazione.

Un approfondimento sui segnali da osservare dopo un evento difficile: https://www.psicologaperbambini.it/l/quando-rivolgersi-a-uno-psicologo-infantile-10-segnali-da-non-sottovalutare/



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Quando un bambino non vuole andare a scuola, non sempre sta dicendo semplicemente “non mi va”. A volte il rifiuto scolas...
30/09/2026

Quando un bambino non vuole andare a scuola, non sempre sta dicendo semplicemente “non mi va”. A volte il rifiuto scolastico prende la forma di mal di pancia al mattino, pianto, richieste di restare a casa o forte preoccupazione la sera prima.

Il punto di partenza non è forzare né minimizzare, ma provare a capire: c’è paura di separarsi? Una difficoltà con i compagni? Il timore di sbagliare o di non sentirsi all’altezza?
Un piccolo passo utile è chiedere: “Qual è il momento più difficile della giornata scolastica?”. Una domanda concreta può aprire uno spazio di ascolto più efficace di tanti incoraggiamenti generici.

Approfondisci: https://www.psicologaperbambini.it/l/rifiuto-della-scuola-nei-bambini-cause-psicologiche-e-soluzioni-metodo-amamente-r
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DSA e genitori italiani all'estero: un supporto possibile anche a distanzaSono la Dott.ssa Anna La Guzza, psicologa dell...
25/09/2026

DSA e genitori italiani all'estero: un supporto possibile anche a distanza

Sono la Dott.ssa Anna La Guzza, psicologa dell'età evolutiva specializzata in Disturbi Specifici dell'Apprendimento. Negli anni ho accompagnato molte famiglie italiane che vivono all'estero e si trovano ad affrontare da sole le difficoltà scolastiche dei figli, spesso senza un riferimento vicino che parli la loro lingua e conosca davvero il sistema scolastico.

Offro una prima consulenza psicologica online gratis pensata proprio per queste situazioni: capire se i segnali osservati possono indicare un DSA, orientarsi tra valutazione, diagnosi e strumenti di supporto, e sentirsi seguiti passo dopo passo anche a migliaia di chilometri di distanza.

Se vivi all'estero e hai dubbi sull'apprendimento di tuo figlio, scopri come posso aiutarti su:
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P**ì a letto nei bambini: l'approccio della psicologia evolutivaCapita spesso, soprattutto tra i 5 e i 7 anni: il bambin...
25/09/2026

P**ì a letto nei bambini: l'approccio della psicologia evolutiva

Capita spesso, soprattutto tra i 5 e i 7 anni: il bambino si sveglia bagnato e i genitori non sanno come reagire. La prima cosa da sapere è che quasi mai dipende dalla volontà del bambino. Può essere un tempo di maturazione ancora incompleto, un segnale di stress legato a un cambiamento importante (una nuova scuola, un fratellino in arrivo, un trasloco), oppure semplicemente un sonno troppo profondo per accorgersi in tempo dello stimolo. Sgridare o far sentire in colpa non aiuta, anzi: aumenta l'ansia e spesso peggiora proprio la situazione.
Quello che funziona è l'opposto: routine serali calme, meno pressione, più ascolto di quello che il bambino sta vivendo

Nell'articolo trovi le strategie concrete da mettere in pratica e i segnali che indicano quando è utile un confronto con uno specialista: https://www.psicologaperbambini.it/l/pipi-a-letto-nei-bambini-lapproccio-della-psicologia-evolutiva/

Se l'enuresi di tuo figlio ti preoccupa o sta creando tensione in famiglia, puoi richiedere una prima consulenza conoscitiva online gratuita.

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Enuresi nei bambini: cause psicologiche e maturative, l'errore più comune dei genitori, 5 strategie efficaci e quando rivolgersi a uno specialista.

Metodo di studio per DSA: aiutare un figlio senza sostituirsi a luiUn metodo di studio per DSA efficace non consiste nel...
24/09/2026

Metodo di studio per DSA: aiutare un figlio senza sostituirsi a lui

Un metodo di studio per DSA efficace non consiste nel fare i compiti al posto di un figlio. Serve piuttosto a renderlo più autonomo: capire la consegna, organizzare i passaggi, usare gli strumenti previsti e verificare ciò che ha appreso.

Per iniziare, prova così:
1. Trasforma il compito in un obiettivo breve: “Leggiamo questo paragrafo e troviamo le parole importanti”.
2. Organizza una sequenza chiara: materiale pronto, attività, breve pausa, controllo finale.
3. Lascia scegliere una strategia: mappa, parole chiave, sintesi vocale o formulario, quando previsti.
4. Sostituisci le risposte con domande guida: “Qual è il primo passo?”, “Dove puoi cercare questa informazione?”.
5. Riduci l’aiuto poco alla volta: prima insieme, poi con una consegna alla volta, infine in autonomia.

Il genitore può essere una guida: osserva, incoraggia e aiuta a trovare un’organizzazione sostenibile. Quando le difficoltà scolastiche sono persistenti, è utile parlarne con la scuola e con una professionista della psicologia dell’età evolutiva.

Per capire come il PDP può definire strumenti e strategie di supporto per i DSA, leggi la guida dedicata:
Guida al PDP: strumenti e strategie per i DSA

https://www.psicologaperbambini.it/l/guida-al-pdp-piano-didattico-personalizzato-strumenti-e-strategie-per-i-dsa/

Dott.ssa Anna La Guzza

Psicologa clinica e dell'età evolutiva accreditata ATS regione Lombardia

Fondatrice del Metodo Amamente®

Autrice di pubblicazioni Erickson in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
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Plusdotazione e DSA insieme: la doppia eccezionalitàLa doppia eccezionalità (2e, dall'inglese twice exceptional) descriv...
22/09/2026

Plusdotazione e DSA insieme: la doppia eccezionalità

La doppia eccezionalità (2e, dall'inglese twice exceptional) descrive il profilo di un bambino con Alto Potenziale Cognitivo che presenta contemporaneamente un disturbo specifico dell'apprendimento o l'ADHD. È uno dei profili più difficili da individuare, perché le due condizioni tendono a mascherarsi reciprocamente: le capacità cognitive elevate compensano le difficoltà specifiche, mentre le difficoltà limitano l'espressione piena del potenziale.

Il risultato osservabile è spesso un rendimento scolastico nella media, che non allarma né in direzione del talento né in direzione della difficoltà. A scuola, questi bambini vengono frequentemente descritti come "svogliati" o "incostanti", quando in realtà stanno gestendo, spesso da soli, un disallineamento reale tra punti di forza e aree di fatica.

I segnali a cui prestare attenzione: capacità di ragionamento superiori all'età in presenza di difficoltà specifiche persistenti, frustrazione intensa quando il risultato non riflette lo sforzo percepito, rendimento incostante non spiegabile da fattori motivazionali, autostima fragile nonostante capacità evidenti.

Se il profilo di vostro figlio vi sembra "incoerente" rispetto alle sue capacità, prenotate una consulenza gratuita: il link è in bio.

Dott.ssa Anna La Guzza
Psicologa clinica e dello sviluppo — Fondatrice del Metodo Amamente®

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Oltre il “bravo a scuola”: e se tuo figlio fosse plusdotato? Molti bambini plusdotati non vengono riconosciuti perché no...
22/09/2026

Oltre il “bravo a scuola”: e se tuo figlio fosse plusdotato?

Molti bambini plusdotati non vengono riconosciuti perché non sempre coincidono con l’idea del “primo della classe”. Anzi: a volte si annoiano, si distraggono o faticano a socializzare proprio perché il loro cervello viaggia a una velocità diversa.

Capire la plusdotazione significa dare loro gli strumenti giusti per non sentirsi sbagliati. Ne parlo in questo articolo: come riconoscerla, quali sono i falsi miti e come supportarli davvero a casa e a scuola.

📖 Leggi qui:

Cos'è davvero la plusdotazione: non solo rendimento scolastico, ma un modo unico di percepire il mondo. Impara a riconoscere i segnali dell'alto potenziale e scopri come supportare il benessere emotivo di tuo figlio con la consulenza specialistica della D

Tuo figlio è introverso?👉 A scuola sta in disparte e temi che sia “troppo timido”?  👉 Ti chiedi se stai sbagliando qualc...
22/09/2026

Tuo figlio è introverso?
👉 A scuola sta in disparte e temi che sia “troppo timido”?
👉 Ti chiedi se stai sbagliando qualcosa?

L’introversione NON è un problema da risolvere.
È un tratto di temperamento.

Il vero problema nasce quando noi adulti, senza volerlo, commettiamo questi 3 errori:
❌ Forzarlo a socializzare: “Vai a giocare con gli altri!”
❌ Paragonarlo ai fratelli: “Lui invece è così socievole…”
❌ Etichettarlo: “È timido, sapete” detto davanti a tutti

Queste frasi aumentano l’ansia e fanno sentire il bambino sbagliato.

Come aiutare un bambino introverso a creare amicizie vere, rispettando i suoi tempi e senza forzature.

📖 Leggi
https://www.psicologaperbambini.it/bambino-introverso-come-fare-amicizia/

Parliamo di disgrafia nei bambiniQuando un bambino fa fatica a scrivere, molti adulti pensano subito a “poca voglia” o “...
22/09/2026

Parliamo di disgrafia nei bambini

Quando un bambino fa fatica a scrivere, molti adulti pensano subito a “poca voglia” o “disattenzione”. In realtà, per alcuni bambini la scrittura è un compito molto più complesso di quanto sembri: richiede coordinazione motoria fine, pianificazione, gestione dello spazio sul foglio, ritmo, pressione della penna, e spesso anche resistenza alla fatica.

La disgrafia è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) che riguarda la componente grafomotoria della scrittura: non è “non sapere cosa scrivere”, ma fare fatica a produrre il gesto grafico in modo fluido e leggibile. Questo può avere un impatto importante su compiti, verifiche e autostima, soprattutto quando il bambino si sente continuamente “indietro” rispetto ai compagni.
Segnali frequenti di disgrafia (alla primaria)

Ogni bambino è diverso, ma alcuni segnali ricorrenti sono:

🔷scrittura poco leggibile o molto variabile (una riga bene, quella dopo no);

🔷lentezza: impiega tantissimo tempo per copiare o completare una pagina;

🔷stanchezza rapida della mano/braccio, crampi, richiesta di pause;

🔷pressione troppo forte o troppo leggera sulla penna;

🔷impaginazione difficile: margini disordinati, spazi irregolari, parole attaccate;

🔷postura rigida o modo di impugnare molto faticoso;

🔷evitamento: “non voglio scrivere”, frustrazione, pianto o rabbia durante i compiti.

Questi segnali non vanno letti come “capriccio”: spesso sono un indicatore di fatica reale.

Disgrafia, dislessia, disortografia: differenze in parole semplici
Disgrafia: difficoltà nel gesto della scrittura (grafomotricità, forma, fluidità, leggibilità).
Disortografia: difficoltà nelle regole ortografiche (errori di scambio, omissioni, accenti, doppie, ecc.).

Dislessia: difficoltà nella lettura (accuratezza e/o velocità).
Possono presentarsi insieme oppure separatamente. Per questo la valutazione serve: chiarisce il profilo e cosa è utile davvero.

Cosa aiuta davvero (a casa e a scuola)
Ridurre lo scontro: se ogni compito diventa una battaglia, la scrittura si associa a vergogna e fallimento.
Poche righe, ma fatte bene: meglio un lavoro breve con pause che sessioni lunghe e sfiancanti.

Routine e micro-obiettivi: “Scriviamo 5 minuti, pausa 2”.
Supporti e strumenti: righe più marcate, fogli a quadretti adatti, modelli visivi, e quando indicato strumenti compensativi.
Valorizzare il contenuto: il bambino non è la sua grafia. Separare “idea” e “scrittura” protegge l’autostima.

Quando fare una valutazione
È utile valutare se:
la difficoltà persiste nonostante esercizio e maturazione;
la scrittura resta molto lenta/illeggibile e interferisce con la scuola;
compaiono ansia, evitamento o calo dell’autostima;
la scuola segnala difficoltà costanti.

Una valutazione DSA permette di capire cosa c’è dietro la fatica e di attivare interventi e strumenti adeguati.

Link:
Valutazione e diagnosi DSA (dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia) https://www.psicologaperbambini.it/l/valutazione-e-diagnosi-dsa-a-genova-e-milano-dislessia-disortografia-disgrafia-e-discalculia/

Indennità di frequenza INPS per DSA https://www.psicologaperbambini.it/l/indennita-di-frequenza-disturbi-dellapprendimento-dsa-inps/

Famiglie italiane all’estero: servizio di neuropsicologia età evolutiva https://www.psicologaperbambini.it/l/familie-italiane-allestero-il-sevizio-di-neuropsicologia-delleta-evolutiva-che-aiuta-i-bambini/

Contatti https://www.psicologaperbambini.it/contatti/

FAQ:
Come capire se un bambino è disgrafico?

Segnali comuni sono scrittura poco leggibile, grande lentezza, affaticamento della mano, pressione della penna irregolare, impaginazione disordinata e forte frustrazione quando deve scrivere.
La disgrafia passa con l’esercizio?

L’esercizio nella disgrafia aiuta, ma se c’è un disturbo specifico serve un intervento mirato e spesso anche strumenti compensativi per ridurre la fatica.
Disgrafia significa “non è intelligente”?

No. La disgrafia riguarda la componente grafomotoria della scrittura e non l’intelligenza. Il bambino può avere idee ricche ma fare fatica a scriverle.
Quando chiedere una valutazione DSA?

Quando la difficoltà è persistente e interferisce con la scuola o con l’autostima, o quando la scuola segnala un andamento stabile nel tempo.

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