Dott.ssa Silvia Cordioli Medicina e Nutrizione

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🦠 Salute del microbiota, diete antinfiammatorie e Keto.
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Vediamo quali esami consiglio sempre di eseguire. 1. Profilo lipidico completo (colesterolo totale, HDL, LDL, trigliceri...
17/08/2026

Vediamo quali esami consiglio sempre di eseguire.
1. Profilo lipidico completo (colesterolo totale, HDL, LDL, trigliceridi):
La dieta chetogenica può modificare i lipidi plasmatici. Un aumento del colesterolo totale non è necessariamente negativo se aumenta l’HDL e si riducono i trigliceridi.
2. Transaminasi (AST, ALT) e gammaglutamiltransferasi (GGT):
Per monitorare la salute epatica, soprattutto se si parte da una condizione di steatosi.
3. Insulina a digiuno e glicemia:
Indicativi della sensibilità insulinica e dello stato metabolico.
4. Emoglobina glicata:
Utile per avere una media della glicemia a lungo termine, soprattutto in soggetti con insulino-resistenza.
5. Corpi chetonici urinari o meglio ancora beta-idrossibutirrato ematico:
Per verificare la reale entrata in chetosi.
6. Acido urico:
Può salire temporaneamente in fase di adattamento. Va monitorato se ci sono fattori di rischio per la gotta.
7. Azotemia e creatinina, elettroliti (Na, K, Mg):
Fondamentali per monitorare la funzionalità renale e l’equilibrio elettrolitico, che può essere alterato in chetogenica.
In aggiunta, considerate che anche un’ecografia addominale abbastanza recente potrebbe essere utile, onde escludere calcolosi.

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Esistono diverse tipologie di dieta chetogenica:👉 Dieta SKD, dieta chetogenica standard : circa il 70-75% delle calorie ...
27/07/2026

Esistono diverse tipologie di dieta chetogenica:

👉 Dieta SKD, dieta chetogenica standard : circa il 70-75% delle calorie proviene dai grassi, il 5-10% dai carboidrati e il 20-25% dalle proteine. Consente la perdita della massa grassa, la riduzione dell’infiammazione e garantisce un controllo glicemico.

👉 Dieta TKD (targeted keto diet): è del tutto simile alla prima con la differenza che vengono aggiunti dai 20 ai 150 carboidrati netti in occasione di un allenamento (prima, durante o dopo, proporzionalmente all’intensità dello sforzo). Utilizzata spesso dagli sportivi, in quanto il vantaggio risulta quello di agevolare l’incremento della massa muscolare; di contro, a causa delle continue reintroduzioni di carboidrati, potrebbe rendere difficile gestire la dipendenza che ne consegue, con il rischio di aumentare progressivamente l’introito. Lo stesso problema si può riscontrare con applicazione della CDK (dieta chetogenica ciclica), nella quale si alternano 5-6 giorni di dieta chetogenica standard a 1-2 giorni di alimentazione a medio alto contenuto di carboidrati.

👉 La dieta chetogenica con MCT è una variante della Dieta Chetogenica Standard dove i grassi assunti con l’alimentazione derivano quasi tutti da acidi grassi a catena media (MCTs), che si trovano principalmente nell’olio di cocco, nel cocco intero, nel b***o ghee, nei prodotti caseari ovini e in supplementi specifici. Grazie a questo tipo di dieta chetogenica si riesce ad entrare in chetosi molto facilmente; di contro, almeno nello stadio iniziale alcuni pazienti potrebbero riscontrare leggeri disturbi gastrointestinali.

👉 Infine la VLCKD ( very low calories ketogenic diet) prevede una netta riduzione del contenuto dei grassi oltre a quello dei carboidrati, con lo scopo di raggiungere un target calorico di circa 800-1000 kcal al giorno. Inizialmente molto restrittiva, si rivela in breve tempo una dieta ad alta percentuale di adesione. Consente spesso un notevole dimagrimento e un’ottima gestione della fame.

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Nonostante durante il digiuno io sia solita non consigliare assunzione alcuna di integratori, in determinati casi potreb...
20/07/2026

Nonostante durante il digiuno io sia solita non consigliare assunzione alcuna di integratori, in determinati casi potrebbe essere utile associarvi prodotti dall’azione detossificante, la cui azione risulta ottimizzata quando il lume intestinale risulta vuoto.

Vediamone alcuni:
🔸Estratto di erba d’orzo: contiene grandi quantità di clorofilla, dall’azione antiossidante e chelante dei metalli pesanti.

🔸Alga chlorella: è un’alga di acqua dolce che agisce come una resina, anch’essa chelando i metalli pesanti e contrastando i radicali liberi.

🔸Enterosgel: si tratta di un gel classificabile come adsorbente intestinale, capace di legare tossine e allergeni presenti nel lume intestinale.

🔸Zeolite : è una roccia di origine vulcanica che presenta una struttura cristallina microporosa, grazie alla quale attira a sé ed intrappola molecole tossiche che vengono poi espulse attraverso le feci. Se si desidera assumerla, occorre prestare cautela in caso di stitichezza.

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Contare le calorie è stato a lungo il metodo principale per perdere peso, ma oggi è considerato da molti esperti un appr...
14/07/2026

Contare le calorie è stato a lungo il metodo principale per perdere peso, ma oggi è considerato da molti esperti un approccio parziale e spesso obsoleto, per diversi motivi:

✨ Non tutte le calorie sono uguali.
100 kcal da zucchero raffinato non hanno lo stesso effetto metabolico di 100 kcal da proteine o grassi buoni. Alcuni cibi influenzano la fame, l’insulina, il metabolismo e la composizione corporea in modo molto diverso, anche a parità di calorie.

✨ Il corpo non è una calcolatrice; il metabolismo è dinamico: si adatta alle diete ipocaloriche rallentando il consumo energetico. Inoltre, l’assorbimento delle calorie può variare in base al microbiota intestinale, alla cottura del cibo e ad altri fattori.

✨ È difficile farlo con precisione: le etichette alimentari hanno spesso un margine d’errore fino al 20%, e le persone tendono a sottostimare ciò che mangiano e sovrastimare ciò che consumano.

✨ Ignora la qualità del cibo
Concentrarsi solo sulle calorie può portare a scelte sbagliate, come optare per prodotti “light” o artificiali invece che per cibi nutrienti e sazianti.

✨ È poco sostenibile a lungo termine
Pochi riescono a contare le calorie per mesi o anni. È un approccio mentale che può diventare ossessivo o favorire disturbi alimentari.

Concludendo: perché ci piace tanto la dieta chetogenica?
Perché porta con sé un razionale completamente diverso da quello del mero conteggio calorico, agendo su una molteplicità di fattori, dalla riduzione dell’appetito con conseguente riduzione dell’introito di cibo, alla regolazione ormonale pancreatica con il controllo dei meccanismi che regolano l’accumulo o la perdita di peso.

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La ✨CARB CYCLING✨ (ovvero la ciclizzazione dei carboidrati) prevede l’alternanza di giorni con un diverso apporto di car...
11/07/2026

La ✨CARB CYCLING✨ (ovvero la ciclizzazione dei carboidrati) prevede l’alternanza di giorni con un diverso apporto di carboidrati (alto, moderato e basso) per ottimizzare il metabolismo, la composizione corporea e le prestazioni fisiche.
Questo metodo permette di massimizzare l’utilizzo dei grassi come fonte di energia nei giorni a basso contenuto di carboidrati e di ricaricare le scorte di glicogeno nei giorni ad alto contenuto di carboidrati, migliorando il rendimento atletico e il recupero muscolare.

La Carb Cycling offre diversi benefici, bilanciando fasi di restrizione e di ricarica dei carboidrati. Questo approccio può migliorare la sensibilità insulinica e ottimizzare le prestazioni atletiche. Inoltre, alternando giorni a basso e alto contenuto di carboidrati, si evita il rallentamento metabolico tipico delle diete ipocaloriche costanti.

Rispetto alla chetogenica pura, la Carb Cycling può essere più sostenibile a lungo termine, poiché permette di includere alimenti ricchi di carboidrati nei giorni strategici, evitando la rigidità estrema della chetosi.

Un altro vantaggio è che riduce il rischio di adattamenti negativi ormonali, come il calo della leptina (ormone che regola la fame) e l’aumento del cortisolo, che possono talvolta verificarsi in regimi a bassissimo contenuto di carboidrati. Inoltre, supporta il mantenimento di livelli adeguati di glicogeno muscolare, fattore che può essere indispensabile in persone molto attive e atleti.

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🪄FALSI MITI SULLA DIETA CHETOGENICA 🔸DANNEGGIA I RENINon esistono evidenze scientifiche atte a testimoniare che la dieta...
06/07/2026

🪄FALSI MITI SULLA DIETA CHETOGENICA

🔸DANNEGGIA I RENI
Non esistono evidenze scientifiche atte a testimoniare che la dieta chetogenica danneggi la funzionalità renale in soggetti sani: al contrario, la rimozione dello stimolo infiammatorio cronico e la normalizzazione delle alterazioni del metabolismo del glucosio e dei valori dei trigliceridi circolanti, a lungo termine protegge dall’instaurarsi del danno renale, grazie alla sua capacità di prevenire il diabete e l’ipertensione (e due principali cause del danno a carico del glomerulo renale).

🔸E’ UNA DIETA IPERPROTEICA
È una comune credenza che non trova riscontro nella realtà.
La dieta chetogenica infatti risulta ipoglucidica (includendo quindi una bassa quota di carboidrati), iperlipidica ma nella maggior parte dei casi normoproteica.

🔸NON SI PUO PROTRARRE A LUNGO TERMINE
Nonostante in questi casi io prediliga l’adozione di una dieta low carb, al posto di una chetogenica vera e propria, esistono pazienti che conservano uno stato di salute ottimale mantenendosi in chetosi per svariati anni; ciò è stato osservato, ad esempio, in presenza di alcune patologie neurologiche di difficile gestione farmacologica come l’epilessia.

🔸SI RIPRENDE SUBITO IL PESO PERDUTO
La riduzione dei livelli di glucosio e di insulina circolanti garantiscono un costante stimolo alla lipolisi (ovvero l’utilizzo dei grassi corporei); inoltre, la risoluzione del quadro di dipendenza dai carboidrati garantisce nel lungo termine un minore introito di cibi ad alto contenuto di zuccheri, i quali com’è noto ostacolano il dimagrimento.

🔸 BLOCCA IL METABOLISMO
Tutt’altro. La dieta chetogenica riconsegna all’organismo la capacità di utilizzare i grassi in vece degli zuccheri come substrato energetico, promuovendo un miglioramento della risposta al dimagrimento.
Se si decide di protrarre una dieta chetogenica a lungo termine sarà comunque buona norma monitorare gli ormoni tiroidei.

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🔸Nella dieta chetogenica l’introito quotidiano di carboidrati risulta significativamente ridotto: in media si attesta in...
04/07/2026

🔸Nella dieta chetogenica l’introito quotidiano di carboidrati risulta significativamente ridotto: in media si attesta intorno a 20-50 g di carboidrati netti al giorno.

🔸Nella dieta Low Carb, invece, in genere si mantiene una quota di carboidrati che oscilla tra 40 a 100 g al di, risultato che si ottiene limitando il consumo di alimenti ad azione dolcificante e riducendo l’introito di frutta molto zuccherina e di carboidrati complessi come pasta, pane, riso e patate.

In genere nella dieta Low Carb è possibile inserire piccole quantità di frutta, di legumi e di vegetali ad alto apporto di carboidrati che nella dieta chetogenica di solito non sono consentiti (come ad esempio la zucca e le carote).

Normalmente possono rientrare nel piano alimentare anche piccole quantità di cereali integrali (come ad esempio 40-50 grammi al giorno di riso integrale o di pane a ridotto contenuto di carboidrati) e quantità sempre moderate di legumi.

Il vantaggio della dieta Low Carb rispetto alla chetogenica è rappresentato dalla maggiore elasticità garantita da questo piano alimentare; al contrario, il fatto di non entrare in chetosi può essere un ostacolo al mantenimento di un regime ipocalorico.

Penso che la dieta Low Carb potrebbe quasi sempre rappresentare una buona soluzione di regime da mantenere a lungo termine, costituendo un’ottima strategia per tenere sotto controllo i valori di glicemia e quindi di insulina (e, di conseguenza, riducendo la tendenza all’accumulo di adipe e l’infiammazione generale).

Possono fare eccezione alcuni casi, come ad esempio l’abitudine di effettuare sessioni molto intense di allenamento, le quali potrebbero richiedere un introito più elevato di carboidrati prontamente disponibili.

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L’acqua è un elemento fondamentale per il corretto funzionamento del nostro organismo e riveste un ruolo cruciale nell’a...
02/07/2026

L’acqua è un elemento fondamentale per il corretto funzionamento del nostro organismo e riveste un ruolo cruciale nell’ambito di una dieta equilibrata.

🔸 Eliminazione delle tossine: Un apporto sufficiente di acqua facilita l’eliminazione delle sostanze di scarto attraverso l’urina e il sudore, contribuendo alla depurazione dell’organismo.

🔸Supporto al metabolismo: L’acqua è coinvolta in numerosi processi metabolici, inclusa la digestione e l’assorbimento dei nutrienti. Una corretta idratazione può favorire un metabolismo efficiente.

🔸Regolazione dell’appetito: Bere uno o due bicchieri d’acqua prima dei pasti può aumentare il senso di sazietà, aiutando a controllare l’assunzione di cibo e supportando gli sforzi per la perdita di peso.

🔸Mantenimento della massa muscolare: I muscoli sono composti per circa il 75% da acqua. Un’adeguata idratazione è essenziale per preservare la massa muscolare, soprattutto in chi pratica attività fisica.

🔸Lubrificazione delle articolazioni: L’acqua contribuisce alla produzione del liquido sinoviale, fondamentale per mantenere le articolazioni ben lubrificate e funzionanti correttamente.

🔸Regolazione della temperatura corporea: Attraverso la sudorazione, l’acqua aiuta a dissipare il calore in eccesso, mantenendo la temperatura corporea entro i limiti normali.

🔸Benefici per la pelle: Una buona idratazione mantiene la pelle elastica e luminosa, contribuendo a un aspetto sano.

🔸Prevenzione della disidratazione: Una carenza di acqua può portare a sintomi come stanchezza, mal di testa e difficoltà di concentrazione. Mantenere un adeguato apporto idrico è fondamentale per prevenire questi disturbi.

🔸Quanta acqua bere al giorno?
Le raccomandazioni variano in base a età, sesso, livello di attività fisica e condizioni ambientali. In generale, si consiglia un consumo giornaliero di circa 2 litri per le donne e 2,5 litri per gli uomini, includendo sia l’acqua bevuta che quella contenuta negli alimenti.

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Ti capita di aprire la dispensa anche se hai appena mangiato? Di cercare qualcosa di dolce quando sei stanco, stressato ...
30/06/2026

Ti capita di aprire la dispensa anche se hai appena mangiato?
Di cercare qualcosa di dolce quando sei stanco, stressato o annoiato?
Potrebbe essere fame nervosa.
Questa forma di “fame emotiva” non nasce da un reale bisogno del corpo, ma da un disagio interiore.
E spesso si accompagna alla dipendenza da zuccheri, che alimenta un circolo vizioso: picco glicemico → calo → nuova voglia di zuccheri → senso di colpa → nuova fame.
Come riconoscerla?
Arriva all’improvviso, spesso in risposta a uno stato emotivo.
È selettiva (vuoi quella cosa, spesso dolce o salata).
È seguita da senso di colpa o frustrazione.
Come attenuarla?
Pratica l’autoascolto: chiediti “Ho davvero fame o sto cercando conforto?”
Respira. Porta attenzione al corpo con qualche minuto di mindfulness.
Bevi un bicchiere d’acqua e aspetta 10 minuti.
Tieni a portata snack sani (noci, verdure, proteine).
La dieta chetogenica può aiutarti.
Stabilizzando la glicemia e riducendo i picchi insulinici, la chetogenica abbassa drasticamente le voglie di zuccheri e il “craving” continuo.
Ti senti più sazia, più lucida, meno schiava di quello che c’è nel frigo.

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La salute intestinale non è solo questione di digestione: il microbiota, ovvero l’insieme dei microrganismi che popolano...
28/06/2026

La salute intestinale non è solo questione di digestione: il microbiota, ovvero l’insieme dei microrganismi che popolano il nostro intestino, influenza in modo profondo l’immunità, il metabolismo, il tono dell’umore e persino la qualità della pelle.
Ma cosa possiamo assumere concretamente per favorirne l’equilibrio?

🔸Fibre prebiotiche: presenti in alimenti come porri, cipolla, topinambur, banana acerba, avena e legumi (se tollerati). Rappresentano il nutrimento principale dei batteri “buoni”.

🔸Probiotici: ceppi batterici vivi (come Lactobacillus e Bifidobacterium) utili in caso di disbiosi accertata. Vanno scelti con attenzione, in base al disturbo e all’obiettivo.

🔸Polifenoli: molecole antiossidanti presenti in cacao amaro, tè verde, olio extravergine d’oliva, frutti di bosco e alcune spezie (curcuma, cannella). Hanno un potente effetto modulante sulla flora batterica.

🔸Integratori mirati: nei casi più complessi, si può valutare l’uso di estratti vegetali (come l’alga spirulina, la zeolite o il fucus) per ripristinare l’integrità della barriera intestinale e favorire la detossificazione.

🔸Acqua: mai sottovalutare il ruolo dell’idratazione. Una buona quantità di acqua quotidiana aiuta l’eliminazione delle tossine e supporta il transito intestinale.
Ma attenzione: ogni intestino ha una storia.
Prima di scegliere cosa prendere, occorre capire cosa evitare, e soprattutto quale profilo infiammatorio o carenziale è presente.

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