Alimentazione Flessibile

Alimentazione Flessibile Ti guido alla scoperta del mondo dell'alimentazione per ritrovare il tuo equilibrio

27/07/2026

Se ne parliamo tutti, anche quando il tema non è il nostro, come nel mio caso, è perché messaggi come questo, come questa visibilità possono fare dei danni di cui non ci rendiamo conto.

Non è dissing è informazione.

Reference articolo:doi: 10.1158/1055-9965.EPI-23-0545

Riguardo I bambini: 👶 l’American Academy of Pediatrics raccomanda cautela con l’ossibenzone nei prodotti per bambini, privilegiando filtri fisici e indumenti protettivi, mentre fino ai sei mesi di età è sconsigliata l’esposizione diretta al sole.

Tutti lo annunciano con grandi festeggiamenti ma le mie amiche dicono che non so dare le notizie… quindi lo dirò così.No...
23/07/2026

Tutti lo annunciano con grandi festeggiamenti ma le mie amiche dicono che non so dare le notizie… quindi lo dirò così.

Non siete pronti… ma nemmeno io.🩵👶❤️

15/07/2026

Ho visto gente usare un trapano per scavare l’anguria per questo trend.

Bastava della frutta congelata a cubetti e frullata.

Anche perché voglio vedervi a scavare le ciliegie 🍒

14/07/2026

What I eat in a day

Come se il problema di “mangiare meglio” stia nel bisogno di ispirazione per nuove ricette o nel non sapere come si dovrebbe mangiare.

08/07/2026



Questo spazio qui, cioè il mio profilo,
nelle prossime settimane diventerà il posto dove poter raccogliere domande sulla prevenzione e la cura dei DCA,
di tutti quei dubbi che ci vengono come professionisti,
quello che non abbiamo capito,
quello che secondo noi manca,
o che vorremmo approfondire per riuscire a lavorare al meglio con questi temi.

E lo portiamo poi a Spazio Nutrizione🩵, insieme.

L’obiettivo non è eliminare il dolce, ma ridargli il suo spazio, la sua frequenza. Renderlo una scelta (vera) e non una ...
02/07/2026

L’obiettivo non è eliminare il dolce, ma ridargli il suo spazio, la sua frequenza.

Renderlo una scelta (vera) e non una cosa che deve esserci altrimenti non posso…finire il pasto senza. (che succede se finisci il pasto senza?)

Posticiparlo a volte in un momento in cui ci aiuta/serve/ ha senso di più.

Altre lasciarlo lí e regolarci sul resto.

Ma non ha senso definirsi semplicemente golosi (perché ti hanno sempre detto che lo sei) senza capire che funzione ha quell’abitudine.

01/07/2026



Poi oh se vogliamo proprio bilanciare e avere tutti gli elementi possiamo abbinare a prosciutto e melone un bruschetta con pomodorini, o qualsiasi altra verdura.

Ma non serve.
Quello che serve è sapere che I pasti bilanciati sono importanti, ma non tutti devono esserlo allo stesso modo.

25/06/2026

È importante capire perché abbiamo una certa voglia/ bisogno. Fa parte della conoscenza e consapevolezza del proprio corpo.

Ci aiuta a vivere i cambiamenti con serenità e a prendere fiducia nella capacità di ascoltare il nostro corpo.

Ma come direbbe un caro collega, questa cosa non la dobbiamo surfare 🏄‍♀️

Dobbiamo continuare a chiederci se quando arriva quel momento lí, quell’esigenza c’è oppure no.

Immaginiamo il cioccolato pre ciclo come la sigaretta dopo il caffè (sono dinamiche diverse lo so ma…)

Dopo ogni caffè c’è lo stesso bisogno di fumare? O è solo un’associazione?

Ogni volta in preciclo ho la stessa voglia di cioccolato? O è solo perchè so che sono in preciclo?

Dopo ogni allenamento ho la stessa fame? O penso di aver bisogno di più solo perchè so che mi sono allenato/a?

I biscotti tendono a essere più trigger di altri alimenti perchè probabilmente hanno più legami con la nostra infanzia.E...
18/06/2026

I biscotti tendono a essere più trigger di altri alimenti perchè probabilmente hanno più legami con la nostra infanzia.

E poi ovviamente anche per le loro caratteristiche sensoriali.

Ma biscotti sono uno dei primi alimenti che si tendevano a dare ai bambini dalla fase di svezzamento, praticamente la nostra prima conoscenza del mondo cibo dopo il seno della mamma.

Come quei biscottini secchi che stavano giusto nel pugno della mano e che si potevano lasciare ciucciare e rosicchiare in sicurezza.

Gli stessi che poi buttati nel latte si trasformavano in pochi secondi in una pappetta semi liquida.

A volte i biscotti venivano lasciati sciogliere nel latte, all'interno del biberon con la tettarella tagliata e si lasciava sto pappone da ciucciare al bambino per una colazione o merenda veloce.

Magari davanti ai cartoni.

Super anni 90

Ma facile pensare che sia uno dei primi alimenti dopo il latte con cui stabiliamo una relazione.

E che proprio perchè sta abbinato al latte, possa associarsi a una uguale sensazione di piacere e di coccola.

Da un po più grandi i biscotti continuano ad accompagnare nella crescita, restano la colazione più rapida che si possa mettere in tavola quando tutti sono di fretta, la merenda con il tè dalla nonna, il dolcetto con un po' di latte dopo cena.

Il fatto che i biscotti siano più difficili da gestire (cioè che sia più difficile mangiarne una porzione consona) rispetto a altri alimenti, non è soltanto che sono poco sazianti, ma che più di altri cibi stimolano un piacere che ci porta a continuare a mangiare.

L'abbinamento con il latte, per il suo sapore familiare.
L'inzuppo che ne annulla la masticazione, e quindi li rende molto più digeribili e poco sazianti (ciò che non mastico sazia poco)
Ovviamente il gusto che ne fa desiderare di più.

Come ci avviciniamo a riprendere confidenza con questi alimenti?a regolarci e a non temerli?

- le monoporzioni danno dei confini e aiutano ma non per tutti sono sufficienti a regolare davvero la porzione

- l'abbinamento, vedi quella roba chiamata "cheese cake giapponese" che è andata virale sui social, che non era altro che uno yogurt con conficcati dentro dei biscotti lasciati a ammollare un po' (lì nessuno temeva i biscotti, forse per l'aura positiva e dietetica dello yogurt)

- l'abbinamento con frutta e yogurt per aiutare la sazietà e completare con ciò che manca

- e se inzuppo, limitando la quantità di latte.Potrei berne mezza tazza prima di iniziare a inzuppare, così che prendere altri biscotti non sia la scusa per finire il latte. E intanto bere un po di latte da solo, inizia a fare fondo nello stomaco e a lavorare sulla prima percezione di sazietà.

Non è solo cosa mangiamo, ma che cosa rappresenta quel cibo per noi e come mangiamo.

Eleonora

Nell'ultima newsletter ho parlato di volume eaters.Cioè di come ci siano persone che tendono a preferire volumi di cibo ...
17/06/2026

Nell'ultima newsletter ho parlato di volume eaters.

Cioè di come ci siano persone che tendono a preferire volumi di cibo abbondanti.

Che non sono soddisfatte se non vedono nel piatto una quantità voluminosa di cibo.

E se in alcuni casi, questa preferenza verso grandi volumi è una caratteristica personale,( all pari di chi al contrario preferisce mangiare poco e spesso) più spesso è una conseguenza della restrizione.

Perchè la restrizione che sia stata portata da noi stessi che ci imponiamo di mangiare di meno o da una serie di diete fatte nella vita, comporta il fatto di mangiare di meno e di sentire fame.

E allora per non sentire quella sensazione di fame, si trovano tutte le strategie possibili, come mangiare grandi quantità di verdure, stracuocere pasta o riso in modo che sembrino di più e girare sempre su quei pochi alimenti che consideriamo, o ci hanno detto di essere sazianti.

A volte questa cosa qui nasce anche da una storia di abbuffate, dove abbiamo imparato a legare la calma e la tranquillità alla pienezza dello stomaco.

Ci sono diversi problemi in questa cosa, quando non c'è flessibilità, quando non è una semplice preferenza personale, che mi fa accettare la bowl di riso e verdure così come la pasta al sugo.

In primis una dieta poco varia, che deve stare sempre sulle stesse cose per garantire tranquillità.

SI prova ansia in tutte le occasioni sociali, quando si mangia da amici o al ristorante perchè non ci si trova mai davanti alla solita montagna che abbiamo nel piatto, e partono i pensieri su come si potrà essere sazi o la paura di esagerare dopo, a casa, alla ricerca di quella sensazione.

Più giochiamo su questa cosa dell'abituarsi a esagerare con le quantità e più diventa difficile uscirne, e soprattutto se anche questa cosa mette tranquilla l'ansia di avere fame o la paura di perdere il controllo, non porta a un rapporto libero e sereno con il cibo, dove le scelte sono sempre condizionate dal volume che permettono di avere nel piatto.

Escludendo tanti alimenti e tanti sapori.

Oltre a essere predisponente al mantenimento di abbuffate e perdite di controllo.

Il lavoro in questi casi sta nell'iniziare a capire come variano le sensazioni di fame e come queste non siano sempre uguali, non richiedano sempre la stessa risposata alimentare nei giorni e nei diversi momenti della giornata.

E riuscire a intervallare i propri pasti abbondanti, con porzioni più contenute di quegli alimenti che si sono esclusi, valutando come ci fanno sentire e se davvero portano fame o possono andare bene (spoiler, qui ci si stupisce)

Gli alimenti sono diversi e ci danno cose diverse perchè non abbiamo sempre bisogno della stessa cosa, anche riguardo alle sensazioni di sazietà.

Eleonora

Indirizzo

Via Albricci 9
Milan

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