Giulia Amandolesi Porcù - Psicologa

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Coaching alimentare;
Empowerment individuale;
Promozione del benessere.

Amare qualcuno che soffre significa anche imparare a non avere sempre qualcosa da dire.A tollerare il fatto che non poss...
10/10/2026

Amare qualcuno che soffre significa anche imparare a non avere sempre qualcosa da dire.

A tollerare il fatto che non possiamo risolvere tutto, accorciare i tempi, trovare un senso o promettere che andrà bene.

A volte, nel tentativo di aiutare, cerchiamo parole che allontanino il dolore. Ma chi soffre non sempre ha bisogno di essere rassicurato. Ha bisogno di sentire che non deve nascondere quello che prova per non mettere in difficoltà chi gli sta accanto.

Perché voler bene a qualcuno non significa saperlo ti**re fuori da ogni buio. Significa anche essere disposti a restare, senza pretendere di illuminarlo subito.

E forse è proprio qui che comincia una forma importante di cura: nella possibilità di non dover stare meglio per continuare a sentirsi amati.

07/10/2026

🤓 Trovare il terapeuta giusto non è sempre facile.
Per questo abbiamo messo a tua disposizione un primo colloquio conoscitivo gratuito di 30 minuti per individuare il percorso più adatto a te.
Analizzeremo le tue esigenze per abbinarti al professionista ideale del nostro team, valutando specializzazione, approccio e sintonia umana.
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05/10/2026

Grazie a chi c’era, a chi c’è e a chi continua a camminare
insieme a noi.

30/09/2026

🚂 In questa fermata di Mind the G A P, con abbiamo parlato dell’ultima stazione: quella in cui, se sei fortunato, ti guardi indietro, non ti vergogni di niente e ti scopri ancora fedele a te stesso.

Art Direction:
Strategy and Production:
Pre-production: .studio
Styling:

Settembre è per me il mese in cui il tempo sembra fare un bilancio spontaneo.Le chiamiamo ricorrenze, ma a volte sono so...
29/09/2026

Settembre è per me il mese in cui il tempo sembra fare un bilancio spontaneo.
Le chiamiamo ricorrenze, ma a volte sono solo dei segnali stradali che ci ricordano da dove siamo partiti.

Se penso a un anno fa, a questo stesso periodo, ricordo il peso di una frattura, la sensazione di sbandamento, la fatica. Uno di quei momenti in cui ti chiedi come rimetterai insieme i pezzi e ti sembra che tutto stia andando nella direzione sbagliata.
Poi passa un anno. 365 giorni.
E la cosa strana delle ricorrenze è che non servono solo a festeggiare, ma a guardarsi indietro, a ti**re le fila senza più quel fiato corto.
E sai... non ci crediamo mai mentre lo attraversiamo ma spesso ci riscopriamo inaspettatamente felici di come siano andate le cose.

Forse il vero valore delle ricorrenze è proprio questo: darsi degli appuntamenti nel tempo per misurare la distanza e scoprire che la vita sa prendere strade del tutto inaspettate. Ci insegnano che anche ciò che in un momento preciso ci sembrava la cosa peggiore che potesse succederci, con il tempo può trasformarsi nell’inizio di qualcosa di nuovo.
Un modo per riconoscere la strada fatta e ricordarci che non possiamo prevedere tutto, ma possiamo sempre fidarci della nostra capacità di attraversarlo.

Quattro anni fa il Team G.A.P. era solo una conversazione attorno a un tavolo. Nessun manuale di istruzioni, nessuna cer...
25/09/2026

Quattro anni fa il Team G.A.P. era solo una conversazione attorno a un tavolo. Nessun manuale di istruzioni, nessuna certezza: solo l’idea di provare a costruire uno spazio che prima non c’era.
Oggi guardo i calendari delle settimane, le riunioni piene di volti, il materiale che ci scambiamo, e siamo in venti.
È una sensazione strana e bellissima: c’è l’emozione di vedere qualcosa che è cresciuto davvero, e c’è il peso sano di una grande responsabilità.

In questi quattro anni ho dovuto imparare a fare cose che non mi aveva insegnato nessuno. Il lavoro clinico è ciò per cui ho studiato e che amo, ma imparare a guidare un progetto del genere è stato tutto un altro viaggio. Ho fatto errori, ho aggiustato il tiro lungo strada, ho imparato a trattenere il fiato di fronte agli imprevisti e a fare spazio alla fiducia.
È un traguardo che non ha una sola firma.

È di ogni singolo terapeuta del team, per la passione, la presenza e la delicatezza che mette ogni giorno in ogni stanza di terapia.
È di tutti i professionisti che collaborano con noi e lavorano dietro le quinte: persone fondamentali che con il loro lavoro continuo hanno permesso a G.A.P. di arrivare fin qui.
Ed è, soprattutto, di tutti i pazienti che in questi anni hanno scelto di affidarsi a noi, affidandoci le loro storie e i loro pezzi più vulnerabili.
Senza la vostra fiducia, niente di tutto questo avrebbe senso.

Nel carosello ho raccolto le 4 lezioni più importanti che questo percorso mi sta insegnando.

Grazie a chi c’era, a chi c’è e a chi continua a camminare insieme a noi. 🤍

21/09/2026

🚂 In questa fermata di Mind the G A P, con abbiamo parlato di quelle cose che avremmo voluto dire, ma che per un motivo o per l’altro restano spesso non dette.

Trovi l’intervista integrale è su YouTube.

Art Direction:
Strategy and Production:
Pre-production: .studio
Styling:

Perché le persone sono sempre molto più della definizione che riusciamo a dare loro ✨🌈
18/09/2026

Perché le persone sono sempre molto più della definizione che riusciamo a dare loro ✨🌈

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